web
Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post

lunedì 2 febbraio 2015

Scalate per la prima volta le Cascate del Niagara ghiacciate


I climbers canadesi Will Gadd e Sarah Hueniken hanno salito con piccozze e ramponi le Cascate del Niagara in veste invernale. 

 "Un paio di giorni fa (il 27 gennaio) , uno dei miei sogni più pazzeschi si è avverato grazie ad un incredibile team di persone che ci hanno creduto". Ecco il tweet di Will Gadd, il 47enne canadese e specialista di arrampicata su ghiaccio che martedì scorso, insieme a Sarah Hueniken, ha salito le congelate Niagara Falls, le famosissime cascate che fanno da spartiacque tra USA e Canada. 

Non tutte le Niagara Falls si congelano in inverno e Gadd aveva verificato in estate una sezione laterale delle cascate – le Horshoe Falls - per vedere se il progetto fosse fattibile. 
Dopo aver ottenuto il permesso di salirle da parte delle autorità competenti, doveva soltanto aspettare il grande freddo...
 La linea scelta nella sezione Horshoe è alta circa 47 metri e Gadd ha pulito la via da immensi blocchi di ghiaccio instabili prima della salita. 
 "C'erano due priorità per la salita" ha spiegato Gadd sul sito del suo sponsor Red Bull "l'etica e la sicurezza. 
L'abbiamo salita con protezioni naturali. Nessuno spit. Dopo la nostra salita non è rimasto niente nel ghiaccio che non fosse già lì prima.
 Questo è il miglior modo per farlo."

 Ogni minuto passano circa 150.000 tonnellate di acqua che raggiungono la velocità di quasi 100 km/ora.
 Gadd ha raccontato: 
"Ero così vicino all'acqua, che potevo stendere la mano e toccare la cascata con la mia piccozza." Per quanto riguarda le difficoltà tecniche, Gadd le stima attorno a WI6+ e spiega "Il ghiaccio non era facile. Si erano formati degli strati. Uno strato di ghiaccio, poi uno strato di neve (con molta aria), poi ghiaccio di nuovo.
 Senza dubbio era una situazione instabile."






Da anni Gadd è uno degli assoluti punti di riferimento per l'arrampicata su ghiaccio e, dopo la scoperta delle Helmcken Falls, questo è indubbiamente un importante tassello nel suo curriculum verticale.

 "Ho viaggiato il mondo alla ricerca delle vie più difficili, ma le Niagara Falls, uno dei monumenti naturali più famosi del mio paese, sono state la missione di una vita, che pensavo non sarebbe mai stata possibile." 

 Con oltre 20 milioni di visitatori l'anno le Niagara Falls sono una delle attrazioni turistiche più visitate al mondo e non sorprende che la salita di Gadd e Hueniken sia stata ripresa anche dai media nazionali ed internazionali. 

 

Fonte: planetmountain.com

martedì 20 maggio 2014

Il "Capitano" Varenne


Varenne, soprannominato il Capitano, nasce il 19 maggio 1995 nell'allevamento Zenzalino in provincia di Ferrara.
 E' chiamato così perché l'allevatore prese spunto dalla strada parigina dove ha sede l'ambasciata italiana.
 Nella sua straordinaria carriera, Varenne ha vinto in totale 45 gare su 58 disputate, mettendo in cassaforte quasi 9 miliardi di lire di montepremi.
 Il "padre" è uno stallone americano con una produzione di circa 100 puledri di media qualità l'anno, mentre la "madre" è una discreta fattrice di buona razza, anche se di per sé non ha caratteristiche eccezionali.
 Acquistato dall'avvocato napoletano Enzo Giordano, un appassionato di corse e di cavalli, inizia così la sua carriera di dominatore delle competizioni internazionali.
 Se dovessimo paragonare la sua potenzialità con quello di un uomo, si parlerebbe di doti eccezionali, di talento inarrivabile, di "enfant prodige". In breve tempo, infatti (si parla del lasso di tempo di un solo anno), colleziona una serie impressionante di vittorie consecutive (ben 14), compreso l'importantissimo Gran Premio Nazionale a Milano, in cui gareggia e vince Viking Kronos, fino a quella corsa ritenuto invincibile. 
 Nel maggio del 2000 il 50% della sua proprietà passa al Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche, Snai, con una valutazione di 7 miliardi di lire con un'assicurazione mensile di 6 milioni. 
Una cifra più che comprensibile e per niente esagerata se facciamo il conto della quantità di soldi che questo cavallo è in grado di muovere. Per fare qualche esempio, basti considerare che nel 1998 ha vinto 859 milioni, nel 1999 1.146 e nel 2000 quasi due miliardi.


