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mercoledì 1 ottobre 2014

Ponte Banpo in Corea del Sud: una fontana di luci e colori


Il ponte Banpo in Corea del sud è un luogo magico, perché caratterizzato da una fontana che ne percorre i due lati che di notte si trasforma in un arcobaleno di luci e colori.
 La struttura è un importante ponte nel centro di Seoul sul fiume Han, che collega la Seocho e i quartieri Yongsan.
 Si tratta della fontana più lunga che esista, dato che raggiunge i 1140 metri di estensione.
 La fontana è programmata per mandare in scena spettacoli a base di acqua, luci e colori durante la notte, mentre durante il giorno genera dei rami e delle foglie di salice.
 Quando il sole cala, 200 luci illuminano la fontana in modo che sembri una danza, ed i colori caratterizzano i getti d’acqua che si muovono in sincronia con la musica.


Con circa 10.000 ugelli a LED che corrono lungo entrambi i lati, tutto lo spettacolo spara circa 190 tonnellate di acqua al minuto. L’installazione della particolare struttura scenografica risale al settembre del 2009 ed il sindaco di Seoul ne ha elogiato le caratteristiche perché il ponte abbellisce la città e costituisce una vetrina per l’eco-compatibilità di Seoul, in quanto l’acqua viene pompata direttamente dal fiume stesso e continuamente riciclata.
 Il ponte dispone di 38 pompe per l’acqua e 380 ugelli su entrambi i lati, che succhiano 190 tonnellate di acqua al minuto dal fiume che si trova 20 metri sotto il ponte, e la proiettano sino a 43 metri in orizzontale.

Göbekli Tepe è il più antico laboratorio di scultura del mondo


Göbekli Tepe è un sito archeologico situato nella parte superiore di un costone di montagna nella regione sud-orientale dell’Anatolia, Turchia.
 Qui si trova il tempio più antico mai scoperto , così importante da essere considerato “il punto zero” della storia.
 Da quando è stato scoperto – quasi due decenni fa – è stato oggetto di uno studio intenso da parte dei ricercatori dell’Istituto Archeologico Tedesco e del Ministero della cultura e del turismo della Turchia.


Secondo quanto riporta l’Hurriyet Daily News, i risultati più recenti di anni di scavi suggeriscono che Göbekli Tepe sia il più antico laboratorio scultoreo del pianeta, mostrando che l’uomo del neolitico era molto più raffinato di quanto si pensasse. 
 “Göbekli Tepe è la culla delle arti plastiche”, spiega Cihat Kürkçüoğlu, professore associato della vicina Harran University, dipartimento di Arti e Storia. “Si tratta di un tempio, ma allo stesso tempo è anche la più antica bottega di scultura del mondo. Ci si aspetta di trovare sculture primitive, invece si vedono creazioni artistiche esteticamente molto avanzate”.

 Göbekli Tepe è composto da numerosi templi realizzati con pilastri dal peso compreso tra le 40 e le 60 tonnellate, assieme a numerose stele a forma di T con intricate raffigurazioni di tori, serpenti, volpi, leoni e altri animali scolpiti nella pietra. 
 “Questo ci ha molto sorpreso”, continua Kürkçüoğlu. “Alcune composizioni in Göbekli Tepe sono talmente buone da competere con il gusto grafico di oggi. Man mano che gli scavi archeologici andranno avanti, credo che troveremo prototipi più antichi”.



 Göbekli Tepe, secondo la storiografia ufficiale, non dovrebbe esistere.
 I risultati dei test sostengono l’ipotesi che Gobleki Tepe risalga a 11 mila anni fa, ossia quasi 6 mila anni prima della comparsa delle prime civiltà nella mezza luna fertile in Mesopotamia (a lungo considerata la culla della civiltà) e ben 8,5 mila anni prima della costruzione della Grande Piramide di Cheope, diventando così il più antico esempio noto di architettura monumentale.
 Göbekli Tepe, e altri siti mediorientali, stanno cambiando le nostre idee su una svolta fondamentale nella storia umana: la rivoluzione neolitica, quando i cacciatori-raccoglitori nomadi si trasformarono in agricoltori stanziali. 
 Gli archeologi continuano a scavare e a discutere sul suo significato: come è stato realizzato? Qual è la sua storia? Chi l’ha costruito e perché?
 Per certi aspetti, la struttura sembra venire fuori dalle tenebre dell’ultima era glaciale, entrando di colpo sulla scena storica.

