venerdì 12 ottobre 2012

Tina Turner Simply The Best


Madinat-al-Zahra (Medina Azahara)

Vicino a Cordova (Córdoba per gli spagnoli), ai piedi delle montagne della Sierra Morena, ci sono i resti della meravigliosa città di Madinat-al-Zahra (Medina Azahara) fatta costruire da Abd al-Rahman III come simbolo dell’indipendenza dai califfati orientali di Damasco e Egitto. Autoproclamatosi nel 929 “califa”, massima autorità politica e religiosa e principe dei credenti, crea il “califado di Cordoba” inizio di un periodo di gran splendore per la Spagna musulmana. La rappresentazione chiara e visibile del prestigio del nuovo potere che detiene è questa città che sorge nello sfarzo ed il lusso. Lavorarono 10.000 persone al giorno per creare in 25 anni di costruzione una imponente urbanizazione che, servendosi delle condizioni naturali del territorio, si sviluppò in 3 terrazze. La parte più alta destinata a residenza del “Califa” e luogo di rappresentanza, la media a sede del governo e giardini e quella più bassa con la Moschea e la città con mercati, giardini, orti e tutto quanto serviva alla vita di una gran città.
Fra le tante meraviglie di questa città c’era il Salone dei califfi che dai racconti dell’epoca aveva il soffitto d’oro e marmo di diversi colori, solidi ma trasparenti così come le pareti. Nel centro c’era una gran pila piena di mercurio. Ci si immetteva nel salone da otto porte ad ogni lato, ornate con oro ed ebano su pilastri di marmi e cristalli. Quando il sole entrava nella sala da queste porte il riflesso nelle pareti e soffitto era tale che accecava e a questo si univa la voglia di stupire del “califa” che con un solo gesto ad un schiavo faceva mettere in movimento il mercurio contenuto nella pila e d’un tratto sembrava che tutta la stanza fosse attraversata dai raggi del sole e tremasse e girasse… all’inseguimento del sole
Questa città, distrutta a 75 anni dalla sua costruzione, è rimasta ancorata alle leggende , ai racconti ed a quell’ ambiente magico di città delle Mille ed un notte… Numerose sono le leggende su questa città; una è quella che ci racconta del tunnel che collegava Medina Azahara alla Moschea di Cordova che usava il “califa” per andare in preghiera…. Le mie preferite sono quelle che ci raccontano della nascita di questa città come una città nata dall’amore di Abd al-Rahman verso la sua favorita Azahara. In una di queste si dice che fu per lei che fece costruire questa splendida città che avrebbe portato il nome della sua amata diventando appunto ” la città di al-Zahra”…
Dopo la distruzione, Medina Azahara rimase nel più totale abbandono e molte delle sue decorazioni finirono per essere usate nella costruzione dei bei palazzi di Cordova o in aste all’estero. Solo nel 1910 iniziò il lungo lavoro per ritornare a portare alla luce i resti di questa splendida città, lavoro che continua ancora ora. La parte attualmente emersa e ristaurata è soltanto il 10 % della totale estensione della città per cui, molto tempo ci vorrà ancora per poter vedere apparire dalla terra che la copre la totalità di Medina Azahara.

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Conosciamo veramente la vera Storia del nostro paese?

Attraverso fotografie, il discusso film di P. Squitieri "E li chiamarono...Briganti!!!" ,del 1999 e, brani tratti da testi sull'argomento, si affronta una pagina buia della nostra storia nazionale, ancora poco nota sui libri di scuola: il Brigantaggio e la guerra civile. La "neonata" Italia fu vissuta dal Sud come semplice sostituzione di un re con un altro re e tasse, leva obbligatoria, estensione del latifondo e soprusi di notabili locali, aumentarono il malcontento. La ribellione, partita dalla Basilicata, con a capo Carmine Crocco, il più noto dei briganti per doti umane e di comando, poteva contare su gruppi di soldati borbonici sbandati, poveri contadini e pastori. Per reprimerla, il nuovo Stato si mosse con efferatezza. Si può discutere se la guerra al brigantaggio fu guerra civile o meno. Ma che la si chiami "ribellione", "insorgenza" o "guerra civile" è certo che tra il 1861 e il 1865 la nascente Italia vide qualcosa di più di una semplice repressione di alcune bande di fuorilegge. nel 1860, a Gaeta, come quasi nessuno sa né è tenuto a sapere, fu compiuto un eccidio, in cui morirono migliaia di civili, donne e bambini, da parte dell'esercito sabaudo. Centinaia di migliaia di persone perirono nel Regno delle Due Sicilie durante e dopo la guerra di occupazione. Gaeta fu l'epilogo della guerra.. I Savoia espropriarono l'isola di Gaeta che è, ancora oggi, quasi interamente territorio demaniale, dello Stato. La celebrazione dell'Unità d'Italia è una farsa se non si ricordano le sue origini. Senza la memoria del passato non può esistere un futuro per l'Italia. Cosa vuol dire essere italiano per chi non conosce neppure la propria Storia?

