sabato 14 dicembre 2013


Trailer di alcune pellicole cinematografiche nelle sale in questo periodo

Nelle sale italiane in questo periodo sarà possibile vedere questi film

MACHETE KILLS: l'ex-agente Federale Machete viene ingaggiato dal governo degli Stati Uniti per eliminare un pazzo rivoluzionario e un eccentrico trafficante d'armi miliardario (Mel Gibson) il cui piano è diffondere guerra e anarchia in tutto il pianeta. Una missione impossibile per chiunque... tranne che per Machete! 

GIOVANE E BELLA: Isabelle, diciassette anni, si prostituisce di nascosto. Quando viene scoperta, tutto diventa più complicato. Il film è il suo ritratto, nel corso di quattro stagioni.

UN WEEKEND DA BAMBOCCIONI 2: il gruppo di amici capeggiati da Lenny, questa volta si troverà alle prese con un team di bulli d'ultima generazione. In questo capitolo Lenny ha deciso di trasferirsi con la sua famiglia in una piccola cittadina dove sia lui che i suoi amici sono cresciuti, ma il paradosso è che questa volta saranno proprio i bamboccioni a dover incassare la lezione dai propri figli durante l'ultimo giorno di scuola.

PRISONERS: Keller Dover sta affrontando il peggior incubo di ogni genitore. Sua figlia di sei anni, Anna, è scomparsa insieme alla sua giovane amica, Gioia, e con il passare del tempo il panico dilaga. Il responsabile dell'investigazione, il Detective Loki ha arrestato l'unico sospetto, ma la mancanza di prove lo ha obbligato a rilasciarlo. Sapendo che vita della figlia è in pericolo, Keller non ha altra scelta se non prendere la situazione nelle proprie mani. Il padre disperato farà di tutto per trovare le ragazze, rischiando la propria vita.

MR. AMERICA: Mr. America è un thriller d'autore che prende spunto dalla storia di David Solanas, per rappresentare la spirale negativa di molti artisti, abbagliati dalla temporanea celebrità che pomettata Andy Warhol, la maledizione che per alcuni è stata fatale. Il film si sviluppa su tre distinti piani temporali che si intrecciano vorticosamente fino a formare una tela di passato, presente e futuro. Gli atti brutali e ossessivi che sono stati compiuti nell'infanzia di Penny, generano una rovinosa relazione familiare che sarà il fulcro della storia.

QUESTIONE DI TEMPO: all'età di 21 anni, Tim Lake scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo... Dopo l'ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim rivela al figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore ... trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare.

RAMPART: Los Angeles, 1999. Dave Brown, veterano della guerra nel Vietnam, è un agente di polizia che lavora in una sezione speciale riservata a coloro cui è riservato il "lavoro sporco". Dave lavora seguendo un personalissimo ideale di giustizia, su un confine tra bene e male più che sfumato, nel nome di un ideale di sé stesso duro e machista. Quando viene ripreso mentre pesta un semplice sospettato, e si rifiuta comunque di rinnegare la sua condotta nonostante le pressioni del Dipartimento, si ritroverà prigioniero di una spirale discendente professionale ed emotiva. Dave interiorizzerà le sue paure e le sue angosce, dovendo anche fare i conti con due ex mogli che sono sorelle, due figlie, un vecchio mentore che gli da tutti i consigli sbagliati, investigatori e incontri sessuali sempre più frequenti e fugaci. E la sua vita apparirà presto perdere di senso...

PLANES: dai cieli sopra il mondo di Cars, arriva il nuovo film d'animazione Disney Planes, una commedia in 3D ricca d'avventura che vede protagonista Dusty, un piccolo aereo agricolo dal cuore grande e con un unico sogno: partecipare alle gare ad alta quota come aereo da competizione. Ma Dusty non è stato esattamente progettato per gareggiare e soffre di vertigini. Così si rivolge all'aviatore navale Skipper, che lo aiuta a prepararsi per sfidare Ripslinger, il campione in carica. Il coraggio di Dusty sarà messo a dura prova quando cercherà di raggiungere altezze a cui non aveva mai sognato di arrivare prima d'ora, dimostrando al mondo con grande prodezza di sapersi spingere oltre ogni record previsto.

