martedì 14 ottobre 2014


Oggetti fuori posto


Sebbene l'archeologia contemporanea ritenga di poter spiegare in modo esaustivo il percorso evolutivo e culturale dell’umanità, molti ritrovamenti controversi mettono a dura prova la versione  comunemente accettata. 
Ancora una volta, ecco alcune rappresentazioni antiche che sembrano sfidare la cronologia convenzionale della storia umana.

La storia del nostro pianeta è molto più complessa di quanto la maggior parte delle persone sia disposta ad ammettere.
Secondo la versione comunemente accettata della storia, e che viene insegnata nelle scuole superiori e nelle università del mondo occidentale, l’uomo antico era una creature molto semplice e dalle conoscenze estremamente limitate.
Tuttavia, con buona pace di coloro che promuovono questa versione  della storia, gli archeologi continuano a tirare fuori dal suolo oggetti e raffigurazioni che la contraddicono.
La verità è che c’è una quantità enorme di prove che attestano il successo intellettuale del mondo antico, con alcuni manufatti che sono delle vere e proprie meraviglie tecnologiche.
 Certamente è l’antico Egitto ad offrire l’eredità più sconcertante del passato evoluto dell’umanità, e certamente la prima struttura che salta alla mente è la Grande Piramide di Giza.Si tratta di una struttura così imponente e costruita con una tale precisione che la tecnologia moderna solo ora sta cominciando a ridurre il ritardo con essa. Sebbene abbiamo l’illusione che avremmo potuto costruire qualcosa di simile anche oggi, se avessimo voluto, l’uomo moderno non ha mai effettivamente costruito niente di simile. Ma la Grande Piramide non è l’unico esempio di tecnologia avanzata che troviamo in Egitto.


Fece scalpore il ritrovamento di alcune incisioni geroglifiche nel tempio egizio di Abydos.
All’occhio dell’uomo di oggi, i geroglifici sembrano descrivere quelli che sembrano aeromobili di epoca moderna.
 La scoperta è stata oggetto di grande polemica tra egittologi e archeologi, i quali non sono sicuri cosa vogliano significare i segni di Abydos.
 D’altra parte, come avrebbero potuto persone vissute 3 mila anni da rappresentare un velivolo moderno?
Quando la dottoressa Ruth Hover e suo marito intrapresero un viaggio alla volta delle piramidi e dei templi d’Egitto, rimasero scioccati quando notarono i geroglifici nel tempio di Abydos. Le strane raffigurazioni erano nascoste da un pannello sovrapposto più recente con altri geroglifici. Quando il pannello si sbriciolò, venne fuori lo strato più antico dove era possibile vedere questi strane incisioni.
I nostri occhi scorgono quello che sembra un moderno elicottero, un sottomarino e un altro tipo sconosciuto di aeromobile (alcuni ritengono che somigli all’Hinderburg). 
Potrebbe trattarsi di pareidolia, certo! Ma se gli antichi egizi non volevano raffigurare velivoli, allora cosa rappresentano le strane incisioni. 
E, soprattutto, perché erano state occultate da un pannello più recente, e da chi?
 Come spiegare questi enigmi?
 Al momento, pare non essere possibile.


La paleontologia insegna che i dinosauri si sono estinti circa 65 milioni di anni fa, forse a seguito di un impatto meteoritico che ha compromesso gravemente l’habitat di queste affascinanti creature del passato.
 Solo questa informazioni basterebbe a confermare che gli essere umani non avrebbero mai potuto incontrarsi con loro.
 La scoperta dell’esistenza dei dinosauri, infatti, è una conquista di epoca moderna, ottenuta grazie ai ritrovamenti fossili portati alla luce a partire dal 1800.
Eppure, alcune strane raffigurazioni fanno pensare che gli uomini del passato fossero a conoscenza dell’esistenza delle mastodontiche creature.
 L’esempio più emblematico è offerto da un incisione in pietra posta sul tempio buddista di Ta Prohm, in Cambogia, divenuto noto come lo “Stegosauro di Ta Prohm”.
Secondo gli archeologi, il tempio di Ta Prohm risale a circa 800 anni fa. E, allora, come è possibile che gli antichi cambogiani conoscessero i dinosauri, dato che i primi fossili sono stati tirati fuori sono un paio di centinaia di anni fa?
 Eppure, quell’incisione sta lì, decisa a sfidare sfrontatamente le nostre acquisizioni paleontologiche.
 Qualcuno dice che si tratta di un rinoceronte e che le placche altro non sono che piccoli ornamenti...sarà così ?


