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lunedì 12 gennaio 2015

L'insolito metallo trovato in un relitto di 2.600 anni fa dimostrerebbe la prova dell'esistenza di Atlantide ?



Trentanove lingotti di un metallo insolito sono stati recuperati da una nave cargo affondata 2600 anni fa al largo della costa meridionale della Sicilia.
 Secondo gli esperti, i lingotti probabilmente provenivano dalla Grecia o dall’Asia minore e destinati ai laboratori di Gela, Sicilia. Evidentemente, la nave è colata a picco poco prima di entrare nel porto, a seguito di una forte tempesta. 

 “Il relitto risale alla prima metà del 6° secolo”, spiega a Discovery News Sebastiano Tusa, direttore della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali del Mare della regione Sicilia. “La nave si trovava a circa 300 metri dalla costa ad una profondità di circa 3 metri”.


A catturare l’interesse dei ricercatori sono stati soprattutto gli insoliti lingotti trovati nel relitto. 
Le analisi hanno rivelato che si tratta di un metallo composto da una lega di rame, zinco e piccole percentuali di nickel, piombo e ferro. 
 “Non è mai stato trovato nulla di simile in precedenza”, continua Tusa, il quale afferma che potrebbe trattarsi del mitico oricalco, il metallo misterioso che secondo Platone era prodotto ad Atlantide. “Sapevamo dell’oricalco da testi antichi e alcuni oggetti ornamentali”.


L’esistenza, l’origine e la composizione dell’oricalco sono stati oggetto di ampio dibattito da parte dei ricercatori. 

Secondo quanto scrive Platone, Atlantide risplendeva della “luce rossa dell’oricalco”, il quale aveva un valore secondo solo all’oro. Il filosofo registra che il metallo prodotto ad Atlantide era stato utilizzato per ricoprire le pareti interne, le colonne e i pavimenti del tempio di Poseidone. 

 Il nome del metallo deriva dalla parola greca “oreikhalkos”, che significa letteralmente “montagna di rame”.
 Gli antichi greci tramandavano che l’oricalco era stato inventato da Cadmo, un personaggio mitologico greco-fenicio, fondatore e primo re di Tebe.

 Nella sua Eneide, Virgilio scrive che la corazza di Turno era composta da “oro e oricalco bianco”, il che ha fatto ipotizzare che si trattasse di una lega di oro e argento. 

Il metallo è menzionato anche nelle Antichità Giudaiche di Tito Flavio Giuseppe, uno storico di origine ebraica del 1° secolo d.C., secondo il quale la navi che decoravano il Tempio di Salomone erano di oricalco. 

 Attualmente, alcuni studiosi suggeriscono che l’oricalco poteva essere una lega simile all’ottone, prodotto in antichità tramite un processo di cementazione, ottenuto attraverso la reazione minerale di zinco, carbone e rame metallico in un crogiolo. 
 Tuttavia, la scoperta dei lingotti sul fondo del mare siciliano potrebbe svelare finalmente il mistero sull’origine e la composizione di questo enigmatico metallo.


Fonte: www.ilnavigatorecurioso

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