LA GABBIA DORATA - LA JAULA DE ORO: Juan, Sara e Samuel, 15 anni, fuggono dal Guatemala tentando di arrivare negli Stati Uniti. Durante la traversata del Messico, incontrano Chauk, un indio tzotzil che non parla spagnolo e sta viaggiando senza documenti.. I tre adolescenti aspirano a una vita migliore oltre la frontiera messicana, ma ben presto dovranno affrontare una tutt'altra realtà.

SOMETHING GOOD: un piccolo villaggio nella regione dello Yunnan, in Cina. Una giovane donna, Xiwen, perde il suo unico bambino, Shitou, che muore avvelenato da un alimento adulterato. Nello stesso momento, dall'altra parte del mondo, Matteo lavora per conto del gruppo Feng, una multinazionale con sede ad Hong Kong che, fra molti altri affari, traffica cibo contraffatto nel mondo. Per evitare l'arresto da parte delle autorità italiane e cinesi che gli stanno dando la caccia, Matteo fugge dall'Italia riuscendo a salvare dal sequestro un prezioso carico di alimenti adulterati del gruppo Feng. Poche settimane dopo, a Hong Kong, il fondatore e presidente dell'omonimo gruppo, Mr. Feng, nomina Matteo responsabile del traffico internazionale di alimenti: inizia una scalata al successo senza scrupoli. Hong Kong, tempo dopo Matteo è a un passo dalla nomina ad amministratore delegato del gruppo Feng dopo una lunga serie di successi. È proprio in questo momento di massimo prestigio che Matteo incontra Xiwen. Il trafficante di cibi adulterati e la donna che a causa di quel traffico ha perso un figlio, si conoscono per caso nel ristorante che lei ha aperto in memoria del bambino, per compiere una personale battaglia per l'autenticità degli alimenti. Entrambi ignorano la verità che l'altro nasconde e non immaginano che quell'incontro sconvolgerà le loro vite.

LA GRANDE BELLEZZA Jep Gambardella è un giornalista di costume e critico teatrale navigato, dal fascino innegabile, impegnato a districarsi tra gli eventi mondani di una Roma così immersa nella bellezza del passato, quanto distrutta dallo squallore del presente. Cimentatosi in gioventù anche nella scrittura, ha scritto un solo libro, L'apparato umano. Non ha più scritto altri libri - nonostante questa sua prima opera fosse stata apprezzata - per la sua pigrizia e per una tremenda, inconfessata crisi della pagina bianca da cui non riesce ad uscire. Frequenta ogni notte un siparietto confuso e statico di amici intimi e compagni di sventure, tra cui Romano, scrittore teatrale mai realizzato e perennemente al guinzaglio di una giovane donna che lo sfrutta; Lello, venditore di giocattoli dalla parlantina sciolta e marito infedele di Trumeau; Viola, ricca borghese con un figlio pazzo; Stefania, egocentrica scrittrice radical chic; Dadina, la caporedattrice nana del giornale in cui Jep scrive. Una mattina, tornando da uno di quegli insipidi salotti, incontra il marito di Elisa, il suo primo (e probabilmente unico) amore, che lo attende davanti alla porta di casa. Sua moglie è morta, lasciandosi dietro solo un diario dove narra dell'amore, mai perduto, verso Jep, di cui il marito è stato semplice surrogato per 35 anni, nient'altro che "un buon compagno".