 Tratto da: www.ilnavigatorecurioso.it

Cannabis nelle farmacie dal 2015, ma a chi verrà rilasciata ?


 L’accordo, alla fine, è stato raggiunto. Entro il 2015 i pazienti affetti da malattie neurodegenerative potranno usufruire di farmaci a base di cannabis, per la propria terapia del dolore. E la coltivazione avverrà in Italia, evitando così di dovere importare i prodotti a caro prezzo dall’estero. 

 L’accordo è stato siglato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il ministro della Difesa Roberta Pinotti: entro il 31 ottobre verrà formato un gruppo di lavoro per capire le quantità necessarie e far partire un progetto pilota per la produzione di cannabis presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. 
 L’obiettivo è quello, nel più breve tempo possibile, di passare alla coltivazione su larga scala, con la possibilità di smistare con velocità e sicurezza la sostanza attiva alle farmacie.

 Dagli studi scientifici disponibili la cannabis è efficace contro dolore, nausea, vomito, anoressia e disturbi del movimento. Secondo la legge è possibile usare questi principi attivi “per la cura palliativa del dolore o per altre applicazioni terapeutiche in molte forme di disabilità fisica e mentale a discrezione del medico, dietro presentazione di ricetta medica”. 
Tra queste terapie troviamo glaucoma, epilessia, depressione, emicrania, ictus e altre ancora, comprese morbo di Alzheimer e Aids. 

 Una decisione che, come detto, non è presa per caso, ma in seguito all’analisi di numerose ricerche che indagavano le singole proprietà terapeutiche e palliative dei cannabinoidi. 
I risultati parlano di “apprezzabile efficacia nel trattamento di particolari sintomi, associata a una minore incidenza di effetti collatarali di rilievo rispetto a molti dei farmaci di comune impiego”. 
 Una notizia molto importante che potrebbe davvero aiutare chi è affetto da patologie gravi e chiede con forza la possibilità di usare tali farmaci.
 Anche se, di sicuro, la vicenda non rimarrà senza polemiche.

 fonte http://www.today.it/

martedì 30 settembre 2014


Autunno…arrivano le bacche giallo – arancio dell’Alchechengio!


Kikingeri, vingenze, alchechengi, fiasche dei corai, ciliegine…tutti nomignoli popolari per indicare le bacche dell’Alchechengio! 
Vediamo di cosa si tratta.
 L’Alchechengio è una pianta annuale originaria dell’Europa e dell’Asia che appartiene alla famiglia delle solonacee, la stessa del pomodoro e della patata.
 Produce bacche commestibili di colore giallo arancio, poco succose e un po’ acidule il cui sapore ricorda quello del lampone o del pomodoro.
 Le bacche, che sembrano dei minuscoli pomodorini, crescono avvolte in un involucro che va dal verde al giallo dorato e danno un notevole effetto decorativo proprio perché ricordano delle piccole lanterne cinesi, per questo vengono impiegate di frequente nella composizione di giardini rocciosi. Il periodo di raccolta dei frutti è proprio l’autunno.


Ma vediamo le proprietà medicinali di queste curiose bacche autunnali che proprio sin dall’antichità venivano sfruttate a scopo terapeutico
. Innanzi tutto, come tutti i frutti di colore arancione, sono scrigni ricchi di vitamina C e dunque sono ottimi per combattere le sindromi influenzali, specie quelle che colpiscono l’intestino.
 Sono ricchi di ferro, niacina, provitamina A e di tannini, e ciò li rende ottimi astringenti, depurativi e diuretici, validi dunque in tutte le affezioni dell’apparato urinario, in caso di gotta, acido urico e artrite.
 Sono emollienti, debolmente lassativi e sedativi della tosse, febbrifughi e antiflogistici.
 E’ possibile sfruttare tutte queste proprietà benefiche utilizzando le bacche nella preparazione di decotti, infusi oppure di un vino medicinale.
 Purtroppo oggi l’uso che se ne fa è soprattutto di tipo alimentare: ecco che potete apprezzarle spremute, crude nelle insalate o nelle macedonie, oppure, data la ricchezza di pectina, utilizzarle per preparare marmellate, sorbetti o crostate.
 Provate anche a gustarle candite o pucciate nel cioccolato fondente!


