sabato 29 marzo 2014

La storia dell’ora legale


Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo, alle 2:00 in punto, si tornano a spostare in avanti le lancette di un’ora, per quello che in molti probabilmente considerano uno tra gli appuntamenti più amari dell’anno: l’arrivo dell’ora legale
Avremo un ora di sonno in meno, è vero, ma cercate di ricordarvi che lo facciamo per una buona causa: risparmiare energia, e quindi inquinare meno
Sapere che aiuterete la natura basta a consolarvi? Ecco allora un po’ di storia, e qualche curiosità, che forse vi aiuteranno ad apprezzare un po’ di più l’ora legale.

Come nasce l’ora legale

Per la maggior parte della sua storia, l’uomo ha semplicemente seguito il ritmo del sole: sveglia all’alba, e a letto poco dopo il tramonto.
 È solo con la nascita della società industriale, e la diffusione degli orologi, che le nostre attività giornaliere hanno smesso di seguire il ciclo mutevole delle stagioni, fissandosi su un orario condiviso e convenzionale
Per la prima volta, l’uomo si trovava a sprecare ore di luce dormendo la mattina, per poi sprecare energia (o meglio candele) per illuminare la notte, in attesa di prendere sonno.
 Per comprendere l’inefficienza di queste nuove abitudini ci volle una delle più grandi menti del diciottesimo secolo: Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine e delle lenti bifocali, ma anche autore (non a caso probabilmente) del famoso adagio inglese: “Early to bed and early to rise, makes a man healthy wealthy and wise (Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato).
 Elaborata una soluzione, Franklin la pubblicò nel 1784 sul Journal de Paris, incitando la popolazione di Parigi ad adottarla: bastava spostare in avanti le lancette dell’orologio con l’arrivo dell’estate, così da svegliarsi un’ora prima, approfittare delle giornate più lunghe e risparmiare candele.
 Come capita a molte grandi idee però, all’epoca rimase inascoltata.

Perché la proposta di Franklin trovasse finalmente il successo che meritava ci volle più di un secolo, e l’aiuto di uno dei più grandi incubatori di idee della storia umana: la guerra.
 Nel 1907 infatti l’ora legale venne ripescata dal costruttore inglese William Willet, trovando in breve tempo terreno fertile grazie alle esigenze di risparmio energetico dettate dallo scoppio della Grande guerra.
 Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera all’adozione del British Summer Time, imitata in breve tempo da molti altri paesi d’Europa.
 Tra i paesi che seguirono l’esempio inglese c’era anche l’Italia, dove il nuovo orario estivo rimase in vigore fino al 1920, per poi essere riproposto nuovamente durante la Seconda guerra mondiale, più precisamente dal 1940 al ’42, ed entrare poi definitivamente in vigore a partire dal 1966.
 Dal 1996, l’ora legale venne adottata con un calendario comune in tutta Europa.

Fonte: http://www.wired.it/









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