giovedì 1 ottobre 2015
La leggenda di Diomede e le Isole Tremiti
Secondo un’antica leggenda le Isole Tremiti sarebbero indissolubilmente intrecciate ai racconti della mitologia greca al tempo delle imprese guerresche di Diomede, eroe acheo.
Stante il mito, riportato anche tra le righe dell’Iliade, Diomede durante uno scontro con Enea, ferì la dea Afrodite alla mano.
Fu per questo che la dea dell’amore, indignata dall’insolente gesto, scatenò la sua vendetta sull’eroe greco e così quando Diomede fece ritorno alla sua terra natale, Argo, di cui ne era Re, non venne riconosciuto da nessuno, ne dai suoi sudditi ne da sua moglie Egialea.
La dea aveva fatto in modo che l’intera città cancellasse il ricordo del loro sovrano ponendo Diomede in condizione di dover abbandonare la sua tanto amata patria.
L’eroe acheo, allora, si diresse alla volta dell’Adriatico, approdando sulle coste dell’antica Daunia.
Qui , dopo innumerevoli peripezie, sposò la figlia del sovrano Dauno ed ereditandone l’intero regno fondò le Isole Tremiti. Diomede imperò incontrastato fino alla fine dei suoi giorni in queste nuove terre e proprio in una precisa grotta delle isole, pare l’isola di San Nicola, è custodita la sua tomba sulla quale aleggiano continuamente una specie di uccelli simile agli albatri, che, sempre secondo la leggenda, non sarebbero altri che i compagni di Diomede trasformati anche loro stessi da Afrodite in “diomedee”.
Si racconta che i guerrieri di Diomede, ora tramutati in uccelli, durante le notti senza luna, piangono il ricordo del loro valoroso condottiero custodendo e vegliando il corpo ormai senza vita dell’eroe greco.
Fonte: meteoweb.eu
La fame nel mondo

Nel corno d'Africa, cuore della disperazione, l'80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle.
Il mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall'altra correggere certi effetti dell'economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento
La fame è riferita letteralmente al bisogno di cibo; può anche essere applicata metaforicamente ai desideri di altra natura. Il termine è usato più largamente per riferirsi ai casi di diffusa malnutrizione o privazione di cibo fra le popolazioni, solitamente dovuto a povertà, conflitti,
IL NORD E IL SUD DEL MONDO
Netto appare il contrasto tra un Nord del mondo dove si trovano i Paesi più industrializzati, con una popolazione che dispone di molte risorse e un Sud che, ad eccezione di Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, vede crescere la popolazione molto più rapidamente delle risorse prodotte da un’economia spesso basata sull’agricoltura di sussistenza e sull’esportazione di materie prime. Il legame tra Nord e Sud è costituito da un rapporto di subordinazione del Sud al Nord, che affonda le sue radici nel colonialismo e nei nuovi problemi posti dalla globalizzazione.instabilità politica, o a circostanze agricole avverse (carestia). La fame continua ad essere un problema in tutto il mondo.
Secondo l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, "850 milioni di persone nel mondo erano denutrite fra il 1999 e il 2005" ed il numero è in continuo aumento. Nell'anno 2000 tutte le nazioni del mondo nel quadro delle Nazioni Unite (2000-Obiettivi del Millennio) si sono impegnate a ridurre la povertà della metà entro l'anno 2015. Ma sembra sempre più difficile che si arrivi a raggiungere questo obiettivo. In effetti, la fame nel mondo sembra, soprattutto in alcune regioni africane, tendere all'aumento.
L’equilibrio tra la produzione di alimenti e il loro consumo ha sempre costituito uno degli obiettivi più ardui delle società umane. Ragioni plurime hanno congiurato, nel corso della storia, per rendere le disponibilità inferiori al fabbisogno. A chi la osservi dal punto di vista della disponibilità di cibo la storia umana è una lunga serie di carestie interrotte da rari periodi di prosperità. Tra le ragioni delle carestie un ruolo peculiare svolge la guerra, siccome i popoli in guerra hanno sempre cercato di distruggere, reciprocamente, le messi dei nemici, e la guerra è stata indissolubilmente legata, per millenni, alla carestia. Per la possibilità di sconfiggere la fame nel mondo si scontrano due scuole di pensiero: una sottolinea soprattutto la necessità di una migliore distribuzione delle risorse alimentari, la seconda vuole, invece, porre l'accento sulla necessità di aumentare le capacità produttive come avvenne con la rivoluzione verde.
Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell'economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.
La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l'anemia è la principale malattia da regime alimentare - colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un'operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l'anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Secondo l'ultimo
RAPPORTO UNICEF
È allarme rosso per la situazione infanzia nel mondo Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla nascita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale.
Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.
