venerdì 1 febbraio 2019

Nel Delta del Nilo riaffiora un’azienda vinicola di 2000 anni fa


La missione archeologica dello SCA (Consiglio Supremo delle Antichità) ha scoperto sul Delta del Nilo un’azienda vinicola risalente al periodo greco-romano con tanto di celle di stoccaggio suddivise da muri di mattoni di fango.

 Il ritrovamento è stato effettuato nel sito archeologico di Tel Kom Trogy (nei pressi di Abu el-Matamir), nel Governatorato di Beheira (o Buhayra), la regione nordoccidentale del Delta distante circa 135 km dal Cairo.
 La scoperta consiste per la precisione nel ritrovamento di resti di un complesso architettonico composto da un’area adibita alla conservazione dei prodotti e da una struttura edilizia amministrativa adiacente alla cantina. 

 L’azienda vinicola rappresenta un esempio distintivo del processo di vinificazione e l’area di stoccaggio ha uno stile architettonico molto particolare: le celle, di diverse dimensioni, furono scavate nel terreno e rivestite da spesse pareti in mattoni di fango di diverso spessore; tra i mattoni, al livello delle fondamenta, furono inseriti dei piccoli e irregolari blocchi di pietra calcarea ivi collocati, probabilmente, per controllare la temperatura di conservazione del vino e mantenerla ottimale per la migliore resa.


Infatti, nell’antichità, l’area era molto conosciuta per la produzione di vino di alta qualità e durante il Periodo Greco-Romano il “nettare” di questa zona era così apprezzato da essere considerato uno dei più pregiati. 

 Sono stati trovati anche frammenti di intonaco colorato, alcune porzioni degli affreschi che una volta ricoprivano le pareti di un edificio, e parti di un mosaico che probabilmente ne rivestiva il pavimento; ciò significa che nelle vicinanze dovrebbe esserci la presenza di un’altra struttura forse destinata agli uffici amministrativi della cantina, ambienti comunque destinati ai supervisori e ai contabili lì impiegati.


Inoltre, all’interno delle strutture sono stati trovati diversi forni e resti di manufatti in ceramica utilizzati nella vita quotidiana (prodotti sia localmente che importati) e datati anche a periodi storici successivi: dal Periodo Tolemaico si arriva a quello Islamico.

 La collocazione temporale è stata ipotizzata anche grazie alla presenza di monete coniate in epoche differenti: la più antica risale al regno di Tolomeo I, ma ne sono state trovate alcune emesse dall’Imperatore romano Domiziano (51-96 d.C.) e altre ancora diffuse nell’era islamica.




I reperti archeologici scoperti nel sito di Tel Kom Trogi testimoniano una serie di rapporti commerciali intrattenuti tra la città di Trogi ed alcune città dell’antica Grecia come Cnido e le isole di Cipro e Rodi.
 Ne sono la prova i sigilli stampati sui manici dei vasi di ceramica scoperti in sito e alcuni reperti in avorio molto utili anche per la comprensione delle possibilità economiche degli abitanti di questa zona.


Fonte: mediterraneoantico.it
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