Il nido condominio del passero repubblicano


Il passero repubblicano (Philetairus socius), diffusissimo in Africa, vive in enormi stormi, è simile ai nostri passeri e costruisce incredibili nidi comunitari sugli alberi, in particolare sulle acacie.
 Il nido può raggiungere il diametro di tre o quattro metri e il peso di centinaia di chili, specie quando è bagnato dalla pioggia.
 Questo tipo di nido è formato da un’unica struttura, provvista di numerose camere, può ospitare anche un centinaio di coppie, qualche volta è sfruttato anche da una ventina di specie di uccelli diversi poiché offre un'eccellente protezione alle variazioni climatiche.
 Il nido condominio è ovviamente costruito dall'intera comunità di passeri che lo fissano a un grosso ramo. Prima costruiscono un “tetto” usando ramoscelli robusti, sotto si costruiscono numerose singole camere con l'ingresso rivolto verso il basso.
 Quando al tramonto tutti rientrano nel nido, qualche volta si vedono uccelli contendersi un singolo nido per ripararsi durante la notte, ma quando ci sono dei piccoli, la camera interessata, è usata solo dai genitori. 
Può succedere che il ramo, al quale è fissato il nido, si spezzi per il troppo peso, in tal caso il mega nido è abbandonato, anche se ci sono delle uova, e tutto lo stormo ne costruisce uno nuovo.

Il mosaico del Nilo


Il mosaico nilotico dimensioni: 5,85 x 4,31 m risale forse al primo secolo avanti Cristo. Il mosaico è uno dei più famosi del mondo antico, era originariamente in un ambiente del Foro dell’antica Prenestae e fu scoperto tra il 1558 e il 1604 in quella che era la "sala absidata" adibita a cantina dell’attuale seminario di Palestrina. Fu il duca d’Acquasparta Federico Cesi, venuto a Palestrina nel 1614 in occasione delle sue nozze a valorizzare il mosaico che fu riprodotto da Cassiano dal Pozzo in diciotto tavole a colori. Il vescovo di Palestrina, cardinale Andrea Peretti nel 1624-25 ordinò che il mosaico fosse trasportato a Roma. L’opera fu quindi smontata ma alcune parti rimasero a Palestrina. Nel 1640 tutte le parti del mosaico erano tornate a Palestrina ma durante i vari spostamenti l’opera aveva subito dei danni che furono riparati definitivamente solo durante il restauro avvenuto durante il periodo 1853/55.
Il mosaico nel corso degli anni è stato motivo di discussione fra gli studiosi che ne hanno dato interpretazioni diverse. Quello che è certo è che l’opera rappresenta l’Egitto inondato dal Nilo, mostra le origini ed il percorso del fiume fino al delta e mostra animali piante ed edifici scene di caccia, pesca, rituali e banchetti di quei luoghi.

Ora il mosaico è collocato in una parete del Museo Archeologico di Palestrina. La scena che raffigura un banchetto sotto una pergola, si trova presso l'Altes Museum di Berlino, quella inserita nell’opera è una coppia.

Teorie,supposizioni,ritrovamenti archeologici,resoconti antichissimi,oopart cose che non dovrebbero esistere ...ma ci sono:Chi c'è stato prima di noi? e da dove veniva?



Il Rig Veda, il documento più antico della storia descrive alcuni di questi mezzi di trasporto: 
Jalayan -  è un veicolo progettato per muoversi sia in aria che in acqua (Rig Veda 6.58.3)
Kaara - è un veicolo progettato per muoversi sia sulla terra che in acqua (Rig Veda 9.14.1) 
Tritala - è un veicolo progettato per muoversi nei tre elementi... (Rig Veda 3.14.1)
Trichakra Ratha - è un veicolo a tre motori progettato per muoversi nell'aria (Rig Veda 4.36.1)
Vaayu Ratha - è una veicolo sospinto da un motore ad aria (Rig Veda 5.41.6)
Vidyut Ratha - un veicolo sospinto da un motore potentissimo
(Rig Veda 3.14.1)

























