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martedì 23 ottobre 2012

Il castello di Bardi,

Il castello di Bardi, detto anche castello dei Landi, è un'imponente fortificazione che sorge su uno "scoglio" di diaspro rosso nell'omonimo paese in provincia di Parma. Nel medioevo, quando differenti erano i percorsi e le necessità di controllo del territorio, si trattava di un'importante tappa sul percorso della via degli Abati. Inoltre, non lontano transitavano i pellegrini della via Francigena.
Il nome "Bardi" deriva da Longobardi. L'esistenza di un fortilizio risale al regno di Berengario. Nell'898 l'edificio venne venduto al vescovo di Piacenza Everardo, che ne fece un sicuro rifugio in caso di aggressione da parte degli Ungari, che in quei tempi razziavano la pianura Padana. Fino al XII secolo il castello fu governato da una consorteria di nobili locali, conosciuti come conti di Bardi, finché, nel 1257, fu acquistato, con il vicino castello di Compiano, dal ghibellino Umbertino Landi di Piacenza, che ne fece la capitale dei domini della sua famiglia. Ai piedi delle sue possenti mura si svolsero molte battaglie contro i guelfi, sconfitti tra l'altro nel 1313. Nel corso del XV secolo i Landi modificarono la rocca, adeguandola alle nuove esigenze difensive e conferendole l'aspetto attuale.
Nel 1551 Carlo V d'Asburgo nominò i Landi marchesi e concesse loro il privilegio di battere moneta. Sul finire del XVI secolo, per volere di Federico Landi il castello diventò una residenza principesca dotata di pinacoteca, archivio di famiglia, biblioteca ed esposizione di armi. Nel 1682, con l'estinzione dei Landi, cominciò la decadenza del castello: il feudo passò ai loro storici rivali, i Farnese, e successivamente ai Borbone. La struttura, nel corso del XIX secolo, continuò a decadere e fu adibita a prigione militare, sede della pretura e del comune. Il recupero cominciò dopo gli anni '60.
Come tutti i castelli anche questo ha il suo fantasma Si narra, infatti, che il disperato fantasma di un cavaliere ancora si aggiri tra le sale e i corridoi del castello senza trovare pace, in cerca della sua amata persa in tragiche circostanze. E'lo spettro di cavalier Moroello, che visse proprio nella fortezza di Bardi alla fine del Quattrocento. Si innamorò, contraccambiato, della giovane castellana sedicenne Seleste, ma il loro sentimento era contrastato dalla differenza di casta e dalla disapprovazione del padre della ragazza. Moroello allora partì per una difficile missione di guerra che gli avrebbe dato gloria e prestigio, dalla quale tornò vittorioso ma indossando, come trofeo, le insegne del nemico. Seleste scorse da lontano la sagoma che giungeva al castello con gli stendardi nemici e credette che il suo amato fosse caduto in battaglia. Disperata per la perdita della suo amore, si gettò dal castello. A sua volta, Moroello non sopportando il dolore di non rivedere più la sua compagna, si tolse la vita
Oggi vaga ancora tra le mura del castello in cerca dello spirito della sua bella, del quale è stata avvertita la presenza nel maniero, il luogo dove si sono amati in vita e quello dove si ricongiungono dopo la morte. Sembra che il fantasma del cavaliere sia stato addirittura immortalato dagli obbiettivi della termocamera di due parapsiclogi bolognesi

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