mercoledì 1 febbraio 2017

Il festival cinese del ghiaccio e della neve


E’ un’atmosfera magica e incantata che sembra uscita da un libro di fiabe quella del Festival internazionale cinese del ghiaccio e della neve, che si svolge ogni anno nella città di Harbin, al confine con la Siberia.
 L’Harbin International Ice and Snow Sculpture Festival è un appuntamento consolidato in cui scultori, ma anche turisti e appassionati, si cimentano nella realizzazione di sculture di ghiaccio e neve. 
 C’è chi fa una singola scultura, chi riproduce un’intera città, di contorno ci sono tantissimi giochi di luce. 

Il Festival dura un mese e mezzo e ospita ogni anno 8mila artisti provenienti da tutto il mondo, che incidono lastre di ghiaccio giganti con gli scalpelli.








Nel Festival delle sculture di ghiaccio c’è la Sun Island, ovvero un’area ricreativa per le sculture di neve che si trova a nord del fiume Songhua e l’ Ice Snow World che invece ospita tutti gli edifici realizzati in ghiaccio. 
 L’atmosfera è ancora più magica all’imbrunire quando tutto si illumina da luci colorate.
 E' proprio in quel momento che passeggiare tra ponti e castelli ghiacciati, regala emozioni uniche.




Durante il Festival sono previste anche gare di sculture che si protraggono fino a quando le temperature lo permettono, ma sicuramente il periodo più bello per visitare Harbin è gennaio-febbraio, quando le strade sono ghiacciate e le costruzione fresche di realizzazione. 

 Dominella Trunfio

La spiaggia di vetro di Ussuri Bay


La spiaggia di vetro di Ussuri Bay dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto è incredibile la Natura e quanto, alle volte, essa è in grado di porre un rimedio al disprezzo che noi nutriamo nei suoi confronti.

 Ussuri Bay è una spiaggia non distante dal porto di Vladivostok, in Russia, dove un tempo la gente era solita gettare ogni sorta di rifiuto ma, in particolare, bottiglie di birra e vodka, oltre a piatti ed altri pezzi di porcellana e ceramica.
 Durante il periodo sovietico la gente gettava qui i propri rifiuti pensando che l’oceano sarebbe stato in grado di inghiottire tutto.
 Il vetro gettato, tuttavia, è stato trasportato nuovamente a riva dalle correnti e la baia si ridusse ad una vera e propria discarica a cui le autorità finirono per vietare l’accesso, in quanto pericolosa.
 Con gli anni, però, le correnti del Nord Pacifico hanno finito per smerigliare gli affilati cocci di bottiglia e ceramica finendo per formare una coloratissima spiaggia con milioni di piccoli ciottoli di vetro smussati.








Fu così che quello che era iniziato come un disastro ambiatale si è trasformato in una ricchezza paesaggistica in grado di attirare turisti.
 Ovviamente non è una cosa da replicare e, anzi, non si può che deprecare tanta inciviltà nel buttare a mare o nei fiumi un materiale come il vetro che è tra i più facilmente riciclabili.

 In ogni caso le autorità hanno revocato il divieto di accesso alla Ussari Bay e il luogo è anzi diventato una zona protetta chiamata “spiaggia di vetro”. 
 Oggi questa miriade di schegge di vetro smussate brilla tra la sabbia scura di origine vulcanica, in estate, ed in inverno brillano ancora di più emergendo tra la neve della spiaggia.

 Fonte: http://www.dafavola.it/
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