mercoledì 21 maggio 2014

Eucalipto arcoiris

Eucalipto o eucalipto dal greco significa "ben coperto", riferendosi al suo fiore gemma) è un genere di alberi (e alcuni arbusti) della famiglia Myrtaceae .
Ci sono circa 700 specie, la maggior parte nativi in Australia. Oggi sono distribuiti in gran parte del mondo e per la sua rapida crescita frequentemente utilizzati in piantagioni forestali per carta, legno o avere industria chimica, oltre al loro valore ornamentale.

Nella varietà arcobaleno (Kamarere) si osserva che il tronco presenta una varietà di colori indicatori di età. Questa varietà di eucalipto si trova solo naturalmente in Indonesia, Papua Nuova Guinea e nelle Filippine.

In tutti i casi  le foreste di eucalipto possono creare problemi di incendi a causa della grande altezza raggiungono questi alberi crescono rapidamente e il  legname ha combustione facile.
In fitte foreste di eucalipti, le fiamme di un incendio possono raggiungere oltre 300 metri di altezza, come si è visto in Australia durante la stagione secca (dicembre-gennaio).

Regali e solitarie con fiori bianchi e calice e la corona uniti da una sorta di coperchio che copre gli stami e pistillo (questa caratteristica deriva il suo nome, eu-kalypto che come abbiamo detto, significa "ben coperto" in greco), che , quando è aperto, rilascia numerosi stami gialli.
I frutti sono grandi capsule di colore quasi nero, con un berretto grigio-blu contenente lotto di semi. 

Amaranto: come si coltiva, usi e dove trovarlo


L'amaranto è una pianta originaria dell'America Centrale e Meridionale, dalla coltivazione della quale è possibile ricavare dei chicchi commestibili racchiusi all'interno di fiori della tonalità di rosso da cui essa prende il nome. 
I chicchi (corrispondenti ai semi) rendono l'amaranto simile ad un cereale soprattutto per quanto riguarda il suo utilizzo alimentare, anche se in realtà non lo è.
 Esso viene perciò definito uno pseudo-cereale. Si tratta di una pianta particolarmente vigorosa, in grado di resistere all'erbicida Roundup di Monsanto, ideato per l'eliminazione delle piante infestanti.


Tra le specie di amaranto commestibili e maggiormente produttive devono essere segnalate l'Amaranthus caudatus, l'Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus. 
Quest'ultima è ritenuta la varietà di amaranto più facilmente coltivabile. 
La coltivazione dell'amaranto risale alle civiltà precolombiane, con particolare riferimento alle popolazioni degli Inca e degli Aztechi. Esso veniva definito come "grano degli Dei", per via delle sue elevate proprietà nutritive.

 E' possibile coltivare l'amaranto direttamente a partire dai suoi semi, rappresentati proprio dai caratteristici chicchi di forma sferica. L'amaranto può essere seminato direttamente all'aperto, nel proprio orto, oppure all'interno della propria abitazione, in un semenzaio. L'inizio della coltivazione indoor è consigliabile soprattutto nelle stagioni dal clima più rigido.
 L'amaranto infatti preferisce temperatura da tiepide a calde per la propria germinazione e per il proprio sviluppo. Si consiglia dunque di effettuare la semina all'aperto ad una distanza di tempo di 6-8 settimane dall'ultima gelata. 
La primavera rappresenta il periodo ideale per la semina dell'amaranto, assicurandosi che il terreno abbia già iniziato a riscaldarsi.
 I semi devono essere ricoperti con un leggero strato di terriccio ed innaffiati subito dopo la semina. 
L'amaranto predilige terreni ricchi di azoto e di fosforo, una caratteristica che permetterà la crescita di piante di altezza maggiore.
 Per arricchire il terreno in modo naturale di sostanze nutritive è possibile ricorrere a del compost casalingo.


Le piante di amaranto crescono più facilmente in un clima caldo, posizionate in pieno sole ed in un terreno ben drenato. 
Durante i periodi di maggiore siccità richiedono di essere annaffiate da una a due volte alla settimana. 
Una caratteristica dell'amaranto consiste nel richiedere una quantità d'acqua non eccessiva per la propria crescita. 
La fioritura dell'amaranto avverrà a metà dell'estate e si prolungherà fino ai primi freddi.
 I chicchi di amaranto giungeranno a maturazione prima del sopraggiungere della stagione fredda.
 Per comprendere se sia giunto il momento del raccolto, è necessario scuotere leggermente i fiori e verificare che i chicchi inizino a staccarsi da sé. 
I gruppi di semi (infruttescenze) dovranno essere raccolti e lasciati essiccare all'ombra, dopo averle inserite in sacchi di tela o di carta.
 I chicchi andranno rimossi a mano una volta che si saranno essiccati, indossando dei guanti. La pulizia dei semi dalla presenza di parti dei fiori può essere facilitata dall'impiego di un setaccio.
 I chicchi, una volta che si saranno completamente essiccati, potranno essere conservati in un contenitore sottovuoto, preferibilmente in vetro.