Insomma, qualcuno cerca di convincerci che i nostri antenati vissuti migliaia di anni fa fossero degli stupidi maldestri che riuscivano a malapena a costruire capanne di fango e coprirsi i genitali con gonnellini di paglia.
La verità è che la storia umana è molto più complessa e meno lineare di quanto di possa immaginare. 
Esistono strutture monolitiche su tutto il pianeta e che sono in piedi nonostante il trascorrere di migliaia di anni: stanno lì a ricordarci di come le grandi civiltà del passato fossero in possesso di tecnologie sorprendenti che una volta prosperavano.
In realtà, siamo noi che stiamo diventando sempre più stupidi, nonostante la tecnologia.
 Come ebbe a dire profeticamente Albert Einstein:
 «Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti».
 La prova è fornita da uno studio pubblicato recentemente da un professore di biologia della Stanford University, nel quale conclude che nel corso degli ultimi millenni l’umanità è diventata sempre più stupida, e il processo non sembra arrestarsi.
Perciò, forse dovremmo pensare a noi stessi non proprio come superiori gli uomini dell’antichità.
 Ogni giorno apprendiamo che i nostri antenati sono stati fisicamente e mentalmente superiori a noi, in molti modi.


http:/ ilfattaccio.org

Il nuovo mercato coperto di Rotterdam : un'opera d'arte


Markthal Rotterdam, il gigantesco mercato coperto della città portuale olandese è stato inaugurato il 1° ottobre. 

Un’opera enorme finalmente completata dopo 5 anni di duro lavoro.
 Il mercato coperto più grande della nazione si trova quindi nel centro di Rotterdam, altro primato per questa città, già famosa per avere il più grande porto d’Europa.
 Il mercato è composto da 96 “bancarelle” per la vendita di prodotti freschi e 20 negozi situati ai piani inferiori. La struttura è alta ben 40 metri e tutto lo spazio compreso nell’arco in muratura è destinato ad ospitare 228 appartamenti.


Ma la vera opera d’arte è il murales che è stato realizzato sulla parete interna della struttura: 15 000 m² di disegni stampati su lastre d’alluminio attaccate a pannelli acustici per limitare il rumore all’interno dell’edificio.
 Il lavoro è stato eseguito da Arno Coenen. 

Entrambi i lati del mercato sono inoltre provvisti di vetrate per proteggere clienti e lavoratori del freddo e dalla pioggia senza precludere la vista del panorama esterno. 
 Un vero capolavoro.





Il sorprendente Montaña Mágica Lodge


Incastonato nella riserva naturale di Huilo Huilo in Cile, nella Patagonia settentrionale, il sorprendente Montaña Mágica Lodge è un tipo di alloggio unico al mondo.
 L’hotel, come dice il nome stesso, è a forma di montagna ed è integralmente ricoperto dalla vegetazione, ma la sua caratteristica principale è che richiama la forma di un vulcano dalla cui cima sgorga una cascata artificiale.
 L’acqua in questi luoghi ha grande purezza, e dall’idea di mostrare l’energia e la vita di questo elemento, nasce il progetto di una montagna, da cui proviene la vita e che contiene la magia del bosco, trovando in ciascuno dei suoi dettagli, esseri e elementi unici e insostituibili.
 Dormire all’interno di una piccola montagna artificiale, con una cascata che sgorga dalla vetta per formare un laghetto alla base del singolare cono. 
All’interno, una passerella elicoidale consente l’accesso alle camere della Montaña Mágica Lodge.


