venerdì 14 novembre 2014

Addio a Oliver, simbolo degli Orsi della Luna e della lotta alle fattorie della bile


Oliver si è spento.
 Era uno degli Orsi della Luna simbolo della battaglia contro le fattorie della bile. 
La sua storia diventa nota solo nel 2010 quando i volontari di Animal Asia aprono la sua gabbia dove aveva trascorso 30 anni della sua vita.


Un vero e proprio incubo: uno spazio freddo e angusto, con l’addome rinchiuso in una pettorina metallica arrugginita fissata per mantenere in posizione il catetere per l’estrazione della bile.
 Tre interminabili decenni in uno spazio così piccolo da deformarne la testa e da impedirne la crescita delle zampe. 
Un inferno che spesso porta questi animali a tentare il suicidio sbattendo la testa contro le sbarre. Ma non Oliver, perché lui aveva una gran voglia di vivere.


Per raggiungere la libertà ha anche affrontato un percorso di 1500 chilometri in quattro estenuanti giorni, sopravvivendo anche a un intervento chirurgico salvavita di quattro ore portato a termine nel cassone di un camion. 
Oliver però voleva assaporare ciò che gli era stato negato per così tanto tempo: il gusto della libertà.

 «Vedere quest’orso anziano, con la testa deformata e le zampe troppo corte, trotterellare fuori dal suo rifugio coperto verso le aree esterne della riserva, annusare l’aria, l’erba e la terra, non smette mai di ispirarmi in ciò che faccio» raccontava nell’aprile scorso Nic Field, Responsabile Veterinario per la Cina.


Oliver ha trascorso gli ultimi quattro anni e mezzo felice e sereno nel Chengdu Bear Rescue Centre dove ha potuto assaporare il gusto della libertà.

 Nelle ultime settimane le sue condizioni fisiche erano andate a deteriorarsi, smettendo di alimentarsi e così i responsabili del centro hanno deciso di sottoporlo ad eutanasia.


 http://www.lastampa.it/

La leggenda del "Puente del Inca"


Puente del Inca è un arco naturale che forma un ponte sul fiume Vacas, un affluente del Rio Mendoza. 
Si trova a 2.700 metri sul livello del mare, sulla cordigliera delle Ande, a nord-ovest della provincia di Mendoza, in Argentina ed è l'ingresso principale del Parco Provinciale Aconcagua.
 Puente del Inca è anche il nome dato alle terme della zona. 

Si è ipotizzato che l'origine di questa formazione sia dovuta alla interazione di elementi naturali estremi come il ghiaccio e le sorgenti termali che, pietrificati, hanno formato il ponte naturale. 

Attraversando il Puente de l'Inca, si ha la sensazione di trovarsi dentro un quadro i cui colori sono stati pennellati ad arte dall'instancabile mano di “pachamama”. 
Le rocce calcaree ed i loro colori pastello (dal giallo-ocra al verde con qualche sfumatura d'arancio), sono gli elementi essenziali di questo dipinto le cui gradazioni cromatiche offrono effetti unici e spettacolari, in particolare quando il sole, con i suoi raggi, si riflette sulle rocce bagnate.


LA LEGGENDA

Molto prima dell'arrivo degli spagnoli, un capo tribù inca aveva un giovane figlio affetto da paralisi.
 Dopo aver provato tutte le medicine possibili senza ottenere alcun miglioramento, venne a sapere che nel sud del Paese esisteva una località dove sgorgava un'acqua miracolosa che poteva risolvere la malattia di suo figlio. 
Senza perdere un momento raggruppò i migliori guerrieri a sua disposizione e si diresse verso questo luogo.


Quando vi giunse si accorse subito che le acque miracolose non erano facilmente raggiungibili, poiché un fiume in piena impediva loro il passaggio.
 I valorosi guerrieri decisero allora di abbracciarsi l'uno l'altro per formare un ponte umano che attraversasse il fiume.
 Il re con il figlio in braccio vi camminò sopra e, raggiunta la fonte, ne fece bere l'acqua miracolosa al ragazzo che guarì all'istante. Quando tornò indietro per ringraziare i suoi guerrieri, scoprì che si erano pietrificati. 
Furono i loro corpi eternamente abbracciati a creare il famoso Puente de l'Inca.

La melagrana, un frutto dalle origini antichissime con eccezionali proprietà benefiche e cosmetiche


Il Melograno (Punica granatum L.) appartiene alla famiglia delle Punicaceae, genere Punica, specie P. granatum.
 Si tratta di una specie originaria dell’Asia Minore, della Persia e dell’Afghanistan, oggi ampiamente coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo, sia per la produzione di frutti che a scopo ornamentale.

