sabato 27 ottobre 2012

Le meraviglie della natura

Le meraviglie della natura
Turnip Rock - Lago Huron - Huron County - Michigan-Ontario (USA-Canada)
James Bond Island - Tailandia
Patagonia - Argentina
Tuamotu, Polinesia francese 




















 FOTO DI UN AMICO

Senza parole


A me le parole son finite mi sono rimaste le parolacce

Gli avvoltoi vanno sempre dove c'è da mangiare

LA BANCA FA PAGARE UNA COMMISSIONE SUI SOLDI DONATI PER TERREMOTATI 5 euro per ogni donazione 
Poi una volta scoperti arriva la giustificazione: E' stato UN ERRORE nella procedura.




SENZA CONTARE CHE: I SOLDI DEGLI SMS PER I TERREMOTATI FINISCONO A UNA FINANZIARIA , ALTRO CHE AIUTI - 

Al consiglio comunale di Assisi un'interpellanza sui fondi per l'Abruzzo, decine di milioni sono gli euro donati dagli italiani dopo il sisma del 6 aprile 2009. 

Di molti si e' persa letteralmente traccia. 
Di altri, come quelli raccolti dal comune di Assisi, non se ne conoscono le cifre e non e' ancora stato inviato un centesimo a quasi due anni dal terremoto. Il sindaco in carica, Claudio Ricci (PdL), ritiene opportuno inviarli con comodo, dopo l'approvazione del bilancio 2011. E non c'e' fretta nel consiglio comunale, in cui un'interpellanza del 4 marzo appariva come ultimo dei 14 punti all'ordine del giorno. Di altri fondi si ha la trasparenza della destinazione, come quelli relativi agli SMS affidati alla Etimos dalla Protezione Civile, potendone almeno verificare impieghi e costi di gestione. 
CHI E' ETIMOS S.c.: un consorzio finanziario internazionale, con sedi in Italia, a Padova, e tre sedi decentrate in Sri Lanka, Senegal e Argentina. Da più di vent'anni raccoglie il risparmio e lo gestisce nei Paesi in via di sviluppo, con programmi di micro credito, cooperative di produttori, iniziative micro imprenditoriali e organizzazioni di promozione sociale. 
Nel 1999 contribuisce a fondare Banca Etica, nel 2002 Sefea (la Società europea per la finanza etica e alternativa). Dal 2006 l'espansione e consolidamento in Asia, Africa e Sud America. Il capitale e' fornito alla Etimos da risparmiatori (banche, fondazioni, cooperative, enti ecclesiali, Ong, imprese e privati) interessati a strumenti per investimenti socialmente responsabili, ma anche remunerativi sotto il profilo finanziario. 
GLI SMS, 5 MILIONI DI EURO: sperimentata con parte delle donazioni raccolte dopo lo tsunami in Sri Lanka, in cui fu avviato un progetto di micro finanza, la collaborazione fra Etimos e Protezione Civile si ripete in Abruzzo, con una convenzione stipulata il 23 novembre 2009, e con l'assegnazione di 5 milioni destinati ad attività di recupero del tessuto socio-economico nel post-terremoto. 
Anche se il capitale fornito alla Etimos non proviene, in questo caso, da risparmiatori interessati a una remunerazione di quanto investito. PROGETTO E COSTI: dei 5 milioni iniziali, 470 mila vanno in "oneri riferiti alla gestione operativa del progetto per tre anni, a far data da dicembre 2009", ci conferma Chiara Benvegnù, coordinatrice Progetti Innovativi Etimos, "somma largamente insufficiente" -- aggiunge alla nostra richiesta di conoscere altri costi oltre a quelli indicati -"in ogni caso stiamo cercando di attivare tutte le possibili sinergie pubbliche e private, volte al raggiungimento di una sostenibilità dell'iniziativa nel medio-lungo termine". Dei 4,53 milioni restanti, e' previsto un plafond di 500 mila euro per famiglie e singoli, 3,53 milioni per micro e piccole imprese, 500 mila per cooperative, associazioni e imprese sociali. All'8 marzo, l'ammontare complessivo dei crediti erogati dalle banche e' di 204 mila euro, di cui 54 mila per famiglie (11 richieste) e 150 mila per imprese (7 richieste). Sono nel complesso 132 le richieste di credito accolte presso i centri Caritas, incaricati di valutare i bisogni delle persone ed eseguire una prima valutazione in fase di pre-istruttoria che viene poi inviata alle banche. Abbiamo chiesto alla Etimos se era il caso di rivedere l'impostazione del progetto, in caso di scarso utilizzo dei fondi disponibili. 
Nella risposta si indica che "il Dipartimento della Protezione Civile e il Consorzio Etimos valuteranno assieme agli altri partner del progetto una diversa destinazione delle residue disponibilità economiche, coerente con le finalità dell'iniziativa e i bisogni della popolazione"