Al momento dell’acquisto, scegliete frutti sodi, privi di ammaccature e con il calice dalla consistenza friabile.
 Considerate che lasciati a temperatura ambiente continuano a maturare. 
A casa, potete conservarli in frigorifero coperti da un panno per un massimo di due o tre giorni oppure potete pensare di congelarli eliminando il calice. 
Che dirvi? Approfittatene… cogliete l’attimo e provateli per concludere in modo chic una cena con amici, magari proponendoli come goloso dessert! 

 Da: greenme.it

Spettacolare eruzione solare ripresa nei giorni scorsi


Il Sole continua a dare spettacolo con grandi eruzioni e macchie solari. 
Il 26 Settembre, il Solar Dynamics Observatory ha ripreso questa enorme palla di plasma carico mentre si muoveva lungo la superficie solare prima di ricadere verso il basso.
 La ripresa nel colore rosso che vedete è dovuta al filtro del SDO, sensibile ad una temperatura di 60.000°C.

 

Eruzioni così violente possono rilasciare nello spazio miliardi di particelle alla volta, spingendole a milioni di km/h di velocità!

 Un’eruzione solare si genera a causa dell’emissione di intensi campi magnetici sulla fotosfera, la superficie esterna del Sole, visibili come macchie solari.
 Questo determina improvvisi rilasci di energia e l’espulsione di particelle di plasma altamente ionizzato ad alta velocità nello spazio interplanetario.
 La tempesta solare è costituita da tre componenti: radiazione ultravioletta e raggi X, che raggiunge la Terra in 8 minuti; una seconda componente di particelle relativistiche, che arrivano in qualche ora; infine, una bolla di plasma di enormi dimensioni che può investire la Terra (o qualsiasi cosa si trovi nella posizione giusta).
 In questo caso però non c'è alcun rischio.

 Fonte: www.link2universe.net

Quando gli UFO invasero l'arte rinascimentale

Molti dipinti di epoca medievale e rinascimentale sembrano raffigurare strani oggetti che agli occhi di un moderno somigliano ai cosiddetti UFO. 
Si tratta di testimonianze di antichi avvistamenti, o solo rappresentazioni religiose di eventi divini?


Nei periodi della civiltà occidentale noti come Medioevo e Rinascimento, molti artisti hanno creato alcune delle opere più rappresentative dell’epoca, definendone canoni e stili.
 Nel corso di quel periodo, la raffinatezza delle opere è andata crescendo. Ancora oggi, le opere d’arte prodotte nel Rinascimento suscitano apprezzamento e meraviglia nei visitatori.
 Eppure, alcuni di questi dipinti così importanti per la storia della civiltà occidentale contengono delle strane raffigurazioni che secondo gli ufologi rappresenterebbero qualcosa di ultraterreno, qualcosa che pervade la cultura popolare contemporanea, qualcosa noto come “dischi volanti”.
 Molti dei dipinti in questione sono di natura religiosa, un soggetto molto comune per l’epoca.
 In queste opere è possibile notare quello che all’occhio dei moderni sembrano UFO, raggi laser e uomini a bordo di aerei.

 La Madonna con San Giovannino

Uno degli esempi più rappresentativi è l’opera dipinta da Domenico Ghirlandaio nel 15° secolo. Il dipinto si trova attualmente esposto nel Museo di Palazzo Vecchio a Firenze.
 L’opera è una rappresentazione della Vergine Maria con Gesù e Giovanni Battista bambini. Sullo sfondo c’è un uomo intento a scrutare qualcosa di strano nel cielo: un oggetto che emana raggi di luce, molto simile alla rappresentazione moderna dei dischi volanti.

 L’Annunciazione

Un altro dipinto noto agli ufologi è l’Annunciazione di Carlo Crivelli (1486), attualmente in mostra alla National Gallery di Londra .
 Si tratta di un esempio molto citato dai sostenitori della Teoria degli Antichi Astronauti. 
 Nel cielo si vede un oggetto circolare da quale parte un raggio di energia diretto verso la Vergine Maria.
 Sebbene sia incredibilmente simile alla raffigurazione un UFO moderno, gli scettici interpretano l’oggetto come una rappresentazione artistica di Dio circondato dai suoi angeli.

