giovedì 1 ottobre 2015

La leggenda di Diomede e le Isole Tremiti


Secondo un’antica leggenda le Isole Tremiti sarebbero indissolubilmente intrecciate ai racconti della mitologia greca al tempo delle imprese guerresche di Diomede, eroe acheo.

Stante il mito, riportato anche tra le righe dell’Iliade, Diomede durante uno scontro con Enea, ferì la dea Afrodite alla mano. 
Fu per questo che la dea dell’amore, indignata dall’insolente gesto, scatenò la sua vendetta sull’eroe greco e così quando Diomede fece ritorno alla sua terra natale, Argo, di cui ne era Re, non venne riconosciuto da nessuno, ne dai suoi sudditi ne da sua moglie Egialea.
 La dea aveva fatto in modo che l’intera città cancellasse il ricordo del loro sovrano ponendo Diomede in condizione di dover abbandonare la sua tanto amata patria.
 L’eroe acheo, allora, si diresse alla volta dell’Adriatico, approdando sulle coste dell’antica Daunia. 
Qui , dopo innumerevoli peripezie, sposò la figlia del sovrano Dauno ed ereditandone l’intero regno fondò le Isole Tremiti. Diomede imperò incontrastato fino alla fine dei suoi giorni in queste nuove terre e proprio in una precisa grotta delle isole, pare l’isola di San Nicola, è custodita la sua tomba sulla quale aleggiano continuamente una specie di uccelli simile agli albatri, che, sempre secondo la leggenda, non sarebbero altri che i compagni di Diomede trasformati anche loro stessi da Afrodite in “diomedee”.


Si racconta che i guerrieri di Diomede, ora tramutati in uccelli, durante le notti senza luna, piangono il ricordo del loro valoroso condottiero custodendo e vegliando il corpo ormai senza vita dell’eroe greco. 

Fonte: meteoweb.eu
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