Oltre che a scopo alimentare, l'amaranto può essere coltivato per finalità ornamentali, data la bellezza dei colori che caratterizzano la pianta al momento della fioritura. 
I chicchi di amaranto possono essere utilizzati in cucina previa cottura. 
La cottura dell'amaranto avviene in acqua bollente e deve proseguire per un lasso di tempo di circa 30-40 minuti, fino a quando i chicchi risulteranno morbidi, tenendo conto che la loro consistenza potrà rimanere leggermente croccante.
 I tempi di cottura si dimezzano ricorrendo alla pentola a pressione. L'amaranto non necessita di ammollo prima della cottura, ma è preferibile effettuarne un risciacquo con acqua fredda in modo da limitare la formazione di mucillagini durante la cottura.
 E' consigliabile lasciare riposare l'amaranto nella pentola per 10 minuti prima di scolarlo, in modo da permettere che i chicchi si gonfino.


Nella preparazione di zuppe e di minestre è possibile sostituire l'acqua di cottura con del brodo vegetale. 
L'amaranto può essere consumato in brodo, accompagnato da ortaggi di stagione, oppure asciutto, dopo averlo scolato, nella preparazione di piatti che ricordano il cous-cous e che possono essere arricchiti con ingredienti a piacere, tra ortaggi, legumi, erbe aromatiche, come il prezzemolo o il rosmarino. 
L'amaranto, una volta cotto e scolato, può essere frullato insieme ad ortaggi già cotti per la preparazione di vellutate e di passati. 
I chicchi di amaranto già cotti possono essere amalgamati ad altri ingredienti, come fiocchi di cereali o patate e carote passate al passaverdura, in modo da formare un composto adatto alla preparazione di crocchette e burger vegetali.
 Dai semi di amaranto, infine, possono essere ottenuti dei germogli da gustare crudi, avendo a propria disposizione un germogliatore o un altro contenitore adatto allo scopo.


L'amaranto è facilmente reperibile nei negozi di prodotti naturali per l'alimentazione, nelle erboristerie ed online, oltre che in alcuni punti vendita della grande distribuzione che prevedano scaffali dedicati ai prodotti biologici. 
Nei supermercati è a volte possibile individuare la presenza di confezioni di amaranto non proveniente da agricoltura biologica. 
Si consiglia in ogni caso di acquistare amaranto di provenienza biologica, sia ad uso alimentare che per la semina, in modo da essere certi che i semi non siano stati trattati mediante il ricorso a sostanze indesiderate. 

 Marta Albè

Take My Breath Away

E poi pretendiamo di essere rispettati e tenuti in considerazione all'estero?