Demoni e mostri della mitologia cinese

La millenaria cultura cinese, nel corso dei secoli ha prodotto centinaia di leggende riguardanti mostri, fantasmi, demoni e spiriti. Vediamo di seguito alcuni tra i principali demoni della mitologia cinese. Diyu, l'inferno cinese Diyu o Naraka in sanscrito. E' sostanzialmente basato sul Naraka indiano con elementi derivati dalla tradizione cinese sulla vita dopo la morte. Nelle due tradizioni e' stato ampliato e reinterpretato innumerevoli volte. Il Diyu generalmente e' ritratto come un labirinto sotterraneo diviso in gironi dove le anime dei peccatori ricevono la giusta punizione per contrappasso. Similmente all'inferno dantesco alle anime vengono inflitte le più' insopportabili e crudeli torture fino alla loro morte. Una volta sopraggiunta la morte, l'anima ritorna al suo stato originale e le torture ricominciano. Questo ciclo di tortura, morte, rinascita, si svolge in eterno oppure fino a quando l'anima non avrà' espiato le sue colpe e finalmente potrà' reincarnarsi.

Meng Po, la Signora dell'Oblio La Vecchia Signora Meng svolge i suoi compiti nel Diyu, ovvero l'inferno cinese. Il suo compito e' quello di assicurarsi che le anime pronte per la reincarnazione non si ricordino delle loro vite precedenti o della loro permanenza all'inferno. La Vecchia Signora attende le anime all'ingresso del nono girone (Fengdu). Per questo fine, raccoglie erbe che crescono attorno alcuni stagni e ruscelli per preparare il suo Te dell'oblio ai 5 Sapori. La bevanda viene fatta bere alle anime prima di abbandonare l'inferno. La sua ingestione conduce ad una istantanea e permanente amnesia. Una volta purificate le anime da ogni peccato e da ogni conoscenza acquisita, gli spiriti possono rinascere finalmente, e il ciclo ricomincia. Vi sono leggende di nascite miracolose, dove un bambino e' in grado di parlare da neonato perché l'anima e' riuscita ad evitare di consumare il te.

Huli jing, Gli spiriti delle volpi Gli spiriti delle volpe possono essere degli equivalenti efficaci delle fate europee. Possono essere sia malvagi che buoni. Nella mitologia cinese si credeva che questi esseri fossero in grado di acquisire sembianze umane e che avessero poteri magici e fossero immortali, grazie al respiro umano o all'essenza della Luna o del Sole. Generalmente sono spiriti femminili e usano mostrarsi come giovani e belle fanciulle.

 Uno dei più malvagi e' Daji ritratto nella novella Ming "Fengshen Yanyi" (l'investitura degli Dei o la creazione degli Dei). Sono presenti anche nelle tradizioni coreane ( Kumiho) e giapponesi ( Kitsune) Daji, bellissima e sadica concubina La concubina favorita del Re Zhou di Shang, l'ultimo re dell'antica dinastia cinese. Daji e' l'esempio classico per simboleggiare come una bellezza possa essere la causa della caduta in disgrazia di una dinastia o di un impero. Daji viene ritratta come uno spirito malvagio di una volpe nella novella Fengshen Yanyi. Daji era nata in una nobile famiglia chiamata Su nello stato di Yousu (Su Daji). Nel 1047 avanti Cristo, il Re Zhou conquisto' il regno di Yousu e rapi' la bella Daji che presto' divenne una vera e propria ossessione per il re. Zhou comincio' a trascurare i suoi doveri di regnante pur di godere della sua compagnia. Cerco' in ogni modo di ingraziarsela. Daji amava gli animali, così' il re le fece costruire un mitico giardino zoologico, popolato da innumerevoli specie di uccelli rari e animali esotici. Il re ordino' ad artisti e musicisti di comporre delle melodie e delle coreografie per soddisfare il suo appetito musicale. Un giorno invito' 3000 ospiti ad una festa per indulgere in "fontane di vino" e "foreste di carne". Poi gli ospiti giocarono al Gatto e al Topo nudi nella foresta per soddisfare la giovane. Quando una concubina del re protesto' per questa lussuria eccessiva, il re la fece uccidere. Suo padre fu fatto a pezzi e la sua carne fu data in pasto ai vassalli del re. Daji disse che la sua più' grande gioia era quella di sentire la persone urlare e piangere mentre venivano torturate. Un giorno, avendo visto un contadino camminare a piedi nudi sul ghiaccio, per soddisfare la sua curiosità' "scientifica", fece rinchiudere il malcapitato e gli fece mozzare i piedi per carpire il segreto della sua resistenza al freddo. In un'altra occasione fece smembrare una donna incinta per capire cosa avvenisse all'interno dell'utero. Daji inoltre e' famosa per la sua invenzione della tortura chiamata Paoluo: un cilindro di bronzo coperto d'olio veniva fatto arroventare da una fornace a carbone fino a diventare quasi incandescente. La vittima veniva fatta camminare sulla superficie superiore del cilindro e veniva forzata a cambiare posizione in continuazione per evitare di bruciarsi. La superficie oleosa ovviamente non facilitava le cose, e la vittima era costretta a cercare di non scivolare. Se la vittima perdeva l'equilibrio, sarebbe cascata nella fornace e sarebbe morta ustionata. La vittima inoltre era costretta a ballare e a urlare per il piacere del Re e di Daji. Daji venne infine condannata a morte dal nuovo Re Wu di Zhou, una volta che la dinastia Shang fu dissolta. Secondo il libro l'Investitura degli Dei, Daji divenne malvagia dopo essere stata posseduta dallo spirito di una volpe a Nove Code.


