venerdì 26 ottobre 2012

CERVO MUSCHIATO SIBERIANO

Il cervo muschiato indossa una folta pelliccia di colore bruno con macchie bianche. Non possiede corna ma è adornato di lunghi canini che possono crescere fino a 10 cm di lunghezza, un po' meno negli esemplari femmina, nei periodi di carenza di cibo si nutre di muschio e licheni.  La ghiandola posta nella zona genitale dei maschi secerne il preziosissimo "muschio", ingrediente base per l'industria profumiera e per numerosi rimedi usati nella medicina tradizionale. Ciascun maschio in tutta la sua vita produce solo 25 grammi di muschio, ma i cacciatori di frodo uccidono indiscriminatamente maschi, femmine e piccoli per impossessarsi dell'essenza; si stima che per ogni ghiandola di muschio acquisita, vengano abbattuti quattro o cinque cervi. E' questo il principale motivo del declino rapido della specie, insieme al restringersi dell'habitat naturale (grandi foreste di conifere e larici) a causa degli incendi e delle attività umane. Per preservare questo splendido mammifero e altri animali in pericolo, la Mongolia ha istituito diverse zone di protezione : i Parchi Nazionali Horgo Terkhiin Tsagaan Nur (sulle montagne dell'Hangai), Hovsgool Nuur,  Korkhi Terelj, e  le aree di protezione totale Khan Uul e Khan Hentii. Negli anni 1980/1986 il cervo muschiato aveva una popolazione di circa 44.000 individui, ora si stima che la densità abitativa sia scesa a meno di 0,2 esemplari per km2. E' auspicabile uno sforzo congiunto fra le tre nazioni - Mongolia, Russia, Cina - per portare a termine un censimento su basi scientifiche. Un'ultima curiosità: non è ancora stata risolta l'attribuzione tassonomica del cervo muschiato, alcuni scienziati ritengono appartenga alla famiglia dei Moschidae, altri alla famiglia dei Cervidae.

Fatto con le bottiglie


L’USO DEL BICARBONATO DI SODIO

Il bicarbonato è un ottimo alleato naturale per le mille attività quotidiane.I l bicarbonato di sodio è uno degli ingredienti più versatili che possiamo trovare in casa: grazie ai suoi innumerevoli utilizzi il bicarbonato di sodio va a sostituire tutte quelle sostanze chimiche dannose per la nostra salute e per l’ambiente. Dalla pulizia della cucina alla cura della nostra persona, ecco per voi una guida all’uso del bicarbonato di sodio
IL BICARBONATO DI SODIO IN CASA Per le superfici lavabili Attraverso l’ uso del bicarbonato di sodio la casa sarà sempre splendente: lo si può avere semplicemente preparando una soluzione formata da bicarbonato ed acqua e strofinando vigorosamente la superficie lavabile della vostra cucina, una volta risciacquato avrete degli ottimi risultati. Come detersivo per i pavimenti Un ottimo detersivo naturale da adoperare anche per pulire il pavimento in ceramica aggiungendo alla soluzione un bicchiere di aceto bianco. Per l’argenteria Per avere dell’argenteria brillante più che mai, passate con un panno umido sul vostro oggetto un’emulsione di tre parti di bicarbonato ed una parte d’acqua, volendo potete usare anche il bicarbonato da solo, risciacquate con acqua tiepida ed asciugate per bene.
Contro gli acari Non ne potete più degli odiosi acari che si annidano sui vostri tappeti allora cospargeteli con del bicarbonato, lasciandolo agire per un’intera notte; in seguito rimuovete il tutto aiutandovi con l’aspirapolvere. Quest’ultimo processo vi permetterà inoltre di rimuovere i cattivi odori dalla vostra aspirapolvere. Per lavare i piatti Un cucchiaio di bicarbonato dentro l’acqua per lavare piatti e pentole aiuta a rimuovere le macchie ostinate e potenzia l’effetto del detersivo utilizzato per il loro lavaggio. Contro le macchie nei muri Anche voi ritrovate sulle pareti della vostra casa delle macchie, sopratutto nei pressi dei caloriferi: strofinate con della mollica di pane intrisa di bicarbonato la parte, così da permettere al muro di tornare bianco e splendente.
CONTRO I CATTIVI ODORI I cattivi odori in frigorifero Uno dei luoghi dove è frequente la formazione di cattivi odori è il frigorifero, ponendo al suo interno una ciotolina con circa 200 g di bicarbonato da cambiare di tanto in tanto la puzza andrà via. Mentre per una pulizia periodica delle pareti interne del frigorifero servitevi di una soluzione composta da 4 cucchiai di bicarbonato in un litro d’acqua. Macchie e cattivi odori della caffetteria Questo prodotto miracoloso permette di eliminare macchie e cattivi odori anche dalla nostra caffettiera grazie ad una soluzione fatta da un bicchiere di aceto di mele e due cucchiai di bicarbonato. Nelle lettiere dei gatti A beneficiare del bicarbonato di sodio saranno anche i vostri amici animali, spargendolo sul fondo della gabbietta o della lettiera si previene il formarsi di cattivi odori. Per la biancheria Cospargetene un po’ anche sul fondo della cesta della biancheria sporca oppure ponete al suo interno un sacchettino microforato contenente la polvere, allo stesso modo potete preservare il vostro armadio aggiungendo qualche goccia di olio essenziale così da eliminare gli odori e profumare i vostri capi. Come disinfettante Di solito il bicarbonato di sodio usato in questi modi dura circa due mesi. Invece di gettarlo nella spazzatura vi consigliamo di versarlo in tutti gli scarichi così da pulire e disinfettare.
L’INGREDIENTE SEGRETO NELLE RICETTE Per lievitare le torte Per permettere alla vostra torta di lievitare aggiungete un cucchiaino di bicarbonato al lievito utilizzato. Ricordate il bicarbonato aiuta la lievitazione, ma non può sostituire la funzione del lievito. Se desiderate eliminare completamente il lievito, basta la punta di un cucchiaino di bicarbonato mescolato con un vasetto di yogurt. Per frittate morbide Mentre per ottenere una frittata morbida e soffice vi consigliamo di mettere la punta di un cucchiaino di bicarbonato ogni 3 uova. La medesima dose sarà necessaria per rendere il vostro bollito meno duro e stoppaccioso. Per i legumi Volete cucinare legumi e verdure in poco tempo? Un cucchiaio di bicarbonato ogni litro d’acqua aiuterà la cottura al contempo eliminando l’amaro delle verdure. Contro le acidità Il bicarbonato di sodio ha anche la funzione di smorzare l’acidità del vostro sugo, non esagerate ne basta solo una punta.

