mercoledì 26 settembre 2012

Gli Etruschi



Dal VII al IV secolo a.C., gli Etruschi usavano cremare le salme dei defunti e riporne le ceneri all’interno di lucidi vasi cinerari (canòpi) di un particolare tipo di terracotta di colore grigio-nerastro (“bucchero”) o di bronzo. Il medesimo intendimento ritrattistico è riscontrabile nei sarcofaghi, realizzati in pietra o modellati in terracotta, realizzati a partire dal IV secolo a.C. A parte le caratteristiche dei loro pannelli laterali (inizialmente lisce e, solo successivamente, decorate con bassorilievi), l’aspetto saliente che le caratterizza è dato dal fatto che i coperchi riproducevano le sembianze del corpo del defunto, oppure , come nel caso del “Sarcofago degli Sposi” (rinvenuto a Cerveteri e risalente al 520 a.C.), quelle di entrambi i coniugi. Nel caso specifico, essi appaiono semidistesi su un triclinio, come se partecipassero ad un banchetto. Detta consuetudine fu ripresa dai Romani, che molto amavano le conversazioni conviviali. La presenza del marito, ritratto in atteggiamento affettuoso accanto alla sua sposa, sottolinea la considerazione ed il rispetto che godeva la donna nella società etrusca, diversamente di quanto, in termini di libertà, le era consentito in quella greca. Dal IV secolo in poi, grazie al diffondersi di modelli ellenistici, si verificò un progressivo affinamento della tecnica del ritratto.

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