lunedì 14 gennaio 2019

A Londra è stata scoperta una ghiacciaia sotterranea del 18esimo secolo


A Londra è stata portata alla luce un’enorme Ice House sotterranea risalente al 1780. 
Costruita con mattoni rossi l’antica ghiacciaia sotterranea nascosta sotto le strade della city ha la forma di un uovo. 

Perfettamente conservata la ghiacciaia del 18esimo secolo è stata scoperta nei pressi di Regent’s Park durante dei lavori di ristrutturazione.

 La vecchia Ice House, il negozio del ghiaccio sotterraneo, era utilizzato dall’imprenditore e mercante William Leftwich.
 Leftwich importò 300 tonnellate di ghiaccio dai laghi della Norvegia negli anni Venti del 1800 per immagazzinarlo nella camera di raffreddamento londinese.


In quegli anni in assenza dell’elettricità per procurarsi cubetti di ghiaccio e tenerli congelati gli ingegneri londinesi costruirono questa ghiacciaia sotterranea.

 La “caverna del ghiaccio” sotterranea è stata utilizzata per conservare blocchi di ghiaccio per tutto l’anno, permettendo alle famiglie più ricche di impressionare i propri ospiti continuando a servire piatti ghiacciati anche durante i mesi più caldi dell’estate. Le ghiacciaie divennero popolari tra le élite del 1700, ma furono utilizzate anche dagli ospedali.
 Il ghiaccio conservato è stato infatti utilizzato anche per intorpidire i pazienti negli interventi chirurgici e per le pratiche dentistiche. Per la ristorazione la ghiacciaia era utilizzata invece per preservare il cibo. 

Jane Sidell, ispettrice di monumenti antichi, ha dichiarato: “La Regent’s Crescent Ice House è una scoperta spettacolare, si è conservata perfettamente e questo dimostra le grandi capacità ingegneristiche e costruttive già presenti alla fine del 18esimo secolo”.


Originariamente il ghiaccio veniva prelevato dagli stagni e dai canali locali, ma raramente veniva consumato direttamente a causa delle sue impurità.
 Nel diciannovesimo secolo, tuttavia, si sviluppò un commercio di ghiaccio oceanico che portò blocchi cristallini dai laghi della Norvegia ai porti britannici, da lì venivano portati nelle fabbriche di ghiaccio per la conservazione e imballati nella paglia per l’isolamento.

 Quando i frigoriferi entrarono in funzione alla fine del 1800, queste “Ice House” vennero piano piano abbandonate o utilizzate come magazzini. 

 Fonte: www.tpi.it

La fortezza tolemaica di Berenice a guardia del commercio di elefanti


Una missione archeologica polacca-americana sta scoprendo la mura fortificate di Berenice, un’antica città ellenistica sulla costa del Mar Rosso in Egitto. 
Vennero costruite 2.300 anni fa dai Tolomei, una dinastia di sovrani discendenti da uno dei generali di Alessandro Magno.
 Le mura proteggevano il porto di Berenice, utilizzato per commerciare oro, avorio e anche elefanti da guerra.


«La parte occidentale della fortezza – quella rivolta verso l’entroterra – era protetta da una doppia linea di mura, mentre a Est e a Nord ne era sufficiente una sola», scrivono gli archeologi Marek Woźniakand (Università di Varsavia) e Joanna Rądkowska (Accademia polacca delle scienze) sulla rivista Antiquity.
 «Agli angoli e in altri punti strategici erano state costruite delle torri quadrate».

 La parte più grande e fortificata di Berenice è un complesso grande circa 160 x 80 metri, che includeva tre grandi corti e diversi edifici. L’aspetto più impressionante è la sua architettura monumentale: «Era progettata così bene che proteggeva la città dalle sabbie del deserto», ha dichiarato Woźniak a Live Science.

 Presso la porta d’ingresso della fortezza, gli archeologi hanno trovato un pozzo scavato nella roccia, vasche per raccogliere l’acqua piovana, e una serie di canali di scolo.
 Secondo Woźniak e Rądkowska, il fatto che l’acqua piovana venisse raccolta suggerisce che Berenice avesse un clima più umido di oggi.
 Le due vasche più grandi potevano avere una capacità totale di oltre 17.000 litri.








Gli scavi vicino alle mura a Nord hanno invece portato al ritrovamento di una discarica, dove sono state trovate statuette di terracotta, monete e un pezzo del teschio di un elefante. 

«È interessante notare che le fortificazioni non vennero ritenute necessarie. 
Alcune furono smantellate dopo un brevissimo periodo di esistenza», ha detto Woźniak, aggiungendo che non è stata trovata alcuna prova di un attacco alla città.


Le fonti storiche indicano che Berenice faceva parte di una serie di porti costruiti lungo il Mar Rosso per agevolare la fornitura di elefanti da guerra all’esercito dei Tolomei.

 Nel 2014, una ricerca genetica aveva rivelato che i Tolomei probabilmente importavano i loro elefanti dall’Eritrea, nell’Africa orientale.

 Dopo che Roma conquistò l’Egitto nel 30 a.C., il commercio si espanse e il porto di Berenice diventò un importante centro commerciale.

 Dal I al VI secolo d.C., le testimonianze suggeriscono relazioni commerciali dalla Grecia e dall’Italia fino all’Arabia meridionale, all’India, alla penisola malese, all’Etiopia e all’Africa orientale. 

La città di Berenice venne fondata nel 275 a.C. da re Tolomeo II Filadelfo; tuttavia, nel 2015, il ritrovamento di due iscrizioni aveva provato che il precedente villaggio egizio potrebbe essere stato più importante di quello che si credeva.



Fonte: ilfattostorico.com
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