Doriforo di Policleto

Il Doriforo di Policleto, oggi conservato al Museo Archeologico di Napoli, è una copia di età romana di una statua greca creata intorno al 445 a. C. La statua fu ritrovata nel 1797 nella Palestra Sannitica di Pompei, realizzata nel II sec. a. C., luogo in cui si allenavano gli atleti. Siamo a conoscenza del Doriforo di Policleto e delle sue altre opere grazie a Plinio il Vecchio, che visse tra il 23 ed il 79 d. C., egli nella sua “Storia Naturale” narra dell’esistenza del maestro. Policleto, allievo di Agelada, era uno scultore greco di Argo, la cui attività si pone tra il 460 e il 420 a. C. L’identificazione del Doriforo di Policleto nella statua di Napoli, fu suggerita per la prima volta dallo studioso tedesco Karl Friederichs, il quale asserì che si trattava di una copia romana da un originale greco in bronzo databile al 450-440 a.C. Lo stesso archeologo sostenne che la statua rappresentasse l’eroe Achille. Descrizione delle statua La statua è stata realizzata da Policleto seguendo un schema ben preciso per dare armonia alle varie parti che la compongono. L’artista nella creazione della statua usa la tecnica del chiasmo, che segue lo schema a X. Tale tecnica prevede la costruzione del corpo seguendo il ritmo incrociato, che fa apparire la figura dinamica ed equilibrata. La gamba destra è tesa in contrapposizione alla spalla sinistra che invece è in tensione, la gamba sinistra è piegata in opposizione alla spalla destra che è abbassata. L’arco del bacino è inclinato verso la gamba piegata e sioppone al movimento delle spalle. Il corpo è sinuoso e sembra muoversi in modo naturale, infatti il bacino è leggermente piegato sul lato sinistro per accompagnare il movimento della gamba, continuando a salire, le spalle seguono questo movimento infatti quella destra è leggermente più in alto di quella opposta, inoltre il corpo compie un sinuoso movimento ad S che gli conferisce morbidezza. Policleto vuole realizzare un corpo perfetto, perciò si basa su reali figure umane, in particolare su atleti olimpici. I suoi studi sul corpo umano diedero vita ad un trattato conosciuto con il nome Canone, ma che andò perduto. La statua rappresenta un giovane che tiene con il braccio sinistro una lancia e uno scudo, nella mano sinistra una spada ancora nel fodero, mentre cammina e quest’atto è mostrato dalla flessione della gamba sinistra. Il Doriforo è una delle opere antiche più replicate infatti vennero realizzate molte copie. La più nota è sicuramente quella conservata la Museo Archeologico di Napoli