ROMA – Francesco Schettino fa campagna elettorale per il Pd.
E il Fatto Quotidiano ironizza: il Pd è in buone mani. Succede a Meta, dove Schettino che è sotto processo per il disastro della Costa Concordia.
Schettino, è naturalmente a casa sua, è evidentemente popolare visto che partecipa alla campagna elettorale per le amministrative e fa in pubblico appelli per sostenere il candidato sindaco del Partito Democratico.
“Meta – scrive Fabrizio d’Espostio per il Fatto Quotidiano – è il primo paesino della costiera sorrentina dopo i tornanti di Punta Scutolo, che formano un belvedere strepitoso sul golfo di Napoli. Qui domenica prossima si vota anche per le amministrative e la battaglia elettorale, tra porta a porta e comizi e cene sulla spiaggia, ha coinvolto il cittadino metese più noto dell’ultimo lustro: il comandante Francesco Schettino, quello della Concordia e dell’Isola del Giglio, quello dell’inchino e del “salga a bordo, cazzo”.
Giacca e camicia sbottonata, Schettino non si è limitato a presenziare alle iniziative del candidato-sindaco del Pd, Giuseppe Tito, ma ha rivolto addirittura un appello pubblico per farlo votare. Un testimonial, in piena regola. Dal sito Politica in Penisola del giornalista Vincenzo Califano:
“In Tito non si è mai assottigliato l’entusiasmo di sentirsi utile, lo ricordo sempre presente, dove la sola gratificazione è stata l’elemento trainante della sua irrefrenabile attività del sapersi mettere a disposizione degli altri. Un giovane al servizio della comunità, e non il contrario, un concetto pratico da lui sempre applicato con entusiasmo”.
IL TRASPORTO di Schettino, oggi sotto processo per il naufragio della Concordia (trentadue vittime) si spiega così. Quando il suo nome fece il giro del mondo, come sinonimo dei peggiori difetti italici, il suo paesino lo difese e Tito era in prima fila. Ecco perché l’appello si conclude in questo modo: “Colgo l’occasione per esprimere a tutti i Metesi indistintamente la mia sincera gratitudine per l’affetto dimostratomi in questi due anni, allo stesso modo non posso esimermi dal sottolineare le doti umane, che ho avuto modo di riscontrare personalmente in Giuseppe Tito, integrità morale e la sensibilità che lo contraddistingue assieme all’intera famiglia”.
Ma l’endorsement di capitan Schettino per il candidato sindaco del Pd è dentro un’incredibile matrioska di autolesionismo a sinistra.
Le sorprese non finiscono mai. A Meta, infatti, il processo di democristianizzazione del partito renziano ha raggiunto vette insuperabili. Il Pd si è spaccato fra due liste civiche (una è quella di Tito, l’altra fa capo all’Udc) e si è scatenata una gara per avere la benedizione ufficiale dai vertici regionali e nazionali.
Risultato: non bastasse Schettino, ai comizi di Tito sono arrivati due impresentabili del Pd. Il primo è il sannita Umberto Del Basso De Caro, ex socialista craxiano oggi sottosegretario alle Infrastrutture del governo Renzi. Sospettato di essere tra i mandanti del presunto complotto contro Nunzia De Girolamo per la vicenda Asl di Benevento, Del Basso De Caro è indagato per la rimborsopoli della Regione Campania: peculato.
Il secondo, invece, è il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
In un albergo sul mare, e tra gli applausi di Schettino, Bubbico ha tenuto un pistolotto sulla sicurezza. Surreale.
Con lui, anche il deputato Massimo Paolucci, candidato alle Europee.
Ulteriore dettaglio: se Paolucci viene eletto si dimette da Montecitorio e gli subentra Anna Maria Carloni, moglie di Antonio Bassolino. Alla fine Bubbico ha pure promesso di portare Renzi a Meta qualora Tito dovesse vincere le amministrative.
Ovviamente Schettino ci sarà, pronto a scambiare due chiacchiere con lui come ha fatto con Bubbico e Paolucci.
LA CAMPANIA è il laboratorio ideale per osservare la deriva del Pd. La scoperta del partito padronale è una sorta di Tana liberi tuttiall’insegna dell’anarchia. Una volta, quando c’era il centralismo democratico, casi come quelli di Meta (partito spaccato in due liste) sarebbero stati impossibili. Del resto, a venti chilometri dalla costiera, a Pompei, il Pd si è alleato con Forza Italia. Si imbarca di tutto, compreso Schettino.
(foto LaPresse) 
 Una piccola postilla 
Beppe Grillo è mediaticamente messo in croce per un incidente automobilistico del 1981per il quale ha pagato sia penalmente che in solido 600 milioni per risarcire le tre vittime 
Questo "signore " gira libero, fa interviste, va in TV e ora si applica alla politica.
Nessuno dice che è un pluriomicida di 32 persone di cui una bimba di 5 anni .
Grillo deve vergognarsi....questo NOOOOOOOOO???
Due pesi due misure !!! 


Potente temporale supercella immortalato nel Wyoming


Ufficialmente, il termine "condizioni meteorologiche estreme" può riferirsi a tutto, dalle ondate di calore alle bombe d'acqua. Ma per descrivere la nuvola supercella che si è creata sul Wyoming (USA) domenica sera che termine usereste?
 Il video è stato girato da Basehunters, un gruppo di cacciatori di tempeste particolarmente audace e fortunato .

 I temporali a supercella sono noti per la loro intensità, molto maggiore degli altri tipi di temporale e per la struttura stazionaria delle nubi (immobili e pesanti). 
Alla base possono svilupparsi le cosiddette circolazioni tornadiche, correnti calde ascendenti meglio note dalle nostre parti come trombe d’aria: la loro forza è tale che in genere sotto una supercella si vengono a creare zone dove la piovosità è nulla.

 

Nell’ultimo decennio i meteorologi hanno fatto importanti passi avanti nella comprensione dei temporali: satelliti e radar meteorologici, infatti, hanno permesso di studiare la struttura interna delle nubi e di classificare i temporali in quattro categorie: a cella singola, multicella, supercella e i cosiddetti Mcs e Mcc (dall’ inglese Mesoscale convective system e Mesoscale convective complex). 