 Scopriamone tutti i segreti tra storia, leggenda, mitologia e salute: è, infatti, una specie con eccezionali proprietà benefiche per il corpo umano!


Il suo frutto, la melagrana, è un pomo grande all’incirca quanto un’arancia, che presenta una dura scorza coriacea, all’interno della quale sono ammassati numerosi semi avvolti in una polpa carnosa, commestibile, acida o dolce, di colore bianco o rosso, situati in compartimenti formati da setti membranosi. 

La melagrana arrivò in Europa attraverso le rotte marittime internazionali, portata dai mercanti Fenici.

 Questi frutti si trovano in natura da settembre a dicembre, ma il periodo migliore per mangiarli va da ottobre a novembre.

 In Egitto il suo succo veniva aggiunto alla birra per trasformarla in una magica bevanda salvifica, nell’antica Grecia la pianta era sacra a Giunone, sposa di Giove e a Venere


Si narra che il succo della melagrana sia il sangue del dio Dioniso e che proprio in suo onore, Afrodite, dea dell’amore, lo piantò sulla terra.
 Secondo la mitologia, Proserpina, figlia di Cerere e Zeus, fu legata per sempre a Plutone, proprio grazie alla melagrana, che rendeva inscindibile l’unione matrimoniale.
 Anticamente la melagrana era conosciuta col nome “mela di Cartagine”: questa città veniva chiamata “Punica” e diede quindi il suo nome al melograno (Punica granatum).

 Ancora oggi in Dalmazia, il novello sposo trasferisce la pianta di melograno dal giardino del suocero nel suo, come augurio di prole numerosa, essendo l’albero simbolo di fertilità.
 Le spose turche scagliano a terra una melagrana matura alla fine della cerimonia ed il numero dei grani che fuoriescono rappresentano il numero dei figli che esse concepiranno.
 In Cina, la melagrana raffigura l’organo sessuale femminile e richiama la sfera erotica e la fecondità. 
Secondo la simbologia cristiana e cattolica, il melograno rappresenta l’energia vitale, la fecondità, l’umiltà, la carità, l’unione di tutti i figli della Chiesa.
 

Particolare da Madonna della melagrana di Sandro Botticelli 


I pittori del XV e del XVI secolo, erano soliti dipingere spesso una melagrana nella mano di Gesù Bambino, riferendosi alla nuova vita donataci da Cristo.
 Il disegno della melagrana è molto diffuso nelle decorazioni pittoriche di Piero della Francesca, Donatello, Michelozzo e sui tessuti più pregiati destinati alle cerimonie di corte.

 La melagrana è costituita principalmente da acqua, è ricca di sali minerali, ma contiene anche zuccheri, fibre e grassi.
 La fitoterapia moderna, oltre ad attribuire alle radici del melograno proprietà antibatteriche ed antielmintiche, tenendo presente che da esse si ottengono rimedi contro la tenia , conferisce al melograno diverse proprietà benefiche, legate soprattutto alla presenza di sostanze polifenoliche, in particolare all’acido ellagico, che previene l’insorgenza di affezioni vascolari. 
I polifenoli sono sostanze antiossidanti che proteggono dalla degenerazione dell’apparato vascolare, provocate dalle ossidazioni, che portano alla formazione dei radicali liberi. I polifenoli prevengono l’insorgenza di patologie coronariche e aterosclerosi, che in America è responsabile dell’80% delle morti tra pazienti affetti da diabete. 

Secondo uno studio condotto presso il Jonsson Cancer Center della University of California Los Angeles, bere ogni giorno un bicchiere di succo rallenta la crescita e la diffusione del cancro alla prostata. Lo studio in questione ha coinvolto 50 uomini già sottoposti ad un intervento chirurgico o ad un ciclo di radioterapia.


Ciascun paziente ha bevuto 28, 41 ml di succo al giorno ed è stata tenuta in considerazione la concentrazione di PSA( antigene prostatico specifico), una proteina che segnala la presenza del cancro alla prostata e il tempo necessario a raddoppiare tale antigene, tenendo presente che più corto è questo tempo, più corte sono le aspettative di vita del paziente.
Col trattamento, il tempo necessario a raddoppiarlo ( quindi ad aumentare le aspettative di vita del paziente) è passato da 15 a 54 mesi. 