Le macchine volanti furono designate nel Rig Veda col nome di Ratha (veicolo).
Ecco come viene generalmente descritto.
La sua forma è triangolare ed è pilotato da almeno tre persone (Tribandhura).
Possiede tre ruote (che probabilmente rientrano durante il volo).
Il carrello possiede tre supporti, uno per ruota.
Il materiale di costruzione è composto da una lega di oro, argento e ferro.
La carrozzeria e tenuta insieme da speciali ribattini.
Usa tre tipi di combustibile, viaggia molto veloce sfrecciando come un uccello nel cielo volando alto verso il Sole e la Luna e al suo atterraggio emette un grande frastuono.
I testi vedici, affermano che il suo colore è simile a quello dell'oro e bello da vedersi.
Shakuna Vimana disegnato nel 1923 sulla descrizione dei testi vedici

Alcuni dati tecnici molto dettagliati e interessanti riguardano il sistema di propulsione dei Vimana che pare avvenga per mezzo di motori a combustione interna (nei testi si parla di caldaie) in alcuni casi in altri invece, la propulsione doveva avvenire per mezzo di un propulsore che utilizzava come combustibile il mercurio.
Questo è un dato che forse va interpretato non proprio letteralmente, poiché probabilmente il mercurio veniva utilizzato come accumulatore d'energia.
In altri passi del manoscritto si parla di sistemi antigravitazionali controllabili con la forza della mente mediante tecniche di meditazione.
Una parentesi è d'obbligo a questo punto per sottolineare il fatto che soltanto oggi, si stanno compiendo studi in questa direzione.
Le Air Force mondiali hanno compreso che per ottimizzare ulteriormente i comandi dei velivoli caccia, riducendo così ulteriormente i tempi che intercorrono tra comando del cervello ed azione meccanica per esempio del braccio, è necessario sviluppare una tecnologia che abbandoni i leveraggi meccanici.
Sono già in fase sperimentale infatti dispositivi di guida dei caccia basati sullo spostamento degli occhi del pilota.
I primi velivoli sperimentali dotati di tali apparecchiature elettroniche che leggono la posizione e la forma della pupilla del pilota stanno già volando nei nostri cieli, ma con essi si apre il capitolo che i nuovi piloti dovranno essere addestrati anche per il controllo delle emozioni.
Anche se l'uomo "moderno" è arrivato solo nel terzo millennio a sviluppare tecniche di volo basate sulle emozioni nei testi riguardanti i Vimana vi era già traccia.
In altri passi del manoscritto indiano viene descritto anche l'interno della cabina di pilotaggio dove si trovano 3 sedili 3 leve e 3 anelli ruotanti questi servivano rispettivamente il primo a sollevare il veicolo, il seconda per dare la direzione, ed il terzo ad accelerarlo. Probabilmente però uno dei passaggi più interessanti del testo Indiano è quello che descrive le varie leghe che venivano utilizzate per la costruzione dei Vimana nonché il procedimento impiegato per ottenerle.
In proposito proponiamo alcuni passi del manoscritto. " Shounaka dice che ci sono tre tipi di metalli detti Somaka, Soundaalika e Mourthwika che, opportunamente miscelati, danno origine a sedici tipi di leghe che assorbono molto bene il calore.
Manibhadra dice che i metalli che sono luminosi sono adatti per produrre aeroplani e questi metalli sono sedici. Saambara dice ancora che sedici metalli formati da leghe di metalli del gruppo Soma, Soundaala e Mourthwika non sono conduttori di calore e sono utili per costruire vimana ".