Antartide misteriosa

SCIENZIATI SCOPRONO UNA PORTA SPAZIO TEMPORALE IN ANTARTIDE !!
L’ANTARTIDE NON FINIRA’ MAI DI STUPIRE E REGALARE NUOVE SORPRESE Il continente più gelido, remoto e inospitale della Terra, con temperature che toccano anche i -80 gradi centigradi, potrebbe nascondere un vero e proprio museo archeologico, sotto la spessa coltre di ghiaccio che avvolge il 95 per cento del suo territorio e che raggiunge una profondità media di oltre 2000 metri. Qui, 4 mila scienziati, di 46 paesi del mondo, conducono da oltre cinquant’anni le ricerche più impensabili e l sempre in questo luogo avvengono strani e incredibili fenomeni scientifici, alcuni dei quali ancora inspiegabili. È ciò che è accaduto a un team di scienziati britannici e statunitensi lo scorso mese di maggio. GLI STUDIOSI STAVANO LAVORANDO A UN COMUNE PROGETTO DI CLIMATOLOGIA
Quando hanno assistito a un evento da film di fantascienza: un insolito vortice, stazionava in quota senza mai muoversi di un solo centimetro, nonostante le elevate raffiche di vento spostassero le nuvole tutt’intorno. All’inizio si era pensato a una tempesta polare ma, la staticità del mulinello e l’inconsueta nebbia che lo avvolgeva, hanno spinto i ricercatori a indagare sul fenomeno. Gli uomini hanno approntato un pallone meteo legato a un argano, completo di una radio sonda per il rilievo delle proprietà fisiche (temperatura, umidità relativa, pressione e velocità del vento) e un cronometro scientifico per la registrazione dei tempi di lettura. L’oggetto è stato poi rilasciato e fatto risucchiare all’interno del vortice per il tempo strettamente necessario alle misurazioni.
DOPO ALCUNI MINUTI UN RISULTATO INQUIETANTE Il cronometro segnava la data del 27 gennaio 1965 e tutti i dati calcolati indicavano valori incompatibili con le normali caratteristiche di una tromba d’aria. L’esperimento è stato ripetuto più volte e sempre con gli stessi risultati. Uno degli scienziati che ha partecipato ai vari test, lo statunitense Mariann McLein non solo conferma l’accaduto ma evidenzia anche che l’intero episodio è stato segnalato ai servizi segreti militari e alla Casa Bianca. Da prime indiscrezioni pare che si tratti di una “porta” spazio-temporale, cioè uno “tunnel” che permette non solo uno spostamento geometrico attraverso lo spazio ma anche un cambiamento temporale. Una sorta di viaggio attraverso il tempo (avanti e indietro) e lo spazio.
A QUALCUNO POTRA’ SEMBRARE PARADOSSALE Ma quanto è avvenuto in Antartide potrebbe trovare una spiegazione razionale nella teoria del “Ponte di Einstein-Rosen”. All’inizio del secolo scorso, i due scienziati congetturarono una “galleria gravitazionale” o wormhole, cioè una “scorciatoia” da un punto dell’universo a un altro che consentirebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Come vedete non sono concetti da rubrica di misteri ma vere e proprie nozioni di fisica che ciascuno di noi può approfondire anche attraverso il web. Questo fatto sensazionale arriva in coincidenza di un’altra strabiliante scoperta fatta dai satelliti americani e diffusa dalla rivista Daily Galaxy: la presenza di una struttura antichissima sotto il suolo antartico.
LA SCOPERTA HA ALIMENTATO LA CURIOSITA’ DI UFOLOGI E SOSTENITORI DELLE TEORIE DEL COMPLOTTO Secondo i quali i militari americani stiano nascondendo il rinvenimento di un UFO o una grande apparecchiatura tecnologicamente avanzata mai vista prima. Ad avvalorare questa ipotesi il fatto che gli scavi siano iniziati in segreto e con una certa celerità. Qualunque cosa sia si tratterebbe di un oggetto vecchio di 12 mila anni! Al momento le autorità statunitensi negano qualsiasi scoperta archeologica a quelle latitudini ma, come esposto da un funzionario del Parlamento Europeo, la scoperta è di una tale portata che tutta la comunità scientifica continua a chiedersi cosa mai stia venendo alla luce in quell’area. Che esista qualche analogia tra la scoperta fatta dai satelliti e il misterioso “mulinello” spazio-temporale?Noi ovviamente non lo sappiamo ne possiamo confermare la veridicità di tutti questi fatti ma, con le informazioni contenute in questo articolo, speriamo di avervi potuto dare tutti i riferimenti necessari per indagare ulteriormente sul caso.
Fonte: corpoquantico.it

♥✿.•* ʚïɞ YOUR LOVE - Ennio Morricone & Dulce Pontes ♥✿.•* ʚïɞ

HAMBURGER PATATINE FRITTE MERENDINE DOLCI


Ossia il cibo-spazzatura, crea una dipendenza simile a quella da nicotina e droga.È quanto ha scoperto un’équipe di ricercatori Usa che ha rivelato su ‘Nature Neuroscience’ i meccanismi che danno vita al vincolo e a vere e proprie crisi di astinenza quando si cerca di smettere di mangiare i piatti più saporiti ma meno salutari.Gli autori della ricerca, Paul Johnson e Paul Kenny, dell’Istituto Scripps a Jupiter in Florida, lo hanno dimostrato trasformando ratti di laboratorio in consumatori compulsivi di cibi-spazzatura.

