giovedì 16 gennaio 2014

In Giappone un gatto è stato nominato capostazione


Avevate mai sentito parlare di un gatto capostazione? Certo che no. A Kinokawa (Giappone) è però successo. Un gatto è riuscito ad ottenere un vero e proprio posto di lavoro, e che posto! 

Tutto parte dalla ristrutturazione di una stazione ferroviaria, che per ragioni di spazio doveva andare ad inglobare anche l’edificio adiacente. 
Questo edificio però era un rifugio per gatti, uno degli animali domestici più diffusi in Giappone. 
La donna che gestiva questo rifugio ha dato il suo assenso per la distruzione dell’edificio, a patto però che questi gatti venissero sistemati nella stazione. 
 Il manager della nuova stazione ha pensato così di nominare uno dei gatti, di nome Tama, capostazione, poiché pensava avrebbe portato fortuna e popolarità alla nuova struttura. 
L’intuizione di questo manager non è stata per nulla sbagliata, dato che Tama è diventata in pochissimo tempo una vera e propria star, con comparse in spot pubblicitari e molto altro. 
È stato anche disegnato e costruito un treno-gatto in suo onore, che ogni anno attira grandi e piccini incuriositi.


fonte : Curiosone

Qual è la scala più lunga del mondo?


È la scalinata di servizio della funicolare Niesenbahn, presso Spiez (Svizzera): si tratta di una scala composta da 11.674 gradini a fianco della funicolare, realizzata nel 1910, che conduce in cima al Niesen, una montagna dell’Oberland Bernese detta anche “la piramide svizzera”.
 Dalla sommità della “piramide”, a 2.362 metri di quota, si gode un panorama spettacolare sulle Alpi, i laghi di Thun e Brienz fino al Giura.
 La scalinata, che copre un dislivello complessivo di 1.669 metri, è aperta al pubblico una sola volta all’anno per una gara di corsa in salita, la Niesenlauf stair run, il cui record è di 62 minuti per gli uomini e di 69 per le donne.


Da Focus

Joal Fadiouth, l'isola di conchiglie


In una delle estremità della Petite Côte, un tratto di costa del Senegal, c’è un tranquillo villaggio di pescatori chiamato Joal- Fadiouth. 
Joal è situato nella parte continentale, mentre Fadiouth si trova su un’isola costruita interamente con conchiglie , che è collegata alla terraferma da un ponte di legno lungo 400 metri.


Da oltre un secolo i suoi abitanti si sono nutriti di frutti di mare, mangiandone la carne e utilizzando i loro gusci come materiale di costruzione per l’isola.
 Le conchiglie si utilizzano combinandole con radici di mangrovie, canne e baobab giganti per costruire case dalle forme più diverse e affascinanti belle. 
Tutto è fatto con gusci vuoti: strade, facciate di edifici, nonché gioielli e accessori venduti da artigiani locali.


Sebbene il suo paesaggio semplice e sterile potrebbe facilmente trarre in inganno, l’isola è in realtà un luogo davvero originale. Fadiouth è diventato noto soprattutto per il suo cimitero, anch’esso di conchiglie. Gli isolani per lo più professano il cristianesimo, ma anche la componente islamica è significativa (il 90% della popolazione del Senegal è musulmano), anche se questa comunità ha l’immenso orgoglio di vivere in un clima di unità e tolleranza religiosa.

Il Dingo

Cani, un tempo domestici, originari dell'Asia orientale e arrivati in Australia 6000 anni fa. Ecco le risposte che cercavano i primi coloni europei.

