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martedì 18 settembre 2012

Pellegrinaggio alla Kaaba


Pellegrini musulmani in preghiera alla Kaaba al centro della Grande Moschea della Mecca durante l'annuale pellegrinaggio 

 Nel cuore dell’Islam, una leggenda narra di un luogo che è sempre esistito. Prima di ogni cosa, persino prima della creazione, c’era un luogo sacro, la casa celeste di Dio. Si chiamava Ka’aba e la sua copia sulla terra si trova oggi al centro della Grande Moschea (al- Masjid al- Haram) nel cuore di una città dell’Arabia Saudita: la Mecca (Makkah). La Ka’aba, simbolo dell’adorazione verso l’unico Dio, è un semplice cubo alto 15 metri nel cui interno si trova una stanza disadorna. Nell’angolo sud-occidentale, incorniciata d’argento è incastonata la Pietra Nera, una delle pietre usate da Abramo per la costruzione. I musulmani, se le loro condizioni glielo permettono, devono recarsi alla Mecca almeno una volta nella vita e in un preciso periodo dell’anno, tra l’8° e il 12° giorno del mese di duh l-hijja ( il dodicesimo del calendario lunare islamico) si svolge il Pellegrinaggio(Hajj) le cui fasi rispecchiano le tradizioni del passato, una delle quali è la creazione della nuova copertura della Ka’aba che consiste in un drappo di color nero, su cui sono ricamati a mano in oro e argento i versetti del Corano. Per potervi partecipare il pellegrino deve essere in stato di ihram (sacralizzazione) che consiste nel fare il ghusl, la grande abluzione rituale, nell' indossare un abbigliamento particolare e inoltre comportarsi con cortesia, rispetto e pazienza. Per tutta la durata dell’Hajj infatti, gli uomini devono indossare due teli di stoffa bianca senza cuciture: lo izar intorno alla vita e il rida sulle spalle, mentre le donne hanno diritto di vestirsi come vogliono sempre nel rispetto delle leggi islamiche. Arrivati alla Mecca, i pellegrini si recano alla Grande Moschea e girano 7 volte attorno alla Ka’aba in un rito chiamato Tawâf. Il Tawâf è una preghiera individuale che può essere compiuta solo in questo luogo. Subito dopo, compiono un altro rito il Sa’y, che è una marcia ripetuta per 7 volte tra due colline, Safâ – la roccia e Marwa – la pietra, e serve a ricordare il tormento di Agar che cercava acqua nel deserto. Ismaele e Agar furono lasciati da Abramo (Ibrâhîm) in una valle desolata per volere di Dio. Rimasti senza acqua, Agar presa dalla disperazione perchè il figlioletto aveva sete cominciò a correre tra le due colline in cerca di aiuto. Al settimo percorso la fede della donna venne ricompensata, l'Arcangelo Gabriele sfiorò il suolo con la punta di un'ala e fece sgorgare un getto d'acqua: la fonte Zamzam. Il giorno 8 dhu l-hijja i pellegrini si spostano dalla Mecca a Mina , una vallata a sud dove fanno una sosta. Il giorno 9 dhu l-hijja raggiungono la pianura di Arafat, dove sorge la collinetta Jabal al-Rahma (il Monte della Misericordia), luogo in cui Adamo ed Eva si ritrovarono dopo essere stati cacciati dal paradiso terrestre e dove il Profeta Maometto pronunciò il suo ultimo discorso. Ad Arafat, i pellegrini compiono le preghiere da mezzogiorno al tramonto facendo attenzione di rimanere all’interno dei limiti di questo territorio fino la notte che segue. E’ questo istante della stazione notturna sul territorio di ‘Arafat, in stato di ihrâm, che conferisce al Pellegrinaggio la sua validità. Si dirigono poi verso Muzdalifa dove stanno in preghiera fino a sera. Tra Mina e Muzdalifa, i pellegrini raccolgono 7 sassolini per lanciarli il giorno 10 dhu l-hijja contro tre steli (jamarat) che rappresentano il diavolo e ricordano l'episodio in cui il diavolo (Shayṭān, Iblīs) incitò per tre volte Abramo a disobbedire al suo Signore e per tre volte Ibrâhîm lo scacciò lanciandogli delle pietre. La battaglia con il diavolo segna l'inizio di una celebrazione che dura tre giorni e che si chiama “festa del sacrificio” ( Aid al – Adha ) dove i pellegrini e i musulmani di tutto il mondo immolano un animale per poi distribuirne la carne ai poveri e consumandone una parte. Ora i pellegrini si rasano, fanno il bagno e si cambiano d'abito ritornando alla Mecca per l'ultimo commiato. Tutti ora hanno acquisito un titolo onorifico: Hajji per gli uomini e Hajja per le donne .

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