consiglio di civiltà

Molti odiano i cani anche per questo motivo 
MA LA COLPA NON E'LORO 
Sono quegli incivili dei loro proprietari indegni di chiamarsi cittadini 
Ci sono aree apposite ma se non si hanno vicine esistono i sacchettini appositi a costo irrisorio 
Se ti consideri una persona civile USALIIII!!!!

Il mondo dei bambini e dei cani

Il cane lavagna
Un cane violento ed aggressivo!!!!! Certo se chi li alleva è violento e aggressivo e li induce a tali comportamenti

Scoperta scientifica

.La Massa Mancante 
Scritto da Francesco Menichella 

Una stagista ha risolto un quesito che faceva impazzire gli scienziati di tutto il mondo. 

La scoperta potrà cambiare il nostro modo di vedere l’universo. La protagonista di questa vicenda è Amelia Fraser-McKelvie australiana una studentessa che sogna di diventare ricercatrice e intanto sfrutta al massimo le proprie conoscenze nel campo dei raggi X. 
Da decenni la scienza era alla ricerca di tracce della massa mancante dell’universo. Rispetto alla gravità esistente nello spazio esiste una massa oscura che gli astrofici non sono mai riusciti a rilevare. “Si pensava da un punto di vista teorico che nell’universo dovesse esserci circa il doppio della massa, rispetto a quella che è stata osservata”, scrive Kevin Pimbblet il relatore della stagista. 
“Si riteneva che la maggior parte di questa massa mancante dovesse essere situata in strutture cosmiche di grande scala fra i gruppi di galassie, chiamate filamenti.” La giovane studiosa ha riesaminato i dati raccolti dai colleghi più anziani, confermando la presenza dei filamenti, che fino allora era sfuggita. Una scoperta eccezionale che fa riflettere.
Su cosa? Avete mai pensato a quante/i stagiste/i e co.co.co. geniali potrebbero arrivare a fare scoperte altrettanto importanti?

EQUITALIA dei figli

QUESTI SONO I LORO
Del lavoro precario, dei giovani, delle prospettive future i politici ne hanno dette di cotte e di crude. Così tante che abbiamo deciso di scrivere un comodo e ironico dizionario di alcune delle più celebri definizioni rivolte alla categorie degli under 30 e disoccupati 











QUESTI SONO I NOSTRI
Laureati in coda per un solo posto di lavoro Li hanno etichettati come bamboccioni, indecisi e infelici. 
Hanno detto di loro che si sentono delle vittime, che non devono rischiare di avere un posto fisso "monotono". 
Poi arriva lei, il ministro Elsa Fornero che, nella sede di Assolombarda, ieri si è rivolta ai giovani con parole non proprio consone all'attuale periodo di crisi. "Lo dico sempre ai miei studenti, non bisogna essere troppo 'choosey'": è questo l'invito che il ministro del Lavoro Elsa Fornero rivolge ai giovani, dove il termine inglese 'choosey' sta a significare 'difficili nello scegliere', 'schizzinosi' e 'incontentabili'.
In una parola quindi, secondo la Fornero i giovani, nella difficile situazione attuale, devono imparare ad accontentarsi: se trovano un lavoro, anche se non è il loro ideale, devono comunque accettarlo e rallegrarsene, perchè oggi non si può pretendere di scegliere la propria occupazione ideale. 
Quello che prima era definito "giovane" oggi ha una, nessuna, centomila definizioni. Noi ne abbiamo fatto un mini dizionario dei sinonimi. 

