mercoledì 3 luglio 2019

Il mistero dei ‘crannog’, isole artificiali in Scozia, Galles e Irlanda costruite più di 5.500 anni fa


Nel lontano passato della storia delle isole britanniche alcune popolazioni costruirono artificialmente delle vere e proprie isole, il cui significato è un mistero.

 In tutta la Scozia (dove vi è la maggiore concentrazione), l’Irlanda e il Galles le fondamenta di centinaia di isole artificiali sono ancora visibili ai nostri giorni.
 Sono chiamate “crannog” e vennero costruite tanto, tanto tempo fa, in gelide acque di fiumi, laghi e insenature marine.

 Da sempre gli archeologi si sono chiesti quando vennero costruite, ma la soluzione al problema non è mai stata approfondita e generalmente si accettava che le basi furono gettate attorno all’800 avanti Cristo.


Negli ultimi anni però sono state trovate prove che le retrodatano di molti secoli, se non millenni e recentemente uno studio da poco pubblicato su Antiquity conferma che – in realtà – le isole sono migliaia di anni più vecchie di quanto di è sempre pensato. 

Usando la datazione al carbonio di reperti di quattro siti delle Western Isles della Scozia, i ricercatori hanno potuto stabilire che tali crannog risalgono addirittura a 3.640-3.360 anni prima di Cristo, il che vuol dire che gruppi di uomini si ingegnarono nel costruire tali isole artificiali circa 5.500 anni fa, ancor prima che si edificasse Stonehenge.

 Spiega Fraser Sturt della Southampton University e autore della ricerca: “Queste crannog rappresentano uno sforzo monumentale realizzato migliaia di anni fa il cui scopo fu di costruire mini-isole accumulando nel letto di fiumi e laghi tonnellate e tonnellate di rocce”.


L’idea che tali isole artificiali fossero molto antiche venne già avanzata negli anni Ottanta da Eilan Domhnuill, ma per almeno vent’anni non sono state trovate prove a sostegno dell’ipotesi.

 Le cose sono cambiate nel 2012 quando il subacqueo della Royal Navy Chris Murray, che abitava sull’Isola scozzese di Lewis, rimase affascinato da alcuni crannog che si trova nelle acque di Loch Arnish.
 Immergendosi in prossimità di uno di essi Murray fece una scoperta del tutto inaspettata: attorno all’isola trovò una collezione di vasi Neolitici notevolmente ben conservati.

 Questo fece partire una ricerca a tappeto guidata da Sturt e nel giro di poco tempo vennero identificati decine di crannog che prima non erano stati visti.
 Immergendosi in loro prossimità i ricercatori hanno portato in superficie oltre 200 vasi in ceramica neolitica, prove che le isole erano abitate fin da allora.

 “Le indagini e gli scavi di questi siti hanno dimostrato, per la prima volta, che i crannog erano una caratteristica diffusa del Neolitico e che potevano essere luoghi speciali”, ha scritto il ricercatore.


Le ricerche hanno permesso anche di affermare definitivamente che tali isole sono artificiali e non create dalla natura, in quanto risultano formate dall’accumulo di massi di varie dimensioni opportunamente impilati.

 In un sito, quello di Loch Bhorgastail, sono stati messi in luce anche delle strutture in legno ai bordi del crannog, le quali, molto probabilmente, servivano per aumentare la stabilità dell’isola.

 Lo studio ha poi scoperto che alcuni crannog erano collegati alla terraferma attraverso strade, altri invece non lo erano e dunque erano raggiungibili solo con barche oppure attraverso ponti di legno ora andati distrutti.

 E’ possibile che su alcune isole vennero costruite delle case in legno, ma oggi, se così fu, non rimane più alcuna testimonianza.


Al momento tuttavia nessuno sa dire quale fosse il significato e gli scopi di tali strutture.
 Ma data la mole di lavoro che fu necessaria per crearle – progettate con pietre che pesano anche 250 chilogrammi – è chiaro che devono avere avuto una importanza unica per la comunità preistorica che un tempo abitava queste aree misteriose. 
Non è da escludere che sulle isole si celebrassero feste importanti o fossero usate in rituali mortuari. 

 Fonte: businessinsider.com
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