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martedì 3 dicembre 2013

I contributi delle donne alla scienza: ieri e oggi

La storia delle donne nella cultura e nella vita civile è stata una storia di emarginazione fino alla fine dell'Ottocento e in gran parte ancora fino alla metà del Novecento, almeno nei paesi industrializzati.
Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica Malgrado le difficoltà incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza.
La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate. Ce ne furono una ventina nell'antichità, fra cui emerge il nome della matematica Ipazia; solo una decina nel medioevo, soprattutto nei conventi, quasi nessuna tra il 1400 e il 1500, 16 nel 1600, 24 nel 1700, 108 nel 1800.
Oggi solo nel campo dell'astronomia sono più di 2000, ed in ogni campo dei sapere le ricercatrici universitarie superano il 50%, con punte del'80% nelle facoltà umanistiche, del 60% in quelle di scienze biologiche, dal 30 al 40% nelle scienze biologiche, più dei 50% nelle matematiche, mentre sono ancora al di sotto dei 20% in facoltà come ingegneria e agraria.


Fra le matematiche va ricordata la già citata Ipazia (370-415 d.C.), figlia del matematico e filosofo Teone.
Diventò capo di una scuola platonica di Alessandria d'Egitto frequentata da molti giovani.
Fu uccisa barbaramente da monaci.
Forse anche perché tanta genialità matematica in una donna poteva sembrare indice di empietà.

Teano (in greco antico Θεανώ; VI secolo a.C. – ...) sarebbe stata, secondo alcune fonti, figlia o moglie di Pitagora, discepola della sua scuola dove apprendevano la dottrina del maestro altre 28 allieve Secondo altre fonti ella sarebbe stata invece la figlia di Brontinus (in greco antico: Βροντῖνος) successore di Pitagora.
Dal matrimonio con il maestro sarebbero nati due figli: un maschio, Arimnesto, e una femmina, Damo.
Dopo la morte del marito sposò Aristeo.
Ci sono pervenute sette lettere di questa donna, tre delle quali considerate autentiche.
Inoltre, diverse fonti riportano anche alcuni suoi apoftegmi a carattere morale, rivolti alle donne di Crotone, che si collegano alle sentenze pitagoriche dei Versi Aurei.
Ci parlano di lei come filosofa le biografie di Pitagora scritte da Diogene Laerzio, Porfirio, Giamblico e dall'Anonimo Foziano.


Enkheduanna, o Enheduanna , figlia di Sargon di Akkad, fu gran sacerdotessa della Dea Inanna ad Ur, vissuta tra il 2285 a.C. ed il 2250 a.C..
A lei sono attribuiti numerosi inni, tra cui il famoso "Inno ad Inanna".
Gli inni sono in lingua sumerica, nonostante l'accadico fosse la lingua della famiglia e dell'impero del padre.
Il suo nome è il più antico tramandato come autore di opere poetiche nella letteratura mondiale, anche se la validità dell'attribuzione tradizionale è almeno dubbia, anche per motivi linguistici.
In ogni caso l'attribuzione a Enkheduanna di inni scritti in lingua sumerica mostra il rispetto della dinastia sargonica verso le tradizioni religiose sumeriche.(2300 a.C.), principessa babilonese, era sacerdotessa della dea della Luna e dirigeva gli osservatori babilonesi, che avevano grande importanza sociale e civile. 



Sonduk, regina coreana, che incuriosita sin da piccola dallo spettacolo del cielo, fece erigere (630 a.C.) una torre astronomica (Cheomseongdae o la Torre della Luna e del Sole) che si può ammirare ancora oggi.Eretto nel 647a C.
Si tratta del più antico complesso di questo genere esistente in Asia, visitabile a Kyongju, a circa 100 km a nord di Pusan, nella Corea del Sud.
Sede dell’antica capitale della sua dinastia.
 

Merit Ptah (ca. 2700 a.C. ) è stata un medico egiziano. È nota per essere la prima donna conosciuta per nome nel campo della medicina, e probabilmente la prima donna conosciuta in campo scientifico. La sua immagine può esser vista in una tomba nella necropoli vicino alla piramide a gradoni di Saqqara. 
Suo figlio, che fu un Sommo Sacerdote,.