Tuttavia un altro importante aspetto viene descritto in questi antichi testi indiani ovvero quello di uso militare nelle millenarie guerre tra gli dei che si sono combattute 15000 anni fa nell'attuale Sri Lanka , nel deserto del Gobi ecc..
E' interessante osservare che ancor oggi, nei suddetti luoghi, si trovano reperti archeologici di città vetrificate a causa di una probabile guerra atomica tra Dei.
Infatti In questi poemi il Ramayana ,Mahabharata ecc. Si parla appunto di guerre millenarie combattute con armi terribili delle quali forniremo alcuni esempi e che , come vedrete , sono riconducibili alle armi odierne.
Ecco l'elenco di alcuni tipi di arma:
L'arco di GANDIVA : Capace di scagliare frecce che inseguivano il nemico e al momento che colpivano il bersaglio generavano un onda di fuoco che inceneriva quanto colpito.
Non è difficile vedere in questa traduzione i missili a puntamento termico, che inseguono il bersaglio basandosi sul calore emesso dai motori.
BHUCUNDI: un arma capace di scagliare folgori contro i nemici. SURADTSANA: Un arma a disco simile al sole splendente che inceneriva gli eserciti.
La verga di KALA : Un'arma che uccideva a distanza.
VAYAVYA ASTRA : Genera turbini di vento.
KANDARPA: Eccita smodatamente il desiderio sessuale. MURCHCHDHANA : causa la soppressione temporanea delle sensazioni. In questi ultimi due esempi probabilmente si parla di bombe chimiche o batteriologice dove, la conoscenza della chimica da parte dell'antico popolo trova qui un'ulteriore conferma. SHABDAVEDITVA: Una freccia che insegue i suoni (anche in questo caso si trattava di un probabile missile intelligente).
In fine citiamo la più terribile arma mai realizzata la così detta arma del caos "...l'arma che possiede i poteri dell'architetto degli Dei" TVASHTAR: in pratica la nostra bomba atomica; riportiamo di seguito una traduzione testuale sugli effetti di questa inquietante arma: " Aswatthaman scagliò una colonna esplosiva che si aprì in tutte le direzioni, e provoco una luce brillante, come il fuoco senza fumo, cui succedette una pioggia di scintille che circondo completamente l'esercito dei PARHTA, i quattro punti cardinali per un raggio che lo sguardo non poteva abbracciare,furono coperti di buio
Un vento violento e cattivo comincio a soffiare , neanche il sole stesso diede più calore.
Colpiti e bruciati i guerrieri caddero come alberi abbattuti da un fuoco furioso
Grandi elefanti scorticati dalla vampata, si misero a correre intorno, lanciando urla di terrore l'aria e l'acqua erano avvelenate.
Coloro che sopravvissero morirono poco dopo: La loro pelle inizio ad ingiallire ed a cadere i capelli e le unghie cadevano"
Se non si trattasse di un resoconto vecchio di 15000 anni non sarebbe difficile vedere in esso un rapporto militare scritto dopo un sopralluogo a Hiroshima a seguito dell'esplosione atomica durante la II guerra mondiale.
E l'arma Nadana, "che produce gioia", non potrebbe essere un gas esilarante?
E la Shabdaveditva, "freccia che segue i suoni ed è capace di colpire gli oggetti nascosti", non può ricordare un missile capace di orientarsi automaticamente dietro le onde sonore degli aerei nemici?".

