mercoledì 4 giugno 2014

Per non dimenticare



Il Rivoltoso Sconosciuto (in inglese Unknown Rebel o Tank Man, cioè Uomo del carro armato; in Cina conosciuto come 王維林 Wang Weilin) è un ragazzo cinese divenuto famoso in quanto durante la protesta di piazza Tienanmen a Pechino si parò davanti a dei carri armati per fermarli. 
È il soprannome di un ragazzo anonimo che divenne famoso in tutto il mondo quando fu filmato e fotografato durante la protesta di piazza Tienanmen il 5 giugno 1989.
Sono state scattate diverse fotografie del ragazzo, in piedi di fronte ai carri armati Tipo 59 del governo cinese, sbarrandogli il passo.
La versione più diffusa della famosa immagine è quella scattata dal fotografo Jeff Widener (Associated Press) dal sesto piano dell'hotel di Pechino, lontano all'incirca 800 metri, con una fotocamera dotata di un obiettivo da 400 mm e di un moltiplicatore di focale.
Un'altra versione è quella del fotografo Stuart Franklin della Magnum Photos.
La sua fotografia è più vasta rispetto a quella di Widener, e mostra più carri armati di fronte al ragazzo.
Nel 2003 è stata inserita nella rubrica "Le 100 foto che hanno cambiato il mondo" della rivista Life.
Varie versioni dell'immagine sono state trasmesse dalla CNN e la BBC, attraverso dei filmati, in tutto il mondo. Nel 1989 il fotografo Charlie Cole, Newsweek, vinse il premio World Press Photo con lo scatto che è diventato il simbolo della rivolta contro il governo cinese.
Questa fotografia raggiunse tutto il mondo in brevissimo tempo. Divenne il titolo di testa di tutti i giornali e delle maggiori riviste, divenendo il personaggio principale di innumerevoli articoli in tutto il mondo; nell'aprile del 1998, la rivista Time ha incluso "Il Rivoltoso Sconosciuto" nella sua lista de "Le persone che più hanno influenzato il XX secolo".
Ma come la stessa rivista scrive, citando uno dei leader del movimento pro-democratico cinese, "gli eroi nella fotografia del carro armato sono due: il personaggio sconosciuto che rischiò la sua vita piazzandosi davanti al bestione cingolato e il pilota che si elevò alla opposizione morale rifiutandosi di falciare il suo compatriota". Dietro l'immagine
Il fatto ebbe luogo nella grande avenue di Chang'an, vicinissima a piazza Tienanmen e lungo la strada verso la Città Proibita di Pechino, il 5 giugno 1989, il giorno dopo che il governo cinese incominciò a reprimere brutalmente la protesta.
L'uomo si mise in mezzo alla strada e ingaggiò i carri armati. Teneva una busta nella mano sinistra e la giacca nella mano destra. Appena i carri armati giunsero allo stop il ragazzo sembrò volerli scacciare. In risposta, i carri armati provarono a girargli intorno, ma il ragazzo li bloccò più volte, mettendosi di fronte a loro ripetutamente, adoperando la resistenza passiva.
Vedendo le foto è evidente, utilizzando le strisce sulla strada come riferimento, che i carri armati si sono mossi in avanti.
Dopo aver bloccato i carri armati il ragazzo si è arrampicato sulla torretta del carro armato e si è messo a parlare con il guidatore. Diverse sono le versioni su cosa si siano detti, tra le quali "Perché siete qui? La mia città è nel caos per colpa vostra";
"Arretrate, giratevi e smettetela di uccidere la mia gente"; e "Andatevene!" Un quotidiano britannico ha inoltre diffuso la notizia che fosse stato giustiziato, giorni dopo l'accaduto, ma questa notizia non è stata mai confermata.
Biografia Si sa poco dell'identità del ragazzo.
Poco dopo l'accaduto la rivista britannica Sunday Express suppose si trattasse di Wang Weilin, uno studente di 19 anni; comunque, la veridicità dell'informazione resta incerta.
Diverse altre ipotesi sono poi state avanzate sull'identità del ragazzo, ma nessuna è stata mai provata.
Ci sono diverse versioni a proposito di ciò che successe al ragazzo dopo la dimostrazione. In un discorso al Circolo Presidenziale nel 1999, Bruce Herschensohn - uomo molto vicino al presidente degli Stati Uniti Richard Nixon - disse che fu ucciso 14 giorni dopo la manifestazione; altre versioni ipotizzano che fu giustiziato da un plotone d'esecuzione pochi mesi dopo la protesta di piazza Tienanmen. In Red China Blues: My Long March from Mao to Now, Jan Wong scrisse che l'uomo era, ed è, ancora vivo e risiede in Cina.
La versione di un testimone oculare dell'evento pubblicata nel 2005, da Charlie Cole, un fotografo della rivista Newsweek, affermò che fu arrestato sul posto dal governo cinese e portato via. Il governo della Repubblica Popolare Cinese diede poche informazioni a proposito dell'incidente e del ragazzo sconosciuto. Nel 1990, intervistato da Barbara Walters, l'allora Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, Jiang Zemin, alla domanda su cosa fosse successo al ragazzo rispose
"Penso non giustiziato".
Il commentatore politico statunitense Bruce Herschensohn affermò che venne giustiziato 14 giorni dopo i fatti di Tien An Men. In un articolo l'Apple Daily di Hong Kong affermò che l'uomo risiede ora a Taiwan.
All'inizio del 2009, secondo l'agenzia di stampa AsiaNews, Wang Lianxi, rilasciato nel 2007 dopo 18 anni di carcere, prima delle Olimpiadi di Pechino è stato internato in un ospedale psichiatrico dove sarebbe tuttora trattenuto