 Il Trionfo dell’Estate

Il Trionfo dell’estate’ è un arazzo prodotto nel 1538 d.C. nella città di Bruges, Belgio.
 L’opera rappresenta l’ascesa vittoriosa di un sovrano al potere. L’arazzo è esposto nel museo cittadino Bayerisches Nationalmuseum. 
 Tuttavia c’è qualcosa di molto insolito raffigurato nell’arazzo: se si guarda con attenzione nella parte alta dell’opera, soprattutto verso il lato sinistro, si noteranno una serie di curiosi oggetti a forma di cappello nero sospesi nell’aria.



Il Miracolo della Neve

La “Fondazione della chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma”, più conosciuta come “Il Miracolo della Neve”, venne dipinta da Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino da Panicale, su ordine del papa Martino V Colonna per la chiesa di Santa Maria Maggiore di Roma intorno al 1428.
 È la rappresentazione visuale di uno stranissimo evento in cui fu coinvolto Papa Liborio (352-366), il quale in sogno ricevette l’ordine dagli angeli di costruire a Roma una nuova chiesa nel luogo esatto dove una nevicata miracolosa si sarebbe manifestata. 
 Masolino da Panicale, nella sua pittura, rappresenta una scena dettagliata dell’evento, con la neve che cade da una “nuvola” grossa e allungata, grigiastra e a forma di sigaro, sotto la quale sono visibili delle nuvole più piccole. Un’attenta osservazione di queste ultime, peraltro, mostra che non sembrano nubi normali. 

 Il Battesimo di Cristo

Nel dipinto del pittore fiammingo Aert De Gelder, “Battesimo di Cristo” (1710), sono raffigurati Gesù e Giovanni Battista immersi in una luce proveniente da un disco lucente nel cielo.
 Se si tratta dello Spirito Santo, persona incorporea delle Trinità, perché De Gelder ha voluto renderlo così materiale?

 Crocifissione di Cristo

Un altro esempio molto significativo è l’affresco conservato nel Monastero di Visoki Decani in Kosovo.
 Questa opera è molto conosciuta tra gli appassionati di ufologia. Gli Oggetti ai lati della croce, sembrano essere dei velivoli occupati da due piloti, intenti ad osservare le ultime ore della vita di Gesù. 
 Una cosa sembra chiara: secondo la tradizione ortodossa, la morte di Gesù Cristo è raffigurato con dei testimoni cosmici d’eccezione. 

 Manifesto di Norimberga

Un' altra testimonianza diventata famosa è il cosiddetto Manifesto di Norimberga, una stampa che riporta di un evento celeste avvenuto nei cieli di Norimberga il 14 aprile 1561.
 Secondo le cronache del tempo, la popolazione vide comparire in cielo numerosi oggetti volanti, di varie forme, che ingaggiarono fra di loro una sorta di combattimento.
 Le cronache del tempo riportarono l’accaduto con dovizia di particolari, affinché della vicenda rimanesse chiara memoria.
 Inoltre, furono eseguite diverse incisioni su legno e stampe su carta.

 Fonte : ilnavigatorecurioso.it

Alaa, l'angelo dei gatti nell'inferno di Aleppo


Ad Aleppo, la città più grande della Siria, gli abitanti hanno lasciato le loro case per trovare un rifugio più sicuro dai bombardamenti.
 Tra ciò che ciò che resta alle loro spalle ci sono anche loro, i gatti, che ora ora vagano per la città senza che nessuno si prenda cura di loro.
 Eppure anche per loro, in mezzo alla distruzione, alla morte e alla violenza, esiste un angelo. Si chiama Alaa, fa l'autista di ambulanze e, quando non sta correndo per la città per salvare vittime della guerra civile siriana, trova ancora il tempo e l'energia per aiutare le vittime meno conosciute del conflitto, gli animali.
 Alaa spende circa 4 dollari dei suoi risparmi ogni giorno per la carne con cui sfama circa 150 randagi nel quartiere di Masaken Hanano, che ormai resta quasi del tutto distrutto e deserto.




In un luogo dove la vita ha ceduto il passo alla morte, anche i piccoli gesti hanno il loro valore.

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