Mogwai/Mogui I mogwai sono demoni che cercano di danneggiare gli umani. Si riproducono con l'arrivo delle piogge, che simboleggia l'abbondanza e la fertilità'. Il termine Mo deriva dal sanscrito Mara che vuol dire essere malvagio. In induismo e buddismo il Mara determina il fato e il destino della morte e del desiderio che lega le persone al ciclo infinito di reincarnazione e sofferenza. Il mara induce le persone a peccare e all'autodistruzione. Nella cinematografia moderna potrete certamente ricordare i Gremlins che sono chiamati Mogwai dal venditore cinese e che si riproducono con l'acqua. Yaogui Gli Yaogui sono gli spiriti malvolenti degli animali o delle divinità' celesti cadute che hanno acquisito poteri magici attraverso la pratica del taoismo. Quelli malvagi vengono chiamati Gui o Mo (letteralmente "demoni"). Il loro compito e' quello di acquisire l'immortalità' e la successiva deificazione. Nel celeberrimo "Viaggio verso Occidente" i demoni cercano di perseguire il loro scopo attraverso il rapimento e il consumo alimentare di un uomo sacro. Non tutti gli yaojing sono demoni: Bai Gu Jing ad esempio era uno scheletro che in seguito divenne un demone. Molti yaojing sono spiriti delle volpi, ovvero gli animali da compagnia delle divinità', sempre secondo il Viaggio verso Occidente. Vi sono anche dei demoni regnanti che comandano delle schiere di demoni inferiori. Nel folclore cinese i demoni popolano il Di Yu, ovvero l'inferno. Buona parte del pantheon demoniaco cinese e' influenzato da quello indiano e vi sono anche similitudini con l'oni giapponese. Bai Gu Jing Bai Gu Jing (il demone dalle ossa bianche) e' uno yaogui del Viaggio verso Occidente che si manifesta a Sun Wukong e alla sua compagnia come una innocente ragazzina che ha abbandonato i genitori alla ricerca di cibo. Il magico Sun, grazie alla sua natura, e' in grado di vedere le reali sembianze del mostro e uccide la ragazza. L'episodio porterà ad una prima rottura tra lo scimmiotto e Sanzang (o Xuanzang). La seconda apparizione del mostro e' nelle vesti della madre della giovane assassinata. Ancora una volta Wukong riconosce l'inganno e la uccide. Questo evento porterà ad una seconda rottura tra Sanzang e Sun sempre a causa dell'irruenza dello scimmiotto. Difatti secondo Sanzang tutti gli esseri meritano la salvezza. Ancora una volta Sanzang perdona Wukong. Nell'ultima trasformazione Bai Gu Jing si trasforma nel padre che implora pietà' dato che Sanzang crede che lo scimmiotto ne ha ucciso la moglie e la figlia. Ad ogni modo, Sun ignorando gli ordini, uccide l'ultima manifestazione. Sun questa volta viene espulso dal gruppo. La compagnia, privata dello scimmiotto, diventa facile preda di Bai Gu Jing il cui scopo e' quello di divorare Sanzang per diventare immortale ma l'intervento tempestivo dello scimmiotto salverà' la situazione.

Pipa Jing Pipa Jing e' uno yaogui mutata da una pipa (lo strumento cinese) di giada ed e' un personaggio letterario dell'onnipresente "investitura degli Dei". Era una dei tre spettri femminili (Pipa Jing, Daji e Splendore) guidati da Nu Wa per gettare nel caos la dinastia Shang. Shen, il Grande Guscio Lo Shen e' un drago metaforma o un mostro marino che crea miraggi, la cui figura e' associata ai funerali. In realtà' vi sono almeno tre tipi di mostri marini in grado di mutare forma: il que, un passero che si trasforma in Ge o Muli ovvero un'ostrica dopo 1000 anni; uno yak, una rondine che diviene haighe dopo 100 anni; e lo fuyi, un pipistrello che si trasforma in kuige in eta' avanzata. Queste metamorfosi sono comuni tra i draghi del folclore cinese. Ad ogni modo, considerando tutte le mille varianti, questa tipologia di mostro e' sempre in grado di creare miraggi.

Non è amore




Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore.
Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto,
sono due ali dello stesso gabbiano.

COSA STANNO NASCONDENDO???

Alessandra Mussolini si è presentata in diretta a canale 5 dicendo: "Se devo andare in galera per quello che vi sto per dire, ci vado senza problemi." Questo perché l'On. Mussolini questa mattina si è recata davanti alla casa famiglia dove si trova il bambino conteso di Padova. La Mussolini spiega che nonostante fosse un deputato della Repubblica Italiana nonché Presidente della Commissione parlamentare dell'infanzia, non volevano farla entrare per vedere un giovane cittadino italiano. Come se quel territorio fosse un luogo extra territoriale esente dall'articolo 68 della costituzione italiana, sul potere ispettivo del parlamentare che gli permette di poter entrare in qualsiasi luogo; anche in una casa-famiglia. All'inizio gli dissero che il bambino stava bene, poi gli dissero che non poteva entrare perché il bambino non stava bene... E' UNA CASA FAMIGLIA O UN LAGER????

