lunedì 14 settembre 2015

Ricostruita la prima macchina del freddo di Leonardo


L’antenato dei frigoriferi – ideato da Leonardo da Vinci – è ora funzionante e in mostra al Museo della scienza e della tecnologia di Milano.
 Si tratta di un grande mantice con diciotto beccucci che, azionato a mano, concentra un getto d’aria su un contenitore dove tenere ghiaccio o acqua. 
Era questo per Leonardo il modo per creare quello che lui stesso definiva come «il sommo freddo».
 Il progetto, realizzato grazie al recupero di uno tra i migliaia di schizzi prodotti da Leonardo su circa 7.500 pagine e recuperato da Alessandro Vezzosi, fondatore e presidente del Museo ideale Leonardo da Vinci, è oggi tornato alla luce dopo più di quindici anni e riprodotto fedelmente grazie alla volontà e al sostegno di Sammontana Italia.


Il modello riproduce fedelmente il bozzetto autografo e databile intorno al 1492 di Leonardo, realizzato presumibilmente durante la sua permanenza nella Milano degli Sforza. 
«La macchina è una splendida sintesi di arte, scienza e tecnologia», spiega il professor Vezzosi. «Questo progetto ci fa comprendere la passione di Leonardo per il freddo e per la neve. Basti pensare che il primo disegno riferito al freddo risale al 5 agosto 1473».


Il disegno della macchina si trova in un foglio che Napoleone fece trafugare dalla Biblioteca Ambrosiana e che oggi è conservato presso l’Institut de France. 
L’enunciato autografo dello scienziato spiega i principi generali alla base dell’origine del freddo, ovvero per privazione di calore o per movimento d’aria. 
«Se per Leonardo il sommo caldo si può produrre con dei “razzi di uno specchio concavo” che si concentrano in un punto, il sommo freddo può essere prodotto dai “soffi di molti mantici”, ovvero dei molti beccucci di un grande mantice, concentrati verso un unico punto», spiega Vezzosi.


L’opera, realizzata dallo Studio Emme di Firenze, è composta da un mantice circolare a tre camere d’aria realizzato in cuoio, 18 beccucci che concentrano l’aria su un contenitore centrale e un piccolo argano a due manovelle da azionare a mano. 
In questo modo si va a creare un getto d’aria in grado di mantenere o abbassare la temperatura di cibi o bevande nel contenitore. Ecco quello che si può considerare come uno dei primi prototipi di frigorifero, in un’epoca nella quale il freddo era un lusso destinato a signori e potenti.


 Fonte : http://www.blueplanetheart.it
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