mercoledì 2 gennaio 2019

Un rifugio dell’Azerbaigian custodisce uno dei giochi da tavola più antichi del mondo


Una tavola da gioco di 4000 anni scolpita nella terra.
 E' questa la sorprende scoperta fatta in Azerbaigian, nella riserva statale di Qobustan, patrimonio mondiale dell'Unesco a 60 chilometri da Baku, già famoso per le sue antiche incisioni rupestri.  

Ad ospitare l'insolito reperto è un antico rifugio roccioso dove erano soliti sostare i pastori nomadi che lavoravano nella zona.
 E grazie a questa scoperta, fatta da Walter Crist dell'American Museum of Natural History di New York, è stato ritrovato uno dei più antichi giochi da tavola più antico del mondo.


Le incisioni ritrovate sarebbero i segni di «58 buche», un antenato del backgammon diffuso in tutto il Medio Oriente antico, tra cui l'Egitto, la Mesopotamia e l'Anatolia.

 E' conosciuto anche come Hounds and Jackals, segugi e sciacalli, e l'archeologo Howard Carter lo ha trovato anche nella tomba di Amenemhat IV, morto nel 1806 avanti Cristo. 
Ma in base ai primi rilievi, la versione dell'Azerbaigian potrebbe essere anche più antica del set del faraone egiziano.

 Le prove fornite anche dai disegni rupestri che si trovano in questo rifugio suggeriscono che gli autori del gioco siano stati proprio i pastori di bestiame che nel secondo millennio avanti Cristo, durante l'Età del Bronzo, giravano in quella pianura.


 Il gioco delle 58 buche è sicuramente molto prezioso, ma non è il più antico ritrovato: un primato che spetta al Royal Game of Ur, risalente al terzo millennio avanti Cristo.

 La riserva del Qobustan si trova in una zona vulcanica, con oltre trecento piscine di fango intorno a cui si trovano pareti e grotte con iscrizioni e dipinti che risalgono fino a 20 mila anni fa. 
Custodisce importanti testimonianze del neolitico con oltre 600 mila pitture rupestri che ritraggono battaglie e rituali, come la danza yalli, ed è visitabile tutto l'anno.

 Fonte: ilsecoloxix.it
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