 TIPO 1: A CELLA SINGOLA


«Il temporale a cella singola è la forma più semplice di temporale» spiega Franco Prodi, docente di Fisica dell’atmosfera all’università di Ferrara. «La cella è costituita da un doppio flusso d’aria: uno ascendente, che porta con sé aria calda e umida, e uno discendente e freddo, fra le nubi e il suolo».
 A generare la corrente calda, che sale rapidamente verso gli strati alti della troposfera, è il forte riscaldamento del suolo nelle giornate più soleggiate.
 Mentre si solleva, questa massa d’aria si espande e si raffredda progressivamente, causando la condensazione del vapore acqueo in goccioline e dando vita alle nubi.
 In condizioni normali, o di stabilità, la temperatura dell’aria si abbassa di 6,5 gradi ogni chilometro, una situazione che difficilmente darà origine a piogge o temporali.
 Se però l’andamento della temperatura con l’altezza, ovvero il gradiente termico verticale, viene turbato dalla presenza di aria fredda in quota e di umidità negli strati bassi, ecco che il quadro cambia radicalmente: masse d’aria calda sempre più consistenti vengono richiamate verso l’alto, mentre il calore sviluppato dal processo di condensazione aumenta l’intensità del flusso. Contemporaneamente, aria fredda e pesante scivola verso il basso, alimentando i venti di superficie.
 Il flusso ascendente forma nubi a grandissimo sviluppo verticale (dette cumuli congesti nella prima fase e cumulonembi nella fase di piena evoluzione) e s’interrompe solo quando giunge al limite della troposfera (12 mila metri alle nostre latitudini, circa 16 mila all’equatore), dove la temperatura inverte la tendenza. 
Alla stessa quota si blocca anche la crescita delle nubi, ormai dense, scure, alte migliaia di metri.
Al loro interno, le due correnti contrapposte danno vita a furiosi moti convettivi. 

 TIPO 2: MULTICELLA


I radar meteorologici, consentendo agli scienziati di indagare all’interno dei cumulonembi, hanno permesso di svelare anche altre strutture temporalesche.
 È il caso dei temporali multicella.
 Questi non sono altro che una successione di celle singole, a diversi stadi di vita, su un’area anche molto vasta.
 In questo caso il fenomeno può essere innescato non tanto dal riscaldamento dell’atmosfera al livello del suolo, quanto dall’avanzare di un fronte d’aria molto fredda.
 Il repentino abbassamento della temperatura provocato da quest’ultimo richiama, come nella circostanza precedente, aria calda verso gli strati alti della troposfera, determinando forte instabilità. Il fronte freddo può essere lungo centinaia di chilometri e per questo possono formarsi, nell’arco di alcuni giorni, decine di celle temporalesche. 
I temporali multicella, più duraturi, si accompagnano di solito a un sensibile abbassamento della temperatura al suolo e possono scoppiare anche in regioni molto fredde.

 TIPO 3 E 4: SUPERCELLA E...

 I temporali a supercella si differenziano dai precedenti per la loro intensità, molto maggiore, e per la struttura stazionaria delle nubi (immobili e pesanti).
 Alla base possono svilupparsi le cosiddette circolazioni tornadiche, correnti calde ascendenti meglio note dalle nostre parti come trombe d’aria: la loro forza è tale che in genere sotto una supercella si vengono a creare zone dove la piovosità è nulla.

 «Gli Mcc e gli Mcs, infine, sono perturbazioni individuate e studiate solo di recente grazie ai satelliti» spiega Prodi. 
Si tratta di vasti sistemi, tipici delle regioni extratropicali, dati dall’interazione di diverse celle temporalesche: si sviluppano in genere fra il tardo pomeriggio e la notte e possono durare alcune ore, estendendosi su un’area superiore ai 50 mila chilometri quadrati (ossia oltre due volte la superficie della Lombardia).

Tratto da :   http://www.focus.it

Sono in missione e rischiano la vita per noi ma non potranno votare.