Natura meravigliosa



Colonne di ghiaccio sommerse
Fotografia di Bill Curtsinger, National Geographic
Queste stalattiti di ghiaccio, che si sono sviluppate fino a toccare il fondo marino, sono state immortalate nel canale McMurdo, in Antartide.
Queste forme particolari possono svilupparsi abbastanza rapidamente: secondo alcuni studi possono crescere anche di 2 metri in 8-10 ore.



Campo di fiori assiderati
Fotografia di Maria Stenzel, National Geographic
Un prato di fiori di ghiaccio sembra appena sbocciato sulla superficie gelata del Mare di Ross, in Antartide.
"Questo è un fenomeno abbastanza raro", ha detto Libbrecht. "Essenzialmente è solo ghiaccio e gelo".
Le goccioline d'acqua molto fredde disperse nell'aria si attaccano alla superficie del ghiaccio marino e si congelano.
In questi punti si accumulano sempre più cristalli di ghiaccio e alla fine... fiorisce il prato.
"Le condizioni devono essere esattamente queste", ha detto Libbrecht. "Il gelo si deve formare lentamente.
Possono volerci da ore a giorni perché ciò avvenga".



Fiori di ghiaccio
Fotografia di Kenneth M. Highfill, Fonte Scienza
Delicate come zucchero filato, le strutture come quella nella foto per formarsi necessitano di condizioni perfette.
"Queste condizioni si verificano quando la temperatura è proprio intorno allo zero", ha spiegato Libbrecht.
Di solito compaiono sulle piante marce o impregnate d'acqua:
"In inverno si formano sugli Appalachi visto che non fa troppo freddo e c'è sempre molta acqua".



Neve penitente
Fotografia di Art Wolfe, Getty Images
La neve penitente (termine mutuato dallo spagnolo nieve penitente) è una particolare formazione nevosa a forma di guglia che ricorda una figura umana incappucciata.
In pratica sono delle colonne di neve, larghe alla base e strette alla punta, che possono raggiungere anche i 6 metri di altezza.
Nella fotografia una distesa di penitentes in Cile.
Questo tipo di formazione tende a crearsi nelle valli poco profonde dove la neve è alta e il sole non batte ad angolazioni elevate, ha spiegato Kenneth Libbrecht, un fisico del California Institute of Technology di Pasadena (Caltech) che studia la formazione dei cristalli di ghiaccio.
Quando la neve si scioglie, i detriti si mescolano con l’acqua di scioglimento che si raccoglie in piccole pozze sparse qua e là. In corrispondenza delle pozze, si "scavano queste fessure", ha spiegato Libbrecht. "Tendono a formarsi in alta quota", ha detto. "Ma a parte questo, nessuno conosce veramente le giuste condizioni necessarie alla formazione della neve penitente.

