web

giovedì 27 settembre 2012

Il diavolo di fuoco

Per vortice di fuoco (in inglese: fire whirl), noto anche come diavolo di fuoco, è un raro fenomeno catturabile su fotocamera, in cui in un incendio, a determinate condizioni (a seconda della temperatura dell'aria e delle correnti), una "lingua" di fuoco inizia a ruotare formando un vortice, o un mini-tornado.
I tornado di fuoco possono incendiare tutto ciò che incontrano sul loro percorso e spargere attorno detriti infuocati. Anche i venti generati da questo fenomeno - soprattutto dai tornado di fuoco più grandi - possono essere pericolosi: possono raggiungere i 160 chilometri orari, abbastanza per abbattere degli alberi.  I gas combustibili ricchi di carbonio rilasciati dai mucchi di vegetazione incendiata sul suolo alimentano molti tornado di fuoco, dice Forthofer. "La vegetazione al suolo si riscalda abbastanza da rilasciare gas, ma alcuni gas non bruciano, perché non hanno abbastanza ossigeno intorno".

Quando viene risucchiato da un vortice d'aria, il gas incombusto viaggia attraverso il nucleo, fino a raggiungere il punto nel quale ci sia abbastanza ossigeno caldo per farlo accendere. Ecco perché le fiamme di un tornado di fuoco sembrano così alte e sottili,

Credo


Io non credo al concetto del male assoluto e tutte le entità a lui attribuite nel tempo dalla storia.
Credo piuttosto che nessuno debba mai cercare il potere attraverso, o per mezzo, della sofferenza altrui;
Credo che per lo stesso principio non si debba trarre nessun beneficio personale che possa esser frutto di una negazione inflitta ad un altro essere umano;
l’unica forma di male in cui Credo, è quella che si insinua nell’animo umano ogni qualvolta una persona ride dentro di se per la caduta di un altro, essa se non neutralizzata in tempo, continua a nutrirsi e a crescere, intossicando nel profondo;
Credo nella pienezza della Vita, volta alla continua evoluzione, nonché allo sviluppo della coscienza, che ci consenta di dare un senso positivo al nostro ruolo in questo pianeta che ci ospita;
Infine Credo e rispetto,  tutte quelle persone che si adoperano ad inseguire la saggezza, dividendo la loro conoscenza, nonché mettendola al servizio di ogni essere umano, con l’umiltà di chi non si erge al di sopra degli altri e continua a ‘camminare’ tra la gente.

Anna Biason

Il dono della parola


L’evoluzione più grande che l’uomo abbia potuto fare è la semplificazione del capirsi tramite le parole.
Perché abbiamo il dono della parola?
Siamo la specie animale più evoluta al mondo, ma direi anche la più ignorante. Dicono che facciamo parte di un progetto più grande, questo non si realizzerà,  fin quando l’uomo per affrontare la vita userà la forza e non il dialogo. L ‘arma più grande al mondo la usiamo nella quotidianità dei nostri giorni. I proiettili più dolorosi sono le parole stesse,  quando colpiscono il cuore lasciano segni indelebili. Parlo di una vita dove l’uomo non debba avere la paura di esprimere il proprio punto di vista,  dove il prossimo non debba guardarsi in continuazione alle spalle, dove la guerra non è più Guerra ma è DIALOGO, parlo di un sogno, un sogno che in fondo al cuore abbiamo TUTTI.

I figli sono come gli aquiloni


I FIGLI SONO COME GLI AQUILONI.....
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato....
E tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni...
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare...
Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne...
E a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano, il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme...
Giorno dopo giorno, l'aquilone si allontana sempre di più, e tu senti che non passerà molto tempo che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi, come è giusto che sia, libera e sola....
Allora soltanto saprai di avere assolto il tuo compito...
(Erma Bombeck)

Naturale????

Stranissima tempesta sopra il triangolo delle Bermude

Aerei dal tocco artistico

Gli aerei di solito non sono tra i mezzi di trasporto con grandi livree, anzi, nella gran parte dei casi c'è qualche richiamo al colore della compagnia e il rispettivo logo, nient'altro. Ma alcune compagnie hanno deciso di rendere più speciali del solito alcuni aerei della loro flotta, creando delle vere e proprie opere d'arte volanti.
A partire dalla metà degli anni '90, Qantas ha usato i suoi aerei per mostrare l'antica ed originale cultura australiana. Iniziò nel 1994 con "Wunala Dreaming", un Boeing 747 caratterizzato da una vivace grafica esterna, venne creato da un gruppo di artisti aborigeni e non che si ispirarono alle popolazioni indigene dell'Australia. Nel 2002 la compagnia aerea proseguì con "Yananyi Dreaming", un disegno pensato per un Boeing 737 dall'artista Rene Kulitja, il cui scopo era quello di evocare il paesaggio e le vie circostanti Uluru (Ayers Rock). La compagnia aerea prevede di presentare una nuova livrea alla fine del 2013.