La struttura si trova all’interno di una riserva privata chiamata Huilo – Huilo.
 Forse più di una montagna ricorda un piccolo vulcano, ma gli interni, quelli sì, sono davvero in versione baita: molto legno e un allestimento accogliente attendono gli ospiti.

 Realizzato con materiali sostenibili e lavorato a mano nei minimi dettagli dagli artigiani delle comunità circostanti, il Montaña Mágica Lodge è una struttura molto particolare situata in un angolo di paradiso, dove si respira un’atmosfera quasi fiabesca e magica. Le belle camere, accoglienti e arredate con mobili in legno, prendono i nomi di alcuni uccelli locali.






Oltre alle scelte architettoniche e ai luoghi di straordinaria bellezza, questo hotel offre servizi di primo livello, i quali contribuiscono a rendere unica questa struttura.
 Inoltre, il Montaña Mágica Lodge dispone anche di una sala conferenza “Picchio Nero”, un club per bambini dai 4 ai 12 anni, un centro termale e vasche da bagno in tronchi di alberi antichi con acqua riscaldata.

Ricreata la canzone più antica del mondo


Gli studiosi dell'università della California hanno ricreato la canzone più antica del mondo composta 3400 anni fa.
Il progetto è stato realizzato dopo la decifrazione e lo studio di una serie di antichi testi cuneiformi. 
La musica riprodotta, ci trasporta in atmosfere antiche e suggestive, mettendoci in contatto diretto con i nostri antenati mesopotamici. 


Che suono avevano le canzoni dei popoli della Mesopotamia? Grazie al lavoro di un gruppo di studiosi dell’Università della California, Berkeley, sarà possibile rispondere a questa domanda. La decifrazione e lo studio di alcune tavolette cuneiformi risalenti al 1400 a.C. ha permesso di riportare in vita gli antichi suoni che animavano il gusto musicale dei popoli mesopotamici.
 Il risultato è stata la creazione di un brano musicale rimasto inascoltato per migliaia di anni.


Prima della scoperte delle tavolette, avvenuta nei primi anni 50, nell’antica città di Ugarit, nulla si sapeva della musica sumero-babilonese, a parte gli strumenti musicali illustrati nei bassorilievi e ritrovati nei siti archeologici.
 Gli studiosi erano completamente all’oscuro circa la teoria e la pratica di quella che era considerata un’arte divina, il cui patrono era il dio Enki/Ea, portatore della regalità, della magia, delle arti e dei mestieri. 
Tuttavia, la straordinaria scoperta ha gettato luce sull’ampia gamma di attività scientifico-sapienziali degli antichi Sumeri e Hurriti. 

Come riporta Ancient Origins, all’interno della collezione sono stati trovai quattro testi cuneiformi singoli, più una tavoletta che riporta la complessa notazione musicale di un inno sacro hurrita suonato più di 3400 anni fa, il canto più antico mai scoperto.
 Il brano è dedicato a Nikal, la dea hurrita dei frutteti.
 Nella tavoletta sono state trovate anche le istruzioni per il cantante che doveva essere accompagnato da un sammûm a nove corde, un tipo di arpa o di lira.

 Ecco l’esecuzione del brano. 
A causa delle difficoltà interpretative del linguaggio hurrita, il significato del testo non è del tutto chiaro e, al momento, è stata proposta una sola interpretazione. Non possiamo fare altro che proporre una traduzione italiana di una versione inglese semplificata del testo hurrita: 

 Verrò sotto il piede destro del trono divino, 
e sarò purificato e cambierò.
 Una volta che i peccati sono perdonati,
 non dovranno più essere modificati, 
mi sento bene dopo aver compiuto il sacrificio.
 Ho fatto amare la dea e lei mi ama nel suo cuore,
 l’offerta che porto può coprire interamente il mio peccato,
 con timore, ti porto olio di sesamo per mio conto.
 La sterile può diventare fertile, 
il grano può essere portato via, 
lei, la moglie, si farà carico al padre (dei bambini).
 Ella può dare figli a chi ancora non li ha avuti.

 

Fonte: http://ilfattaccio.org

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