Quando al peggio non c'è mai fine

12 ott – “Il premio Nobel per la pace assegnato all’Ue è un segnale forte dell’importanza del progetto Europa e della necessità di completare l’Unione Europea realizzando la federazione degli Stati Europei.
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L’Italia dovrebbe avere il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Romano Prodi,
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Il Presidente della Commissione Ue che ha realizzato l’euro e l’allargamento ai Paesi dell’Est Europa, nelle delegazione che ritirerà il premio.


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Prodi e Ciampi truccarono i conti per entrare nell’euro e la Germania lo sapeva. ========================================================
 L’Europa è un grande strumento di pace e deve sviluppare ancora tutto il suo potenziale politico e democratico”. Così Sandro Gozi, responsabile politiche UE del Pd alla Camera.

 E SE LO HA DECRETATO IL PROFETA DEGLI DEI LO SI DEVE FARE !!!!! 

 Il Capo dello Stato ribadisce ancora una volta che la scelta della moneta unica è irreversibile: “Dall’euro non si torna indietro, quindi non resta che andare avanti con i provvedimenti necessari, compresi gli ulteriori trasferimenti di sovranità per consolidare l’unione economica e monetaria“, ha spiegato rivolgendosi anche a quelle forze politiche e a personalità come l’ex premier Silvio Berlusconi che hanno recentemente criticato questa scelta: “Abbiamo messo a tacere le voci che irresponsabilmente profetizzavano la fatale implosione dell’euro”.

Bambino "rapito" dalla polizia, denunciati nonno e zia materna Questa è la giustizia italiana


Sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura la zia materna e il nonno del bambino "rapito" ieri dalla polizia davanti a scuola per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e per inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Leonardo, 10 anni, è stato prelevato ieri dagli agenti in esecuzione di una sentenza della magistratura. Secondo fonti investigative, a disposizione dei magistrati c'è anche un secondo video che dovrebbe aiutare a chiarire la vicenda. 
Controdenuncia - Oggi l’avvocato della madre di Leonardo ha annunciato che intende denunciare il consulente tecnico legale della Procura, Rubens De Lorenzo, che ha stilato la perizia in cui indica che il piccolo soffrirebbe di Pas (Sindrome di alienazione parentale). Oltre a questo, poi, l’avvocato, Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’infanzia, ha comunicato di aver "già presentato ricorso presso la Corte di Cassazione e al Tribunale dei Minori di Venezia" contro il provvedimento dei giudici. Dal legale anche un appello a nome della madre: "Se siamo un paese civile liberiamo il bambino. Ridiamogli la sua casa, la sua scuola, poi discuteremo a bocce ferme".
Scuse - Intanto il governo si è scusato con la famiglia di Leonardo. "La scena del trascinamento del minore richiede che vengano espresse anche le scuse del Governo", ha detto il sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano, riferendo alla Camera sul caso del bambino e dell’esecuzione nei suoi confronti del provvedimento di allontanamento dalla famiglia materna disposto dal giudice dei minori.

Cosa è la Pas, la malattia diagnosticata al piccolo Leonardo


Formulata dallo psichiatra americano Richard Gardner, in Italia è contemplata nelle "Linee guida in tema di abuso sui minori" della “Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza"

La malattia diagnosticata al piccolo Leonardo, il bimbo prelevato dagli agenti in una scuola di Cittadella, è la sindrome da alienazione genitoriale (o PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome): una controversa ed ipotetica dinamica psicologica disfunzionale che, secondo le teorie dello psichiatra statunitense Richard A. Gardner (morto suicida nel 2003 all'età di 72 anni), si attiverebbe in alcune situazioni di separazione e divorzio conflittuali non adeguatamente mediate. La PAS è oggetto di dibattito e ricerca, in ambito scientifico e giuridico, da quando è stata originariamente proposta da Gardner nel 1985; la sindrome non è infatti riconosciuta come un disturbo psicopatologico da parte della grande maggioranza della comunità scientifica e legale. Non è inclusa nell'attuale DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dell'Associazione Psichiatrica Americana). 
In Italia la Sindrome di Alienazione Genitoriale è contemplata nelle "Linee guida in tema di abuso sui minori" della “Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (S.I.N.P.I.A.)”, come forma di abuso psicologico. Un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di "lavaggio del cervello" o "programmazione", poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione. È proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS. In presenza di reali abusi o trascuratezza, la diagnosi di PAS non è applicabile.



Cosa vuol dire per un bambino crescere nella fiducia?


La via delle ricompense e delle punizioni è la via preferenziale per portare i nostri bambini alla vergogna, alla paura, alla competizione e alla manipolazione.L’alternativa è un metodo basato sulla fiducia.
Crescere nella fiducia riguarda il mondo che c’è dietro il concetto di giusto e sbagliato, una dimensione dove nessuno infrange il loro innato senso della moralità, la loro brama di apprendimento e la loro capacità naturale di ringraziare.
Questo non significa lasciare i bambini a se stessi, ma riguarda il prendersi cura di noi stessi ed essere chiari rispetto a ciò che vogliamo per il loro bene e attenti a cosa accade al loro mondo interiore.

