giovedì 1 ottobre 2015

La fame nel mondo



Nel corno d'Africa, cuore della disperazione, l'80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle.
Il mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall'altra correggere certi effetti dell'economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento
La fame è riferita letteralmente al bisogno di cibo; può anche essere applicata metaforicamente ai desideri di altra natura. Il termine è usato più largamente per riferirsi ai casi di diffusa malnutrizione o privazione di cibo fra le popolazioni, solitamente dovuto a povertà, conflitti,
IL NORD E IL SUD DEL MONDO
Netto appare il contrasto tra un Nord del mondo dove si trovano i Paesi più industrializzati, con una popolazione che dispone di molte risorse e un Sud che, ad eccezione di Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, vede crescere la popolazione molto più rapidamente delle risorse prodotte da un’economia spesso basata sull’agricoltura di sussistenza e sull’esportazione di materie prime. Il legame tra Nord e Sud è costituito da un rapporto di subordinazione del Sud al Nord, che affonda le sue radici nel colonialismo e nei nuovi problemi posti dalla globalizzazione.instabilità politica, o a circostanze agricole avverse (carestia). La fame continua ad essere un problema in tutto il mondo.
Secondo l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, "850 milioni di persone nel mondo erano denutrite fra il 1999 e il 2005" ed il numero è in continuo aumento. Nell'anno 2000 tutte le nazioni del mondo nel quadro delle Nazioni Unite (2000-Obiettivi del Millennio) si sono impegnate a ridurre la povertà della metà entro l'anno 2015. Ma sembra sempre più difficile che si arrivi a raggiungere questo obiettivo. In effetti, la fame nel mondo sembra, soprattutto in alcune regioni africane, tendere all'aumento.
L’equilibrio tra la produzione di alimenti e il loro consumo ha sempre costituito uno degli obiettivi più ardui delle società umane. Ragioni plurime hanno congiurato, nel corso della storia, per rendere le disponibilità inferiori al fabbisogno. A chi la osservi dal punto di vista della disponibilità di cibo la storia umana è una lunga serie di carestie interrotte da rari periodi di prosperità. Tra le ragioni delle carestie un ruolo peculiare svolge la guerra, siccome i popoli in guerra hanno sempre cercato di distruggere, reciprocamente, le messi dei nemici, e la guerra è stata indissolubilmente legata, per millenni, alla carestia. Per la possibilità di sconfiggere la fame nel mondo si scontrano due scuole di pensiero: una sottolinea soprattutto la necessità di una migliore distribuzione delle risorse alimentari, la seconda vuole, invece, porre l'accento sulla necessità di aumentare le capacità produttive come avvenne con la rivoluzione verde.
Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell'economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.
La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l'anemia è la principale malattia da regime alimentare - colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un'operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l'anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Secondo l'ultimo
RAPPORTO UNICEF
È allarme rosso per la situazione infanzia nel mondo Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla nascita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale.
Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.
RACHITISMO Carenze alimentari e mancanza di cure adeguate pregiudicano la crescita del bambino nei primi anni di vita. Nei Paesi in via di sviluppo il 39% dei piccoli sotto i 5 anni é affetto da rachitismo, mentre sono oltre 170 milioni quelli sottopeso. VACCINAZIONI 30 milioni di bambini non sono protetti dalle vaccinazioni obbligatorie (nel primo anno di età) e tra questi 11 milioni muoiono per malattie che si potrebbero prevenire. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l'accesso all'acqua. Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano ulteriore aiuto.
TERZO MONDO O PAESI DEL SOTTOSVILUPPO
Le espressioni Terzo Mondo e Quarto Mondo si diffusero negli anni 50 e 60 quando il sistema politico mondiale era diviso tra Paesi del blocco capitalista ( Primo mondo)e Paesi del blocco comunista ( Secondo mondo).
L’espressione Terzo Mondo si intese riferita al blocco dei Paesi poveri e sottosviluppati. Si è cominciato poi ad usare anche l’espressione Quarto Mondo per indicare gli stati più poveri, situati per la maggior parte in Africa.
Dopo la fine della Guerra Fredda e la caduta della maggior parte dei regimi comunisti, le espressioni che meglio classificano la situazione di contrasto tra sviluppo e sottosviluppo sono:
- Paesi sviluppati o ad economia avanzata (quelli industrializzati);
- Paesi emergenti (quelli che stanno vivendo una forte crescita economica e stanno superando la fase del sottosviluppo come la Cina, l’India);
- Paesi sottosviluppati (quelli ad economia arretrata come i Paesi del Centro-Africa, ecc…)
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