Le caviglie fragili del David



Uno studio dell'Istituto di geoscienze e georisorse del CNR ha messo in luce le cause che provocano le microfratture presenti sulla celebre statua di Michelangelo
La statua simbolo del Rinascimento italiano è un gigante dai piedi d'argilla.
Gli studiosi lo sanno già dalla metà del XIX secolo, quando per la prima volta vennero notate una serie di micro-fratture della porzione inferiore di entrambe le gambe.
Le lesioni, visibili nella caviglia sinistra e nel tronco destro, minacciano la stabilità dell'opera e quindi una loro approfondita conoscenza è indispensabile per salvaguardare questo capolavoro. Per questa ragione, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e dell’Università degli Studi di Firenze ha eseguito una serie di analisi dei meccanismi di rottura del monumento, attraverso una serie di esperimenti condotti su repliche in gesso della statua a scala ridotta (10 cm di altezza invece di 410), deformate all'interno di una centrifuga.
Hanno scoperto così che i danni sono causati soprattutto dall’inclinazione della statua.
I risultati della ricerca sono pubblicati sul Journal of Cultural Heritage.
“Durante la rotazione all'interno dell'apparato, i modelli a piccola scala sono sottoposti a forze molto più elevate della forza di gravità, ma che agiscono con le stesse modalità”, spiega Giacomo Corti dell’Igg-Cnr.
“In differenti prove, le piccole statue sono state sottoposte a una forza centrifuga crescente, rendendo la statua sempre più ‘pesante’, finché gli sforzi gravitazionali superano la resistenza del materiale e si giunge alla rottura”.
Gli esperimenti hanno analizzato l'influenza di vari parametri. “In particolare, i risultati suggeriscono come sia la stabilità sia le caratteristiche della deformazione del David siano principalmente dovute all'inclinazione della statua.
Innanzitutto, maggiore è l'angolo di inclinazione, maggiore è l'instabilità della statua sotto il proprio peso, particolarmente per inclinazioni maggiori di 15°. Inoltre, l'inclinazione influenza anche la posizione delle fratture, che tendono a interessare porzioni via via più alte: nella gamba destra, sopra i 15° la frattura avviene sempre al di sopra del tronco d'albero”, prosegue il ricercatore.

La comparazione di questi risultati con le lesioni rilevate sul David reale suggeriscono che “una costante inclinazione della statua, ancorché non superiore a 5°, abbia rappresentato il fattore critico per lo sviluppo dei sistemi di fratture nelle porzioni inferiori di entrambe le gambe”, conclude Corti. “Questa piccola inclinazione è probabilmente legata all'abbassamento non uniforme, con conseguente piccola rotazione del plinto su cui poggia la statua, durante la sua permanenza di fronte a Palazzo Vecchio, tra il 1504 e il 1873”.

Tratto da National Geographic.it

Akhenaton-Amenofi IV, il faraone eretico


Per chi ama la storia e la civiltà dell’Antico Egitto non è possibile non soffermarsi su Akhenaton-Amenofi IV. Un sovrano che mutò il suo nome, stravolse le tradizioni religiose, volle una nuova capitale e cercò di creare una società diversa.
 La stessa arte, sviluppatasi durante il regno di Akhenaton, è ritenuta esasperata, eccessiva ed ha fortemente colpito gli studiosi di storia dell’arte.
 Alcuni egittologi lo hanno esaltato, altri hanno evidenziato la sua pazzia e le sue malattie. Rimane comunque una figura fuori dal comune.



