
Per procedere abbastanza speditamente nella sabbia senza affondarvi hanno gli zoccoli piatti (simili a quelli delle renne, che hanno analoghi problemi per la neve)
Gli addax sono attivi soprattutto al mattino, alla sera e di notte, evitano cioè ,se possono, di muoversi sotto il sole a picco, preferendo le ore in cui l'irradiazione solare è meno violenta, come pure, quando spirano forte venti, sono soliti scavare delle fosse nella sabbia con le zampe anteriori stendendovici ad aspettare che passi. Un tempo gli addax erano molto più abbondanti nel Sahara: nell'antico Egitto, quando erano anche allevati allo stato semidomestico, fino a essere tenuti in stalle e foraggiati. Ne resta la testimonianza in un'incisione rupestre che proclama come Sabu, sacerdote della VI dinastia ( 2323 a. C.), ne possedesse 1244.

Sono sopravvissute unicamente le popolazioni che occupavano i territori meridionali e meno accessibili del Sahara, il Tenerè, i grandi Erg, il Majabat, quelli del nord del Ciad. Popolazioni che sopravvivono alla caccia anche perché non cadono nella trappola di esporsi raggiungendo inevitabili punti d'abbeverata. Questo perché gli addax (ecco il punto del chi fa da sé fa per tre) possono stare settimane e mesi, e c'è chi dice una vita intera, senza bere, traendo l'acqua esclusivamente dalla spesso arida erba che mangiano. Primato questo che in effetti gli addax condividono con gli orici dalle corna a sciabola, essi pure ridotti dalla caccia indiscriminata a sparuti drappelli nei lembi più meridionali del Sahara.

Quando la temperatura diurna sotto il sole raggiunge picchi come gli 84°C misurati a Wadi Halfa, un essere umano nel deserto può perdere oltre dieci litri di acqua in sudore, il ché prosciuga anche le riserve contenute nel plasma sanguigno (che per il 90% acqua), il sangue diviene troppo viscoso e non riesce più a circolare ovvero a mantenere la temperatura corporea a livello normale.
Anche le "navi del deserto", i dromedari, hanno gli stessi problemi, che il loro organismo mitiga limitando la traspirazione. Nei lunghi percorsi, comunque, possono perdere anche un terzo del loro peso disidratandosi senza danno, riuscendo a recuperare abbastanza in fretta bevendo anche 150 litri d'acqua in una volta.

L'addax, allora, come fa a non bere? e come fa al tempo stesso a mantenere la propria temperatura senza perdere acqua? Ancora agli inizi degli anni Sessanta il fatto che addax e orice dalle corna a sciabola potessero stare mesi e mesi, addirittura indefinitamente, senza bere nel clima sahariano era ritenuta una storiella mantenuta in circolazione dalle popolazioni indigene e da cacciatori bianchi spacconi. Poi nel 1964 le ricerche dirette di Taylor e Lyman della Università di Harvard, con questi risultati.
L'uovo di Colombo, si direbbe.
Quando la temperatura esterna si alza oltre quella corporea standard, che sarebbe attorno ai 35°C, l'organismo dell'orice e soprattutto quello dell'addax reagiscono prendendo la situazione "in contropiede", ed anziché spender acqua per mantenere la propria costante, la innalzano anche di 6/7 gradi di botto, portandola al di sopra di quella esterna: con 40°C ambientali l'orice si porta a 41,2° e l'addax a 42,1°. Ovvero anzichè disperdere acqua per non assorbire calore, si mettono in condizione (è legge fisica termodinamica fondamentale) di disperdere calore.
Ma anche gli altri sahariani hanno i loro trucchi: le formiche sono argentee e le talpe sono dorate, così per le fugaci comparse in superficie la loro livrea respinge, riflettendola, una buona dose di radiazione solare: i ragni del deserto introducono il proprio sperma nell'addome della femmina chiuso in capsule, ed altrettanto fanno i scorpioni, perché l'incapsulatura impedisce che il seme si dissecchi nel passaggio fra i due corpi ed anche dopo: il gerboa, che pure si scava le tane a profondità fresche, dorme arrotolato su se stesso tenendo il naso contro il ventre, in modo che l'aria secca che ispira si mescoli prima all'umidità lasciata un pelo da quella espirata, umidità che viene recuperata.

Nessun commento:
Posta un commento