lunedì 20 gennaio 2014

I rotoli artistici di Anastassia Elias


A volte capita che arte e riciclo si uniscano per creare qualcosa di unico ed emozionante.
 È il caso delle opere dell’artista francese Anastassia Elias, che ha temporaneamente abbandonato scultura e pittura per dedicarsi a qualcosa di estremamente originale e creativo, oltre che ecosostenibile. 
Avete presente i cilindri di cartone dei rotoli di carta igienica? 
Una volta esaurita la carta, perché buttarli se possono essere riutilizzati per un attacco d’arte?
 Infatti Anastassia Elias, grazie all’utilizzo di un taglierino e di un paio di pinzette per le ciglia, li trasforma in scene di vita quotidiana in miniatura. 
Un bambino sull’altalena, il salone di una parrucchiera, un incontro di boxe, una signora che stende i panni… fotogrammi che prendono vita grazie anche all’uso sapiente delle fonti di luce, oltre ad una manualità straordinaria.






Chi sono i personaggi disegnati sulle carte da gioco


Fante, donna e re sono le uniche carte da gioco su cui sono raffigurati dei personaggi. 
Se qualche volta vi siete chiesti se si tratta di soggetti storici, la risposta è: sì, e alcuni anche noti e autorevoli.

 Le carte da gioco sono in voga in Europa già dal 1300, ma solo in seguito si diffuse la versione che conosciamo con i semi francesi (per capirci, il mazzo usato per giocare a scala 40 o a poker). 
 Come fanno gli storici a essere sicuri dei soggetti che sono raffigurati?
 I primi disegni di personaggi sono stati creati nella città di Rouen, in Francia, e a quei tempi era uso affiancare il nome di chi rappresentavano. 
Solo alla fine della Rivoluzione francese i nomi si persone e le figure si fecero stilizzate, come lo sono tutt’ora.
 In ordine di seme (cuori, quadri, fiori e picche, che possiamo facilmente ricordare grazie alla frase «Come Quando Fuori Piove») vediamo quali sono i soggetti raffigurati.

 CUORI

Fante di cuori: Etienne de Vignolles 
 Regina di cuori: Rachele 
 Re di cuori: Alessandro Magno

 QUADRI

Fante di quadri: Uggeri il Danese
 Regina di quadri: Argine. E’ l’unico nome di cui non si conosca l’appartenenza.
 Re di quadri: Giulio Cesare 

 FIORI


Fante di fiori: Giuda Maccabeo
 Regina di fiori: Giuditta 
 Re di fiori: Carlo Magno 

 PICCHE


Fante di picche: Ettore 
 Regina di picche: Atena
 Re di picche: Davide

Treno di pendolari all'ora di punta ..........no non è di Trenitalia ..... ma ci assomiglia

Il nostro bellissimo pianeta : le cascate Iguazu



Le cascate dell'Iguazú sono le cascate più grandi del mondo.
 Situate al confine tra l'Argentina e il Brasile, sono generate dal fiume Iguazú e formano un sistema che raggiunge i 4 km di lunghezza, comprensivo ben 275 cascate, che nel punto di massima altezza arrivano a misurare fino a 80 metri di strapiombo. L'impressionante volume d'acqua rilasciato da queste cascate scorre ad una portata di 1500 metri cubi di acqua al secondo. 
 Per la maggior parte del loro corso, le cascate si trovano nel territorio argentino, ma il lato brasiliano (sebbene meno esteso) offre una visione più panoramica della Garganta del Diablo, l'enorme gola a forma di U profonda 150 metri e lunga 700 metri, che rappresenta il punto più prorompente di queste cascate.

 Le cascate sono inserite all'interno del territorio occupato da due parchi nazionali, quello argentino dell'Iguazú e quello brasiliano dell'Iguaçu. 
Nel complesso l'area protetta risulta una delle più vaste al mondo e propone un ambiente ricco di verde, con una foresta dove crescono 2000 diverse specie di piante e dove vivono numerose specie animali, tra mammiferi, uccelli, rettili e insetti. 

I due parchi nazionali sono stati dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'Umanità.

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (M. Gandhi)

