lunedì 6 giugno 2016

Il Baldacchino di Gian Lorenzo Bernini nella Basilica di San Pietro in Vaticano


L’immensità della Basilica di San Pietro lascia davvero a bocca aperta. 
Struttura, affreschi, volte, statue mastodontiche e una cura incredibile per i particolari rendono il maggior simbolo della religione cattolica, un monumento artistico di incommensurabile bellezza. 

 Tra gli elementi più suggestivi, posto nella navata centrale della Basilica, il Baldacchino del Bernini, costruito nel diciassettesimo secolo per dare risalto al punto in cui fu sepolto l’apostolo Pietro. 

L’idea dell’artista era quello di creare una vera e propria opera monumentale in perfetto stile barocco, creato pensando al baldacchino papale utilizzato durante le processioni, ma aumentandone le dimensioni e legandolo ad un particolare valore simbolico.
 Il Baldacchino alto 28 metri si trova al di sotto della cupola e, nonostante le sue grandi dimensioni, continua a dare profondità alla basilica rendendola ancora più grande, grazie ai giochi prospettici tipici del Bernini.


La struttura a forma di piccolo tempio è stata realizzata in bronzo ed è caratterizzata da 4 colonne di 11 metri con una base in pietra e  nella parte più alta  decorate da capitelli, mentre lungo le colonne vi sono decorazioni ed incisioni in oro. 
 Nella parte superiore, sulla trabeazione, sono state poste delle statue disegnate dal Borromini che rappresentano angeli e bambini che reggono festoni.




Il Baldacchino del Bernini ed, in particolare le sue colonne portanti, sembrano essere state realizzate fondendo le parti che componevano il pronao del Pantheon, questo fu possibile grazie al consenso della famiglia Barberini, generando moltissime polemiche. 
Ogni colonna di questa costruzione monumentale poggia su un piedistallo di marmo decorato da circa nove stemmi, su di questi è presente una testa di donna con  espressioni diverse che, secondo alcuni studiosi, sembrano rappresentare le emozioni provate durante il parto: dalle prime doglie fino alla nascita.
 Inoltre gli stemmi hanno delle forme diverse, dal primo al nono è possibile notare che diventano sempre più sporgenti, ricordando la trasformazione fisica di una donna durante la gravidanza.


 Papa Urbano VIII scelse il Bernini per realizzare il Baldacchino simbolo del Barocco ed impiegò quasi dieci anni per realizzarlo. 
 Le delicate rifiniture dorate presenti sono state realizzate in due anni. 
Il dorato fu scelto per rendere più luminoso e prezioso lo scuro del bronzo, vennero utilizzati anche marmo ed ottone, per riprendere l’effetto ligneo.

 Fonte: bb-roma.it

L'illusione ottica che fa sparire il Louvre


Chi si trovasse a Parigi in questi giorni, e fino al 28 giugno, potrebbe notare che... manca qualcosa.
 Che fine ha fatto l'iconica piramide trasparente all'ingresso del Louvre? 
È scomparsa grazie alla sapiente illusione creata da JR, street artist e fotografo francese che ha ricreato su uno degli elementi architettonici più famosi al mondo un effetto trompe l'oeil su grande scala. 

 Nell'arco di due settimane, l'artista ha fatto fissare sulla piramide gigantesche stampe fotografiche che riproducono l'esatto motivo decorativo del palazzo retrostante. 
Le immagini sono in bianco e nero per far percepire l'illusione rispettando, allo stesso tempo, lo spazio sul quale è ospitata.


In questo modo, vista dalla giusta angolazione, la piramide sembra annullarsi e scomparire nell'edificio principale. 

L'installazione incoraggia i visitatori ad avere un ruolo attivo nella fruizione dell'opera, e allo stesso tempo spinge a riflettere sul concetto di immagine e di icona, nell'era della globalizzazione e della condivisione di massa.

 Il fotografo ha raccontato di aver tratto l'ispirazione per il suo lavoro osservando per un paio di giorni le migliaia di turisti che si affollavano davanti al museo, cercando l'angolazione ideale per inquadrare la piramide e scattandosi selfie di fronte al monumento. Con sua grande soddisfazione, JR si è accorto che i turisti hanno continuato il loro rapporto interattivo con l'edificio anche dopo il suo intervento, discutendo sulla migliore angolazione da cui scattare per apprezzare a pieno l'illusione e parlando del suo lavoro.


L'artista li ha fotografati a sua volta, e i loro volti e reazioni sono divenuti parte integrante dell'installazione, completata il 28 maggio e denominata JR au Louvre. 
Se da un lato il suo lavoro vuole essere un invito a vedere le cose anche da una diversa prospettiva, dall'altro JR spera che la sua arte possa essere uno strumento di aggregazione e confronto.


Fonte: focus.it
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