B DI BAMBOCCIONI Iniziò la buon'anima di Padoa Schioppa con il termine di bamboccioni. I giovani vennero giudicati buoni a nulla a prescindere, solo per la fortuna di non aver fatto la guerra. "Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa", sintetizzò con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa 

I DI ITALIA PEGGIORE Un nuovo sinonimo di "giovane" è stato coniato dal ministro Brunetta. Brunetta aveva appena terminato il suo intervento, quando alcuni militanti della "Rete precari della pubblica amministrazione" hanno chiesto, dalla platea, di poter rivolgere una domanda al ministro. Invitati dallo stesso Brunetta, sono saliti sul palco, ma non sono riusciti neanche a finire di presentarsi. Infastidito, non ha voluto più ascoltarli: "Siete la parte peggiore dell'Italia". Il dubbio rilevante è: nell'altra metà del cielo ci sta lui? 
M DI MONOTONO Il contrario di precario è, testualmente, chi ha un posto fisso e stabile. Quanta noia. Almeno per il presidente Monti che lo ha giudicato 'monotono'. "I giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide". Il punto è: ad avercelo, il posto fisso. 
S DI SCHIZZINOSI Per il ministro Elsa Fornero oggi i giovani non sono nella condizione di essere così. "Nel passato - ha aggiunto - quando il mercato del lavoro consentiva cose diverse, qualche volta poteva capitare, ma oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere schizzinosi". Insomma, manco fosse un disgustoso passato di verdure, per il ministro i giovani non è che non abbiano lavoro: semplicemente, da buoni mammoni, lo scartano per restare ancora un po' accanto a mammà.
S DI SFIGATO Prendersela con i giovani deve essere un vizio diffuso. Anche il viceministro del Lavoro Michel Martone alla sua prima uscita pubblica - non usò mezze misure per esprimere il suo parere sulla situazione degli universitari italiani e sul loro rapporto con il mondo del lavoro. "Dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali nuovi - ha detto il numero due di Elsa Fornero - : dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato". Le prime dichiarazioni pubbliche del vice-ministro del Welfare scatenarono la reazione dei ricercatori italiani, che giudicarono rapido e anomalo il suo percorso universitario. 

Su "Il fatto Quotidiano" del 27 gennaio 2012, qualche dubbio sulla sua rapida ascesa viene. Forse perché, è italianamente "figlio di" Antonio Martone, magistrato di chiara fama, attivo in Cassazione e ricco di contatti politici. Tanto da essere stato sentito qualche mese fa anche come "persona informata dei fatti" sulla loggia P3 ed essere stato nominato dall'allora ministro della Pa Renato Brunetta presidente della Commissione per la Valutazione, l'integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (Civit). Motivo per cui nel 2010 i senatori Ichino, Zanda e Morando chiesero a Brunetta stesso se non gli sembrava inopportuno aver stipulato un contratto di consulenza con suo figlio Michel, per 40mila euro circa, per occuparsi di "problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di paesi terzi". di Chiara Beghelli -

 Il Sole 24 Ore -

 A questo post è stata tolta una foto certamente per la tutela della privacy Una domanda sorge pero spontanea Se la privacy è la tutela del privato della persona come mai quella dei ragazzi del popolo non è stata tolta????? le cose sono due o i nostri figli non sono persone....... ma cose oppure non hanno diritti

Grotte Flauto di canna

Reed Flute Cave - Guillin, Cina. L'immensità della grotta e uso artistico di luce e colori evidenziando l'acqua e cristalli eccezionali. Migliaia di led danno vita a uno spettacolo fantasmagorico
L'immensità della grotta e uso artistico di luce e colori evidenziando l'acqua e cristalli eccezionali.