Probabilmente all’età di quindici anni Akhenaton divenne faraone nel 1364 a.C., (era già sposato con Nefertiti, figlia di un importante personaggio di corte).
 Amò moltissimo la sua sposa, il cui nome si può tradurre con «la bella è arrivata», tanto da essere sempre presenti insieme durante i riti religiosi e le cerimonie ufficiali. 
Nefertiti darà ad Akhenaton sei figlie, che saranno molto amate dalla coppia reale. 
Come esempi si può far riferimento al bassorilievo in cui la regina, seduta sulle ginocchia del faraone, ha con sé una delle figlie o ancora ad una piccola statua che raffigura Akhenaton mentre stringe a sé una delle figlie oppure una serie di bassorilievi che mostrano re e regina disperati per la morte della loro secondogenita a causa di una grave malattia.




Amenofi IV decise di mutare il suo nome in Akhenaton, che vuol dire «servizievole con Aton», durante il quinto anno del suo regno. Era certo che l’unico dio che si dovesse adorare fosse Aton (il disco solare).


Vietò l’uso della parola «dei» al plurale.
 Dato che da sempre la politica non si può disgiungere dalla religione, il futuro dell’intero Egitto verrà deciso da un tale pronunciamento. 
È evidente che il faraone con tale decisione volesse anche lottare ed allontanare i sacerdoti dei templi dalla gestione di cospicui beni temporali, appartenenti alla corona, oltre che ridurre la loro potenza. Ottenne il supporto delle classi medie della popolazione e di alcuni stranieri, che si erano arricchiti e ben integrati nella società egizia. 

Per portare fino in fondo il suo progetto, visto che ogni città egizia aveva una divinità protettrice, volle fondare una nuova città in onore di Aton, Akhetaton (l’orizzonte di Aton), il cui nome moderno è Tell el Amarna. 
La città non venne fondata per un capriccio. 
Aton era un dio d’amore e di luce, ben rappresentato dal disco solare, i cui raggi finivano con delle mani dispensatrici di vita. 
Il monarca era il suo sacerdote, il suo profeta e personalmente faceva conoscere la religione di Aton.
 I terreni, che circondavano la «nuova città», potevano essere utilizzati dall’agricoltura e dall’allevamento e pertanto fornivano agli abitanti il necessario per sfamarsi.
 La città venne alla luce molto rapidamente, con strade ampie, zone verdi, parchi e grandi palazzi nobiliari. 
Molti scribi, sacerdoti, militari, artigiani, contadini, architetti e scultori si trasferirono ad Akhetaton per seguire il faraone.
 Il cuore della città non poteva che essere il tempio di Aton, lungo ottocento metri e largo trecento. Questo tempio era molto differente dagli altri santuari. Non vi erano sale buie dove veniva celebrato il culto, si era in presenza di diversi cortili a cielo aperto che conducevano all’altare di Aton.
 Poiché Akhetaton era la capitale, erano presenti una zona dei ministeri, un palazzo dove era allocato il Tesoro pubblico, una scuola che preparava a svolgere la mansione di funzionario ed alcune zone commerciali e residenziali, dove le abitazioni più minuscole erano formate da almeno tre stanze. 

 La capitale praticamente viveva in autarchia, infatti i palazzi nobiliari potevano essere paragonati per la loro funzione alle ville romane o ai castelli medievali. 
Inoltre soldati composti in buona parte da nubiani ed asiatici controllavano i dintorni, impedendo qualunque possibile attacco.
 I funzionari di Akhenaton, che avevano seguito il faraone, erano in buona parte adoratori sinceri di Aton, ma certamente alcuni compresero che praticando il nuovo culto avrebbero fatto una veloce carriera.



Fondare una nuova capitale e far conoscere la nuova religione erano dei compiti che assorbirono completamente Amenofi IV. Pertanto la politica estera fu davvero fallimentare e poco si occupò della supremazia dell’Egitto sui potentati viciniori. Inoltre amava la pace ed odiava la guerra. 
Gli Hittiti ed i loro alleati pian piano conquistarono tutti i possedimenti egizi dell’Asia. 
Quindi per gli egizi il dio Aton rappresentò il simbolo dell’indebolimento della loro nazione.
 La domanda che si posero numerosi storici è perché il faraone non intervenne. 
Secondo alcuni egittologi la morte prematura di Nefertiti, avvenuta nel tredicesimo o quattordicesimo anno del regno di Akhenaton, privò il faraone della sua «ancora di salvezza», del suo «sostegno», fu uno scoglio insormontabile per un uomo così sensibile. 

