giovedì 3 novembre 2016

Namibia: sorprendente viaggio tra deserti, parchi nazionali e foreste pietrificate


Wonderful Namibia! 
Non tutti hanno la fortuna durante la propria vita di fare l'esperienza del deserto, in assoluto una delle più particolari e sbalorditive che si possano sperimentare. 
Fra le dune sperimenti la tua fragilità e ti confronti, come in pochi altri contesti al mondo, con te stesso, i tuoi limiti, la tua piccolezza di fronte alla maestosità della natura.
 È un luogo, il deserto, dove si percepisce il senso della vastità e dell'infinito. Non si può non esserne rapiti.
 A partire da quando si ode per la prima volta la sua voce, quella magnifica, impalpabile melodia generata dai granelli di sabbia che, mossi dal vento, si sfiorano l'un l'altro. O ancora, quando ci si trova di fronte ai suoi magnifici tramonti infuocati o alla volta celeste, che di notte si riesce a scandagliare senza ostacoli in tutta la sua brillantezza, o agli incontri che solo nel deserto si possono fare.






Se poi si ha la fortuna di fare quest'esperienza nel deserto del Namib, in Namibia, in assoluto uno dei più belli della pianeta, il tutto può diventare ancora più straordinario.
 Il Namib, arido da oltre 50 milioni di anni, si ritiene che sia, infatti, uno dei deserti più antichi del mondo, un'ecoregione di grandissimo interesse per geologi e biologi, con una fauna e una flora costituita in gran parte da specie endemiche in grado di adattarsi nei millenni a un ambiente tanto ostile.






Gran parte del territorio del Namib è tutelato da aree naturali protette, la più importante delle quali è il Namib-Naukluft National Park, il parco nazionale più esteso d'Africa.
 Strepitose le dune che, a seconda dell'ora, assumono diverse colorazioni: dall'albicocca-arancio dell'alba fino al rosso fuoco del tramonto.


Le dune di Sossusvlei sono le più alte del mondo e, sprofondando in mare, offrono uno spettacolo di singolare bellezza. 
Ma il Namib non è l'unico deserto del Paese: all'interno dei confini nazionali ricade anche parte dello splendido deserto del Kalahari, condiviso con Botswana, Zimbabwe e Sudafrica.


La Namibia, che ha una densità di popolazione di 2,43 persone per kmq (contro le 200 dell'Italia), offre la possibilità di avvistare praticamente tutti gli animali che vivono nel Continente africano, compreso i cosiddetti Big five, vale a dire leoni, rinoceronti, leopardi, elefanti e bufali.
 In particolare il Parco Nazionale Etosha, nel nord del Paese, uno dei più suggestivi e importanti parchi dell'Africa australe, dove si può peraltro dormire anche in ecolodge costruiti in modo da salvaguardare il più possibile il contesto in cui sono inseriti, è un autentico eden per i safari fotografici. 
Il cuore del parco è costituito da 5mila kmq di conca salina priva di vegetazione e le numerose sorgenti d'acqua al margine della conca richiamano ogni tipo di animale: migliaia di uccelli, elefanti, ippopotami, giraffe, leoni, leopardi, branchi di antilopi e di zebre, oltre al raro rinoceronte nero e all'impala dal muso nero, a rischio estinzione.








Altre splendide escursioni naturalistiche sono quelle all'altopiano Waterberg, ricadente, con le sue molte sorgenti, nell'omonimo parco nazionale, dov'è possibile avvistare fra gli ultimi esemplari di ghepardi esistenti al mondo, e alla Foresta Pietrificata. 
Dichiarata monumento nazionale negli anni '50, vi si osservano tronchi pietrificati (diventati cioè dure rocce silicee) risalenti a ben 260 milioni di anni fa e trasportati da una grande alluvione fin qui da zone probabilmente ricche di foreste di conifere.






Strepitosi anche il Fish River Canyon, paragonabile per la sua maestosità al Grand Canyon stellestrisce, e il tratto più a sud della Skeleton coast, che deve il nome ai relitti di navi arenatesi nel tempo da queste parti, oltre la quale vive una grande colonia di otarie.


Ma la Namibia non è soltanto natura e straordinari deserti. 
Offre, infatti, anche un ricchissimo patrimonio culturale a partire dalle ben 13 diverse etnie che convivono sul suo territorio, tra cui l'affascinantissima tribù degli Himba, costituita da pastori nomadi che vivono nel nord del Paese, custodi di antiche tradizioni.






Rimanendo in tema culturale, non si può non visitare la capitale, Windhoek, con le sue architetture risalenti al dominio coloniale tedesco. Le conferiscono un aspetto quasi europeo e la città colpisce per il suo ordine, la sua pulizia e l'estrema sicurezza di cui si può godere andando in giro, contrariamente a quanto avviene in altri paesi dell'Africa.


Infine, il sito rupestre della valle di Twyfelfontein, autentico museo a cielo aperto, dichiarato monumento nazionale per la presenza di incisioni e pitture rupestri risalenti probabilmente a circa 6000 anni fa. 
Ultimo tuffo nel lungo passato di questo straordinario e antichissimo angolo del pianeta.


Vincenzo Petraglia
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