Scalatori temerari

ll primo Petzl RocTrip è nato a Millau, in Francia nel 2002. Da allora, Petzl organizza questo raduno di climber in siti eccezionali di tutto il mondo. Nel 2012, per il decimo anniversario del Petzl RocTrip, si parte per l’Argentina, sul sito di Piedra Parada. In un paesaggio selvaggio e arido, questo singolare monolito di 200 metri, e i molteplici meandri del canyon della Buitrera, hanno sedotto i nostri chiodatori. Come ogni anno dal 2002, il Petzl RocTrip sarà l'occasione per riunirsi intorno alla stessa passione in un'atmosfera conviviale.
Potenziale d'arrampicata Storia dell'attrezzatura del sito Martin "Fideo" Molina è guida alpina a Mendoza. Con i suoi amici, fa parte dei primi apritori del sito. La prima salita della Piedra Parada risale al 1993, il Monolito vulcanico di 200 m è salito da Damian Benegas e Pablo de la Fuente. Nel 1997, Fideo sta facendo lo stage di guida, uno dei suoi colleghi di promozione, Martin Gretsh, gli mostra delle foto che aveva fatto della Piedra, ma anche del grande canyon della Buitrera. Così nasce il progetto di andare ad attrezzarne le vie... Due anni dopo, finalmente arriva sul posto e scopre un enorme potenziale. Da allora, viene con i suoi amici una o due volte l'anno per aprire nuovi itinerari. La loro prima via sportiva "Mickey Mouse" si trova sulla riva destra del canyon, vicino agli scavi archeologici. Un anno non abbiamo potuto attraversare il fiume "Rio Chubut". Il piccolo vecchio ponte era stato distrutto e in pieno inverno l'acqua era veramente troppo fredda per essere attraversata a nuoto. Siamo dovuti tornare a casa a mani vuote! Quindici anni fa era estremamente difficile trovare placchette e spit in Argentina. Prima del viaggio di marzo 2012 per il Petzl RocTrip, c'erano poco più di un centinaio di tiri. Oggi, grazie al lavoro dei chiodatori, vi aspettano 210 tiri!
Una serie di belle vie sportive è stata aperta sul versante Sud (all'ombra) della Piedra Parada. Le vie sono per lo più nel canyon della Buitrera, con settori di vie sportive su entrambi le rive, per giocare in modo permanente con ombra e sole. Diversi settori sono essi stessi piccoli canyon affluenti. Ci sono anche vie lunghe su fessure e guglie, arrampicate selvagge.
Tutto il sito si è formato da un antico vulcano di 30 km di diametro, che è esploso e ha creato un enorme bacino. Quando questa diga ha ceduto, l'acqua del fiume Chubut ha scavato la sua valle e il canyon, lasciando riapparire le rocce più dure. Alcuni strati di roccia sono pieni di buchi "tafoni" di ogni dimensione, un vero piacere da arrampicare. In generale, le vie sono aperte nelle zone omogenee, ma attenzione non tutto è arrampicabile.
Poi, sulla riva destra, la guglia tagliente della "Virgen" si sale in più tiri sostenuti da 7b. Il settore "Totem" e la sua cresta Ovest si trovano poco dopo direttamente sopra la strada. Quindi, si visitano i settori "Ortigas", "Circo", "Parlamento" e "Anfiteatro", ecc. dove hanno avuto origine molti itinerari sportivi.
Il sito archeologico presente nel canyon della Buitreta. Il riparo nella cavità rocciosa, posizionato lontano dalla piena del fiume, è servito come abitazione per i primi abitanti di questi luoghi circa 5 - 10.000 anni fa. Se gli scavi hanno portato alla luce importanti scoperte, il sito non è attualmente protetto, in particolare dagli animali che si rifugiano lì quando piove. La Fondazione sosterrà lo sviluppo della protezione e la diffusione delle informazioni sugli scavi realizzati.

Un amore impossibile


"Mi dispiace, ma non sei il mio tipo!"