Le pentole dei giganti

ll Blyde River Canyon è un canyon situato in Sudafrica, nella provincia di Mpumalanga, ed è il terzo canyon più grande del mondo con i suoi 26 km di lunghezza e 800 metri di profondità. Si trova nella parte settentrionale dei monti Drakensberg, ed è costituito principalmente di pietra arenaria. Il canyon è stato scavato nel corso dei millenni dai fiumi Blyde e Olifants.
God’s Window ovvero la “finestra di Dio, le strane erosioni della roccia a forma di padella chiamate Bourke’s Luck Potholes e naturalmente Blyde River Canyon, un fenomeno naturale spettacolare:
Il ponte

Fra i luoghi più celebri del canyon ci sono "Three Rondavels", con le sue formazioni rocciose che ricordano le capanne dei popoli locali (rondavels è il termine afrikaans per "capanna")

L'amore è nella natura

“Due Ciliegi innamorati, nati distanti, si guardavano senza potersi toccare. 
Li vide una Nuvola, che mossa a compassione, pianse dal dolore ed agitò le loro foglie.. ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono. 
Li vide una Tempesta, che mossa a compassione, urlò dal dolore ed agitò i loro rami.. ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono.. 
Li vide una Montagna, che mossa a compassione, tremò dal dolore ed agitò i loro tronchi.. ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono. 
Nuvola, Tempesta e Montagna ignoravano, che sotto la terra, le radici dei Ciliegi erano intrecciate in un abbraccio senza tempo.”

Ritorna l'ora solare

Il mito di Selene e il giovane Endimione

Figlia dei Titani Hyperion e Teia, Selene era sorella di Elios, il sole e di Eos, l’Aurora Si tratta di una divinità minore, personificazione della luna, il cui culto ebbe diffusione soprattutto in Elide. Con il tempo venne associata, ma solo per alcuni aspetti, ad Artemide-Diana, dea della caccia, anch’essa legata alla luce della luna e sorella di Apollo, dio del sole. Selene iniziava il suo tragitto nel cielo nel preciso istante in cui tramontava il Sole, suo fratello. La dea percorreva la volta celeste su di un carro trainato da cavalli bianchi, oppure, secondo altri racconti, su di un toro, un mulo od un cervo. l mito più famoso che riguarda Selene è quello che la lega al giovane e bellissimo Endimione, di cui ella si innamorò vedendolo addormentato in una grotta del monte Latmos.
Ogni notte la dea tornava ad ammirarlo, accarezzarlo e baciarlo, ma senza mai volerlo svegliare. Accortosi di questo amore Zeus propose al ragazzo di scegliere tra una vita normale, oppure un sonno eterno, che tuttavia lo avrebbe reso immortale e giovane per sempre: Endimione scelse la seconda possibilità, così da godere in eterno dell’amore della dea

Arles


Arles è una importante città provenzale lungo il Rodano, alle porte della Camargue, fondata nel VII secolo a.C. dai Focesi, gli stessi che diedero vita al nucleo originario di Marsiglia. 
L’avamposto commerciale creato dai Focesi prese il nome di Théliné e già nel 102 a.C. era nell’orbita romana, come testimonia il canale navigabile detto fosse mariane fatto scavare dal console Mario. Giulio Cesare la cita poi col nome di Arelate, che deriva forse dal gallico are (luogo presso) e late (lo stagno), e ne fa un suo alleato nella guerra civile contro Pompeo. Nel 46 a.C. divenne colonia romana e fu destinata ai veterani della Legione VI che vi si trasferirono per coltivarne le fertili campagne. Inizio cosi un rapido progresso che ne ampliò il porto fluviale e ne sviluppo l’edilizia e l’urbanistica fino a farne il capoluogo della prefettura delle Gallie, tra le residenze predilette dall’imperatore Costantino. Nel Medioevo divenne capitale del regno di Arles (934-1032), centro di accoglienza per i pellegrini diretti a Santiago di Compostela. Qui Van Gogh visse alla fine del XIX secolo e dipinse alcuni dei suoi quadri più celebri. Le testimonianze storiche monumentali di questa città sono tra le più ampie e meglio conservate della Provenza e le sono valse, nel 1981, l’iscrizione nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO. Il cuore della città romana, il foro, venne costruito attorno al 46 a.C. e la grande piazza era sorretta su tre lati da altrettante gallerie sotterranee disposte ad U; quando nel V secolo l’area fu abbandonata e del foro si perse memoria, questi locali sotterranei furono riusati e ritenuti catacombe. Solo nel 1737 la scoperta di un fregio le fece interpretare come edifici romani. Nel 1951 iniziarono veri e propri scavi archeologici che hanno permesso di recuperare un gran numero di frammenti in marmo e di riaprirle alla visita con un suggestivo itinerario sotterraneo, detto dei Criptoportici , al quale si accede dalla Cappella dei Gesuiti.
Del teatro romano costruito ai piedi della collina dell’Hauture e inaugurato nel 12 a.C., restano oggi alcuni ordini di gradini, l’orchestra, il proscenio e due colonne della scena. Poteva accogliere quasi 10.000 spettatori; la scena era decorata da tre ordini di colonne in marmo colorato e un complesso scultoreo del quale faceva parte la celebre “Venere di Arles“. Nel V secolo venne fortificato con la Torre di Rolando che faceva parte della cinta fortificata. Fu poi invaso da edifici di vario genere e riscoperto solo sul finire del XVII secolo. La prima vera campagna di scavo archeologico e restauro iniziò nel 1823, l’ultima risale al 2004 e lo ha reso fruibile alla città che vi allestisce spettacoli.
L’ anfiteatro, conosciuto oggi col nome di les Arènes, fu costruito poco prima del 80 d.C. e poteva contenere quasi 21.000 spettatori. La cavea, divisa in quattro settori orizzontali detti maeniana, era retta da due ordini di 60 arcate sovrastate da un attico demolito in antico. L’arena era coperta con un tavolato in legno che celava al di sotto lo spazio per i macchinari di scena. Nel Medioevo fu trasformato in una cittadella fortificata con quattro torri, ancora oggi al loro posto, e solo dal 1822 iniziò ad essere liberato dalle costruzioni che vi si erano insediate nel corso dei secoli accorpandosi alle sue mura.