Maria la Giudea (anche conosciuta come Maria Prophetissima, Maria Prophetissa, Miriam la Profetessa, Maria d'Alessandria,) è una antica filosofa ed alchimista, che si ritiene sia vissuta nei territori dell’Impero Romano orientale, probabilmente ad Alessandria d'Egitto, tra il primo ed il terzo secolo d.C.
A lei viene attribuita l’invenzione di diversi apparati chimici ed alchemici e viene considerata la prima alchimista nella storia dell’Occidente a non essere una figura inventata Zosimo descrive molti degli esperimenti compiuti da Maria e degli strumenti inventati da lei, inoltre nei suoi scritti essa viene sempre menzionata come una dei “saggi” vissuti nel passato
Tra tutte le invenzioni che sono state attribuite a questo personaggio, la più celebre e comune è la cottura nel bagno di acqua bollente, che da lei prende nome, il bagnomaria, molto utile e spesso usato in tanti processi chimici dove è necessario un riscaldamento od una cottura di tipo dolce

Themistoclea Matematica Themistoclea ( fl.600 aC ) è stato uno sacerdotessa , filosofo e matematica in Delphi .
Secondo alcune fonti , era un insegnante divenne la prima donna nella storia a cui è stato applicato il termine "filosofo". Themistoclea menzionato negli scritti di Diogene Aristoxenesy.

La più celebre tra le scienziate medievali fu Ildegarda di Bingen (1098 – 1179),  che si dedicò anche alla musica e alla pittura e venne poi anche santificata e dichiarata dottore della Chiesa
Nel 1700 Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) fu la prima donna ad essere chiamata a ricoprire una cattedra universitaria, all'Università di Bologna.
Sophie Germain (1 776-183 1) fu una riconosciuta esperta di teoria dei numeri e di fisica.
Nel XIX secolo ci sono numerose grandi matematiche, fra le quali emergono soprattutto:
Sofia Kovaleskaja (1850-1891), professore all'Università di Stoccolma.
Emmy Noether (1882-1935), fondatrice dell'Algebra moderna.
Fra le matematiche italiane di questo secolo ricordo:
Pia Nalli (1866-1964) professore ordinario di analisi matematica all'università di Cagliari e poi di Catania;
Maria Pastori (1895-1975) ordinario di Meccanica Razionale all'università di Messina.
Maria Cibrario Cinquini (1905-1992), ordinario di Analisi matematica a Cagliari e professore emerito dell'università di Pavia, Maria Biggiogero Masotti ordinario di geometria presso il Politecnico di Milano.
Fra le fisiche e le astrofisiche vanno ricordate, naturalmente Marie Sklodwska Curie (1867-1934), premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, e prima donna professore alla Sorbona e la figlia Irene Curie (1897-1956) premio Nobel per la chimica nel 1935;
Lise Meitner (1878-1856) premio Nobel per la chimica nel 1935 la quale scopre il fenomeno della fissione nucleare ed è la prima donna ad avere una cattedra universitaria di fisica in Germania; Marie Goeppert Mayer (1906-1972) premio Nobel per la fisica nel 1963 per la sua teoria sui "numeri magici" che determinano la stabilità degli atomi;
Wu Chieng-Shiung (1913-1997), professore di fisica alla Columbia University, scopritrice della non conservazione della parità nelle interazioni deboli.
Fra le astronome e astrofisiche va ricordata Caroline Herschel (1750-1848) che insieme al fratello William iniziò lo studio fisico del cielo, occupandosi di quello sfondo di stelle fino allora considerato poco più di uno scenario su cui si muovevano i pianeti. A loro si deve lo studio delle nubi interstellari, la scoperta di regioni apparentemente prive di stelle, che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti, e lo studio della distribuzione delle stelle sulla volta celeste.
Maria Mitchell (1818-1889) è stata la prima famosa astronoma americana, docente di astronomia al Vassar College e direttrice di quell'osservatorio, che ha preso il suo nome. Un terzetto di astronome americane che hanno legato il loro nome a scoperte e ricerche fondamentali per la moderna astrofisica sono
Henrietta Swan Leavitt (1868-1921),
Anne Cannon (1863-1941),
Antonia Maury (1866-1952). La prima scoprì la relazione che lega il periodo di variazione di luce di una classe di stelle variabili dette "Cefeidi" al loro splendore assoluto, facendo di questa classe di stelle uno dei migliori mezzi per la determinazione delle distanze delle galassie.
Alla seconda si deve la classificazione degli spettri di più di 225.000 stelle; il risultato del suo lavoro è raccolto nel poderoso catalogo "Henry Draper" (dal nome dei finanziatone dell'opera) che è ancora oggi largamente consultato. La terza scoprì alcune caratteristiche degli spettri stellari, che permettevano di stabilire lo splendore assoluto di una stella, e quindi - misurato lo splendore apparente - risalire alla distanza. Essa ha anticipato di almeno due decenni il metodo di determinazione delle distanze dal semplice studio dello spettro.
Una grande astrofisica, iniziatrice dei metodi di studio delle atmosfere stellari e della determinazione della loro composizione chimica è stata Cecilia Payne Gaposchkin (1890-1979).
Iniziatrice dello studio dell'evoluzione chimica della Galassia è stata una giovane astrofisica, Beatrice Tinsley, scomparsa prematuramente una ventina di anni fa.
Oggi sono numerosissime le astrofisiche di fama internazionale che guidano gruppi di ricerca nei più svariati campi, dalla fisica stellare alla cosmologia, e delle più svariate nazionalità.
Si può stimare che in tutto il mondo rappresentino dal 25 al 30% di tutti gli astronomi e astrofisici.
Altrettanto numerose sono le scienziate nel campo della biologia e delle scienze mediche, molte insignite di premio Nobel.
Per tutte ricordiamo Rita Levi- Montalcini (1909) premio Nobel per la medicina nel 1986.
 

