giovedì 12 febbraio 2015

Daniza: riaperta l'inchiesta su mamma orsa, indagato il veterinario


C'è ancora speranza per avere giustizia per Daniza, mamma orsa uccisa dai narcotici dopo la sua cattura lo scorso mese di settembre. Il Gip di Trento Carlo Ancona ha deciso di riaprire la vicenda giudiziaria sull'uccisione di mamma orsa Daniza, ritenendo che si possa configurare la responsabilità del Veterinario che ha preparato la dose.
 Così il Giudice ieri ha depositato il provvedimento con il quale ha respinto la richiesta della Procura di Trento di archiviazione dell'inchiesta sulla morte dell'orsa durante il tentativo di cattura. Bocciata, dunque, la linea della Procura che aveva escluso il maltrattamento dal momento che aveva ritenuto che il veterinario avesse comunque agito in un quadro normativo chiaro, ovvero che le operazioni di cattura dell'orsa rientravano in un caso previsto dalle norme e anche dai protocolli. 

La Procura aveva osservato che l'ordinanza di cattura di Daniza era stata adottata seguendo il piano di azione per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi. Però il veterinario non avrebbe avuto "un'adeguata capacità di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi sostanziatasi nell'ipossiemia indotta dall'uso della medetomidina. 
Nel momento topico si è verificato un inappropriato approccio da parte del veterinario". 

"Si tratta di una vicenda drammatica e gravissima, non solo per l'orsa uccisa ma anche per i suoi cuccioli rimasti orfani precocemente per irresponsabilità umane: la LAV aveva già avanzato l'ipotesi di imputabilità per il reato di maltrattamento e uccisione di animali, ora confermata dal Gip. 
Nessuna fatalità, Daniza è stata uccisa: chiediamo che si vada a fondo su questa vicenda, accertando le responsabilità anche tra i vertici della Provincia", ribadisce la LAV che aveva denunciato per violazione dell'articolo 544 bis del Codice Penale - reato di animalicidio che prevede fino a 2 anni di reclusione – anche il Presidente della Provincia di Trento Rossi, il Vice Presidente Olivi, l'Assessore-veterinario alla caccia Dalla Piccola. 

Una morte che anche l'Ente Nazionale Protezione Animali ha fin dal principio ritenuto essere un caso pieno di zone d'ombra. 
E proprio per questo a fine dicembre, quando la Procura di Trento aveva richiesto l'archiviazione, la Protezione Animali aveva presentato ricorso contro tale provvedimento. 
"Tutta la vicenda che ha portato alla morte dell'orsa - dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali - dalla presunta aggressione all'altrettanto presunto cercatore di funghi, fino al provvedimento di cattura e alla successiva telenarcosi, presenta moltissimi punti oscuri". 
Sono milioni gli italiani che pretendono sia accertata la verità e chiedono che sia fatta giustizia, come chiedono di avere notizie ufficiali anche sui due cuccioli, che ci si augura siano ora in letargo. 

 Roberta Ragni

Luoghi di surreale bellezza


Una delle grotte scavate dall'acqua nei ghiacciai della riserva naturale delle Tre Sorelle, in Oregon. 
Il nome deriva dai tre principali edifici vulcanici che formano questo vasto complesso, particolarmente amato da geologi e scalatori.


I brillanti colori del Fly Geyser, nel Deserto delle Rocce Nere, in Nevada: una sorta di "fontana" naturale di acque termali che sgorga da un gruppo di rocce di forma conica. 
L'acqua che fuoriesce ad altissime temperature (200 °C circa) ha favorito, anche grazie alla sua composizione, la colonizzazione di particolari specie batteriche, che conferiscono alle rocce la loro colorazione.


Le cascate di Goðafoss, tra i più spettacolari salti d'acqua islandesi. Il loro nome significa "cascate degli dei": si pensa che anticamente i tre getti principali rappresentassero la sacra triade del pantheon islandese: Odino, Thor e Freyr.
 Alte 12 metri, si estendono per circa 30 metri di larghezza.


