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lunedì 15 ottobre 2012

I celti

I Celti sono la popolazione antica più importante dell'Europa. Insieme ai Romani e ai Greci i Celti hanno costruito quella che è oggi l'Europa moderna. Per consuetudine, questa cultura racchiude in sé ancori tantissimi misteri che gli studiosi al giorno d'oggi devono ancora capire. Vi è infatti mistero circa la loro provenienza; riguardo ai loro riti; sui vari oggetti cultuali; come mai, a detta di numerosi studiosi, i Celti hanno così tante affinità con i Greci, i Fenici e altri popoli, distanti da loro molti chilometri. Particolare dei Celti è anche il loro costante essere riferiti ad Atlantide. Le tradizioni celtiche irlandesi fanno spesso risalire la loro origine ai tre figli di Noè: Sem, Cam e Jafet, che dopo il Diluvio avrebbero lasciato l'avanzato mondo atlantideo per colonizzare poi tutta la Terra. Abbiamo detto che questo popolo ha parecchie analogie anche con i Greci, con i Fenici e altri popoli antichi; significa forse che questa popolazione è parente stretta delle stirpi mediterranee? Perchè a questo punto non considerare il continente Atlantideo come punto di partenza per svelare l'enigma? Celti e Greci potevano essere discendenti di un unico ceppo proveniente da Atlantide; i tre figli di Noè potrebbero essere stati iniziatori di queste civiltà, addetti alla colonizzazione e al ripopolamento di nuove terre. Maè da ritenere che forse la colonizzazione avvenne anche per evitare che una cultura così potente e maestosa venisse dimenticata. Ecco spiegato come mai così tante analogie tra il pantheon celtico e quello greco, tra certi riti comuni, tra certi modi di concepire la vita molto simili in entrambi i casi. La stessa vicenda di Ulisse, descritta da Omero nell'Odissea, si dice sia stata ambientata o sia realmente avvenuta (se volessimo prendere in considerazione la teoria che tali storie fossero state ispirate da eventi avvenuti realmente), non nel Mediterraneo, ma nel mar Baltico. Infatti, le isole Shetland e le Faer Or potrebbero essere state benissimo teatro di queste storie, anche perché il lato folkloristico di queste ultime ce lo lascia credere facilmente. Accantoniamo per un momento le analogie tra i Greci e i Celti e concentriamoci sul rapporto tra Atlantide e i Celti. Nel ciclo di Artù, di forte derivazione celtica, si parla di Avalon, una misteriosa e lontana terra ove Artù andò a curarsi dopo le ferite riportate nella battaglia di Camlan. Può essere Avalon la nostra Atlantide? Non lo possiamo sapere, anche perchè la vicenda si complica: un racconto cristiano vuole Giuseppe di Arimatea (già conosciuto come custode del Sacro Graal) partire alla volta di Avalon, seguito da dodici seguaci sfuggiti come lui alla persecuzione (da notare la seguente analogia: 12 dèi per il pantehon Greco, 12 per quello Celtico, 12 i cavalieri della Tavola Rotonda, 12 gli apostoli e anche 12 i seguaci di Giuseppe di Arimatea). Arrivati a una collina di Avalon Giuseppe piantò un bastone di biancospino simboleggiando che il viaggio aveva avuto termine. Questo misterioso bastone mise radici e fiorì nonostante la stagione un po' inclemente, era infatti il 6 di Gennaio del vecchio calendario: il Natale originario. Secondo alcuni questo biancospino era già sacro ai Celti pagani d'Irlanda, inevitabilmente cristianizzati col racconto di Avalon. Ricordiamo inoltre che il ciclo di Artù ha spesso e volentieri a che fare con la ricerca del sacro Graal. Ma allora, perchè non pensare che tutto faccia parte di un comune schema? Potrebbero i Celti, il Graal, il Cristianesimo, Avalon, re Artù, essere tutti quanti facce di una stessa medaglia? Tutte queste leggende potrebbero derivare da un'unica fonte, Atlantide? Anche i misteriosi campi Elisi descritti come gruppo di isole e visti come dei veri e propri paradisi potrebbero essere stati parte dell'isola di Atlantide. Parti non sommerse del perduto continente? Analizziamo quindi un altro mistero del mondo celtico: la leggenda, molto radicata nella tradizione celtica, di una città, una residenza sommersa situata a non pochi passi dalla contea di Cornovaglia. Questa città ha il nome di Ys, parola celtica che significa "basso". Qui viveva una certa Dahud, il cui nome significa "La buona strega". Ella, figlia del re di Cornovaglia Grablon, si era costruita una magnifica città sotto il mare (da ciò la parola Ys) protetta da una diga. La principessa rubò al padre la chiave della chiusa, la quale, aperta per errore, causò la distruzione del mondo sottomarino. Secondo il Prof. Jeah Markle questa ragazza conduceva una vita dissoluta e questa dissolutezza venne accentuata ancora di più dopo che la leggenda subì il flusso del Cristianesimo. Fu così condannata da Dio e dagli uomini anche perché rea di aver sfidato le leggi patriarcali e di essersi resa sovrana assoluta della città di Ys. Sempre secondo il giudizio divino, infine, essa sarebbe dovuta perire assieme alla sua città.