Europe - The Final Countdown

The Final Countdown, con i suoi quasi 10 milioni di copie vendute in tutto il mondo, è il singolo più famoso pubblicato dagli Europe, che nel febbraio 1986 anticipa l'uscita del loro terzo album The Final Countdown. «Un giorno Joey ci chiese di ascoltare la canzone che aveva scritto. Aveva registrato una demo in una cassetta ed era molto eccitato al riguardo. Entrammo tutti nella sua macchina e sentimmo la cassetta. C'era qualcosa di speciale in quella canzone, una canzone con una vita a sé.» (Ian Haugland parlando del brano The Final Countdown) È stato pubblicato in 45 giri in molti paesi, successivamente al massiccio successo dell'album, nella seconda metà del 1986 e nel primo 1987. Il pezzo nasce da un vecchio riff di tastiera composto da Joey Tempest intorno al 1981-82, il testo si ispira invece a Space Oddity di David Bowie. Con una durata di 5 minuti e 11 secondi, The Final Countdown ha venduto quasi 10 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato 1° in 27 nazioni. In Italia è rimasto al 1° posto nelle classifiche per 9 settimane consecutive. Il singolo contiene anche On Broken Wings, brano non presente nell'album, ma pubblicato successivamente in 1982-1992 e Rock the Night: the very best of Europe. La versione Original Radio Edit di The Final Countdown della durata di 3 minuti e 59 secondi, è stata pubblicata nel singolo-remix The Final Countdown

Aurora Boreale Vangelis

Cnosso: la città del labirinto

L'antica città minoica di Cnosso sorge nell'entroterra, a 4 km dalla costa nord di Creta, isola pressappoco equidistante dalla Grecia continentale e dalla Turchia.

Al suo culmine, il grande impero marittimo dei Minoici, con base a Festo oltre che a Cnosso, dominava il Mar Egeo. Avvicinandosi all'edificio dal mare, distante soli 4 km, il visitatore lo vede come avrebbe potuto vederlo Teseo dirigendosi all'entrata nord, lungo la strada murata. Per una nazione di marinai e commercianti, quali erano i Minoici 2000 anni prima di Cristo, questo ingresso al palazzo, fiancheggiato dai suoi 'uffici doganali', doveva essere il più importante.

All'entrata, lo sguardo è attratto dal gigantesco affresco in rilievo di un possente toro che, in preda a frenetico terrore, combatte in un bosco di ulivi con i suoi assalitori. Alle spalle dell'animale si stende un vero e proprio labirinto di 1500 stanze formanti un intricato disegno di angusti corridoi che avrebbero sconcertato chiunque non conoscesse il palazzo a menadito.
Il primo insediamento a Cnosso è del quinto o sesto millennio a.C. Verso la fine del terzo e agli inizi del secondo millennio fu costruita una serie di magnifici edifici, tutti distrutti da terremoti e tutti riedificati sulle rovine degli antichi. Ma, fra il 1400 e il 1250 a.C., una devastante eruzione vulcanica al largo dell'isola di Santorino cancellò per l'ultima volta la città, il palazzo e i suoi abitanti. Fu soltanto nel 1879 che l'opera dell'archeologo greco Minos Kalokairinos e la successiva, completa, campagna di scavi condotta dall’archeologo inglese Sir Arthur Evans riportarono alla luce, in tutta la sua maestà, il Palazzo di Minosse. La Cnosso da loro riscoperta evoca un invidiabile stile di vita in cui funzionalità ed estetica avevano raggiunto un notevole equilibrio.
La Sala della Regina, così concepita da Arthur Evans, doveva compendiare in sé tutti gli agi della civiltà minoica, completa com'era di vasca da bagno, acqua corrente, un sistema di scarico a mezzo di olle e gabinetto con sedile. Le pareti sono decorate da spirali simboliche e realistici delfini, emblema minoico della gioia di vivere. L'Appartamento della Regina forma un labirinto ancora più intricato del resto del palazzo; la sola stanza da bagno ha ben cinque vie d'entrata e uscita. Una civiltà può essere forse valutata nel migliore dei modi dal suo sistema di fognature. Quello dei Minoici, in particolare nel periodo tra il 1700 a.C. e il disastro finale, è stato raramente superato. Fra le molte meraviglie di Cnosso poche colpiscono di più il visitatore dei tre tubi di scolo in argilla, perfettamente combacianti, tuttora alloggiati nei pozzetti d'ispezione, proprio come all'epoca della messa in opera, 4000 anni fa. I tubi hanno forma affusolata per rallentare il deflusso dell'acqua e, al pari dei canali di scarico parabolici e dei loro serbatoi di sedimentazione posti lungo le strade pavimentate, sono solo uno dei molti esempi delle profonde conoscenze d’idrodinamica dei Minoici.
Accostandosi al palazzo di Cnosso dall'entrata "commerciale", a ovest, si giunge a un gruppo di tre fosse murate apparentemente insignificanti. Era in questo luogo che, al termine delle cerimonie religiose, il sangue e le ossa degli animali sacrificati venivano restituiti alla terra da cui si erano originati, insieme al miele, al vino, all'olio ed al latte delle libagioni. Quest’accentuato senso della giustizia, questo rispetto dell'equità pervadono l'intera Cnosso. Poco è rimasto del vicino corpo di guardia, la cui funzione doveva essere più amministrativa che militare. E, in effetti, una delle caratteristiche interessanti di tutti i palazzi minoici è che, fra le migliaia di manufatti ritrovati, solo un numero esiguo sono armi e anche queste rivestono per lo più carattere cerimoniale.
Gli stessi edifici non presentano strutture fortificate e sembra che, per gran parte della loro storia, i Minoici siano vissuti in pace con i popoli vicini. Il corpo di guardia segna l'ingresso alla via delle processioni, terminante con un'ampia rampa di scale che conduce al grandioso cortile. Qui il visitatore è accolto da uno degli stupefacenti affreschi a grandezza naturale che raffigurano così tanti aspetti del passato minoico: una processione di sacerdoti e sacerdotesse, che reggono fiaschi e versano bevande in offerta agli dei, incede con realistica solennità. Al di là delle cantine di pietra si trova una stanza in cui sono stati ricreati alcuni vividi e drammatici affreschi minoici. Il più famoso illustra con stile avvincente, come una sorta di antica istantanea fotografica, la grazia e il coraggio dei saltatori dei tori mentre prendono parte a una manifestazione che è allo stesso tempo sportiva, rituale e di coraggio. Quando il toro carica, ciascuno di loro - uomini e donne - lo afferra per le corna e fa una capriola sulla sua schiena prima di ricadere con agilità a terra. Una sola mossa sbagliata poteva significare la morte. Mentre in rapida successione ogni saltatore abbracciava e poi si sottraeva al toro lanciato, doveva essere difficile distinguere l'animale dall'uomo e si capisce perciò come abbia potuto originarsi l'immagine del Minotauro, per metà toro e per metà uomo. S’ignora se questi giochi si svolgessero nel grande cortile, ma indubbiamente la zona costituiva il punto focale della vita di palazzo, uno squarcio di spazio aperto nel vorticoso affaccendarsi quotidiano. Lo spoglio simbolismo delle case della consacrazione, che dominano il cortile con tutta la semplicità di moderne sculture, indica che quest'area era qualcosa di più di un luogo d'incontro per gli abitanti del complesso.
Nel fianco della collina, sopra il livello del cortile, era scavata l'ala est del palazzo. A un'estremità vi erano gli Appartamenti Reali, al lato opposto le botteghe dei carpentieri, dei vasai, dei tagliapietre e dei gioiellieri che fornivano agli occupanti le comodità e i lussuosi, artistici oggetti ritrovati nelle stanze. Agli Appartamenti Reali si accede dalla Scala Grande che, benché non molto imponente per dimensioni, lo è tuttavia per raffinatezza e qualità artistica. I pilastri neri e rossi, rastremati verso la base, circondano un pozzo di luce che rischiara non solo gli appartamenti sottostanti, ma costituisce anche una specie di mantice per il sistema naturale di condizionamento dell'aria del palazzo. Gli undici tramezzi delle porte e dei muri compresi fra esse, nella Sala del Re, potevano essere aperti e chiusi per regolare l'afflusso di aria fresca, profumata con timo selvatico e limone, proveniente dal colonnato posto all'esterno, mentre l'aria calda saliva dal pozzo della scala. In inverno, le porte potevano essere chiuse e alcuni focolari portatili venivano sistemati nell'ambiente per riscaldarlo. Centro del potere era la stanza del trono, dove il re Minosse riceveva la corte. Fuori di essa vi è un grande bacile di porfido, collocato in quel punto da Arthur Evans perché riteneva che fosse usato dai visitatori nei rituali di purificazione prima di accedere alla camera più interna del palazzo. Questo particolare è emblematico: la Cnosso che noi vediamo è la straordinaria ricostruzione del Palazzo di Minosse nel 1600 a.C., secondo la visione di un archeologo inglese il cui unico intento era ricreare l'atmosfera dell'Epoca d'Oro dell'Impero Minoico.