 Freud rimarcò la somiglianza incredibile del Salmo 104 della Bibbia, che esalta la gloria di Dio, con «l'Inno al Sole» di Akhenaton.
 Il celebre psicoanalista evidenziò la relazione tra il culto di Aton e Mosè, che potrebbe avere due spiegazioni: la prima sottolinea che Mosè venne educato presso la corte del faraone Haremhab. 
Freud sosteneva veritiero il pensiero di alcuni egittologi che ritenevano la figlia del faraone (che adottò Mosè), fosse molto probabilmente la regina Ankhesenamon, figlia di Akhenaton, finita dopo alterne vicende in sposa al faraone Haremhab.
 La seconda, più probabile, è che Mosè fosse un cortigiano di Akhenaton e pertanto divenne un adoratore di Aton; questa ipotesi sembra suffragata dalla data di nascita di Mosè, il 7 Adar 2368 (probabilmente tra il 1391-1386 a.C.), che lo fa un contemporaneo del faraone Akhenaton. 
Ora si riporta in primis «l'Inno al Sole» di Akhenaton e successivamente il Salmo 104 della Bibbia: 

 “O disco solare vivente,
 quanto sei bello, grande, splendente. 
I tuoi raggi circondano le terre 
Fino al limite di tutto ciò 
Che hai creato…
 Come sono numerose le tue opere,
 o dio unico, 
a cui nessuno è uguale. 
Hai creato la terra secondo il tuo desiderio 
E gli uomini e il bestiame,
 e tutto ciò che è nel cielo… 
quando riposi la terra è nell’oscurità 
come se fosse morta, 
tutti i leoni escono dalla loro tana 
tutti i serpenti mordono.”

 “O signore mio dio 
quanto sei grande! 
Di maestà e di gloria ti rivesti 
Quanto numerose sono le tue opere 
O mio dio, 
le hai fatte tutte con sapienza;
 piena è la terra delle tue creazioni…
 tu ordini le tenebre ed è notte 
e i giovani leoni ruggiscono in cerca di prede. 
Quando spunta il sole 
Si ritirano e si coricano nelle loro tane”. 

 Come si può giudicare il faraone Akhenaton? Un sognatore, un romantico che visse in una epoca troppo dura? È veramente difficile poter dare una risposta! 
Senza alcun dubbio volle provare un esperimento religioso, che per diversi motivi (i quali ho cercato di spiegare) non andò a buon fine. 

Giampiero Lovelli

I media ne parlano?????...certo che no!!!

L'uomo da 1.200.000 euro all'anno (sua dichiarazione dei redditi) ....L'uomo da 25 poltrone presidenziali