Le montagne Danxia, nella pronvincia cinese del Gansu, sono anche conosciute come "montagne rosate", o "montagne arcobaleno": le loro caratteristiche sfumature sono causate dal rosso intenso dell'arenaria e di depositi minerali di varia natura.
 Le onde sinuose del paesaggio sono il risultato di un processo erosivo durato 24 milioni di anni.


L'imponenza del ghiacciaio Mendenhall, in Alaska.
 Il colore azzurro chiaro, particolarmente fotogenico, indica purtroppo il recente sgretolamento di un blocco di ghiaccio.
 Il ghiacciaio lungo 19 chilometri sta visibilmente arretrando a causa del riscaldamento globale.


La Laguna Hutt è un lago salato australiano che deve il suo colore alla presenza di una microscopica alga, la Dunaliella salina, fonte di beta-carotene e di suggestive sfumature rosate.
 La colorazione spicca particolarmente nelle foto aeree, mentre è meno intensa vista da terra.


Questo lago "a macchie" si trova in Canada, nella British Columbia, vicino alla città di Osoyoos.
 La sua particolare conformazione è dovuta alla presenza, al suo interno, a depositi di solfato di magnesio, calcio e solfati di sodio. D'estate l'acqua evapora quasi del tutto, lasciando dietro di sé una serie di tracce di diverso colore, in base alla composizione.

 © GUNTER MARX PHOTOGRAPHY/CORBIS


Un altro lago a bolle canadese, questa volta nella provincia di Alberta.
 Lo specchio d'acqua che ha origine dal fiume North Saskatchewa ospita, sul suo fondale, piante che rilasciano metano: il gas prova a salire in superficie, ma rimane intrappolato negli strati di ghiaccio superiore.
 Da qui la formazione dei curiosi elementi tondeggianti.


The Wave, una formazione di arenaria fatta a U, visibile nella riserva di Paria Canyon-Vermilion Cliffs, in Arizona.
 190 milioni di anni fa, qui dovevano esserci semplici dune di sabbia, che nel corso dei secoli si sarebbero indurite e compattate fino a formare una suggestiva distesa di "onde" dall'aspetto stratificato. 
Pioggia e vento hanno poi completato l'opera.

 Fonte: focus.it

Il gatto norvegese delle foreste


Il gatto norvegese delle foreste, o anche norsk skogkatt com’è conosciuto nel suo paese d'origine, è un esemplare di un’antica razza, originaria dei paesi scandinavi. 
 Si tratta di un gatto dall’aspetto forte e imponente: il maschio arriva a pesare dai 5 ai 7 kg, mentre la femmina raggiunge i 4,5 kg circa. 
Viste le sue origini, ha una cute particolarmente spessa così come un mantello folto e lungo per proteggersi dal freddo: perde pelo durante i mesi estivi, per poi ricrescere e superare i 10 cm di lunghezza. 
La testa ha forma triangolare, le orecchie sono grandi e aventi ciuffetti di pelo all’estremità; gli occhi sono anch’essi grandi e appena obliqui, di colore verde, giallo o di tonalità simili al mantello. 
Le zampe posteriori si mostrano più lunghe di quelle anteriori, e i piedi sono ben larghi dai cuscinetti dello stesso colore del pelo; la coda è lunga e folta. 
I colori del mantello vanno dal rosso, al marrone, al grigio e al nero; molto rari sono gli esemplari completamente bianchi.
 In media, può vivere fino ai 16 anni.
 Il gatto norvegese delle foreste ha un’indole docile, è tranquillo e silenzioso; si affeziona all’uomo e non disdegna la sua compagnia. Ama stare all’aperto, ma ben si adatta alla vita domestica; sia da cucciolo sia da adulto, ama il gioco: non sa resistere al movimento di una pallina o allo svolazzare di una piuma, per questa ragione è il compagno ideale per i bambini.
 E’ solito marcare il proprio padrone, lasciargli il suo odore e raccogliere anche tutte le informazioni che questo porta dall'esterno.


Fonte: http://www.animali.net
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