FILMCARDS: Bagnoregio

Civita di Bagnoregio, frazione di Bagnoregio, provincia di Viterbo, Lazio, Italia. Venne fondata 2500 anni fa dagli Etruschi. Sorge su una delle più antiche vie d'Italia, congiungente il Tevere (allora grande via di navigazione dell'Italia Centrale) e il lago di Bolsena. All'antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi la porta detta di Santa Maria o della Cava, costituisce l'unico accesso al paese. La struttura urbanistica dell'intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l'uso etrusco e poi romano, mentre l'intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale. Numerose sono le testimonianze della fase etrusca di Civita, specialmente nella zona detta di San Francesco vecchio, infatti nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco vecchio è stata ritrovata una piccola necropoli etrusca. Anche la grotta di San Bonaventura, nella quale si dice che San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, che divenne poi San Bonaventura, è in realtà una tomba a camera etrusca. Gli etruschi fecero di Civita (di cui non conosciamo l'antico nome) una fiorente città, favorita dalla posizione strategica per il commercio, grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione del tempo. Del periodo etrusco rimangono molte testimonianze: di particolare suggestione è il cosiddetto "Bucaione", un profondo tunnel che incide la parte più bassa dell'abitato, e che permette l'accesso, direttamente dal paese, alla Valle dei Calanchi. In passato erano inoltre visibili molte tombe a camera, scavate alla base della rupe di Civita e delle altre pareti di tufo limitrofe che purtroppo furono in gran parte fagocitate, nei secoli, dalle innumerevoli frane. Del resto, già gli stessi Etruschi dovettero far fronte ai problemi di sismicità e di instabilità dell'area, che nel 280 a.C. si concretarono in scosse telluriche e smottamenti. All'arrivo dei romani, nel 265 a.C., furono riprese le imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane e di contenimento dei torrenti avviate dagli etruschi.

