giovedì 27 marzo 2014

La Rocca e il castello di Agazzano


Rocca e Castello sono il caposaldo del borgo più importante della vallata, antica proprietà degli Scotti, che ancora oggi, con la principessa Luisa Gonzaga Anguissola Scotti, ne detengono il dominio. 
 La Rocca, accessibile attraverso due rampe opposte di scale, si affaccia su un cortile di grande suggestione e rappresenta una felice sintesi tra l'austerità dell'architettura difensiva medievale e l'eleganza della dimora signorile del Rinascimento. 
Il castello, riadattato alla fine del Settecento in tranquilla dimora nobiliare, è arredato con mobili d'epoca e custodisce al suo interno eleganti decorazioni pittoriche e preziosi affreschi.


La Rocca e il castello di Agazzano sono ancora oggi di proprietà privata e appartengono alla stessa famiglia (che nel corso dei secoli è stata soggetto di ampliamenti) dalle origini e cioè dalla fine del 1200. 
Risalgono a questo periodo le documentazioni relative a Giovanni Scoto grande possidente terriero che fece di Agazzano il centro delle sue proprietà.
 La famiglia Scotti (da Scoto) manterrà il dominio su Agazzano fino alla meta del 1700 quando Ranuccio Scotti lascia come eredi tre figlie femmine. 
La primogenita Margherita Maria, cui andrà il castello, si unisce in matrimonio con Girolamo Anguissola da Podenzano e, da questo momento la famiglia, Scotti prenderà il nome di Anguissola Scotti. A testimonianza dell’unione delle due famiglie abbiamo la fusione nello stesso stemma di elementi dello stemma Scotti (le stelle) con l’elemento dell’anguilla derivante dallo stemma Anguissola. 

Attualmente il proprietario è il principe Corrado Gonzaga figlio di Luisa Anguissola Scotti che si era unita in matrimonio con il principe Ferrante Gonzaga. 
La famiglia Gonzaga si era già imparentata con gli Scotti alla fine del 1400 quando Giovanni Scotti sposa Luigia Gonzaga Da Novellara.
 Ancora oggi all’interno della Rocca si ritrovano accanto agli stemmi Scotti anche gli stemmi Gonzaga (la cui caratteristica è un ‘aquila). 

La particolarità di questo bellissimo complesso architettonico risiede nella sua costituzione.
 Accanto a una rocca nata nel 1200 con funzione prettamente militare ( torri angolari rotonde, ponte levatoio, mastio con rivellino) e dotata nel 1475 di un bellissimo loggiato voluto da Luigia Gonzaga, troviamo una villa settecentesca che in origine era il borgo della Rocca. 
I saloni della villa sono decorati alle pareti con bellissime tempere a e arredati con mobili che vanno dal 1600 al 1800 . 
Di notevole pregio le bellissime ceramiche e porcellane . Anche il giardino con il taglio alla francese e munito di statue e fontana nasce alla fine del 1700; al suo disegno ha partecipato anche Luigi Villoresi che è stato direttore del Parco della villa reale di Monza.




Nata come fortezza difensiva, la Rocca di Agazzano, fonda le sue origini nel 1200 e si arricchisce nel 1475 di un bellissimo loggiato che ne addolcisce l’aspetto militare.
 La pianta è di tipo rettangolare con torri rotonde e rivellino. All'interno, oltre al loggiato con colonne in arenaria dai capitelli stemmati, si trovano ampi saloni, gli appartamenti privati con i camini dell'epoca, cucine e alloggiamenti militari. 
La struttura rappresenta un felice connubio tra l'austerità dell'architettura medioevale e l'eleganza della dimora signorile del Rinascimento.
 La Rocca è circondata da un ampio giardino alla francese che si sviluppa su due livelli. La presenza di statue, fontane e piante esotiche contribuisce al fascino di un luogo perduto nel tempo passato. 
Adiacente alla fortezza militare si erige la villa settecentesca, sorta sull’antico borgo, con affreschi e un caratteristico cortile con porticato. L’appartenenza del Castello di Agazzano a un’unica famiglia fin dalle origini e il mantenimento della struttura nei suoi aspetti medioevali e rinascimentali fanno di questa proprietà un suggestivo e raro esempio di storia , tradizioni e cultura.


La Rocca, risalente al 1200 e nata come struttura militare, conserva tutto il fascino dei “castelli” alto-medievali. 
Già dal viale delle Acacie è possibile scorgere il rivellino, che fungeva d’avancorpo difensivo e connesso al cortile tramite un doppio ponte levatoio di cui sono ancora visibili i ferri e i fori dove passavano le catene. 
 Quando sarete nel cortile rimarrete affascinati dalla magnificenza del loggiato cinquecentesco, voluto da Luigia Gonzaga, e raggiungibile tramite un doppio scalone. 
La tipologia di questa loggia costituisce un unicum, almeno per Piacenza e il piacentino; se sarete dei buoni osservatori non vi sfuggirà l’ampia scalinata che dal suolo sembra essere inghiottita nelle tenebre: era l’accesso a un passaggio sotterraneo che premetteva di arrivare, anche a cavallo, fino al Castello di Lisignano (che si trova a Gazzola).
 All’interno, la Rocca, si articola in tante stanze, una dentro l’altra come un labirinto: la cucina con due forni, la stanza di Luigia in cui troneggia un imponente camino altre sale dove sono esposti interessanti marmi che vi daranno l’idea dell’importanza delle famiglie Scotti e Gonzaga.


La storia del castello è segnata dalla tragica e misteriosa morte di Pier Maria Scotti detto il Buso ( abile spadaccino che ogni volta che colpiva una vittima con la spada lasciava il “buco”) che fu ucciso da Astorre Visconti nel 1529 in una locanda sita in Agazzano. 
Il suo corpo gettato nel fossato che anticamente circondava la Rocca. 
Nonostante questa certezza storica il cadavere di Pier Maria Scotti non è mai stato ritrovato e la sua presenza si sente ancora oggi tra le mura del castello e nel giardino. Porte che si aprono misteriosamente, luci che rimangono accesi, vetri trovati nelle stanze e di cui non si sa la provenienza. 
Strani avvenimenti si sono succeduti nel tempo e si è tenuti a credere che Pier Maria Scotti che amava moltissimo Piacenza e il piacentino non abbia voluto allontanarsi completamente da questi luoghi 
E’ importante ricordare che tornò appositamente dalle Americhe per riconquistare la posizione che credeva gli spettasse nella città di Piacenza e nei territori appartenenti agli Scotti. 
Il carattere di questo condottiero si caratterizzava per la tenacia, la cattiveria ma anche il coraggio. 
Il suo errore fu quello di occupare il castello per prenderne il bottino e imporne il dominio non avvisando l’alleato Visconti… che come abbiamo visto non ne rimase molto contento.

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