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venerdì 9 ottobre 2015

Antica ballata Irlandese



TROVA IL TEMPO
Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere, è la base del sapere.
Trova il tempo d'essere gentile, è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare, è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d'essere contento è la musica dell'anima.


mercoledì 28 maggio 2014

FERMIAMOLI!!!



Fermare questo spettacolo iniquo e diseducativo dipende solo da noi
Non portiamo i nostri bambini negli zoo e nei circhi che usano animali per fare spettacolo e soldi

giovedì 24 aprile 2014

Torniamo ad imparare



Un usanza che si è persa
Un tempo alla nascita di un bambino/a veniva piantato un albero
Di quante sane tradizioni ci siamo dimenticati

martedì 22 aprile 2014


"La Terra non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli".

mercoledì 16 aprile 2014

Un sogno

 Sogno di libertà
Sogno spesso un luogo
privo di barriere e di confini,
senza gabbie, sbarre, catene o spinati.
Un luogo dov'è assente la tradizione
e la vita al presente si vive,
senza ancore nel passato,
con ogni ora, ogni giorno agli altri non uguali.
Un luogo nel quale, per il futuro,
sono ignoti desideri e bramosie.
Si, quello che sogno è un posto dove si ama
senza condizioni e senza possedere;
dove non ci schiavizzano leggi, famiglia o riti,
idoli, miti o dei.
Già, sogno sovente un mondo
dove gli umani sono liberi:
liberi di stare da soli o tra la folla,
di abitare in mezzo al deserto,
in collina o sulla montagna,
senza chiedere permesso o grazia
né rendere conto a chicchessia.
Liberi di solidarizzare con ciascun sofferente
o di stringere al petto tutti,
proprio tutti i viventi,
senza traccia di scelta né distinzione.
Liberi di fare l'amore
con chi piace e a cui piaci.
Liberi di volare con la mente,
senza impedimenti di sorta,
sul concreto e sull'astratto,
sulla terra, lassù in cielo
o nell'Infinito eterno 
Tratto dall'Web

mercoledì 2 aprile 2014

SE ERI UN BAMBINO NEGLI ANNI ’50 ’60 ’70 ’80 DEVI LEGGERE!!!



1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo…
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile….
9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet … Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto?
Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano.
Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere? E a crescere e diventare grandi?
Se appartieni a questa generazione, condividi questo link con i tuoi conoscenti della tua stessa generazione…. e anche con gente più giovane perché sappiano come eravamo noi prima!

(Paulo Coelho)

giovedì 27 marzo 2014

Kyenge, ministro inutile che lascia in eredità polemiche e vittimismo e che ha contribuito a far diventare razzista chi non lo era