RACHITISMO Carenze alimentari e mancanza di cure adeguate pregiudicano la crescita del bambino nei primi anni di vita. Nei Paesi in via di sviluppo il 39% dei piccoli sotto i 5 anni é affetto da rachitismo, mentre sono oltre 170 milioni quelli sottopeso. VACCINAZIONI 30 milioni di bambini non sono protetti dalle vaccinazioni obbligatorie (nel primo anno di età) e tra questi 11 milioni muoiono per malattie che si potrebbero prevenire. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l'accesso all'acqua. Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano ulteriore aiuto.
TERZO MONDO O PAESI DEL SOTTOSVILUPPO
Le espressioni Terzo Mondo e Quarto Mondo si diffusero negli anni 50 e 60 quando il sistema politico mondiale era diviso tra Paesi del blocco capitalista ( Primo mondo)e Paesi del blocco comunista ( Secondo mondo).
L’espressione Terzo Mondo si intese riferita al blocco dei Paesi poveri e sottosviluppati. Si è cominciato poi ad usare anche l’espressione Quarto Mondo per indicare gli stati più poveri, situati per la maggior parte in Africa.
Dopo la fine della Guerra Fredda e la caduta della maggior parte dei regimi comunisti, le espressioni che meglio classificano la situazione di contrasto tra sviluppo e sottosviluppo sono:
- Paesi sviluppati o ad economia avanzata (quelli industrializzati);
- Paesi emergenti (quelli che stanno vivendo una forte crescita economica e stanno superando la fase del sottosviluppo come la Cina, l’India);
- Paesi sottosviluppati (quelli ad economia arretrata come i Paesi del Centro-Africa, ecc…)
mercoledì 30 settembre 2015
Poesia di Jorge Luis Borges
Ci son momenti in cui si deve vivere la propria vita per capire se stessi.
Perché si cambia, il nostro mondo cambia, cambiano le cose senza che te ne accorgi, un mattino è come se ti svegliassi dopo i cento anni della Bella Addormentata.
E ti chiedi cos'è successo a te, nel frattempo: se tutto è cambiato così, dov'eri tu che non te ne accorgevi.
Chiedi, ma nessuno risponde.
Ci sono momenti in cui si deve vivere la vita attraverso la vita degli altri.
Altri che soffrono, altri che ti hanno aspettata a lungo, altri che dopo anni di silenzio finalmente parlano.
Altri che hanno bisogno di un compagno nell'attesa delle loro attese.
E altri per i quali il tempo che passa nell'aspettare è già un dono. Non sai bene se la vita è viaggio, se è sogno, se è attesa, se è un piano che si svolge giorno dopo giorno e non te ne accorgi se non guardando all'indietro.
Non sai se ha senso.
In certi momenti il senso non conta.
Contano i legami.
Jorge Luis Borges
La chiocciola più piccola del mondo
Nella cruna di un ago ce ne starebbero una decina, l'una accanto all'altra: la lumaca di terra più piccola del mondo è stata scoperta in un campione di suolo raccolto nella provincia di Guangxi, Cina meridionale.
La chiocciola, il cui guscio raggiunge appena gli 0,86 mm di altezza, è stata chiamata dagli scopritori, un team di ricercatori giapponesi e ungheresi, Angustopila dominikae.
Tra le sette specie di micro-chiocciole rinvenute nel terreno, questa è la più minuta: milioni di volte più piccola, in volume, del suo parente più ingombrante, la chiocciola africana gigante (30 cm di lunghezza).
Può darsi che le piccole dimensioni proteggano l'animale dagli artropodi delle latitudini tropicali: per proteggersi, altre chiocciole hanno evoluto sistemi di chiusura del guscio, questa invece preferisce il "basso profilo".
Probabilmente rimane nascosta nelle minuscole fenditure della pietra arenaria, nutrendosi delle alghe associate all'umidità.
Il formato "tascabile" non sarebbe dovuto però a un adattamento all'ambiente favorito dall'evoluzione: i comuni antenati delle sette piccole specie di lumache, vissuti attorno a 60 milioni di anni fa, dovevano già essere altrettanto minuti.
Difficile che esista, in natura, una chiocciola più piccola dell'Angustopila: le dimensioni di organi e cellule sono già ridotte al minimo.
Fonte: focus.it
Il monastero Phuktal

Il monastero Phuktal o Phuktal Gompa è uno dei monasteri più isolati nella regione sud-orientale dello Zanskar, nel distretto di Ladakh di Jammu e Kashmir, nel nord dell’India. Il monastero è una costruzione unica di fango e legno costruita all’ingresso di una grotta naturale sulle rive di una gola laterale di un importante affluente del fiume Lungnak (Lingti – Tsarap).
Da lontano il monastero sembra quasi che sia un nido d’ape gigante. Phuktal Gompa fu fondato nei primi anni del 12° secolo da Gangsem Sherap Sampo, un discepolo di Gelug Tsongkhapa. Anche se il monastero fu costruito nel 12° secolo, il luogo era praticamente sconosciuto sino a che l’esploratore ungherese Alexander Cosmo de Koros non lo visitò, nel 1826-1827.