La leggenda non termina qui. Si dice infatti che Dahud viva ancora nel suo meraviglioso palazzo in fondo al mare e aspetti il momento adatto per ritornare in superficie. Quando questo avverrà, Ys sarà la città più bella e più ricca del mondo. È veramente esistita questa città e la sua strega oppure la vicenda di Dahud è solo leggenda? Alcuni ricercatori sono dell'opinione che la città sia esistita veramente, poiché si sono verificati effettivamente dei cataclismi verso il 1200 a.C. che potrebbero aver ispirato gli antichi racconti. A seguito di queste inondazioni il livello dei mari, dei laghi e delle paludi si abbassò in Europa di qualche metro, e il processo venne accelerato dalla diminuzione di umidità. Ma alla fine dell'età del bronzo o nel primo periodo di Hallstatt (530 a.C.) avvenne un nuovo mutamento climatico. In seguito a piogge diluviali che provocarono inondazioni, le coste del Mar del Nord vennero parzialmente sommerse, e con esse parecchi porti del Baltico, della Bretagna, del Galles e dell'Irlanda. In queste inondazioni anche Ys sarebbe potuta essere stata sommersa, poiché vicina alle coste Inglesi. La collera divina che fa definitivamente scomparire la città dai flutti e la capacità magiche di Dahud forse sono solo fantasie o aggiunte da parte della Chiesa cristiana. Certo che l'esistenza di questa città e il fatto che molti porti furono travolti dalle acque ci suggerisce il fatto che potrebbero essere esistite veramente terre simili. Le ultime vestigia di Atlantide? I campi Elisi erano parte di queste isole? Ys era forse una eco della civiltà Atlantidea, in parte ancora in piedi nel 1200 a.C.? Dahud faceva forse parte dell'élite Atalntidea? Atlantide,secondo le leggende, affondò all'incirca nel 10.000 a.C. Come è possibile che nel 1200 a.C. fosse ancora abitata?
Atlantide era un continente che ospitava una razza superiore, non possiamo dire se giunta della stelle o nativa del pianeta terra, che aveva un grande sapere di tipo tecnologico, spirituale e filosofico. Per cause naturali: terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti o per l'uso, secondo alcuni studiosi, improprio di energia nucleare o di un eccessivo potere dei diamanti da parte di sacerdoti corrotti, vide segnata la sua fine. Una fine che tuttavia non fu totale, sia perché c'era tutto un mondo da colonizzare sia perchè qualche pezzo di terra di questo continente potrebbe essere rimasto abitabile. C'è da considerare tuttavia che la colonizzazione avvenne in parecchi anni e in questo lungo periodo di colonizzazione, dall'originale nucleo atlantideo nacquero nuove etnie quali i Greci, i Fenici, i popoli del Mare, i Cretesi, gli Egizi e i Celti. Durante questo periodo di migrazioni e colonizzazioni dovette esserci un capo, coordinatore dei sopravvissuti. Questo capo potrebbe essere stato benissimo il re Grablon, visto come un sacerdote-mago dotato di poteri particolari, che ha un forte corrispettivo nella casta sacerdotale dei Druidi. Forse l'attributo re è stato dato solo per disegnare le sue capacità, tali da sembrare degne appunto di un monarca. Ricordiamo infatti dalla storia antica che il re spesso e volentieri era visto come un Dio. Questo re-sacerdote aveva una figlia, anche essa'dotata di poteri particolari, tanto da meritarsi l'appellativo di Dahud (buona strega), che per capriccio si fece fare questa stupenda residenza sottomarina. Improvvisamente, nel 1200 a.C. un altro maremoto sconvolse la Terra, e Ys venne cancellata insieme alle numerosi isole del vecchio continente Atlantideo, inabissandosi a chissà quale profondità. Divenne così parte della leggenda e fu attribuito a Dio l'opera della sua distruzione. La leggenda vuole inoltre che Ys riposi ancora nelle profondità del mare, in attesa di riemergere e tornare al suo antico splendore. Forse gli Atlantidei superstiti dimorano ancora nelle profondità degli oceani con lo scopo di ricostruire il loro regno? Ys sarebbe soltanto un piccolo pezzo di un immenso impero perduto! Riferendoci al passato infatti potrebbe essere stata una buona colonia degnamente costruita per dar sostegno agli ultimi superstiti del mondo prediluviano, ma allo stesso tempo un ottimo e geniale mezzo per diffondere la civiltà su altre terre. Inoltre, è da considerare che questa civiltà portò la cultura non solo in Inghilterra, ma all'intero globo, dando vita alla nostra civiltà globale. Noi siamo parte di questa cultura, poiché siamo parte dei Celti, dei Greci e di tutti gli altri popoli del Mediterraneo.


PASQUALE ARCIUOLO

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