Guerriero di Gültlingen

La tomba di un uomo con un corredo molto ricco è stata rinvenuta a Gültlingen, a trentacinque chilometri da Stoccarda, nel 1901. La tomba è frutto di un rinvenimento casuale: in quegli anni tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, l’estrazione del tufo calcareo in questa zona ha portato alla scoperta di diversi contesti tombali che, purtroppo, mancano di una documentazione e di una descrizione adeguate sulla disposizione dei rispettivi corredi. È il caso anche di questa sepoltura, sulla quale sappiamo con precisione soltanto che l’elmo era posto ai piedi del defunto. L’elmo, del tipo Spangenhelm, è composto da sei piastre di rame dorate, con una tiara in ferro. Tra le piastre della calotta si trovano, inchiodate, piastre di ferro. È provvisto di paraguance mobili, ricoperti di lamine di rame dorato. Il paranuca non si è conservato, ma doveva essere composto da anelli di ferro intrecciati. Questo tipo di elmo era diffuso in tutta Europa. L’origine pare, però, romana e a sua volta risale alle steppe dell’Iran settentrionale. È probabile che i romani mandassero questi elmi, opere di maestranze specializzate, come doni nell’Europa centrale barbarica, o come paga per i servizi militari. Nel corredo, era compresa una spada d’oro, una spada lunga a due tagli, probabilmente opera di officine bizantine, con impugnatura rivestita, sul davanti, da una sottile lamina d’oro. Questo tipo di spada, nel corso del V e VI secolo d.C., era indossata da esponenti dell’aristocrazia alemanna e franca, per evidenziare il loro status. La cintura per portare la spada era ornata con quattro granati incastonati in oro e da un’estremità a forma di scudo, con inserti e granati. Nel corredo si trovavano anche: una francisca, oggetto tipicamente franco, un’ascia da getto piuttosto malridotta, un piccolo scudo con umbone in ferro, alcune guarnizioni in argento e una lancia. Un pezzo unico del corredo è un pendente con guarnizioni, a forma di croce, in oro e con granati incastonati. L’oggetto era, forse, cucito su un supporto e usato come chiusura per un sacchetto. Per la lavorazione è da riferire alla zona del medio Danubio. All’interno del sacchetto è stato rinvenuto un ago da cucito di bronzo. Di derivazione franca è una coppa di vetro verde-azzurro, con una decorazione a spirale bianco-opaca su un margine. Si tratta di un oggetto piuttosto grande, con un diametro superiore ai quindici centimetri, importato quasi sicuramente dalla Renania. Inoltre, erano presenti alcuni frammenti di ferro, andati perduti, forse pertinenti a una presa di scudo e un altro ago da cucito d’argento usato probabilmente come chiusura decorativa. I ricchi e raffinati oggetti del corredo mostrano la sua appartenenza ad un uomo benestante, al quale, sicuramente, spettava un ruolo sociale rilevante, soprattutto per la presenza delle armi ben lavorate e della coppa in vetro, materiale molto costoso all’epoca, perché frutto di importazioni. Il sacchetto con all’interno l’ago da cucito, invece, potrebbe essere un oggetto femminile, forse un dono della moglie al marito defunto, o anche il simbolo di un’appartenenza a un clan, o un oggetto caro al defunto in vita. La datazione della sepoltura è da ricondurre agli anni fra il 460 e il 480 d.C.. L’intero corredo è custodito a Stoccarda, al Württembergisches Landesmuseum 

