venerdì 17 ottobre 2014

WoW, Wonderful Water: come decontaminare l'acqua radioattiva.Una scoperta italiana


  Sito nucleare Avogadro di Saluggia, in provincia di Vercelli.

Sta giungendo al termine la prima fase di sperimentazione dell'unica macchina al mondo capace di trasformare i liquami radioattivi e rifiuti di ogni tipo in acqua purissima (e potabile), senza l'uso di filtri e producendo pochissime scorie. Wow, appunto.  
WoW, che tecnicamente è un separatore di molecole, è stato inventato dall'ingegnere padovano Adriano Marin che, con il professor Massimo Oddone, chimico dell'Università di Pavia, si è fatto aiutare da un'équipe di dieci ingegneri per mettere a punto questa straordinaria macchina – oggi brevetto mondiale – in grado di ridurre fino a 7.500 volte la concentrazione di cesio radioattivo nell'acqua, tramite un "processo termo-dinamico di evaporazione" per separare il solvente dal soluto con un importante fattore di abbattimento o di decontaminazione.
 Ora il sistema è stato costruito in una versione più grande e dal 23 settembre scorso sta già trasformando in acqua purissima ben 45 mila litri di liquidi radioattivi conservati in due cisterne.
 Secondo i programmi, il 5 dicembre avrà completato il suo lavoro e allora saranno rimasti solo 10 litri di concentrato insoluto di tutto quel liquido contaminato.


E se usassimo WoW a Fukushima, dove il trattamento delle acque radioattive ogni mese genera una quantità di fanghi che occupa l'area di un campo di calcio? 
Non è un caso che l'ingegnere veneto Marin abbia illustrato a Tokyo il funzionamento della sua macchina.
 "Con Wow – spiega Adriano Marin – tale volume potrebbe essere ridotto a quello di una lavatrice". 

WoW fa comunque pensare a una miriade di applicazioni possibili: oltre a una centrale nucleare che potrebbe essere interamente smantellata con stoccaggi e costi ridotti, anche le acque delle fogne così come i siti inquinati potrebbero essere bonificati, per non parlare degli scarichi industriali e agricoli.
 Ma siamo sicuri che le lobbies che "regnano" sullo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi consentiranno tutto ciò? Insomma, il super-separatore di molecole potrebbe essere loro davvero scomodo, non illudiamoci che ci sarà un loro rassegnato consenso a una simile opportunità di "spalare" il Pianeta così facilmente. In ogni caso, ora Wow cerca vari partner, possibilmente italiani, per ognuna delle applicazioni e per mettere il prodotto sul mercato.

 Fonte : http://www.greenme.it/informarsi/ambiente

La magia delle Rainbow Mountains in Cina


Questa torta a strati dai colori incredibili è un paesaggio reale situato nello Zhangye Danxia Landform Geological Park nella provincia di Gansu in Cina.
 Foto di: ImageChina


Anche per la potenza indescrivibile di Madre Natura, creare qualcosa del genere non dovrebbe essere stato facile.
 Ci sono voluti infatti 24 milioni di anni di scrupolosa sedimentazione di depositi di minerali per formare queste rocce. 
Foto di: ImageChina


Nel corso del tempo questi strati sono stati pesantemente compressi tra le rocce, e poi piegate da una leggera e lenta ondulazione data dalla collisione delle placche tettoniche indo-australiana e eurasiatica. 
Foto di: ImageChina


La gamma di colore delle rocce di Zhangye Danxia passa dal rosso intenso al giallo e al verde, le bande sono altamente contrastanti e di colore incandescente, e sono rese ancora più intense di colore dopo le piogge. 
Foto di: ImageChina


Appena il sole getta i suoi raggi dorati creando una rete di ombre sul paesaggio, l'effetto visivo diventa ancora più sorprendente.
 Foto di: Melinda Chan


La regione è stato inserita nei siti patrimonio mondiale dell'Unesco dal 2010 
Photo by: ImageChina 

 Tratto da : http://blueplanetheart.blogspot.it/ 
Fonte originale : http://onebigphoto.com/magical-rainbow-mountains-of-china/

I sette giganti degli Urali


Nominato come una delle Sette Meraviglie della Russia, i Sette Giganti di Manpupuner è un complesso misterioso situato a Nord degli Urali, la catena montuosa che separa la Russia dall’Europa, nel distretto di Troitsko-Pechorsky della Repubblica di Komi.
 La Repubblica di Komi è uno stato facente parte della federazione russa, e si trova ad Ovest della catena montuosa degli Urali.
 Circa il 70% del territorio è ricoperto da foresta boreale, che si estende fino all’ Europa creando la più vasta estensione di foresta vergine europea; il resto del territorio è invece composto da tundra, steppa e paludi.

 Il complesso megalitico è composto da 7 torri di roccia che emergono dal terreno con un’altezza che varia da 30 a 42 metri, sei delle quali disposte in cerchio, mentre la settima esterna alla formazione circolare. 
Conosciuta anche come “I sette uomini forti”, Manpupuner è un’attrazione molto popolare in Russia, ma stranamente non lo è a livello internazionale.

 Il mistero di questa strana formazione rocciosa rimane ancora oggi non completamente svelato. Le informazioni sulle sue possibili origini sono scarse, e si hanno solo ipotesi su come la loro altezza e la loro particolare forma possano essersi formate nel corso dei millenni.
 Ognuna di queste sette torri di roccia rappresenta una vera sfida anche per il più esperto scalatore, oltre al fatto che raggiungere Manpupuner è un’impresa non indifferente, trovandosi in un ambiente ostico e difficile da attraversare, la steppa.


Il nome originale del complesso, in lingua Mansi, è Man-Pupu-Nyor, che significa “piccola montagna degli dei”.
 I totem di roccia della località non sono solo formidabili per la loro posizione, le loro dimensioni e la loro presenza inquietante in un paesaggio completamente spoglio e privo di formazioni analoghe nel raggio di decine di chilometri, ma anche per le loro forme inusuali: alcune di queste torri sono più strette alla base che all’estremità superiore, e sei di esse sono disposte in cerchio, con la settima che le “osserva” a distanza.

 Le ipotesi sulle loro origini hanno scatenato la fantasia dei locali ed alimentato numerose leggende. Alcuni sostengono che siano state create dagli dei, altri addirittura si spingono ad affermare che sia opera degli alieni.
 Tradizionalmente la zona era riservata agli sciamani Mansi, la popolazione originaria della zona oggi limitata a qualche migliaio di unità.
 Una delle leggende più frequenti sull’ origine delle rocce è quella che vede uno sciamano effettuare un incantesimo contro sei giganti malvagi che tentavano di attraversare le montagne, trasformandoli in roccia ma rimanendo anch’esso vittima del suo stesso incantesimo, tramutandosi nella settima roccia esclusa dal gruppo delle altre sei.


Geologicamente parlando, e per rimanere coi piedi ben piantati per terra, si presume che il complesso roccioso sia nato circa 200-300 milioni di anni fa, tempo in cui in quella posizione si stagliava una montagna.
 Con il trascorrere del tempo, l’erosione causata da pioggia, gelo e vento ha contribuito a creare le strane forme che ora sembrano emergere dalla terra. 
 E’ infatti ampiamente dimostrato come il ghiaccio possa creare delle profonde fratture nella roccia, modellandola secondo forme che talvolta rappresentano delle vere e proprie opere d’arte naturali di rara bellezza. 
Sulla catena degli Urali si possono trovare altre forme simili a quelle di Man-Pupu-Nyor, ma niente che possa eguagliarne le dimensioni e la spettacolarità.

 
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