Ai militari italiani in missione nelle regioni extra Ue non sara’ consentito votare alle Europee perché il governo Renzi si “dimentica” di varare il decreto una tantum previsto per il voto per il rinnovo dell’Europarlamento.
Si tratta di una profonda ingiustizia verso chi si sacrifica in onore della Patria nel mondo, che il MoVimento 5 Stelle ha rilevato nei giorni scorsi presentando un’interrogazione alla Commissione affari Costituzionali, delegata in materia.
Il sottosegretario Domenico Manzione ha confermato (votomilitariesterorisposta.pdf) le preoccupazioni dei cittadini pentastellati, precisando che “la circostanza è stata oggetto di attenta riflessione e di condivisione da parte di tutti i Dicasteri interessati, vale a dire Difesa, Affari Esteri e Interno“. Eppure i nostri soldati il 25 maggio non potranno esprimere il loro diritto di voto. Anche se il decreto fosse emendato nelle prossime ore, infatti, mancherebbero i tempi tecnici per permettere ai militari in missione di votare.
Riteniamo che se i ministeri coinvolti avessero avuto davvero l’intenzione e la volontà di risolvere la questione lo avrebbero fatto. Invece è evidente che qualcuno al Pd si è fatto prendere dall’entusiasmo della transizione di governo e prima Letta, poi Renzi, si sono dimenticati di varare il decreto necessario per concedere ai militari in missione fuori l’Unione Europea di esprimere la loro preferenza.
I nostri militari sono cittadini al servizio della Repubblica ed hanno il diritto di esprimere il proprio voto, come i civili che risiedono in Italia e tutti coloro che si trovano all’estero e possono votare in ambasciata. Forse per i ministeri interessati i nostri militari all’estero non hanno gli stessi diritti dei civili? Come possiamo tacere questo scandalo? Come possono le amministrazioni passare sopra un diritto negato, quando dovrebbero essere proprio loro a tutelarci?

Missioni militari all' estero: decreto approvato. 420 i milioni di euro stanziati dal Governo Renzi

Matteo Renzi ieri al programma Porta a Porta ha detto "Il problema non è dove cercare i soldi. Il denaro c'è.
Il problema è solo come spenderli".
Ecco una delle spese utili del nuovo governo:
il proseguo di tutte le missioni all' estero.
Non è bastata l' opposizione di M5S, Sel, Lega e Fratelli d' Italia.
Il governo approva. Totale spese: Euro 420.614.994.
La votazione:
283 favorevoli,
89 contrari,
un astenuto,
256 assenti

dal sito Camera.it
Nel corso della seduta di giovedì 13 marzo 2014 la Camera, dopo aver votato la questione di fiducia e gli ordini del giorno, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 gennaio 2014, n. 2, recante la proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia Nello specifico il provvedimento, autorizza, a decorrere dal 1° gennaio 2014 e fino al 30 giugno 2014, le seguenti spese: 235.156.497 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni in Afghanistan, denominate International Security Assistance Force(ISAF) ed EUPOL AFGHANISTAN; 9.056.445 euro per la proroga dell’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per esigenze connesse con le predette operazioni in Afghanistan; 81.523.934 euro per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), compresi l’impiego di unità navali e di personale militare in attività di addestramento delle forze armate libanesi;
40.761.553 euro per la proroga della partecipazione alle missioni nei Balcani, (Multinational Specialized Unit(MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo, Security Force Training Plan in Kosovo e Joint Enterprise);
136.667 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina (denominata ALTHEA); 



8.722.998 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel MediterraneoActive Endeavour; 1.216.652 euro per la proroga della partecipazione alla missione Temporary International Presence in Hebron(TIPH2) e per l’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi;
60.105 euro per la proroga della missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, (EUBAM Rafah); 131.738 euro per la proroga della partecipazione alla missione delle Nazioni Unite a Cipro (UNFICYP); 25.124.097 euro per la partecipazione alle operazioni dell’Unione europea (denominata Atalanta)e della NATO (denominata Ocean Shield)per il contrasto della pirateria;(poi se i militari contrastano la pirateria , succede che i Marò vengono incarcerati)
7.062.139 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea EUTM Somalia e EUCAP Nestor, nonché nell’ambito delle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano occidentale e per l’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale;
5.118.845 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Libia;
185.495 euro per la proroga della partecipazione alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia
1.337.010 euro per la missione delle Nazioni Unite in Mali e alle missioni dell’Unione europea EUCAP Sahel Niger ed EUTM Mali; 2.955.665 euro per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica;
721.660 euro per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea EULEX Kosovo; 61.490 euro per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione delle Nazioni Unite UNMIK;
63.240 euro per la proroga della partecipazione alla missione European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS);
132.380 euro per il personale della Polizia di Stato impegnato nella missione dell’Unione europea in Libia;
3.604.700 euro per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia;
352.579 euro per l’impiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti.

Tratto da Il Ventunesimo Secolo
di Daniele Lapenna 

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