 Ilaria Bendinelli

BUONA CENA

Agrigento e la valle dei templi

Fondata nel VI secolo a.C. dai coloni greci di Rodi e Creta, Agrigento è stata in passato e lo è tutt’ora una delle città leader della Sicilia. Ponte del bacino Mediterraneo, mostra ancora la sua supremazia grazie ai resti dei templi dorici, che tra campi e frutteti, dominano ancora oggi la città italiana. Ritenendo Agrigento una delle più grandi città del mondo antico mediterraneo conservata eccezionalmente in uno stato integro, essendo un capolavoro del genio umano, una testimonianza di interscambio di valori umani, essendo i resti di una tradizionale cultura, ed esempio di un edificio capace di illustrare una tappa significativa della storia dell’umanità il Comitato Unesco ha deciso, nel 1997, di inserirla tra i suoi siti patrimonio dell’umanità. La sua grande fila di templi dorici è, infatti, uno dei monumenti più importanti dell'arte greca e della cultura ellenistica. Uno studio approfondito mostra come tale città possa vantare la presenza greca fin dal VII secolo a.C., quando un insediamento greco si era stabilito sul fianco di una collina limitrofa, ponendo le basi per l’espansione di Akragas (Agrigento) e per un suo futuro prospero. La felice posizione geografica di Agrigento, la fertilità dell'entroterra, che consentiva di produrre in abbondanza cereali, vino, olio d'olivo, e la natura collinare del territorio, che permetteva la pastorizia e l'allevamento dei cavalli, favoriscono lo straordinario sviluppo e la crescita economica della polis akragantina. In meno di due secoli dalla fondazione, Akragas è divenuta, infatti, una delle città più popolate del mondo greco e uno dei centri propulsori della cultura ellenica nel Mediterraneo.
La sua storia vede avvicendarsi le Tirannie di Falaride (570-555 aC) e Terone (488- 472 a.C.), i quali spingono i confini della città Sicula fino alle coste tirreniche della Sicilia, con la presa di Imera nel 480 a.C. e la vittoria contro l'armata cartaginese di Amilcare. In questo periodo di massimo splendore vengono avviate le grandi opere pubbliche. Nel 471 sale al potere Empedocle, ingegno aristocratico di spirito democratico che rifiutò il posto di tiranno offertogli dai suoi concittadini. E' il periodo della eudaimonia o prosperità economica, assicurata dai rapporti con Cartagine. Alla prosperità segue la decadenza, e Agrigento, segnato dalle battaglie interne con Siracusa, vede le sorti della sua sopravvivenza finire in mano ai Cartaginesi, che guidati da Annibale, dopo un assedio di 8 mesi, si impossessano della città nel 406 a.C. La città Siciliana inizia una lotta per la riconquista dei suoi territori, riuscendo ad impossessarsi di questi nel 339, grazie al corinzio Timoleonte, il quale ha sconfitto i Cartaginesi al Crimiso, riportando le città siceliote sotto l'influenza siracusana e segnando un periodo di rinascita e sviluppo per la cultura ellenica in Sicilia. Akragas fu rifondata con nuovi coloni. Il periodo di pace non dura a lungo: alla presa del potere di Agatocle a Siracusa, nel 311 a.C., Agrigento riprende la sua politica antisiracusana e, approfittando dell'assenza del tiranno impegnato nella sua campagna militare in Nord Africa, da vita ad una lega di città greche, sconfitta per ben due volte dai Siracusani. Agrigento cade quindi nelle mani di Finzia, la cui tirannide dura dal 289 al 270 a.C. Schierandosi con Pirro, re dell'Epiro e, durante la prima guerra punica (264), con i Cartaginesi, Agrigento diventa un premio conteso tra Cartaginesi e Romani, fino all’incorporamento di questa nell’impero Romano, nel 210 a.C. In questi anni Agrigento beneficia ancora dall'essere l’unica città commerciale ancora attiva sulla costa meridionale della Sicilia. Tuttavia, il declino dell'impero occidentale e l'ascesa del Cristianesimo ha portato allo spopolamento e impoverimento della città stessa, che a partire dal VII secolo d.C. vede ridimensionarsi drasticamente i propri confini. L'insediamento è stato è stato successivamente occupato dagli Arabi (che lo chiamarono Kerkent o Girgent), nell’ 829 e dai Normanni (per i quali era Girgenti, il nome che ha mantenuto fino al 1927) nel 1086. La Valle dei Templi, comprendente la maggior parte della città antica e dei suoi monumenti pubblici, si caratterizza per i resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; Necropoli romana e tomba di Terone; Necropoli Paleocristiana; Acrosoli); Opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; due importanti luoghi di riunione: l'Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio di Zeus olimpio) e l'Agorà superiore (che si trova all'interno del complesso museale); un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.
Tra i templi più importanti e più grandi ricordiamo il tempio di Zeus, di cui rimane solo l’altare maggiore e le fondamenta, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Questo era il tempio più grande di tutto l'occidente antico e unico nell'architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla presenza dei Telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, e raffigurazioni di Atlante che sorregge la volta celeste. Importante è anche il cosiddetto Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un'iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio. Costruito nel V secolo a.C., attualmente è con ogni probabilità il tempio meglio conservato, grazie anche alle circostanze che lo hanno trasformato, nel VI secolo d.C, in Tempio Cristiano. Costruito anch’esso nel V secolo a.C, Tempio di Hera Lacinia, è stato incendiato nel 405 a.C. dai cartaginesi e le tracce del fuoco sono tutt’ora visibili. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze. Dedicato a Demetria è il tempio che sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente scavato all'interno della collina. Costruito lontano dalla Valle vera e propria, è il Tempio di Atena, il quale si trova nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci. La patria di Empedocle e di Pirandello, ha attirato l’attenzione di grandi scrittori. Carlo Picchio, scrittore novecentesco, scrive di questa città “Le grandi meraviglie di Agrigento sono raccolte nella Valle dei Templi e sono, tra le altre, il Tempio della Concordia, perfetta opera dell'architettura dorica, sacro probabilmente ai Diòscuri; il Tempio chiamato, per errore, di Giunone Lacinia, e il Tempio di Giove Olimpico, il maggiore degli edifici sacri di Sicilia.”

Castel del monte - Andria


Castel del Monte, costruito direttamente su un banco roccioso, è universalmente noto per la sua forma ottagonale, e per le otto Torri che si innestano sugli otto spigoli.Commissionato nel XIII secolo dall’Imperatore Federico II, esso è attualmente un sito Unesco da proteggere e valorizzare. L’edificio, infatti, è stato inserito nel 1996 dei Patrimoni dell’Umanità per lo straordinario valore universale della sua perfezione di forma e della sua armoniosa fusione di elementi culturali originari del nord Europa, del mondo musulmano e dall'antichità classica. Castel del Monte è un capolavoro unico di architettura militare medievale, sintesi di raffinate conoscenze matematiche ed astronomiche, che riflette l'umanesimo del suo fondatore.Il cortile interno, ricalca la forma esterna. Anch’esso ottagonale, è caratterizzato, come tutto l'edificio, dal contrasto cromatico derivante dall'utilizzo di breccia corallina, pietra calcarea e marmi. Inizialmente decorato con antiche sculture, ora è spoglio. Restano solo la lastra raffigurante il Corteo dei cavalieri ed un Frammento di figura antropomorfa. In corrispondenza del piano superiore si aprono tre porte-finestre, sotto cui sono presenti alcuni elementi aggettanti ed alcuni fori, forse destinati a reggere un ballatoio ligneo utile a rendere indipendenti l'una dall'altra le sale, tutte comunicanti tra loro con un percorso anulare, ad eccezione della prima e dell'ottava, separate da una parete in cui si apre, in alto, un grande òculo, probabilmente utilizzato per comunicare.