Il 2001 è l'anno più importante, quello che proietta Varenne nella storia, che lo fa diventare un nome simbolo dell'ippica, un po' come lo è stato Ribot in passato.
 Il primo exploit importante è a San Siro, dove vince l'Encat, ma solo qualche mese dopo onora l'Italia portando il tricolore sul primo gradino del Grand Prix d'Amerique a Parigi.
 Da questo momento, è il trottatore più famoso al mondo.
 Nella storica gara, Varenne stravince, rimanendo in testa dall'inizio alla fine, di fronte a migliaia di tifosi italiani entusiasti. 
 Sempre nel 2001, il 6 maggio, dopo aver vinto anche il Premio Mario Locatelli a Milano e il Renzo Orlandi a Modena, conquista per la seconda volta consecutiva il Gran Premio Lotteria di Agnano, battendo Zambesi B e la francese Fan Idole, rispettivamente secondo e terza.


Ma il Capitano, non si accontenta. 
Infatti, Il 27 maggio, nell'Elitloppet 2001, manifestazione che rappresenta il Lotteria di Svezia, allunga la sua straordinaria striscia di successi laureandosi Campione del Mondo, precedendo al traguardo l'altro cavallo italiano Solar Effe e Victory Tilly, vincitore dell'edizione precedente.
 L'8 luglio si aggiudica a Gelsenkirchen la seconda prova valida per la World Cup e qui rimane ad allenarsi in attesa di volare a New York per partecipare il 28 luglio alla Breeders Crown. 
Qui il Capitano starvince e diventa il trottatore più veloce di sempre. 

Il 28 settembre 2002 Varenne è andato in pensione.

venerdì 16 maggio 2014

Diga del Luzzone: la parete per free climbing piu' alta del mondo


Costruita nel 1990, la Diga del Luzzone, in Svizzera, detiene il record mondiale per essere la più alta parete di arrampicata artificiale al mondo.
 Alta oltre 160 metri, la parete è stata edificata anche, e soprattutto, per servire da diga al Lago di Luzzone, del quale eredita il nome.


Questa imponente diga rappresenta la sfida di scalatori provenienti da ogni parte del mondo.
 Oltre 650 appigli e bulloni sono stati installati sulla parete concava. 
 Anche se non è stata costruita appositamente per le scalate, la Diga del Luzzone è considerata il "monte Everest delle arrampicate" quanto a difficoltà.


Il percorso, dalla base alla vetta della parete, nei suoi quasi 165 metri di altezza, è perennemente esposto alle intemperie e perseverare nella scalata, usufruendo delle cinque piazzole di sosta di cui è provvista, è il giusto prezzo che si deve pagare per godere dello spettacolare panorama che è possibile ammirare una volta raggiunta la vetta.
 Infatti, sebbene gli scalatori non abbiano sicuramente molto tempo a disposizione per godere della vista, è innegabilmente suggestivo tutto l'ambiente montano che la circonda.


Tratto da : nextme.it

giovedì 12 dicembre 2013

La Camel Trophy


Assieme alla mitica Parigi – Dakar il Camel Trophy ha rappresentato nell’immaginario comune l’avventura a 360°. 
 Si è svolto dal 1980 al 2000 in territori aspri e impervi mettendo a dura prova uomini e mezzi. Le Land Rover Defender e Discovery color sabbia (chiamato sandglow), sono state protagoniste di un'avventura nei luoghi più impervi del Mondo alla quale molti hanno sognato di poter partecipare.
 Come confermato da moltissimi adesivi gialli che capeggiavano sulle carrozzerie di molti fuoristrada e automobili.
 Il Camel Trophy ha segnato un'epoca con i suoi percorsi in fuoristrada negli angoli più remoti e inospitali del globo.
 La foresta Amazzonica, Papua Nuova Guinea, Borneo, Australia ecc. 
Regalando sensazioni forti a quanti vi anno preso parte superando una dura selezione. Non so se la fine di questa competizione è stata decretata dalle severe norme antifumo.
 Era una manifestazione molto seguita, un cult del periodo è stato pure l’orologio Camel nella classica confezione in metallo giallo.


