domenica 5 ottobre 2014

Gli antichi manoscritti di Timbuktu


Circa 700 anni fa Timbuktu era un grosso centro dove i viaggiatori provenienti da Europa, Africa sub-sahariana, Egitto e Marocco si incontravano per commerciare sale, oro, avorio e, purtroppo, anche schiavi. 
Ma non ci si scambiavano solo merci, Timbuktu era un luogo dove le idee, le filosofie, i pensieri intellettuali, e le credenze religiose si riunivano in un mix dinamico, e uno dei modi principali con cui si scambiavano le idee era soprattutto attraverso la vendita dei libri. Secondo la descrizione del 1526 del diplomatico Leone l'Africano 
"il profitto più grosso veniva dalla vendita dei libri più che da altri settori del commercio"


Gli antichi testi di Timbuktu sono uno spettacolo veramente impressionante - fatti in pelle di cammello, pelle di capra o di vitello e scritti in oro, in rosso e in nero, le loro pagine sono scritte in calligrafia araba e africana e contengono numerosi disegni geometrici. 
Oggi, ci sono centinaia di migliaia di questi manoscritti antichi in abitazioni private, e mentre nella maggior parte dei casi gli archeologi condannano la proprietà privata riguardo i reperti antichi, in questo caso invece, è stato proprio quello che ha permesso a questi testi di sopravvivere.

 Nel corso degli anni, molti di questi manoscritti sono stati rovinati o rubati dai poteri che dominavano Timbuktu, tra i quali i francesi, che colonizzarono il Mali tra il 1892 e il 1960, e diversi gruppi terroristici come Al Qaeda che nel 2012 durante l invasione di Timbuktu, hanno distrutto molte tombe e tutti i manoscritti che hanno trovato. 

Fortunatamente molti manoscritti sono sopravvissuti perché i loro proprietari li hanno portati fuori da Timbuktu grazie ad Abdel Kader Haidara, che ha organizzato il salvataggio dei libri con asini e barche.
 Una grande operazione visto che i testi salvati contengono informazioni dal 13 al 17 ° secolo, su corano, sufismo, filosofia, diritto, matematica, medicina, astronomia, scienza, poesia e molto altro ancora.

 "Ogni libro ha le sue risposte, e se si analizzano si possono imparare ancora soluzioni", ha detto Haidara. "Tutto ciò che esiste ora, esisteva prima d'ora."


I manoscritti aprono una finestra nella mente dei più importanti pensatori dei tempi, tramandati attraverso le generazioni delle antiche famiglie, parlano di un Islam moderato, nel quale si sono sostenuti i diritti delle donne e si parlava dell accoglienza di cristiani ed ebrei. 

Quello che fatto Haidara non è da meno di un miracolo. 
In totale, è riuscito a portare oltre 300.000 manoscritti al porto di Bamako.
 Hanno affrontato violenze, conflitti e pericoli nascondendo i preziosi testi in automobili, carri e canoe sotto mucchi di verdura e frutta. 

Ora, per assurdo questi manoscritti, si trovano ad affrontare un nuovo pericolo.Passare da un clima caldo e asciutto a un luogo molto più fresco potrebbe rovinarli definitivamente. Se il danno fisico derivato dalle condizioni di conservazione attuale dovesse continuare, la muffa favorita dal tasso di umidità potrebbe essere devastante.




Un'iniziativa chiamata Biblioteche Timbuktu ha avviato un progetto con lo scopo di portare i manoscritti in un archivio resistente all'umidità per tutta la durata del loro esilio. 
Speriamo bene. 

Fonte : http://www.infinitafollia.it/

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