Secondo uno studio dell’Università del Texas, gli ellagitannini contrastano la sovrabbondanza degli estrogeni, l’aromatasi, arginando la proliferazione di cellule cancerogene nei tessuti del seno. 
Secondo alcuni studi, il succo ha effetti positivi sull’apparato sessuale maschile.
 Valutando gli effetti del consumo del succo sui ratti, è emerso un aumento della qualità e della motilità dello sperma e dei livelli di testosterone. 
Il succo fa bene alle donne in gravidanza a rischio di parto prematuro, per contrastare il rischio di lesioni cerebrali del nascituro.


Inoltre, grazie ai polifenoli e agli altri antiossidanti contenuti nel succo, esso contrasta l’azione dei raggi ultravioletti che causano il cancro alla pelle, interferendo nei processi di proliferazione delle cellule cancerose. 
La melagrana matura è ricca di fitoestrogeni, che agiscono in modo simile agli ormoni e sono ben tollerate dall’organismo. Uno studio ha evidenziato che l’olio di semi di melagrana, preso per varie settimane, riduce le vampate di calore, il nervosismo, gli sbalzi d’umore, la perdita dei capelli e il calo della libido tipici della menopausa.
 Dato che i fenoli rafforzano la mucosa gastrica, l’estratto di melograno funge da gastroprotettore nei confronti dei danni causati dall’etanolo.

 La melograna è ricchissima di polifenoli, che hanno un’azione antiossidante.
 Dato che con l’avanzare dell’età e la presenza di numerosi fattori, tra cui la sedentarietà, una dieta ricca di grassi e il consumo eccessivo di alcol, le cellule non sono più in grado di neutralizzare i radicali liberi, che sono i prodotti di scarto dei vari processi chimici, quindi molecole tossiche, si ha un veloce invecchiamento e si è maggiormente esposti al rischio di infarto e ictus. 
Compaiono le prime rughe, le macchie, la pelle perde la sua elasticità e la sua lucentezza.
 Bene, la melagrana serve soprattutto a contrastare i segni dello scorrere del tempo sulle pelli mature. La pelle risulta maggiormente idratata grazie alla presenza di omega 5 , protetta dalla couperose e dai danni provocati dai raggi ultravioletti.
 I fitoestrogeni hanno effetti benefici su ossa e vasi sanguigni, oltre che, sotto forma di di ovuli vaginali, per assicurare un’umidificazione ottimale della mucosa, combattendo la secchezza vaginale.


Dai petali del melograno si ricavano ottimi rinfrescanti gengivali, i semi del melograno hanno proprietà diuretiche e depurative e sono persino utilizzati per creare dolci.
 Famosissimi i Gullag turchi, oltre che per decorare risotti e marinare la carne, i fiori sono usati per la loro azione sedativa nei casi di dissenteria. 

Tornando alla melagrana, un ultimo consiglio: se acquistate questo frutto, controllate che abbia un involucro duro, teso e lucido, che sia discretamente pesante rispetto al suo volume e che non abbia macchie e spaccature in superficie, per evitare attacchi di parassiti e muffe.
 Le melegrane vanno conservate a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, in modo da mantenersi da 7 a 10 giorni.

 Fonte: meteoweb.eu

Papakolea beach, la meravigliosa spiaggia verde delle Hawaii


Papakolea beach, la meravigliosa spiaggia verde delle Hawaii è una rarità in natura, al mondo esistono soltanto altre due spiagge di questo tipo: una nelle Galapagos e una in Norvegia.


Il colore verde deriva da un'elevata presenza di olivina, un minerale contenente ferro e magnesio, che quando è in forma cristallina costituisce la gemma nota come peridoto.
 Il minerale proviene dal vulcano Pu'u Mahana che si trova di fronte la spiaggia.
 La forza erosiva del mare, che batte contro la base del vulcano, estrae l'olivina dalla cenere e la deposita sulla spiaggia, donando alla sabbia una splendida tinta verde.


Il vulcano, non più attivo, ha eruttato 49 mila anni fa.
 Da allora, il cono è parzialmente crollato ed è stato eroso dal mare. Il cono è particolarmente ricco di olivina che, una volta trasportato dall'acqua sulla spiaggia, essendo un minerale più denso e più pesante della sabbia, tende ad accumularsi sulla sabbia.


Per fortuna è una spiaggia molto isolata e difficile da raggiungere, per questo motivo non è ancora finita tutta dentro le bottigliette souvenir dei turisti di tutto il mondo! 

 Fonte: http://www.greenme.it/

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