La prima edizione del Camel Trophy si svolse nel 1980 con la Transamazzonica, nel 1981 la manifestazione viene svolta a Sumatra. 
Curioso è il fatto che in queste prime due edizioni vi anno partecipato solo equipaggi Tedeschi. 
Nel 1982 la competizione diventa Internazionale.
 Oltre agli equipaggi Tedeschi vi partecipano Olandesi, Italiani e Americani a bordo della Range Rover dall’inconfondibile color giallo sabbia. 
In questa edizione svoltasi in Papua Nuova Guinea l’equipaggio Italiano risultò il vincitore.
 L’edizione del1983 si disputò in Zaire, vi parteciparono sette equipaggi di altrettante Nazioni. 
 Il percorso da Kinshasa a Kinsangani era lungo 1600 km, furono utilizzate per la competizione le Lend Rover 88 III serie. L’equipaggio Olandese si aggiudicò la corsa.
 Nel 1984 il Camel Trophy ritorna in Brasile, la gara si svolge da Santarèm a Manaus. 
 Gli equipaggi partecipanti salgono a 12. Il team Italiano si aggiudicò questa edizione.
 L’edizione del 1985 viene disputata in Borneo, partenza da Samarinda ed arrivo a Balikpapan.
 Sedici gli equipaggi che vi partecipano con le Lend Rover 90 su di un percorso durissimo, furo impiegati gli elicotteri per spostare i mezzi arenati.
 L’equipaggio Tedesco vinse la competizione.
 Nel 1986 la manifestazione si sposta in Australia su di un percorso lungo 3218 km, percorsi in soli 13 giorni. Si partiva da Cooktown per arrivare a Darwinsu.
 Vinse l’equipaggio Francese, al secondo posto arrivarono gli Italiani.


Dopo vent’anni di avventure nelle zone più estreme e impervie della terra, il Camel Trophy non si è più corso lasciando un vuoto negli amanti dell’avventura.
 Molti appassionati di questo tipo di avventure si sono riuniti in un club: Camel Trophy Owners Club, che annualmente stila una serie di manifestazioni e raduni

lunedì 16 settembre 2013

tuffi mozzafiato



Islet Vila Franca do Campo, Azzorre, Portogallo.
Tuffi da un monolite di quasi 100 metri di altezza, i subacquei di tutto il mondo riuniti per competere.
Nel 2012 l'atleta americano Kent De Mond si era guadagnato un posto nella finale dopo aver compiuto un tuffo di 95.40 mt.

martedì 5 marzo 2013

Sport estremi

Sand Boarding Vi piace sciare ma l’idea del freddo e della neve vi toglie tutto l’entusiasmo? Provate il sand boarding: ci si lancia con una tavola da una duna sufficientemente ripida. La discesa sarà mozzafiato, ma poi preparatevi a una salita a piedi sotto il sole cocente e con lo snowboard sottobraccio. Qui, purtroppo, lo skilift non c’è… 

 Street Boulder Non ci si arrampica nelle palestre o sulle pareti rocciose delle montagne, ma in città, come dei provetti Spiderman. Muri delle case, grattacieli, edifici commerciali, diventano protagonisti delle imprese di questi scalatori che davanti agli occhi stupiti dei passanti si inerpicano ai piani sempre più alti. 

Discesa nelle caverne Dalle alture dei grattacieli alle viscere della terra. Lo speleologo Duncan Collins, protagonista della foto, si cala con una fune nel camino del Miao Keng, la più grande caverna sotterranea del mondo, profonda 1.026 metri. Questa pratica sconsigliata a chi soffre di claustrofobia o diventa nervoso quando inizia a mancare l’aria. Il “buco” si trova nella provincia di Wulong, in Cina.

Kayak sulla cascata Immaginatevi di navigare con un kayak lungo il burrascoso corso di un fiume e arrivare all’improvviso ad una cascata altissima da cui vi tuffate. Una caduta libera incredibile, sospinti dalla forza dell’acqua, che per i più esperti arriva fino a decine e decine di metri di altezza. Come nel caso di Tyler Bratd, che lanciandosi con il suo kayak dai 58 metri delle Palouse Falls (Eastern Washington), ha stabilito un nuovo record mondiale di kayak estremo.

 Downhill Discese adrenaliniche in bicicletta. Il “downhill” si pratica su forti dislivelli e su percorsi molto accidentati, di solito in montagna, per raggiungere un punto il più rapidamente possibile. La velocità che si raggiunge può essere pari a 100 km/h: per questo le bici sono resistentissime e maneggevoli e le protezioni sono d’obbligo.