Sclerosi Multipla

La scoperta descritta nel breve documentario (8 minuti) è stata fatta a FERRARA, da un ITALIANO. Ma - come potete capire anche dal video - (nota: è sottotitolato in italiano) a dare spazio all'interessantissima scoperta non è un'emittente italiana! Da noi NESSUNO ne parla, mentre altrove hanno subito inviato troupe in Italia e manifestando il massimo interesse nei confronti di importanti scoperte su una malattia ritenuta incurabile, che costringe i pazienti a sottoporsi a terapie infinite.

Freddura

Notizia: 
 E' morto Kinder Pinguì, è andato con la sua Fiesta contro un Tronky. 
 In vita era un Kinder Bueno, ora è in Kinder Paradiso. 
 Non lo sapevi? 
 Kinder Sorpresa!!!

Paolo Coelho storia della matita

L'amore puro è quello dei nostri compagni pelosini

Buon appetito

Certo lo sanno tutti che il cibo di McDonald non è il massimo della salute, ma da qui a leggere che l' Happy Meal (il menù che viene venduto per i bambini) lasciato all'aria non da nessun segno di decomposizione ... ce ne passa. Voi direte...bhè qualche giorno è normale.... Qualche giorno si, ma sei mesi no !!! Avete letto bene...un panino e delle patatine fritte del McDonald lasciate all'aria da Sally Davies (una fotografa che voleva immortalare il processo di decomposizione del cibo) è rimasto praticamente intatto per sei mesi...e sta ancora la! La povera Sally non solo è rimasta senza servizio fotografico ma è rimasta senza parole nel constatare che il suo meraviglioso happy meal, di cui si nutrono milioni di bambini-Una domanda sul filosofico spinto mi sovviene alla mente..."ma che ca**o ci mettono in questi panini?" Ma davvero volgiamo mettere nel nostro corpo queste immondizie chimiche?McDonald cacca. Questo dovrebbero dire i genitori ai propri figli. Il fast food-spazzatura più famoso al mondo è, invece, sempre più popolato di bambini, accompagnati là proprio dai loro genitori. Questo è sintomo di disinformazione, persuasione o semplice perversione? Al giorno d'oggi tutti dovrebbero sapere che un hamburger di McDonald è pieno di additivi alimentari cancerogeni -Ecco a voi alcuni degli additivi nocivi utilizzati da McDonald: E414 -- gomma arabica (nelle salse e nei donuts di McDonald): può provocare riniti e asma; E330/E331 -- acido citrico e citrato trisodico (nel formaggio, nelle insalate, nei filetti di pollo, nei nuggets, nelle guarnizioni e negli sciroppi di McDonald): può provocare macchie della pelle e disturbi renali; E450/E452 -- polifosfati (nel formaggio, nei nuggets, nei milkshakes e nei donuts di McDonald): pericolosi! Rendono il prodotto morbido e succoso, conferendo l'aspetto untuoso. Provocano problemi digestivi ed occlusioni intestinali. Sottraggono calcio all'organismo e favoriscono il rachitismo. Da evitare per i bambini; E322 -- lecitina (nel formaggio, negli sciroppi e nei donuts di McDonald): forti concentrazioni possono influire sull'assorbimento intestinale; E211 -- sodio benzoato (nei sottaceti di McDonald): pericoloso! Causa allergie ed è cancerogeno; E338 -- acido ortofosforico (nel sciroppo di cioccolata di McDonald): pericoloso! Provoca problemi digestivi. Sottrae calcio all'organismo e facilita il rachitismo; E339/E341 -- fosfato di sodio e fosfato di calcio (nelle salse, nei nuggets e nei pancakes di McDonald): pericoloso! Provoca problemi digestivi, stessi effetti del E338; E422 -- glicerolo (nelle salse di McDonald): pericoloso! Provoca mal di testa, sete, nausea ed alta pressione; E1422 -- amido di mais modificato! (nelle salse e nelle guarnizioni di McDonald); E307 -- tocoferolo (nel pollo di McDonald): in grandi quantità provoca macchie della pelle e disturbi renali; E220 -- anidride solforosa (nel pollo di McDonald): pericolosa! Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina B1; E407 -- carragenine (nel pollo, nelle creme di formaggio e nei gelati di McDonald): in forti dosi causa coliti ulceranti e cancro; E150 -- caramello (negli sciroppi, nelle insalate e nei donuts di McDonald): colorante ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico o ammoniaca; E620 -- glutammato monosodico (negli hamburger e nei formaggi di McDonald): pericoloso! Abbassa la soglia di eccitabilità dei neuroni e provoca reazioni nel sistema nervoso parasimpatico. È responsabile di allergie e del tipico mal di testa e senso di nausea che può manifestarsi dopo aver mangiato da McDonald. qui in america museo panini mcdonalds che non vanno in putrefazione da decenni  C' è da domandarsi inoltre se gli animali vengono ripuliti degli interiora  o no? Il video che trattava questo argomento è introvabile ma alcuni laboratori avevano trovato escrementi e altro negli esami fatti su dette carni. La deduzione è che triturino tutto l'animale completo 

Affinché l'impossibile diventi possibile


“Affinché l’impossibile diventi possibile dovrai far ricorso a tutte le tue forze, anche a quelle che non hai. Solo allora la realtà si nutrirà dei tuoi stessi sogni e la tua vita sarà unica, profondamente tua.”