La progettazione e la posizione isolata ha un significato spirituale, perché gli antichi monaci che viaggiavano cercavano riparo e meditazione nelle grotte della zona.
Il monastero dispone di quattro sale di preghiera, una biblioteca, una serie di strutture dedicate alla didattica, una cucina e camere e alloggi per i circa 70 monaci che vi risiedono. Il soffitto è decorato con affreschi a soffitto e decorano la cappella popolata dai turisti. Il Phuktal Gompa è uno dei pochi monasteri buddisti del Ladakh che può essere raggiunto solo a piedi, trovandosi a circa 7 chilometri dalla città di Purne.
Struttura di Richat, l’Occhio del Sahara
Nel nord Africa situato a Ouadane nella Mauritania nel deserto del Sahara si trova la struttura circolare di Richat un fenomeno geologico che assomiglia a un vero e proprio “occhio” posizionato quasi al centro delle sabbie del Sahara, per questo motivo viene chiamato Occhio del Sahara o l’occhio d’Africa ed è visibile solo dallo spazio.
Ci si potrebbe anche ritrovare in mezzo senza accorgersene.
E’ una struttura circolare gigantesca di 50 chilometri di diametro e osservando dal cielo appare, posizionato in un mare dorato di sabbia, come un enorme occhio
Fu scoperta nel 1965 durante un volo spaziale americano e date le sue dimensioni e il suo particolare aspetto per molto tempo è stato un punto di riferimento degli astronauti.
All’inizio si pensava fosse il cratere nato dall’impatto di un meteorite, ma questa teoria non riusciva a chiarire la sua forma la cui pendenza può raggiungere i 40 metri.
Oggi si ritiene che la struttura possa essere il risultato dell’innalzamento geologico, venuto fuori dall’azione erosiva di acqua e vento.
I tempi di erosione dei diversi tipi di roccia ha creato nei secoli vari anelli concentrici: le rocce che erano più resistenti ai processi di erosione hanno modellato le creste più alte che sono di colore blu e porpora, invece le rocce più fragili hanno creato le valli che sono di colore giallo.
La parte nord della struttura è circondata da una parte scura che è un altopiano di roccia sedimentaria che si espande per circa 200 metri al di sopra delle vicine sabbie del deserto, raggiungendo così i 485 metri sul livello del mare nel bordo più esterno.
La parte meridionale invece è occupato dalla sabbia.
A nord ovest della struttura di Richat si vede il monte Kédia d’Idjil, la cima più alta della Mauritania e il principale elemento che lo compone e che gli conferisce un colore bluastro è la magnetite, che è un minerale ferroso con proprietà magnetiche, rendendo la montagna un grande magnete naturale, in grado di creare interferenze alle bussole nelle aree vicine.
Si ritiene che si tratti di una cupola vulcanica che è precipitata su se stessa nel corso di milioni di anni e nel corso delle erosioni subite. Le varie ipotesi sulla sua origine non sono ancora state dimostrate e confermate quindi al momento rimane un rebus da risolvere.
Fonte: maiuri.net
India, gli antichi pozzi a gradini che stanno scomparendo
Da semplici barili per raccogliere l'acqua piovana alla costruzione di veri e propri acquedotti, nel corso dei secoli gli uomini si sono dovuti ingegnare per raccogliere e poter utilizzare una delle fonti più preziose del Pianeta: l'acqua.
Esempi affascinanti di come si possa unire alla funzionalità, un'estetica mozzafiato sono gli stepwell indiani, ovvero pozzi sotterranei a gradini, nascosti dal trambusto turistico delle città del paese asiatico.
La maggior parte di questi pozzi si trova, infatti, in regioni dell'India nord occidentale come Gujarat e Rajasthan, luoghi che per metà dell'anno sono caldi e secchi, mentre per i rimanenti mesi hanno un clima monsonico, accompagnato da cicloni e tifoni.
I primi pozzi furono costruiti tra il secondo e il quarto secolo dopo Cristo, l'idea dalla quale partì la popolazione indiana fu quella di creare da un lato, una struttura che potesse mantenere costante il rifornimento di acqua nei lunghi mesi di siccità dall'altro, un luogo da utilizzare per altre attività.
E' per questo che con il passare del tempo, i pozzi a gradini sono diventati capolavori architettonici per i turisti e luoghi di socializzazione per gli abitanti delle zone circostanti. Insomma una sorta di agorà in cui rifugiarsi per meditare o per pregare gli Dei protettori, per ristorarsi o abbeverare il proprio bestiame.
Con l'ammodernamento delle infrastrutture i pozzi sono stati abbandonati o addirittura distrutti.
Ultimamente però a causa delle crisi idriche, alcuni di questi monumenti a cielo aperto sono tornati ad assolvere alla loro funzione originaria ma per la maggior parte, il rischio rimane quello che i pozzi siano l'ennesima vittima dell'industrializzazione.
Dominella Trunfio
Omelette dietetiche
Gli ingredienti possono essere a piacimento
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