L'ex responsabile dell'Integrazione esce di scena.
In 10 mesi s'è fatta notare per le sparate sullo ius soli agli immigrati, riuscendo a inimicarsi tutti
Cécile Kyenge lascia il governo dopo 10 dimenticabili mesi.
Non rimpiangeremo le polemiche, sovente volgari, scatenate dai leghisti e il vittimismo con il quale la ministra ha replicato, né il poco da lei fatto come responsabile dell'Integrazione.
Non ci mancheranno le foto natalizie della signora, accompagnata dalle figlie, acconciata da inserviente alla mensa dei poveri del Centro Astalli di Roma e nemmeno le rare visite a Lampedusa o ai centri di accoglienza per extracomunitari, molto meno numerose rispetto alla partecipazione a convegni e dibattiti.
Più complicato sarà archiviare la foto di pochi giorni fa, quando la ministra è stata immortalata mentre saliva sull'auto blu dopo una seduta di shopping in una boutique del centro di Roma sotto gli occhi vigili della scorta.
A qualche centinaio di metri nel centro della capitale 60mila artigiani e piccoli imprenditori manifestavano contro la vessazione fiscale.
Ma si sa, la ministra si occupa soltanto della disperazione degli immigrati.
Da ieri sera Cécile Kashetu Kyenge in Grispino è tornata a fare il deputato semplice del Partito democratico.
Proprio nella veste di parlamentare ha compiuto l'unica vera azione politica, per quanto discutibile: ha cioè presentato una proposta di legge (firmata anche da Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza e Khalid Chaouki) per introdurre lo «ius soli».
Chi nasce in Italia dev'essere cittadino italiano, indipendentemente dalla provenienza della famiglia d'origine.
Privata delle responsabilità di governo, la prima ministra nera della storia d'Italia potrà concentrare le forze nel perseguire l'obiettivo. Per colmo di sventura, Cécile Kyenge ha pubblicato il suo primo libro proprio nei giorni in cui è stata congedata dal governo. L'effetto di questo volume, intitolato Ho sognato una strada, è strano.
Al termine di un mandato da ministro ci si attenderebbe un bilancio dell'attività svolta, mettendo sul piatto le cose fatte, quelle non fatte e quelle che qualcuno ha impedito fossero fatte.
Invece la Kyenge ha consegnato alle stampe un vero libro dei sogni, un ricettario programmatico.
Una fotografia di quanto sia sterminato il mare che c'è di mezzo tra il dire e il fare.
La Kyenge racconta vari episodi di discriminazione, vicende spesso dolorose, a volte tragiche, la cui morale è semplice:
«Chi lascia la propria terra d'origine sogna una strada verso il futuro, e nel rispetto della legalità nessuno ha il diritto d'impedire quel sogno».
Giusto "nel rispetto della legalita" però!
Più difficile è raccontare quanto sia servita l'esperienza da ministro, che è quasi del tutto assente dalle pagine del libro sognatore.
Esse sono piene di dati e analisi, auspici e consigli, indicazioni e suggerimenti su come devono essere impostate le politiche di integrazione.
Attaccano la legge Bossi-Fini e il «pacchetto sicurezza» ma non riferiscono come sia stato fatto qualcosa per migliorare.
Ma il volume, sorprendentemente, riporta anche una singolare autodifesa, una «excusatio non petita» con cui Kyenge si chiama fuori dalle accuse. «Per il fatto che sono nera e di origine straniera - si legge nel libro -, molti ritengono che sia responsabile di ogni argomento o avvenimento che concerne l'immigrazione.
Il mio valido predecessore Riccardi, bianco e italiano di nascita, non veniva chiamato in causa come capita a me su tutto ciò che concerne la popolazione di origine straniera, anche su molti argomenti di cui non ho la delega».
E aggiunge: «Il ministro per l'Integrazione deve operare una politica di coordinamento in diversi settori che riguardano gli immigrati come gli autoctoni, ma ancora oggi non trova gli strumenti necessari per agire e viene considerata il capro espiatorio per problemi che non trovano soluzione in altri dicasteri».
Come al solito, si scaricano le responsabilità. Arrivederci, signora ministra: non ci mancherà.

NON E' PIU' MINISTRO MA:
Chiede un rimborso di 53.895,47 euro, di cui 47.740,74 in mezzi di trasporto e 11.154,73 in pernottamenti e pasti.
E’ la cifra più alta spesa dagli ospiti di palazzo Chigi ed è di molto superiore al rimborso presentato dallo stesso Letta, che complessivamente ha speso 36.191,97.
Inoltre....
Ancora oggi gira con auto blu e relativa scorta

«Neanche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva osato tanto». È sbottato così il capo­gruppo di Fi in consiglio comunale a Bologna, Miche­le Facci quando si è visto arrivare a Palazzo l’ex mini­stro Cécile Kyenge con tanto di «auto blu di rappresentanza e scorta»
L’auto di quella che oggi è «semplicemente» una deputata del Pd viene par­cheggiata dentro al cortile d’onore, di Palazzo D'Ac­cursio, uno spazio interdetto a tutti i mezzi.
Solo la di­pietrista Silvana Mura, nel 2004 quando fu nominata assessore, sgommò con la sua auto lì dentro, salvo poi scusarsi per la gaffe commessa.
A maggior ragione adesso,all’ingresso del­la Kyenge con tanto di scorta e in luogo vietato si inter­roga: «A che titolo?» 

MA CHE FIGURA  DI .........CAMBRONNE!!!