La vera storia di Babbo Natale


La storia di Babbo Natale è legata a quella di San Nicola, personaggio realmente vissuto, nato forse a Patara (Turchia) attorno al 270 d.C. e divenuto vescovo di Myra (l’attuale Dembre in Turchia).
 Il vescovo esortò i parroci a diffondere il cristianesimo tra i bambini che non avevano la possibilità di andare in Chiesa a causa del clima invernale.
 Per avvicinarli, propose di portare loro un regalo.
 Ma San Nicola è noto anche grazie a uno dei canti della Divina Commedia, per la precisione il XX del Purgatorio.
 Qui Dante lo ricorda come un uomo commosso alla vista di tre giovani donne impossibilitate a sposarsi, poiché il padre era caduto in povertà. 
Per tre notti di seguito, Nicola lanciò un sacco di monete facendolo passare per la finestra aperta del castello: il contenuto sarebbe stato la dote di una delle figlie. 
Nelle prime due notti non incontrò ostacoli, ma alla terza notte  trovò la finestra chiusa. 
Cosa gli rimaneva da fare, se non arrampicarsi sui tetti e lasciar cadere l’ultimo sacco dal comignolo? Le monete raggiunsero quindi le calze, appese ad asciugare, e alla fine tutte e tre le donne furono libere di sposarsi.
 In una versione più “cristiana”, il padre stava prendendo la decisione di far prostituire le tre figlie per rifarsi della povertà e solo l’intervento di Nicola le salvò dal peccato e permise loro di sposarsi.  
Sembra che San Nicola non fosse proprio un uomo di gran bellezza e che non avesse niente del Babbo Natale moderno: studiando le reliquie, alcuni antropologi britannici hanno ricostruito il suo volto. Non raggiungeva il metro e settanta di altezza, aveva un naso rotto che probabilmente gli dava un aspetto arcigno e allineamenti marcati, una pelle olivastra, una barba selvaggia e capelli ispidi. Insomma, a trovarselo di fronte doveva far impressione. Ma, come sappiamo, un uomo non si giudica dalle apparenze.
 Alla morte, le spoglie di San Nicola furono portate a Bari, dove sono ancora visitate dai fedeli. O, per meglio dire, furono trafugate da Myra, dove erano rimaste fino al 1087, e quindi portate in Italia da cavalieri travestiti. 

San Nicola è anche patrono di Amsterdam e della Russia. In suo onore, in Olanda nacque la festa Sinterklaas, dalla quale è poi derivato il nome alternativo di Santa Claus – con il quale il nostro Babbo Natale è conosciuto all’estero.
 E’ con lo scisma tra la chiesa Cattolica e la chiesa Protestante che a San Nicola si affiancò Gesù Bambino come portatore di doni: la seconda, infatti, riteneva la figura del santo troppo legata alla vecchia chiesa. 

 A dire il vero, la figura di Babbo Natale potrebbe essere ben più antica.


Tra gli dèi nordici, il più venerato era Odino, che guarda caso portava una lunga barba bianca, vagava come un viandante e cavalcava un cavallo volante chiamato Sleipnir. 
Una tradizione che ancora esiste in Belgio e nei Paesi Bassi vuole che i bambini lascino le loro scarpe vicino al camino, piene di paglia per sfamare il cavallo. San Nicola (anticamente Odino) passa durante la notte, in sella a un cavallo volante (anticamente Sleipnir), a sostituire la paglia con doni e dolciumi. 
La stessa tradizione, tra l’altro, è stata importata anche da noi ed è probabilmente all’origine delle calze che si appendono al camino il 6 gennaio, nel giorno della Befana. 

 Curiosità 

 Forse non tutti sanno, che originariamente il vestito di Babbo Natale era verde, non rosso come siamo abituati a vederlo. 
Divenne rosso solo dopo che, negli anni ’30, la Coca-Cola lo usò per la sua pubblicità natalizia, e lo vestì in bianco e rosso, come appunto la scritta della sua famosa bibita.

Un elefante non dimentica mai


Non è una storia nuova, quella di Shirley e Jenny, due elefanti da circo che, dopo una vita di esibizioni, maltrattamenti e prigionia, sono state accolte in un santuario per elefanti. 
Le due elefantesse indiane ci regalano emozioni incredibilmente toccanti soprattutto con il loro profondo e indimenticabile legame: erano state separate da cucciole per essere mandate in due circhi diversi. 
Dopo 22 anni si sono ritrovate all'Elephant Sanctuary Tennessee.Si sono 'riconosciute' e hanno iniziato a scambiarsi gesti d'affetto.

 

Gli animali non si regalano ...si scelgono come i compagni per la vita Vai al canile e incontratevi

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