 B.A.S.E. Jumping La sigla B.A.S.E. sta per Bulidings (edifici), Antennas (torri abbandonate), Span (ponti) e Earth (scogliere), che sono le superfici da cui i jumpers eseguono i lanci nel vuoto. Quello nell’immagine è il russo Valery Rozov, tra i più conosciuti e spericolati base jumper. La tuta alata che indossa gli garantisce 45 secondi di volo, poi il paracadute si apre a poche centinaia di metri da suolo.

lunedì 10 dicembre 2012

Le olimpiadi

Durate per oltre mille anni, la storia dei giochi olimpici antichi comincia nel 776 a.C. e termina nel 393 d.C, con ben 292 edizioni disputate.
Dedicate agli Dei dell’Olimpo, si tenevano nella vecchia città di Olimpia.
Lo svolgimento dei giochi era collegato ai riti religiosi che si svolgevano per la celebrazione del culto di Zeus, ma sin da subito rivelarono una delle loro caratteristiche principali, ovvero quella di mostrare le qualità sportive dei giovani greci provenienti da ogni parte del paese incoraggiando le buone relazioni tra di essi.
Le competizioni sportive erano di varia natura; in particolare se ne distinguevano quattro: gli Olimpici, dedicati a Zeus/Giove , i Pitici o Delfici, dedicati ad Apollo, i Nemei, dedicati anche essi a Zeus, e gli Istmici dedicati a Poseidone Nettuno.
Giochi Olimpici e acquisirono rilevanza a tal punto che gli anni cominciarono a contarsi a partire dalle Olimpiadi (il 776 a.c. era chiamato il primo anno dei giochi olimpici e così via): inoltre durante gli anni delle competizioni venne istituita la cosiddetta “Tregua Sacra” con cui venivano sospese anche le guerre.
Le Olimpiadi Antiche terminarono per motivazioni puramente politico-religiose: la fine del dominio della Grecia, l'espandersi dell'impero romano ed infine l'avvento del Cristianesimo portarono alla fine dei giochi olimpici.
In particolare, nel 393 d.C., fu l'Imperatore Teodosio primo a vietare i giochi, considerandoli una festa pagana e quindi contraria alla morale cristiana.
Le Olimpiadi non erano solo un grande spettacolo sportivo, ma venivano altresì utilizzate per scandire il passaggio del tempo.
Una testimonianza, questa, che abbiamo a partire già dal V secolo a.C, periodo durante il quale, per la prima volta, si ebbe una lista dei campioni olimpionici redatta dal filosofo greco Ippia di Elide.
I giochi olimpionici iniziarono tuttavia ad essere un punto di riferimento temporale a tutti gli effetti quando il matematico e geografo Eratostene diffuse un calcolo per stabilire la data secondo determinati parametri.
Il calcolo degli anni veniva effettuato su ciclo quadriennale in base alle Olimpiadi.
Questo sistema si utilizzò soprattutto nell'età tardo-ellenistica e romana.

La "macchina olimpica" rimase ferma per oltre quindici secoli prima che, nel 1896, Pierre de Coubertin stilò un nuovo regolamento più in linea con l'epoca dando così avvio ai giochi olimpici moderni.