Le sedici sale di Castel del Monte, otto per ciascun piano, si presentano ai visitatori ripartite in una campata centrale quadrata coperta a crocièra costolonata, (con semicolonne in brèccia corallina a pianterreno e pilastri trilobati di marmo a quello superiore),e in spazi triangolari coperti da volte a botte ogivali. Le chiavi di volta delle crociere sono diverse fra loro, decorate da elementi antropomorfi, zoomorfi e fitomorfi. Il collegamento fra i due piani avviene attraverso tre scale a chiocciola inserite in altrettante torri. Tra le torri, alcune accolgono cisterne per la raccolta delle acque piovane, in parte convogliate anche verso la cisterna scavata nella roccia, al di sotto del cortile centrale; altre accolgono i bagni, dotati di latrina e lavabo, ed affiancati tutti da un piccolo ambiente, probabilmente utilizzato come spogliatoio o forse destinato ad accogliere vasche per abluzioni.

Degno di nota è il corredo scultoreo che, sebbene fortemente depauperato, fornisce una significativa testimonianza dell'originario apparato decorativo,un tempo caratterizzato anche dall'ampia gamma cromatica dei materiali impiegati alla creazione (tessere musive, piastrelle maiolicate, paste vitree e dipinti murali, di cui fra la fine del ‘700 ed i primi dell'800 alcuni scrittori e storici locali videro le tracce, descrivendole nelle loro opere. I visitatori possono ammirare le due mensole antropomorfe nella Torre del falconiere, i telamoni che sostengono la volta ad ombrello di una delle torri scalari ed un frammento del mosaico pavimentale nell'VIII sala al piano terra. Nella Pinacoteca Provinciale di Bari sono temporaneamente custoditi due importanti frammenti scultorei, raffiguranti una Testa ed un Busto acefalo, rinvenuti nel corso dei lunghi restauri. 

 da: Ecoseven- saper vivere

Ti leggo una fiaba...


Sta' attento: ti leggo "Il gatto con gli stivali"...

Spettacoli straordinari della natura

La Valle della Luna Brasile, formazione rocciosa scavata nei secoli dal fiume San Miguel. L'aspetto della valle sembra un paesaggio lunare, con le rocce grigie lisciate dal tempo e formatesi 1,8 miliardi di anni fa
Rio Tinto Spagna Dalle montagne della Sierra Moreno fino al golfo di Cadice, in Spagna, scorre il Rio Tinto, il suo nome è dato dalle acque di un particolare colore rosso cupo dovuta all'alta concentrazione di ferro. Sulle sue sponde si trova la miniera più antica del mondo.
I nove inferni di Beppu Giappone sono delle polle termali di acqua calda ora raggruppate in un parco termale Qui ci sono 70mila metri cubi di acqua calda al giorno.
Canada Spotted Lake, cioè il lago macchiato di Osoyoos, era un luogo sacro per gli indiani dell'Okanagan Valley. Il lago è famoso, oltre che per il suo aspetto estetico, anche per l'alta concentrazione di minerali che contiene, tra cui le maggiori quantità di magnesio, calcio e sodio del mondo.
Sanqingshan Cina un luogo sacro per i Taoisti, utilizzato per la meditazione. Qui si trovano oltre 2500 diverse specie di piante e fonti di acqua calda.
Nevada Las Vegas Fly Geyser Reno Alcuni geyser Straordinari è un'area geotermica. Poco conosciuto dai turisti, i geyser raggiungono l'altezza di 5 metri.

Un amore senza tempo

Romeo e Giulietta
I nomi delle due famiglie in lotta erano già noti nel Trecento, inserite da Dante nella sua Commedia (Purgatorio, VI, 105). Solo i Montecchi sono originari di Verona, i Capuleti provengono invece da Brescia, anche se si trovano a Verona fino agli anni della permanenza di Dante. Nella attuale casa di Giulietta, dove, tra l'altro, la loro presenza è testimoniata dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell'arco di entrata al cortile dell'edificio duecentesco. Non ci sono notizie di lotte tra Capuleti e Montecchi, mentre questi ultimi hanno portato avanti per molto tempo una lotta sanguinosa contro i guelfi. Le notizie sui Montecchi vengono dopo che furono banditi dalla città da Cangrande della Scala, dopo aver tentato un complotto contro di lui. Il contesto storico in Dante non fa riferimento alle vicende dell'amore contrariato tra gli amanti di queste famiglie, che non vi appaiono, ma parla delle due famiglie, commiserandole, dato che erano famiglie «già tristi». La lotta tra le due famiglie ha come motivazione la contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini
La novella di Bandello fu tradotta in francese da Pierre Boaistuau (1559), che a sua volta venne tradotto in inglese, sia in prosa (da William Painter nel suo Palace of Pleasure, 1567) che in versi: il poema narrativo Tragicall Historye of Romeus and Juliet, scritto nel 1562 da Arthur Brooke fu infine la fonte primaria del Romeo and Juliet shakespeariano.
La rielaborazione shakespeariana La modifica sostanziale che Shakespeare introdusse nella vicenda, più che le azioni e i fatti, riguarda la moralità e il significato assegnato alla storia. Gli amanti «sfortunati e disonesti» descritti da Brooke diventarono personaggi archetipici dell'amore tragico, riflettendo allo stesso tempo la crisi del mondo culturale e sociale dell'epoca, in cui il Principe e la Chiesa non riescono più ad imporre l'ordine (materiale e spirituale). Nella versione di Boaistiau ancora si condannava apertamente l'unione tra Romeo e Giulietta, colpevoli di avere ascoltato i loro istinti voltando le spalle ai sentimenti delle loro famiglie e l'ordine sociale a cui tutti debbono conformarsi.