Le terme vennero costruite nel IV secolo d.C. quando Arles era sede della corte dell’imperatore Costantino. Poi durante il Medioevo le strutture murarie furono riusate come abitazioni private e nel XVI secolo i pochi resti visibili, noti come palazzo della Trouille, erano ritenuti i resti del palazzo imperiale di Costantino. Gli scavi succedutisi dal XIX secolo hanno permesso di identificarle come terme e di riaprirle alla visita.

Nel 2003 lavori di sterro sulla collina dell’Hauture hanno riportato alla luce i resti della Basilica paleocristiana, la prima cattedrale di Arles del IV secolo nota fino ad allora solo per le fonti. Nel V secolo d.C. la cattedrale venne spostata nei pressi dell’antico Foro e dedicata a Santo Stefano. Poi durante i secoli successivi ebbe vari ampliamenti e tra il 1100 e il 1152 fu costruita quella oggi visibile, dedicata a Saint Trophime (San Trofimo). L’interno è tre navate, la centrale a cinque campate e due laterali molto strette, e il monumentale portale centrale è decorato in maniera assai ricca con splendide scene del Giudizio Universale. Le absidi originali furono sostituite da un coro gotico nel XV secolo e alla fine del XVII secolo altri lavori aggiunsero i portali laterali sulla facciata.
Nel 149 d.C. l’imperatore Antonino Pio fece costruire fuori dalle mura cittadine un monumentale circo, situato lungo la riva del fiume, capace di oltre 20.000 spettatori. Nel V secolo sembra fosse ancora in funzione, ma di li a breve lo spazio inizierà a perdere la sua funzione originaria e ad essere occupato da abitazioni che ne sfruttano i materiali da costruzione. Nel VI secolo viene usato addirittura come cava di materiale per rafforzare le mura. Ricoperto dalle alluvioni del fiume, verrà riscoperto e in parte scavato solo nel XVII. Nella piazza della Repubblica, davanti alla cattedrale, si trova un obelisco risalente al IV secolo d.C. che proviene dal Circo romano. Realizzato in un tipo di pietra originaria della Turchia, fu rinvenuto nel 1389 in due pezzi e venne collocato nella piazza nel 1676. Nella vicina chiesa barocca di Sant’Anna nel 1825 fu allestito il primo museo archeologico della città, detto curiosamente “Museo di arte pagana”.

Vincent van Gogh La Nuit étoilée (La notte stellata) Arles, 1888 olio su tela 72,5 x 92 cm Musée d'Orsay, Parigi
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