Lupo o cane, domestico o selvatico, nativo australiano o arrivato da altrove, ma quando e con chi?
Il dingo (Canis dingo) era l'unico mammifero placentato, a parte gli uomini, presente in Australia all'epoca dell'arrivo degli europei, nel XIII secolo, e le sue origini hanno sempre suscitato molte domande. Ora, grazie ad una analisi genetica condotta su questi animali da un equipe internazionale, tanti quesiti trovano risposta.
Viaggiatori d'Oriente.
Studiando il Dna mitocondriale, patrimonio genetico presente nel mitocondrio e trasmesso alla prole solo dalla madre, i ricercatori hanno scoperto che l'arrivo del dingo in Australia risale a 6000 anni fa.
Anche il luogo di origine è ora chiaro: l'Estremo Oriente è la culla dei dingo. Ma come fecero ad attraversare il braccio di mare che separa il continente australiano dall'Asia
 “L'introduzione di questi cani è associata alla diffusione delle popolazioni Austronesiane - spiega Peter Savolainen, studioso svedese 
Queste genti, la cui cultura ebbe origine nel sud della Cina, attraversarono l'oceano con barche e piroghe.
I dingo erano domestici compagni di viaggio e arrivarono con gli Austronesiani probabilmente in un unico momento”.
Secondo i ricercatori i dingo presenti adesso sul territorio australiano derivano proprio da un piccolo gruppo arrivato fortunosamente e diffusosi nei millenni.
Parentele da cani. Questi animali, bestiole dal mantello fulvo che possono pesare anche 19 kg, sono ora selvatici abitanti di steppe e praterie dove cacciano rettili, uccelli, piccoli mammiferi. All'occorrenza, grazie ai bei denti aguzzi, riescono a uccidere anche canguri, pecore e vitelli.
“Abbiamo analizzato dei segmenti del mtDNA di 211 dingo, di 676 cani di tutto il mondo, di 38 lupi e di 19 fossili di canidi - racconta Savolainen 
Comparando i dati possiamo dire che i dingo mostrano una parentela più stretta con i cani che con i lupi e che le loro origini affondano in cani presenti in Estremo Oriente”.
Nonostante in passato fossero fedeli amici degli autoctoni australiani, è difficile allevare questi cani che nel tempo hanno adottato una vita selvatica.
In alcuni casi i cuccioli vengono cresciuti dagli aborigeni e usati da adulti come cani da caccia.
I dingo non sono in pericolo, ma la continua ibridazione con i cani domestici potrà portare alla perdita dei loro caratteri distintivi. Si stima che circa l'80% di Canis dingo sia un ibrido.

Questo è Marte

Da quando Spirit e Opportunity, le due sonde marziane della Nasa, sono atterrate su Marte, sono passati 10 anni.
Era il 3 gennaio 2004 quando Spirit, dopo circa 7 mesi di viaggio, toccò il suolo del Pianeta Rosso, seguita - il 24 gennaio dello stesso anno - da Opportunity.
Destinati a durare tre mesi, i due rover "gemelli" si sono rivelati incredibilmente longevi: Spirit ha continuato a viaggiare sul suolo marziano per 6 anni prima di soccombere, mentre Opportunity è ancora in salute e ha collezionato oltre 38 chilometri di viaggio sul suolo del pianeta






BELLISSIME IMMAGINI



Granuli di ematite. Questa volta nel cratere Eagle, sito di atterraggio di Opportunity. NASA/JPL-Caltech/Cornell University




Mirtilli marziani Microsfere di ematite, una formazione mineraria di grande interesse, nota anche con il soprannome di "mirtilli di Marte" per la forma tondeggiante delle sferule - fotografate dal rover Opportunity nella pianura di Meridiani Planum, nei pressi dell'equatore marziano. Secondo molti scienziati sarebbero state create dall'azione di minerali impregnati di acqua, e proverebbero che in un lontano passato su Marte doveva esserci un ambiente umido  NASA/JPL-Caltech/Cornell/USGS/Cathy Weitz




Un pianeta polveroso Immagini ravvicinate del suolo del Serpent Drift, un miscuglio di sabbia e polvere con caratteristici grani tondeggianti delle dimensioni di 1-2 millimetri. NASA/JPL-Caltech/Texas A&M/Cornell




Sorridi, sei su Marte Un affioramento roccioso (che ricorda un po' la forma di una faccia) presso Home Plate, un altopiano marziano studiato accuratamente dal rover Spirit.




Terreno sul fianco di una collinetta vicino al Ladone Valli Formazione Varie Dune in Her Desher Vallis




Dune in un cratere
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