venerdì 29 aprile 2016

Anping Bridge, il suggestivo ponte di pietre in Cina


Tra Jinjiang County e Nan'an County, a ovest della città di Fuzhou in Cina, c’è l’ Anping Bridge, un ponte costruito nel 12esimo secolo con enormi blocchi di pietra.
 L’Anping Bridge è conosciuto anche come ponte Wuli e fino al 1905 è stato il più lungo della Cina. 
Esso fu edificato tra il 1138 e il 1151 durante la dinastia Song e si compone di 331 campate di travi di granito che pesano 25 tonnellate ciascuna. 
 L’Anping Bridge è caratteristico perché visivamente è molto suggestivo, grazie anche alla pagoda di cinque piani, alla fine del percorso.






In origine era ancora più lungo, ma a causa dell’insabbiamento l’Anping Bridge è stato accorciato di circa 150 metri. 
Dei cinque padiglioni oggi ne rimane solo uno e il ponte è un sito storico protetto dal governo cinese, mentre nell’area circostante sono in corso i lavori per la costruzione di un parco pubblico.

 Dominella Trunfio

“Siate allegri, godetevi la vita”


Un team di archeologi ha scoperto nei giorni scorsi nella Turchia meridionale un antichissimo mosaico risalente all’epoca greca, datato al III° secolo a. C. quindi a 2.400 anni fa. 

Tutto è iniziato grazie ai lavori per realizzare la nuova funivia di Antiochia, antichissima città della Turchia meridionale, al confine con la Siria sulle rive del fiume Oronte, nell’estremità orientale del mar Mediterraneo.
 Antiochia oggi conta 350 mila abitanti ma in passato è stata una delle più grandi metropoli, fortemente influenzata prima dalla civiltà egizia e poi da quella ellenistica, in cui divenne una super potenza tra le più importanti del mondo sia dal punto di vista militare che economico e commerciale. 
Fu poi distrutta dal terremoto del 525 d.C. e quando, dopo 15 anni, venne conquistata dai persiani, iniziò un lento declino che ne ridimensionò l’importanza. 

 Ancora oggi, però, è uno dei luoghi più importanti per gli archeologi di tutto il mondo.
 Nei giorni scorsi l’ennesima straordinaria scoperta. Un bellissimo mosaico greco risalente a 2.400 anni fa secondo l’archeologo del Museo Archeologico di Hatay Demet Kara.


Nel mosaico si può osservare uno scheletro adagiato all’indietro con un boccale in mano e a fianco una brocca di vino e una pagnotta di pane.
 Intorno alla figura una scritta in greco antico che recita: “Siate felici, godetevi la vita”. 
 Gli esperti ritengono che il mosaico potesse decorare il pavimento di una sala da pranzo di un’abitazione di una famiglia nobile nel cuore di Antiochia. 
Sarebbe una copia più pregiata e raffinata dell’opera “Lo Scheletro Spericolato“, già nota perché scoperta da tempo in un’altra versione nell’area vesuviana seppur meno recente.
 Anzi. Probabilmente quella partenopea era proprio una copia di questo mosaico che potrebbe essere l’originale storico.

 Fonte: meteoweb.eu
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