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giovedì 5 dicembre 2013

Porcellum (Si) ...(No) Mattarellum (Si)...(No) Ora l'importante (per loro) è come chiamare la nuova legge elettorale!!!! Propongo CASINELLUM

« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

(Articolo 1 della Costituzione Italiana)
L’articolo 1 fissa in modo solenne il risultato del referendum del 2 giugno 1946:
l’Italia è una repubblica. nella repubblica la sovranità, come ribadito nel secondo comma dell'art.1, appartiene al popolo, in nome del quale si legifera e si giudica senza che nessuno sia posto al di sopra della legge.
Tratti successivi caratteristici, ma non fondamentali sono poi: L’elettività
La temporaneità delle cariche pubbliche.
L’accesso ad esse non avviene per ereditarietà e per appartenenza dinastica, ma, appunto, per elezione, e la durata in carica non può mai essere vitalizia
(se si esclude il caso particolare dei pochi senatori a vita) ma limitata ad un tempo fissato dalla legge, si tratti del Sindaco di un piccolo Comune o del Presidente della Repubblica.
Diventa chiaro, in questo modo, anche il significato etimologico della parola repubblica: lo Stato non è un patrimonio familiare e dinastico che si possa trasmettere ereditariamente come un bene qualsiasi, ma è invece una "res publica", appunto una cosa di tutti. Coloro che sono temporaneamente chiamati a svolgervi un importante ruolo di direzione politica non ne sono i proprietari, ma i servitori.
E, per converso, i governati non sono sudditi, ma cittadini che devono essere messi in condizione di esercitare la loro sovranità. Per questo l’articolo 1 stabilisce il carattere democratico della repubblica.
Con esso, conformemente all’etimologia del termine democrazia (dal greco: demos, popolo e kratìa, potere), si intende che la sovranità, cioè il potere di comandare e di compiere le scelte politiche che riguardano la comunità, appartiene al popolo.
È naturale che un simile ruolo non possa essere esercitato in forma arbitraria.
L’inciso “nelle forme e nei limiti della Costituzione” sta a indicare proprio questo fatto.
Più precisamente, l’esercizio effettivo della sovranità popolare avviene in varie forme, specie il diritto di voto (art. 48 Cost.), mediante il quale ogni cittadino sceglie i propri rappresentanti a cui viene delegata non la sovranità, ma la cura effettiva degli affari pubblici.
Il Titolo IV della prima parte della Costituzione è dedicato ai rapporti politici.
Esso definisce i diritti politici del cittadino, quelli cioè che garantiscono la sua effettiva partecipazione alla direzione politica del Paese, la sua concreta possibilità di concorrere, insieme agli altri cittadini, a determinare le scelte politiche del Comune, della Provincia, della Regione e dello Stato, in primo luogo, ma non soltanto, eleggendo i rappresentanti di tutte queste istituzioni.
È soprattutto in questi articoli che trova effettiva applicazione il principio democratico della sovranità popolare stabilito dall’Articolo 1.

Art. 49. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale

Art. 50. Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Art. 51. Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.
A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Art. 54. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

L'ITALIA NELLA MENTE DEI PADRI DELLA COSTITUZIONE

.....................DOPO................

 

