giovedì 17 marzo 2016

Il relitto della nave Esmeralda e il suo tesoro


Il Monumento alle Scoperte in onore degli esploratori portoghesi sul fiume Tago, a Lisbona.

 Dopo tre anni di lavoro, un gruppo di archeologi britannici ha riportato alla luce, al largo dell'Oman, il relitto di una nave affondata 500 anni fa: l'Esmeralda, appartenente alla flotta dell'esploratore portoghese Vasco da Gama e capitanata dallo zio materno del navigatore, Vincente Sodré. 
 La nave colò a picco durante una tempesta nel 1503, trascinando 
con sé l'intero equipaggio, al largo dell'isola di Al-Hallaniyah, dove era già stata individuata nel 1998.

 Nel 2013 sono iniziati i lavori archeologici dell'università di Bournemouth (UK), del Ministero della cultura dell'Oman e della società privata Blue Water Recoveries, con il supporto del National Geographic Society Expeditions Council.
 Per gli esperti che hanno guidato la spedizione, il relitto sarebbe la piú antica testimonianza mai rinvenuta dell'era delle prime esplorazioni europee verso est: l'impresa di Vasco da Gama, primo europeo a raggiungere l'India via mare doppiando il Capo di Buona Speranza, risale ad appena 5 anni prima del naufragio. 
 I bassi fondali hanno quasi completamente distrutto la nave, ma è il prezioso carico che trasportava il contenuto piú emozionante della scoperta. 
Sepolta dalla sabbia è stata trovata una rara moneta d'argento forgiata nel 1499, un indio, di cui si conosce solo un altro esemplare al mondo. 
Sulla nave c'erano anche palle da cannone in pietra, con le iniziali del comandante Sodré.




Ma il reperto più prezioso è senza dubbio un disco metallico recante lo stemma della corona portoghese e l'immagine di una sfera armillare.
 Questa è un modello della sfera celeste (la cui rappresentazione stilizzata è tuttora presente nella bandiera portoghese): per gli archeologi potrebbe trattarsi di un frammento di uno strumento di navigazione.



Fonte: focus.it
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