Scrutate nei cieli, cercate un aereo-uccello. In onore delle Olimpiadi di Londra, la British Airways ha trasformato in colombe d'oro nove Airbus 319. Il design è stato realizzato da Pascal Anson, un artista emergente di Brighton.

Il vettore non ha esitato un attimo a far indossare il suo orgoglio nazionale agli aerei della propria flotta. A sostegno della neozelandese squadra di rugby campione del mondo, gli All Blacks, la compagnia aerea ha fatto dipingere il suo Boeing 777... Ovviamente di nero! Ed è stato il più grande aereo commerciale colorato quasi completamente di nero.

Gli aerei firmati Disney della flotta dell'Alaska Airlines non sono gli unici ad avere una speciale livrea. Nel 2009 la compagnia ha indetto un concorso di disegno per gli studenti dell'Alaska per un Boeing 737. Il disegno vincente è stato creato da Hannah Hamberg, una sedicenne di Sitka, scelta tra migliaia di proposte. Probabilmente si tratta di una grande balena dipinta sul fianco dell'aereo.

Ospedali psichiatrici in Italia

Una delle tante vergogne italiane

tenerissimo micetto

Un Flash di tenerezza

La Baronessa di Carini

Il castello della Baronessa di Carini

La storia ·

La leggenda narra la morte di Donna Laura Lanza che a soli 14 anni andò sposa, per volere del padre, al barone di Carini. Ben presto, la baronessa si innamora di Ludovico Vernagallo, e ne diventa l'amante. Scoperta dal marito e dal padre, Laura viene uccisa insieme a Ludovico. La stanza dell'assassinio, situata nell'ala ovest del castello, è crollata completamente e si narra che su una parete vi fosse l'impronta insanguinata della baronessa. Adesso tutto ciò che resta della leggenda sono: il fantasma di Laura, che si dice si aggiri ancora senza pace nel castello e un enigma particolare...in una delle metope del torrione principale, proprio in direzione del luogo ove sorgeva l'ala ovest, vi è la traccia di una manina insanguinata! Fuori dalla leggenda si può affermare che Laura era una ragazza che poteva dar lustro sia ai La Grua - Talamanca che ai Vernagallo, ma i La Grua bruciano i tempi la chiedono in sposa per il figlio Vincenzo. All'età' di quattordici anni, il 21 dicembre 1543 viene celebrato il matrimonio. Anche se era nota a tutti la grande tenerezza di Laura per Ludovico. A poco a poco però, gelosie e vecchi rancori emersero fra i La Grua, Lanza e Vernagallo, ed ecco le insinuazioni, le calunnie ed infine il tragico evento. Nella realtà, esistono dei documenti dai quali risulta che il Vicerè di Sicilia, informa, all'epoca, la Corte di Spagna che Cesare Lanza, barone di Trabia e conte di Mussomeli, ha ucciso la figlia Laura e Ludovico Vernagallo. Questo documento avvalora l'atto di morte della baronessa, redatto il 4 dicembre 1563 e che si conserva nell'archivio della Chiesa Madre di Carini insieme a quello di Ludovico Vernagallo. La leggenda racconta che fu un frate del vicino convento, infatti, ad informare il padre ed il marito della sposa, e questi, assieme, freddamente meditarono e prepararono l’assassinio. Fu preparato l’agguato e quando l’ignobile spia si accorse che i due amanti stavano insieme, avvertì don Cesare Lanza, che corse nella stessa notte a Carini, accompagnato da una sua compagnia di cavalieri, e fatto circondare il castello, per evitare qualsiasi fuga dell’amante di sua figlia, vi irruppe all’improvviso, e sorpresili a letto, li uccise. L’atto di morte di Laura Lanza e Lodovico Vernagallo, trascritto nei registri della chiesa Madre di Carini, reca la data del 4 dicembre 1563. Nessun funerale fu celebrato per i due amanti, e la notizia della loro morte, o per paura o per rispetto, fu tenuta segreta. La cronaca del tempo lo registrò con estrema cautela senza fare i nomi degli uccisori, Ma nonostante la riservatezza d’obbligo, la notizia si divulgò lo stesso ed il "caso" della baronessa di Carini divenne di dominio pubblico.

La medica dovrebbe essere una missione

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...