IL PORCELLUM

Una delle leggi varate negli ultimi anni dal Parlamento italiano e senza dubbio più criticata per l’evidente inadeguatezza mostrata, è il cosiddetto Porcellum. Si tratta di una legge elettorale con la quale in sostanza si è andati a modificare il sistema elettorale italiano passandolo da un sistema maggioritario ad uno proporzionale.
Ad ideare tale sistema fu l’esponente della Lega Nord, Roberto Calderoli il 21 dicembre 2005. Lo stesso Calderoli qualche mese più tardi, resosi conto di come la legge da lui ideata non fosse per nulla adatta, in una famosa intervista la definì ‘una porcata’.
Da questa affermazione prese poi spunto Giovanni Sartori ribattezzandola Porcellum.
Dunque, una legge che trasversalmente viene considerata sciagurata per alcuni tratti caratteristici che si sono poi rivelati molto contraddittori e non in linea con il principio di sovranità del popolo nella scelta dei propri rappresentanti.
Sono stati aboliti i collegi uninominali.
- Non viene data all’elettore la possibilità di poter esprimere la preferenza per un singolo candidato in quanto si può votare soltanto per il partito che in secondo tempo decide quali siano gli esponenti da portare alla Camera oppure al Senato.
- Prevede un premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato. Alla Camera consiste nel garantire alla coalizione che ottiene il maggior numero di voti, non conteggiando gli elettori residenti in Valle D’Aosta e all’Estero, un numero minimo di seggi pari a 340. Al Senato invece il premio viene dato regione per regione con la sola esclusione del Molise che, avendo un numero di votanti piuttosto basso, assegna soltanto due seggi.
Il premio al Senato consiste nel garantire alla coalizione vincente in quella regione, almeno il 55% dei seggi.
Ad esempio in Piemonte dove se ne assegnano 22, la coalizione vincente ne avrà diritto almeno ad 11.
- C’è l’obbligo per ogni partito o coalizione di indicare il proprio candidato con relativo programma.
- Hanno diritto ad essere rappresentate alla Camera tutte quelle coalizioni che superano la quota del 10% dei voti ottenuti.
Se invece si tratta di un singolo partito non coalizzato, la soglia si abbassa al 4%.
Al Senato la quota minima per le coalizioni è del 20% con inoltre i partiti che ne fanno parte devono raggiungere almeno il 3%.
Per partiti non apparentati la soglia è del 4%.
Si è spesso parlato di revisionare questa legge perchè Nel Porcellum le liste sono bloccate, quindi i cittadini non possono scegliere in autonomia i nomi dei deputati che li rappresentino ma si limitano a votare per alcune liste; scelta dei candidati che, come ormai tutti sanno, viene invece lasciata a monte ai partiti in base alle graduatorie da loro decise.

IL MATTARELLUM

Tale sistema elettorale è stato in vigore dal 1993 fino al 2001 venendo poi sostituito dal Porcellum.
Come funziona; questo sistema elettorale è misto in quanto prevede che l’assegnazione dei seggi avvenga per il 75% mediante l'elezione di candidati in collegi uninominali (il territorio nazionale è diviso in 475 collegi per la Camera e 232 per il Senato) ed in base ad un meccanismo maggioritario a turno unico.
Vale a dire, viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa delle preferenze nel collegio (nessun candidato può presentarsi in più di un collegio).
Il restante 25% dei seggi è assegnato con metodo proporzionale ma con sistemi di valutazione diversi tra Camera e Senato: alla Camera infatti, hanno diritto ad accedere alla suddivisione dei seggi le liste che raggiungono una soglia di sbarramento (che nello specifico è del 4%) ed il calcolo dei seggi spettanti avviene tramite un meccanismo piuttosto farraginoso che è integrato dal cosiddetto metodo dello scorporo, vale a dire una compensazione per i partiti minori che sarebbero altrimenti danneggiati dal sistema uninominale.
Al Senato invece, il meccanismo di divisione dei restanti 82 seggi da assegnare avviene tramite calcolo su base regionale: sostanzialmente in ogni singola regione vengono contati i voti di tutti i candidati perdenti che si collegano ad un gruppo regionale, per poi andare ad assegnare i seggi a coloro i quali hanno ottenuto la miglior percentuale elettorale (anche qui si applica la compensazione dello scorporo).
In sintesi il Mattarellum si caratterizza per essere un sistema elettorale misto, un ibrido basato al 75% su un sistema maggioritario con collegi uninominali, ed al restante 25% su un sistema proporzionale nel quale non si esprimono preferenze.
Un sistema elettorale che orienta il sistema politico in un senso fortemente bipolare e che, a differenza dell’attuale sistema elettorale (il Porcellum), consente ai cittadini elettori di scegliere i propri governanti (quantomeno per quel che riguarda la parte maggioritaria, ovvero il 75% dei seggi da attribuire).

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