Le donne con la (D)

Le donne che hanno cambiato il mondo Non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla Se non la loro intelligenza 
Rita Levi Montalcini

Il telaio della vita


Non bisognerebbe mai avere la presunzione di pensare di essere insostituibili per qualcuno. Nel nostro percorso incontreremo sempre chi ci farà sentire diversi da ciò che siamo stati in precedenza, che ci farà scoprire ed amare un lato di noi che non conoscevamo. Ogni volta aggiungeremo il colore di un nuovo filo alla trama della nostra vita.. Certo, senza i vecchi fili non avremmo potuto iniziare il nostro arazzo, ma se non ne aggiungessimo dei nuovi, non potremmo completarlo per poterlo ammirare nello splendore della sua bellezza…
Imma Brigante -

Crisi reale? o costruita a tavolino?

Sculture di sabbia

Tutti noi da piccoli abbiamo costruito un castello di sabbia muniti di cestello, paletta e rastrello. Per alcuni, questa passione rimane per tutta la vita, dando forma a dei veri e propri team di appassionati che tentano continuamente di creare la struttura più imponente e meglio realizzata.

 Ammirate

Posti nel mondo impossibile da visitare

Posti nel mondo impossibile da visitare
Club 33, Stati Uniti 
Nel mondo di Disney l'alcol era bandito, ma non nell'area di New Orleans di Disneyland, in California. Questo club l'unico ad avere la licenza di vendere alcolici in tutto il parco. Si tratta di un circolo privato voluto da Walt Disney, un area VIP.
Metro-2, Mosca 
Questo luogo è una leggenda? No sembra vera. Si tratterebbe di una metropolitana parallela costruita 50 metri sotto quella ufficiale da Stalin. Il nome in codice per il KGB è D6 si svilupperebbe su 4 linee e 7 livelli sotterranei collegati con il Cremlino, l'Aeroporto Governativo di MoscaVnukovo e la presunta città sotterranea situata nel quartiere di Ramenki. Naturalmente non c'è mai stata una conferma ufficiale. Una spedizione del 1994 forse ha trovato un binario di questa ferrovia.
Archivi segreti del Vaticano. Città del Vaticano 
Pare non ci sia nulla di segreto negli Archivi del Vaticano. O almeno non nei suoi documenti, sembra che possano essere consultati da tutti compilando una specifica richiesta. Ma non le copie storiche di libri dichiarati all'indice dalla chiesa. I documenti con meno di 75 anni sono segreti. I motivi privacy diplomatica. Vero però che l'accesso agli archivi non è possibile per proteggere gli oltre 35.000 volumi della biblioteca.

White’s Gentlemen’s Club, Gran Bretagna 
Si trova a Londra, fondato da un italiano, Francesco Bianco, nel 1693. Questo club è talmente esclusivo che è possibile entrare solamente se invitati da un membro con il benestare di altri due membri. Naturalmente parliamo di uomini influenti della società. Il club è rinomato per le bizzarre scommesse dei soci
Area 51, Stati Uniti 
La zona super segreta nel deserto del Nevada E' una base militare dove si effettuano esercitazioni militari,aeronautiche e studi scientifici. E' un territorio inaccessibile un cartello avverte che oltrepassare il limite e fare foto può avere conseguenze fatali per i trasgressori,e sparare e/o uccidere non punito dalla legge.
Room 39, Corea del Nord 
Si ritiene sia una organizzazione segreta impegnata a mantenere i fondi neri di valuta straniera del leader Kim Jongun. Sarebbe impiegata in molte attività illecite,tipo contraffazione di banconote americane da 100$, riciclaggio del denaro sporco, frodi assicurative internazionale e anche lavorazione di droghe illegali nonchè vendita di armi. Sotto il tacito l'appoggio di molte compagnie internazionali. L'utile degli affari sporchi serve a finanziare il programma nucleare nordcoreano.

RAF Menwith Hill, Gran Bretagna 
Sito per il rilevamento satellitare della Royal Air Force. Fa parte del sistema mondiale di intercettazioni ECHELON, gestito da Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda. Il sito britannico è riconoscibile per le sue caratteristiche radomes, come vengono definite le antenne a cupola.
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