Signora Kyenge glielo dico io è stato il Signor Tony Iwobi

Il vizietto di dare dei razzisti ora si estende anche ai cittadini svizzeri
Sull’esito della votazione contro l’immigrazione di massa voluta dal popolo svizzero non potevano mancare le dichiarazioni dell'ex ministro italo congolese dell’integrazione (o della disintegrazione, visti i risultati) Cecile Kyenge:
‘‘Mi trova assolutamente contraria l’esito del referendum in Svizzera. 
Ginevra ha siglato accordi con la Comunità europea e mette ora a rischio un tema cruciale come quello della libera circolazione, con il centro del continente che potrebbe restare isolato
Kyenge: “Svizzeri contro l’immigrazione, sono populisti”. E sbaglia la capitale della Svizzera…
L’eventuale chiusura delle frontiere elvetiche può portare danni all’economia dell’intero continente”.
Che un ministro come la Kyenge, incapace di reagire alle critiche senza l’uso sistematico della censura, venga a dare lezioni di democrazia e di integrazione, soprattutto visti gli “strepitosi” risultati della sua politica di frontiere aperte a criminali di ogni razza e specie, è davvero una vergogna.
Ma soprattutto, con quello che la signora Kyenge viene pagata a spese degli italiani, si degni almeno di informarsi: a firmare gli accordi non è stata certo Ginevra, semmai Berna, la capitale della Svizzera!
Diamo un altra notiziola alla signora Kyenge
Definizione di popolismo:
Il dizionario Treccani afferma che per “populismo” si intende il “movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia” tra il 19° e 20° secolo, “che si proponeva di raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, specialmente dei contadini e dei servi della gleba”,di quella nazione, quindi il popolo autoctono. 
Attenendosi dunque al significato proprio e originario di questo termine, non vi troviamo assolutamente niente di negativo o di criticabile, mentre quando chicchessia usa questa parola oggi, le conferisce un significato dispregiativo, confondendola di fatto con un’altra parola, che in realtà è “demagogia“.

martedì 25 marzo 2014

L'uomo e la natura


E' importante per l'uomo
aver attorno a sé un po' di natura,
osservarla, impararne la logica e goderne.

Come può un bambino
crescere mentalmente sano
nel mezzo di una città,

senza sentire, 
accanto al ritmo della proprio vita,
quello della vita degli animali
e delle piante?

Mai come nel nostro tempo l'uomo
si è così allontantato dalla natura,
e questo è forse stato
il più grande dei nostri errori.

Tiziano Terzani - Un altro giro di giostra

il tempo è ”l’immagine mobile dell’eternità”











Come il mondo sensibile è imitazione di quello intellegibile.

Il primo mutevole , il secondo eterno.
Così il tempo è imitazione dell’eternità
Il mondo sensibile è da sempre e per sempre un’ immagine temporale del mondo delle idee
Il tempo è anche un elemento che consente di dare un senso ordinale al cosmo.
Platone 

martedì 18 marzo 2014

Napolitano a Cassino, disoccupati lo assediano: "Vergogna"



Protesta dei dipendenti delle aziende in difficoltà nel Frusinate all'arrivo del presidente della Repubblica per ricordare il 70 anniversario del bombardamento della città“ CASSINO (FROSINONE) -
Lontano dai flash dei fotografi e dalle telecamere dei tg nazionali, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato accolto a Cassino da una selva di fischi.
A protestare i disoccupati delle aziende del frusinate: in tutto oltre un centinaio di persone, ex lavoratori dell'Ilva e dell'azienda Videocon che hanno "salutato" così l'arrivo del capo dello Stato arrivato nella cittadina ciociara per ricordare il 70esimo anniversario del bombardamento.
In piazza, decine di bandiere e striscioni dei sindacati di base che hanno salutato con un forte "vergogna, vergogna" l'arrivo del corteo presidenziale. 

Fonte: today.it



Signor Presidente posso fare una domandina da cittadina italiana che paga le tasse?
Quanto è costata questa visitina a noi italiani tutti e al comune di Cassino? tenendo conto dell'apparato che si è smosso
-Controlli preliminari prima della sua visita
-Polizia e carabinieri mobilitati per l'occasione (la città era blindata) -Macchine blu, scorte, allestimenti vari
-Corazzieri
-Altro che non mi sovviene alla mente
Con la situazione in cui si trovano questi lavoratori (senza pane) Non le pareva più consono fare una commemorazione più sotto tono?
Per rispetto delle persone vive.
Questo triste accadimento è avvenuto 70 anni fa, giusto ricordare, ma più giusto RICORDARE chi è vivo e vuole continuare a mettere un pasto caldo in tavola ogni giorno.
Pensiero di un italiana.

venerdì 7 marzo 2014

La "Grande Bellezza"