venerdì 26 ottobre 2012

Scalatori temerari

ll primo Petzl RocTrip è nato a Millau, in Francia nel 2002. Da allora, Petzl organizza questo raduno di climber in siti eccezionali di tutto il mondo. Nel 2012, per il decimo anniversario del Petzl RocTrip, si parte per l’Argentina, sul sito di Piedra Parada. In un paesaggio selvaggio e arido, questo singolare monolito di 200 metri, e i molteplici meandri del canyon della Buitrera, hanno sedotto i nostri chiodatori. Come ogni anno dal 2002, il Petzl RocTrip sarà l'occasione per riunirsi intorno alla stessa passione in un'atmosfera conviviale.
Potenziale d'arrampicata Storia dell'attrezzatura del sito Martin "Fideo" Molina è guida alpina a Mendoza. Con i suoi amici, fa parte dei primi apritori del sito. La prima salita della Piedra Parada risale al 1993, il Monolito vulcanico di 200 m è salito da Damian Benegas e Pablo de la Fuente. Nel 1997, Fideo sta facendo lo stage di guida, uno dei suoi colleghi di promozione, Martin Gretsh, gli mostra delle foto che aveva fatto della Piedra, ma anche del grande canyon della Buitrera. Così nasce il progetto di andare ad attrezzarne le vie... Due anni dopo, finalmente arriva sul posto e scopre un enorme potenziale. Da allora, viene con i suoi amici una o due volte l'anno per aprire nuovi itinerari. La loro prima via sportiva "Mickey Mouse" si trova sulla riva destra del canyon, vicino agli scavi archeologici. Un anno non abbiamo potuto attraversare il fiume "Rio Chubut". Il piccolo vecchio ponte era stato distrutto e in pieno inverno l'acqua era veramente troppo fredda per essere attraversata a nuoto. Siamo dovuti tornare a casa a mani vuote! Quindici anni fa era estremamente difficile trovare placchette e spit in Argentina. Prima del viaggio di marzo 2012 per il Petzl RocTrip, c'erano poco più di un centinaio di tiri. Oggi, grazie al lavoro dei chiodatori, vi aspettano 210 tiri!
Una serie di belle vie sportive è stata aperta sul versante Sud (all'ombra) della Piedra Parada. Le vie sono per lo più nel canyon della Buitrera, con settori di vie sportive su entrambi le rive, per giocare in modo permanente con ombra e sole. Diversi settori sono essi stessi piccoli canyon affluenti. Ci sono anche vie lunghe su fessure e guglie, arrampicate selvagge.
Tutto il sito si è formato da un antico vulcano di 30 km di diametro, che è esploso e ha creato un enorme bacino. Quando questa diga ha ceduto, l'acqua del fiume Chubut ha scavato la sua valle e il canyon, lasciando riapparire le rocce più dure. Alcuni strati di roccia sono pieni di buchi "tafoni" di ogni dimensione, un vero piacere da arrampicare. In generale, le vie sono aperte nelle zone omogenee, ma attenzione non tutto è arrampicabile.
Poi, sulla riva destra, la guglia tagliente della "Virgen" si sale in più tiri sostenuti da 7b. Il settore "Totem" e la sua cresta Ovest si trovano poco dopo direttamente sopra la strada. Quindi, si visitano i settori "Ortigas", "Circo", "Parlamento" e "Anfiteatro", ecc. dove hanno avuto origine molti itinerari sportivi.
Il sito archeologico presente nel canyon della Buitreta. Il riparo nella cavità rocciosa, posizionato lontano dalla piena del fiume, è servito come abitazione per i primi abitanti di questi luoghi circa 5 - 10.000 anni fa. Se gli scavi hanno portato alla luce importanti scoperte, il sito non è attualmente protetto, in particolare dagli animali che si rifugiano lì quando piove. La Fondazione sosterrà lo sviluppo della protezione e la diffusione delle informazioni sugli scavi realizzati.

domenica 7 ottobre 2012

Quali sono le differenze tra football americano e rugby?

rugby
Le differenze sono moltissime. Nel football americano la realizzazione di una meta è basata sul metodico avanzamento nel campo: almeno 10 yard in 4 tentativi; se non si riesce, si cede la palla alla squadra avversaria. Per questo in campo c'è sempre una squadra che attacca e una che difende, entrambe composte da 11 giocatoli "specializzati". I ruoli si invertono e le formazioni cambiano quando la palla passa agli avversari. 
Squadra unica. Nel rugby, invece, la palla può passare di mano in qualsiasi momento; le formazioni non sono divise tra attacco e difesa ma i 15 giocatori di ogni team sono strutturati per sviluppare qualsiasi evoluzione di gioco. 
A calci. Nel rugby, poi, la palla ovale (che è simile a quella del football, ma più grande e con i vertici più smussati) può essere lanciata in avanti solo con i calci, mentre i passaggi di mano possono avvenire soltanto all'indietro, verso compagni più arretrati. Invece nel football è possibile lanciare la palla in avanti. 
Gioco scorretto. Diverso è anche il tipo di gestione dei falli, che nel football americano possono comportare una perdita di terreno ma non della palla, mentre nel rugby spesso determinano il passaggio della palla agli avversari. Diversi, infine, anche l'abbigliamento e le protezioni, che nel football americano sono molto più vistose e strutturate (c'è anche un casco) perché gli scontri di gioco sono estremamente "spettacolari". 

giovedì 4 ottobre 2012

Un tuffo strabiliante tra le rocce


Ilcolombiano Orlando Duque si lancia in mare da 29 metri d'altezza nel corso del Red Bull Cliff Diving World Series nell'isola di Vila Franca de Campo, in Portogallo. Il tuffatore, in posa perfetta e composta, non si nota immediatamente tra le rocce." -

mercoledì 26 settembre 2012

L'inventore della pallacanestro

James Naismith un canadese-americano allenatore sportivo è stato l'inventore della pallacanestro. Ha inventato lo sport del basket nel 1891. È stato lui che ha scritto l'originale libro delle regole basket. A Springfield YMCA Naismith è stato chiesto di creare un nuovo gioco al coperto entro 14 giorni. Il primo gioco del basket è stato svolto nel mese di dicembre 1891. E, per l'anno 1936, Basketball E 'stato introdotto nel programma ufficiale olimpico Naismith era anche cappellano della Guardia Nazionale con il Primo Reggimento Fanteria Kansas. Ha insegnato il suo basket soldati per controllare la loro energia in eccesso.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...