Maurits Cornelis Escher nasce nei Paesi Bassi nel 1898.
Durante la sua vita viaggia molto, e dal 1923 al 1935 vive in Italia, durante quelli che lui stesso definirà più tardi “gli anni migliori della mia vita”.
Disegna scorci di palazzi e scogliere.
Man mano che raggiunge la maturità l'artista sostituisce le architetture paesaggistiche con geometrie di solidi e prospettive da far letteralmente "girare la testa".
Tema ricorrente è la ciclicità della vita, l'infinito, evidente sia nelle litografie che rappresentano scale impossibili sia nelle opere di metamorfosi animali. “Metamorfosi II” infatti è un pannello lungo più di due metri dove si passa dalle api ai pesci, agli uccelli, e così via, ricordando uno schema evolutivo darwiniano.
Ma Escher era soprattutto un brillante matematico. Il tema della ciclicità non è solo legato al soggetto disegnato, ma alla modalità di costruzione delle opere grazie a studi geometrici minuziosi,

Questo espediente artistico è chiamato effetto Droste. Una volta creata una griglia a forma di girandola, ogni disegno è stato inserito nella stessa a formare un quarto del quadro, ma Escher ha lasciato il centro in bianco, mettendoci la sua firma.

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