Un grande affresco di umanità decadente che vive di piccole miserie umane,di vizi nascosti dietro paraventi.
Che cercano di occultare la paura della morte e della vita.
La contrapposizione sta nei monumenti di questa antica città a perenne monito della fugacità della nostra esistenza



Questo è il commento di un mio carissimo amico Corrado Ielo 

Parlando di "Grande Bellezza",se c'è stato un vero errore,è stato quello di "regalarlo" al grande pubblico in prima serata TV,evidentemente voleva essere un dono da parte di Mediaset,ma è stato controproducente.
Che piaccia o meno è ,ovviamente, indiscutibile e soggettivo....ma,santa pazienza,non è un "Harry Potter",tanto meno un "cinepanettone" o altro...è un film a cui bisogna avvicinarsi con un minimo di preparazione,è un viaggio nelle miserie umane,un introspezione dolorosa e difficile da fare,per cui bisogna essere un minimo predisposti.
E non poteva che essere girato nella "Città Eterna",a risaltare l'imponenza di monumenti millenari di storia e cultura,spettatori inermi al cospetto di piccole formiche frenetiche,insignificanti,convinte di essere il centro del mondo e destinate a non lasciarvi la benchè minima traccia ..a dimostrazione che "la bellezza" non si assimila per induzione,non ci casca addosso per quanto immensa sia,bisogna saperla vedere,darsi "il lusso" di fermarsi a pensare,senza farsi trascinare dall'ingranaggio assurdo che domina la vita moderna...personalmente conto di rivedermelo con tutta calma,come si fà con un buon libro di cui si è consci di avere solo sfiorato la superficie nella fretta di arrivare al finale

giovedì 13 febbraio 2014

To be, or not to be

Vorrei essere un "potrebbe essere" se non posso essere un "sono"... perché forse un "potrebbe essere" è colui che cerca di raggiungere una stella.
Preferirei essere di gran lunga un "è stato" piuttosto che un "avrebbe potuto essere", perché un "avrebbe potuto essere" non è mai esistito, ma un "è stato” una volta era un "è" ! !

sabato 8 febbraio 2014

La conoscenza



Tutte le cose sono belle in sé,
e più belle ancora diventano,
quando l'uomo le apprende.
La conoscenza è vita con le ali.

Khalil Giran

mercoledì 29 gennaio 2014

I mali del nostro secolo



La malattia di questo secolo?
La bassa autostima.
Dietro a grandi macchine potenti, dietro ai lustrini e ai tacchi vertiginosi, scorgo spesso un ego mozzafiato e una autostima piccola piccola, come la cruna di un ago.
Gli animali mi ricordano, che chi abbaia più forte, è il più piccolo, è chi ha più paura.
Ed oggi giri nelle strade del centro, trovi ricchezza tra gli abiti sgualciti e povertà dietro a grandi macchine griffate ed i lustrini.
Se sei grande dentro, non ti serve urlarlo fuori.
Puoi nasconderti quasi non visto tra le cose e le persone, compiere gesti eroici, grandi imprese.
Sì, non visto, in silenzio, dietro falso nome.
Come gli angeli e i benefattori.

Stephen Littleword

domenica 26 gennaio 2014

I DUE VASI - Fiaba cinese



Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che portava sulle spalle.
Uno dei vasi era perfetto, mentre l’altro aveva una crepa: alla fine della lunga camminata dal ruscello verso casa, il primo era sempre pieno d'acqua, mentre quello difettoso arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solamente un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati, ma il povero vaso incrinato si vergognava terribilmente del proprio difetto, ed era avvilito di saper svolgere solo la metà del suo compito.
Finalmente trovò il coraggio di parlare con l’anziana donna:
"Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che tanta acqua fuoriesca lungo la strada verso la vostra casa".
La donna sorrise: "Hai notato che dal tuo lato del percorso ci sono dei fiori mentre dall’altro non ci sono?
È perché io ho sempre saputo della tua perdita, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero e ogni giorno facendo questo tragitto tu li hai innaffiati.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola.
Se tu non fossi come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia casa".
Ciascuno di noi ha dei difetti.
Ma sono proprio questi a rendere la nostra convivenza varia, interessante e degna di essere vissuta.
Devi solo essere capace di accettare ciascuno per quello che è, e vedere il meglio che c'è in lui.
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