Un solo esempio ma milioni di animali muoiono orribilmente in questi cosiddetti rifugi gestiti da privati e non che vengono sovvenzionati lautamente dallo stato. Un business che il ministero valuta sui 100 milioni di euro l'anno, ma che la Lav stima al doppio. Una rete di "prigioni" fuorilegge e spesso controllate dalle mafie dove 'il migliore amico dell'uomo' è ammassato, malnutrito, maltrattato; e da dove a migliaia partono per il Nord Europa per trasformarsi in cavie o animali da pelliccia o cibo
Gli agenti del Commissariato di P.S. di Gela (Caltanissetta) hanno denunciato un ragazzo di 27 anni che aveva realizzato un vero e proprio lager con ventuno cani malnutriti, molti scheletrici, rinchiusi in recinti a cielo aperto e tra gli escrementi; altri trentanove cani e otto gatti, invece, sono stati trovati rinchiusi nell`abitazione del ragazzo sempre in condizioni pietose e tra feci nauseabonde.
E` scattato il sequestro degli animali - ora condotti in strutture veterinarie autorizzate - e la denuncia per il reato di maltrattamento di animali; il Pm della Procura gelese, Monia Di Marco, ha aperto un`indagine per accertare lo scopo per cui erano detenuti gli animali. Canile lager a GELA -SICILIA
Morire LENTAMENTE è ATROCE.
MORIRE di fame o di sete, un'agonia indescrivibile.
MORIRE per maltrattamenti, abusi e sevizie, TREMENDO. QUESTO E' QUELLO CHE SUCCEDE IN ITALIA.
Puglia, Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania.... per citare alcune Regioni in cui casi di CANILI LAGER o CANILI ABUSIVI gestiti da privati sono REALTA' ORMAI RADICATE SUL TERRITORIO.
Cani, gatti VITTIME DI LENTE AGONIE.
Avete idea di cosa parliamo????????? Andate su internet digitate CANILI LAGER e lo scenario che vi si presenterà sarà SCONVOLGENTE!!!! l'Italia, porto di mare per umani e animali DI ALTRI PAESI, l'ITALIA CHE PERO' RESTA INDIFFERENTE e LASCIA MORIRE LENTAMENTE chi per primo dovrebbe essere salvato. CROCEROSSINE PER L'ESTERO.....MA CIECHI DIFRONTE ALLA SOFFERENZA NASCOSTA ma BEN CONOSCIUTA di ANIME INNOCENTI che "VIVONO" qui....IN ITALIAAAAAAAA.
Il sud ma non solo pullula di VOLONTARI SOLI, DISPERATI..... le loro richieste di AIUTO che evidentemente non riescono a far passare
IL DOLORE IMMENSO, LE PENE che Angeli nell'ombra OGNI GIORNO PATISCONO.
ITALIA SVEGLIATI. Aiuta a far cambiare le leggi NEGLI ALTRI PAESI (perchè se quelle non cambiano svuoterai il mare con un cucchiaino) e APRI GLI OCCHI, PERCHE' IN ITALIA OGNI GIORNO MUOIONO DI STENTI TANTISSIMI ANIMALI.
IN ITALIA!!! Mentre ASPETTANO che qualcuno LI LIBERI E LI SALVI....MUOIONO. LENTAMENTE.
A TITOLO INFORMATIVO SAPPIATE CHE L'ORGANO COMPETENTE SU TUTTO IL TERRITORIO SONO I VIGILI URBANI CHE DISPONGONO DI UN'APPENDICE PER I DIRITTI E LA TUTELA DEGLI ANIMALI PERCHÉ LA COSA ABBIA EFFETTO BISOGNA FARE UN ESPOSTO AGLI STESSI ANCHE COME LIBERO CITTADINO- ma per fare questo bisogna rivolgersi a quelli di zona dove avviene il maltrattamento! Tutte le ASSOCIAZIONI ANIMALISTE ONLUS possono solo Segnalare il caso perché nulla possono a livello GIURIDICO
"Le dimensioni raggiunte dal fenomeno dei maltrattamenti e la gravità delle violenze compiute sugli animali non lasciano dubbi sull`esistenza in Sicilia di una vera emergenza.
Per contrastarla è indispensabile che chiunque sia testimone di episodi di sevizie e maltrattamenti chiami subito gli organi di polizia. La LAV - ricorda Marcella Porpora, coordinatrice regionale della LAV Sicilia - è impegnata quotidianamente nell`opera di informazione e sensibilizzazione per fare emergere i reati attraverso lo strumento della denuncia e favorire l`applicazione della legge 189 del 2004 contro il maltrattamento e l`uccisione di animali, che prevede ammende fino a 160.000 euro e la reclusione fino a tre anni".

SE SAI, SE VEDI DENUNCIA SE NO......... SEI COMPLICE 
 http://www.amicicani.com/index.php?oper=newsleggi&id=657  

Omaggio a Claudio Abbado. La gazza ladra - Gioachino Rossini

Aokigahara – La foresta della morte


Il Giappone è sempre stata una terra ricca di miti e di leggende. La sua stessa nascita si fa risalire a origini divine, per non parlare degli spiriti e dei demoni che popolano la tradizione da secoli. 

 Una leggenda particolare e piuttosto terrificante è legata a Aokigahara, una foresta di 3.500 ettari che cresce alla base del Monte Fuji. 
Questo spazio verde ha ricevuto diversi nomignoli infausti che dovrebbero far capire la sua tetra natura: «Foresta dei Suicidi» e «Foresta Demoniaca del Giappone» lasciano ben poco spazio all’immaginazione. 
Il motivo è esattamente quello prospettato: dal 1950 sono stati confermati oltre 500 suicidi nel suo ventre (108 corpi sono stati ritrovati soltanto nel 2004), un numero che hanno fatto di Aokigahara il secondo luogo al mondo dove la gente comune preferisce spegnere la sua vita (preceduto soltanto dal Golden Gate Bridge).
 La scelta è di sicuro dettata dal luogo suggestivo, unito all’alto tasso di suicidi che in tempi moderni ha caratterizzato il Giappone, ma sta di fatto che a Aokigahara hanno cominciato a girare voci poco piacevoli di spettri sanguinari e vendicativi.


