mercoledì 24 febbraio 2016

Bergamotto reggino: le straordinarie virtù benefiche del “tesoro di Calabria”


Il bergamotto reggino è un agrume unico al mondo per le sue qualità organolettiche e nutrizionali, apprezzato e acquistato in tutto il mondo, tanto da essere protetto da un’apposita Dop. 
 Tante le proprietà di questo tesoro della Calabria: ricco di polifenoli, fa bene al cuore, tiene sotto controllo il colesterolo in eccesso e i trigliceridi nel sangue, previene le malattie cardiovascolari, contrasta l’insorgenza di ictus, aterosclerosi e infarto.
 I suffumigi con alcune gocce di olio essenziale di bergamotto esercitano un’azione calmante, fornendo un ottimo aiuto per il benessere delle vie respiratorie che possono godere della sua azione antibatterica e disinfettante.


Ma le proprietà dell’olio essenziale di bergamotto sono davvero straordinarie: esso combatte lo stress, riduce gli stati di agitazione, confusione, depressione e paura, riportando ottimismo e serenità, ha un forte potere antisettico se applicato sulla pelle per cui è consigliato in caso di ascessi e acne, dermatite seborroica, eczemi, punture di insetti, geloni, ustioni.
 Inoltre è un valido aiuto nei casi di cistite, leucorrea e altre infezioni e irritazioni del tratto uro-genitale, è utile nella cicatrizzazione di piccole ferite, per combattere la micosi alle unghie, per l’effettuazione di gargarismi contro l’alitosi.
Il bergamotto ha un buon contenuto vitaminico, è utile nei disturbi ossei da attenuato assorbimento di calcio, nei disturbi della dentizione, nella collagenopatie, nelle anemie da ridotto assorbimento di ferro.


Il suo nome è avvolto nel mistero.
 L’ipotesi più attendibile lo fa provenire dal turco “Bey armudu” (“Pero del principe”). 

Tante sono le testimonianze che vedono l’agrume protagonista: si narra che nel 1536, nel sontuoso banchetto offerto a Roma dal cardinale Campeggi in onore dell’imperatore Carlo V fossero presenti i “Bergamini confetti”, bucce di bergamotto candite, mentre Bernardo Buontalenti, poliedrico genio rinascimentale, creò un sorbetto composto da una crema aromatizzata con bergamotti, limoni e arance, refrigerata con una miscela di sua invenzione. 

Ma il debutto del bergamotto si ebbe alla Corte del Re Sole.
Nella splendida Reggia di Versailles giunse un certo Francesco Procopio de’ Coltelli, gentiluomo siciliano in cerca di fortuna, con una buona scorta di fusti di rame contenenti un liquido profumato, denso e misterioso da cui ricavava una deliziosa acqua al bergamotto, scoperta nel suo passaggio da Messina alla sponda reggina dello Stretto. 
Ben questo quest’acqua si rivelò utilissima, una soluzione al divieto, da parte della classe medica del tempo, di utilizzare l’acqua, ritenuta responsabile di diverse epidemie di peste… divieto che aveva provocato non pochi problemi igienici. 
Lo stesso Re Sole si fece spruzzare quell’acqua al bergamotto su corpo, abiti e ambienti, dopo aver intinto l’indice nell’Aceto balsamico di Modena, in una sorta di cerimoniale dell’igiene mattutina.

Ma Procopio guadagnò ancora più consensi del Re grazie alla sua rinnovata ricetta del gelato, perfezionata sostituendo il miele con lo zucchero, mescolando il sale al ghiaccio, nelle dovute proporzioni, per aumentarne considerevolmente la durata, tanto che Luigi XIV gli assegnò la “lettera patente”, concessione reale alla produzione di specialità come “acque gelate”, le odierne granite, e sorbetti con bergamotto e altri agrumi.

 Il bergamotto è largamente impiegato nell’arte dolciaria, rivelandosi un eccellente aromatizzante per caramelle, canditi, torroni, gelati, liquori ecc. 
L’essenza di bergamotto, grazie alla sua freschezza, è impiegata come ingrediente fondamentale non solo dell’acqua di colonia classica ma anche per lozioni antiforfora, deodoranti, profumi, saponi disinfettanti, sali da bagno, dentifrici. 

 Fonte: meteoweb.eu
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