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sabato 10 novembre 2012

Giuseppe Arcimboldo,

E’ inevitabile, se ci si accinge ad occuparsi del simbolismo nell’arte, incontrare il pittore E’ inevitabile, se ci si accinge ad occuparsi del simbolismo nell’arte, incontrare il pittore Giuseppe Arcimboldo, maestro dell’arte di scomporre e ricomporre la realtà in modo originale, unico ed inconfondibile. maestro dell’arte di scomporre e ricomporre la realtà in modo originale, unico ed inconfondibile.
Era nato, forse a Milano, nel 1527.Apparterrebbe a un casato,risalente all’epoca di Carlo Magno, stabilitisi poi in Italia. Il prozio dell’artista ebbe la carica di arcivescovo di Milano dal 1550 al 1555 egli fu l’artefice della formazione intellettuale del pittore introducendolo nel mondo culturale della città. Dal 1549 al 1559 lavorò alla fabbrica del Duomo di Milano. Nel 1962 si trasferì a Praga,da allora fu profondo e radicale il mutamento di linguaggio artistico. Si avvicinò al mondo alchimico e dei Rosa+Croce. Questa città centro dell’esoterismo europeo,si conquistò l’attributo di città magica.Quì acquisì queste conoscenze e elaborò la sua tecnica: scomporre la realtà in parti, come le monadi di Leibnitz o gli atomi di Democrito.
La Grande Opera: “Il Vertumno”, olio su tela del 1590 circa, custodito al Skoklosters Slott, in Svezia, è l’opera probabilmente più famosa di Arcimbold. Il Vetumno, che presso gli antichi romani era il dio della vegetazione e dei cambiamenti. La figura composta da magnifici frutti, fiori e verdure varie rappresentano la sintesi della quattro stagioni.
Il significato segreto dell’acrostico INRI sulla croce del Cristo, Ineffabile Nomen Rerum Initium, in cifre 10, 5, 5, 7, dalla somma delle lettere che compongono le parole. Arcimboldo le cela nei fiori, nei frutti e nelle verdure del suo dio degli inizi e compie la sua Grande Opera, per conservare e trasmettere il segreto, come ogni confratello doveva fare, prima della sua morte.

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