La storia inizia ufficialmente nel 1960, quando Seicho Matsumoto pubblicò un racconto intitolato “Il mare nero degli alberi” (Kuroi Kaiju), dove si parlava del suicidio di due innamorati. 
Trentatrè anni dopo, lo scrittore Wataru Tsurumui dichiarò Aokigahara come il «luogo perfetto dove morire» e non è un caso che il suo libro si apparso nelle vicinanza di diversi suicidi recenti. 

La leggenda che è nata è una conseguenza naturale di questi drammi. Ben presto, infatti, si sparse la voce che in tempi antichi il popolo povero abbandonava alcuni dei suoi famigliari nella foresta, costretto a sacrificarli per ridurre il numero di bocche da sfamare. La morte nella foresta sopravveniva lentamente, per fame e per inedia, e l’anima delle vittime restava ancorata al posto e si trasformava in uno spettro vendicativo.
 Fu soltanto l’inizio.
 Aokigahara si popolò negli anni di fantasmi, di demoni e di spiriti che i visitatori riuscivano a scorgere soltanto con la coda dell’occhio. Superstizioni che hanno alimentato le idee degli spiritisti, secondo cui l’intera foresta è impregnata di energia paranormale.


Perché Aokigahara riscuote tanto successo tra il popolo? 

Il punto fondamentale è nell’ambientazione capace di portare allo scoperto le paure ancestrali dell’uomo. La foresta è così intricata che esistono sprazzi interamente al buio, non illuminati dalla luce della Luna. 
Gli animali sono sporadici, tanto che è difficile sentire il canto di un uccello e l’aria risulta silenziosa, gelida. Aggiungiamo i tronchi sottili degli alberi, che la coda dell’occhio può scambiare per “spettri”, e il fatto che i depositi di ferro nel sottosuolo possono destabilizzare gli strumenti elettronici come i cellulari e il GPS.

 Risultato: una stupenda foresta di giorno, un terrificante abisso di notte dove si annidano i demoni della mente.

La vita è una e ci appartiene ....vivila appieno

Perché il cielo è di colore blu e il tramonto è di colore rosso?


L’atmosfera della Terra è composta, tra le altre cose, da particelle varie (come la cenere dei vulcani e polveri di vario tipo), da goccioline d’acqua sospese, da ossigeno e da azoto.
Quando la luce che proviene dal Sole impatta contro l’atmosfera, viene deviata in modo diverso a seconda dell’elemento che colpisce: più l’elemento è grande e più la luce viene dispersa. Se gli ostacoli che trova sulla strada sono abbastanza grandi, come le polveri e le goccioline d’acqua, la luce si disperde sempre in tutte le direzioni.
Se invece la luce incontra elementi più piccoli, come le molecole dei gas, ci possiamo trovare in due situazioni: in base alla lunghezza d’onda, può superarle o venire riflessa.
Quando la luce ha una lunghezza d’onda “lunga” – cioè quando è di colore arancione, giallo o rosso -, passa facilmente oltre queste piccole particelle e viene riflessa solo in piccola parte. La luce blu, però, ha una lunghezza d’onda minore e viene quindi deviata in ogni direzione.
Il mistero è tutto qua: grazie alla sua riflessione, vediamo la luce blu ovunque e quindi abbiamo la sensazione che il cielo sia di quel colore. Seguendo lo stesso concetto, più ci avviciniamo all’orizzonte e più chiaro sarà il colore azzurro, perché la luce ha più tempo per essere riflessa prima di arrivare.
Ma perché allora il Sole ci appare rosso al tramonto? La “colpa” – o il merito, visto gli scenari suggestivi che offre – è della posizione del Sole rispetto a noi. Trovandosi oltre l’orizzonte, i suoi raggi attraversano un lungo tratto di atmosfera e la loro componente blu viene tolta quasi del tutto, lasciando solo il rosso a bagnare i nostri occhi. Più il Sole scende, più il rosso si fa acceso.
Una curiosità.
Se fossimo su un pianeta privo di atmosfera (o anche sulla Luna), non ci sarebbe nessuna particella a deviare la luce: vedremmo il Sole come una sfera bianca e il cielo completamente nero.
A questo punto dovrebbe essere chiaro anche perché la nebbia ha quel colorito biancastro: essendo composta da particelle pesanti, la luce ci “sbatte” contro e ogni colore viene riflesso in modo identico. E la somma dei colori dà, per l’appunto, il bianco.


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