Proverbio arabo




“Un amico è colui al quale puoi rivelare i contenuti del tuo cuore, ogni grano e granello, sapendo che le mani più gentili li passeranno al setaccio e che solo le cose di valore verranno conservate, tutto il resto verrà scartato con un soffio gentile”

La composizione in fotografia


Penso che la composizione in fotografia sia molto simile al ritmo in musica. Se si dispone di grande ritmo si ha anche un grande senso della composizione. La composizione è un’eredità classica. Cioè, come le cose si collocano nell’ambiente, il loro posto e la loro grandezza, le relazioni tra gli oggetti e le persone, tra il fotografo e il suo soggetto – questi sono tutti elementi di un sentire classico.
Nella poesia, il pentametro giambico ha una cadenza simile ai ritmi del corpo. Ecco perché la metrica piace, perché ci si sente comodi, a proprio agio. Il ritmo entra in risonanza con il battito del cuore.
Rodney Smith

Momenti d'infelicità


Chiudi alcune porte


Chiudi alcune porte.
Non per orgoglio, ma perché non sono più adatte alla tua vita.
(Paulo Coelho)

La carriera dei politici SEMPRE brillantissima

La brillante carriera della figlia di Elsa Fornero Due posti fissi nell'università di famiglia Insegna nell'ateneo dei genitori e guida una fondazione finanziata dalla Sanpaolo, di cui la madre era vicepresidente ROMA - Tra i bersagli delle proteste e delle ironie della Rete c'è anche Silvia Deaglio, figlia del ministro Elsa Fornero e di Mario Deaglio, economista e giornalista. Perché, di posti fissi, denuncia il web, ne avrebbe due, a 37 anni: professore associato di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell'Università di Torino (dove insegnano sia il padre che la madre) e responsabile della ricerca alla Hugef, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana. Alcune sue ricerche sono state finanziate dalla Compagnia di Sanpaolo, fondazione che è la prima azionista della banca Intesa Sanpaolo, di cui sua madre era vicepresidente. Il profilo professionale di Silvia Deaglio è di rilievo, ha alle spalle esperienze in alcune tra le più prestigiose strutture sanitarie del mondo, le sue pubblicazioni sono di alto impatto. Eppure dai commenti raccolti sulla rete - blog, twitter, facebook - si palpa con la mano lo stupore della carriera della figlia del ministro in relazione ad alcune recenti dichiarazioni di vari autorevoli membri del governo a proposito della monotonia del tempo indeterminato, i giovani mammoni e sfigati e l'illusione del posto fisso vicino casa. LA REPLICA - Il ministero del Welfare ha precisato che Silvia Deaglio non ha due lavori, ma è docente universitario, pagata solo dall'ateneo. E che la ricerca, alla quale si è dedicata dopo avere lavorato per due anni ad Harvard, è sostenuta da un finanziamento internazionale. LA PROFESSORESSA DEAGLIO - Nata nel 1974, a soli 24 anni si è brillantemente laureata in Medicina, per poi specializzarsi in Oncologia nel 2002, con il dottorato in genetica umana conseguito nel 2006. Appena conseguito il Master, e mentre ancora svolgeva un dottorato in Italia, ottiene un incarico presso il prestigioso Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard, il celebre college di Boston. Alcuni blog sulla rete segnalano che in quel periodo Silvia Deaglio era contemporaneamente ricercatore non confermato a Torino, dottoranda nella stessa Università e collaboratore (per la precisione instructor) dell'università del Massachussets. IL CURRICULUM - Anche in passato, la Deaglio, ha capitalizzato più di un incarico contemporaneamente. Come si diceva è diventata associata a 37 anni, sei anni in anticipo rispetto alla media di ingresso dei professori di prima fascia. E il concorso è andato a vincerlo nella facoltà di Psicologia di Chieti, nel 2010, prima di essere chiamata nell'ottobre del 2011 a Torino, l'università di famiglia. Nonostante vanti un curriculum di 21 pagine e oltre cento pubblicazioni, e sia riconosciuta come una brillante ricercatrice, alla professoressa Deaglio ha probabilmente giovato nella valutazione comparativa il ruolo di capo unità di ricerca all'Hugef. L'incarico risale al settembre 2010, quando la ricercatrice era ancora al gradino più basso della carriera accademica. Nello stesso periodo la commissione d'esame che l'ha nominata docente di seconda fascia si riuniva per l'ultima volta. Come detto, l'Hugef è finanziato dalla Compagnia di San Paolo, all'epoca vicepresieduta da mamma Elsa Fornero. I due fatti non sono collegati. Nei verbali del concorso, oltre ai molti titoli, corsi e premi vinti, si legge testualmente: «La candidata dimostra inoltre un'ottima capacità di attrarre fondi di finanziamento per la ricerca: infatti è responsabile di rilevanti progetti di ricerca». Redazione Online
Di cosa vorrebbe parlare la signora in questione??? Del fatto che i figli non dovrebbero avere posti di lavoro sotto casa (come ebbe a dire) Che oggi i giovani sono tutti bamboccioni (parole del suo grande amico monti) Che se anche un giovane al giorno d'oggi trovasse un lavoro essendo laureato anche a pieni voti massimo lo troverebbe in un cal center Per sua informazione: I figli sono piezze e core per tutti i genitori non solo per lei signora fornero!!
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