Margherita Hack (Firenze12 giugno 1922 – Trieste29 giugno 2013) è stata un'astrofisica e divulgatrice scientifica italiana.

È stata professore ordinario di astronomia all'Università di Trieste dal 1964 al 1º novembre 1992, anno nel quale fu collocata "fuori ruolo" per anzianità È stata la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale[12].
Membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche[13], Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997.
È stata un membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei (socio nazionale nella classe di scienze fisiche matematiche e naturali; categoria seconda: astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni; sezione A: Astronomia e applicazioni)
Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA.
In Italia, con un'intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell'utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale].
Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri sia divulgativi sia a livello universitario.
Nel 1994 ha ricevuto la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica.
Margherita Hack nel 1978 fondò la rivista bimensile L'Astronomia il cui primo numero vide la luce nel novembre del 1979; successivamente, insieme con Corrado Lamberti, diresse la rivista di divulgazione scientifica e di cultura astronomica Le Stelle


Sebbene oggi i contributi delle donne alla scienza vengano riconosciuti, resta il fatto che le scienziate per emergere devono generalmente lavorare di più dei loro colleghi e devono ancora superare numerosi pregiudizi, che, contrariamente a quanto si crede, sono maggiori nei paesi anglosassoni che non in quelli latini. Spesso mi viene chiesto se ho incontrato molte difficoltà nel corso della mia vita scientifica.
Ritengo che molti degli ostacoli di cui si lamentano parecchie ricercatrici dipende anche dall'educazione ricevuta che, almeno fino a qualche decennio fa, tendeva a fare delle bambine persone arrendevoli e servizievoli, poco combattive e desiderose di protezione.
Oggi mi sembra che le cose vadano cambiando, la vita e l'educazione comune a bambini e bambine li lascia più liberi di sviluppare le proprie attitudini naturali, senza imporre loro condizionamenti dovuti al sesso.
lo ho avuto la fortuna di avere una famiglia in cui babbo e mamma erano perfettamente eguali, si dividevano i compiti in piena parità, e che non mi hanno mai imposto comportamenti o giocattoli legati a stereotipi sessuali.
Anche lo sport che ho praticato per parecchi anni mi ha aiutato a sviluppare quella competitività che e necessaria per riuscire nell'atletica come nella scienza, per vincere sportivamente, allenandosi e studiando e avendo la costanza di perseguire lo scopo di battere un record o di ottenere un risultato scientifico, senza scoraggiarsi davanti agli insuccessi, perseverando con costanza. Credo perciò che l'ambiente familiare in cui ho avuto la fortuna di nascere sia stato estremamente importante per darmi fiducia nelle mie possibilità, e per non provare complessi di inferiorità che ho spesso notato in colleghe della mia generazione e anche più giovani. Malgrado i grandi progressi fatti dalle donne, ci sono ancora notevoli disparità nel mondo del lavoro, della politica e della ricerca.
Nelle università per esempio le ricercatrici sono ormai più della metà di tutti i ricercatori, ma appena si passa al livello superiore, quello dei professori associati, le donne sono meno del 30% e al più alto livello dei professori ordinari sono appena il 10%.
In politica è a tutti nota la scarsa rappresentanza femminile alla camera dei deputati e al senato.
Al governo dei comuni sono ancora una minoranza le donne sindaco, mentre sono frequenti gli assessorati alla cultura assegnati a donne, il che mi fa malignamente pensare quanta poca importanza i politici tendono ancora a dare alla cultura, ritenuta un trascurabile centro di potere locale.
Quasi sempre si attribuisce questa scarsa presenza femminile nei livelli più alti all'impegno familiare, alle cure dei marito e dei figli, e si chiede un maggiore impegno dello stato nel fornire asili nido, scuole materne, scuole a tempo pieno.
Giustissimo! Però rarissimamente si afferma il diritto delle donne e il dovere degli uomini di dividersi al 50% le cure familiari, dalle più umili alle più importanti, anche se la legislazione familiare dà alle donne la possibilità di rivendicare questa reale parità.
Sta alle giovani donne educare i propri compagni e ai giovani uomini di incitare le loro compagne ad affermarsi nella vita. Comunque ritengo che il crescente numero di donne affermate nella scienza, nella politica, nello sport e in tutti i campi dell'attività umana fornisca quei modelli che finora mancavano alle bambine, e che possono dar loro fiducia e stimoli ad eguagliarle.

(di Margherita Hack - 2000) 

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