Per approfondire, ecco chi è Antonio Mastrapasqua
(fonte: Wikipedia Italia)
Dal 2001 è Direttore generale dell’Ospedale israelitico di Roma, ospedale provinciale specializzato geriatrico in attività di assistenza ospedaliera, cura e ricovero pazienti, attività ambulatoriale, con una ampia offerta di servizi sia curativi che preventivi.
La ristrutturazione e riorganizzazione dell’Ospedale israelitico rappresentano un caso unico nella realtà sanitaria della Regione Lazio. Nel corso degli anni si è passati da una azienda in crisi profonda ad una polo sanitario di eccellenza a livello nazionale.
Dal 2001 al 2005 i ricavi sono passati da 17 milioni di euro a 40 milioni per arrivare nel 2011 a 54 milioni.
Il personale dipendente è passato dalle 180 unità del 2000 alle 250 del 2011.
Consigliere di amministrazione dell’Inps per quattro anni, dal 2004. Dal luglio al dicembre 2008 è stato commissario straordinario del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps.
Dal 2005 è consigliere e vice-presidente esecutivo di Equitalia.
Dal 2007 è Direttore della Casa di riposo ebraica. Oltre alla gestione della casa di riposo, l’Ente dispone di un ingente patrimonio immobiliare ubicato nella città di Roma.
Dal luglio del 2008 è presidente dell’Inps, unico presidente dell’Inps ad avere ricevuto il voto favorevole all’unanimità di tutte e due le Commissioni Lavoro di Camera e Senato, che devono esprimere un parere consultivo alla nomina del Presidente Inps.
Nel decreto legge Salva-Italia è stato rinnovato il suo incarico presidenziale fino al 31 dicembre 2014 per guidare la fusione in Inps di Inpdap ed Enpals(soppressi dallo stesso decreto).
Per poco più di un anno (ottobre 2008 – novembre 2009) è stato presidente del Comitato di settore degli Enti pubblici non economici (Epne).
Presiede inoltre il Comitato amministratore della Gestione interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS) dell’INPS, il Comitato pensioni privilegiate (ex Inpdap) e il Fondo gestione speciale.
In un documento sulle dichiarazioni patrimoniali e reddituali rese dai titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’ art. 12 della legge 5 luglio 1982 n. 441, risulta che il manager vanti per il 2010, redditi annui pari a 1,3 milioni di €.
Dal gennaio 2012 è Presidente di “Idea Fimit Sgr” Spa. Infatti, con l’integrazione di Inpdap ed Enpals in Inps, l’Istituto presieduto da Antonio Mastrapasqua è diventato azionista (con una quota del 29,6%, derivante dai pacchetti dei due istituti soppressi) della società Idea Fimit Sgr SpA, che si colloca al primo posto in Italia quale società di gestione del risparmio specializzata in fondi di investimento immobiliare.
La società gestisce 10,1 miliardi di masse in gestione e 31 fondi immobiliari di cui 5 quotati nel segmento MIV, Mercato Telematico degli Investment Vehicles, di Borsa Italiana.
È titolare dello Studio Mastrapasqua di Roma ed è iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma, al Registro dei Revisori Contabili.
E’ anche giornalista pubblicista.
Ha svolto per gruppi industriali e di servizi interventi di risanamento aziendale seguendo gli aspetti finanziari, organizzativi e societari. Nel corso dell’attività professionale ha effettuato lavori di revisione, di natura contabile e fiscale, ed ha svolto consulenza di carattere tributario e societario, nei confronti di aziende industriali o di servizi, di società ed enti pubblici e privati.
E’ stato Presidente del Collegio sindacale “Telenergia” Srl (Produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica); Presidente del Collegio sindacale “Eur Power” Srl;
Presidente del Collegio sindacale “Eur Tel” Srl (Attività di telecomunicazione);
Presidente del Collegio sindacale Aquadrome Srl (Società di costruzione di edifici residenziali e non residenziali);
Sindaco effettivo di Loquendo Spa (Azienda leader dell’innovazione nella sintesi e riconoscimento vocale);
Presidente del Collegio sindacale di Mediterranean Nautilus Italy Spa (Società di Telecomunicazioni);
Presidente del Collegio sindacale di Ram, Rete autostrade mediterranee Spa;
Sindaco effettivo di Autostrade per l’Italia Spa (Gestione di strade, ponti, gallerie);
Sindaco effettivo di Coni Servizi Spa (Ente di promozione sportive, promozione ed organizzazione di eventi sportivi);
Presidente del Collegio Sindacale di T.C.C. Spa – Telecontact Center Spa (Società di Telecomunicazioni);
Presidente del Collegio sindacale di Emsa Servizi Spa;
Presidente del Collegio sindacale di Adr Engineering Spa; Presidente regionale di Lazio Aris – Associazione religiosa istituti socio-sanitari;
Consigliere/Amministratore delegato S.I.S.P.I. Spa; Amministratore unico Litorale Spa;
Consigliere società Termosud Spa;
Consulente della Banca Nazionale del Lavoro – Divisione credito industriale;
Vice-presidente vicario e membro della Giunta esecutiva Enpsdi – Ente nazionale promozione sportiva disabili;
Amministratore unico della MA.TI. SERVICE Srl.
Ha diretto la “Rivista Finanziaria – Osservatorio mensile sui mercati finanziari”, mensile del Centro studi di Economia e Finanza.
Ha partecipato, anche in qualità di relatore, a diversi convegni sulle materie economiche e sociali tra i quali quelli di Aspen Institute Italia e del Forum Ambrosetti.

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