giovedì 9 gennaio 2020

Nelle Azzorre, puoi cucinare all’interno di un vulcano


Nelle Azzorre Portoghesi, esattame a Sao Miguel, l’isola più grande dell’arcipelago, c’è la piccola cittadina di Furnas che conta appena 1500 abitanti. 
 Questa zona conosciuta soprattutto per la sua attività vulcanica, presenta una caratteristica geologica piuttosto interessante: alcuni vulcani infatti non sono appuntiti e la loro forma ricorda più quella di una vallata. 

 Gli abitanti di Furnas hanno imparato a conoscere e rispettare questo territorio ma anche a sfruttarlo. 
La città infatti è un importante centro termale grazie alla presenza di acque ricche di minerali e geotermiche. 

 C’è poi un’usanza gastronomica in questa città inusuale e bizzarra, ma che piace davvero a tutti, viaggiatori e residenti compresi: quella che riguarda la cottura dei piatti all’interno dei vulcani.


La tradizione vuole che il cozido, piatto iconico del territorio, venga appunto preparato proprio all’interno del vulcano.

 Il grande pentolone che contiene tutti gli ingredienti per la preparazione del pasto, viene introdotto all’interno di soffioni sulfurei.

 Questo spezzatino di carne e verdure, i cui ingredienti sono amalgamati all’interno di una pentola di ghisa, viene cotto in maniera naturale grazie al calore del sottosuolo vulcanico.
 Il pentolone viene calato in una buca, all’interno di una zona adibita alla cucina, poi coperto di terra e lasciato lì dentro per almeno sei ore. 
Questa procedura rende il sapore del cozido davvero unico, ecco perché tutti lo amano.


In questo sito, appena fuori dalla città di Furnas, tutti possono preparare questo piatto tradizionale, sono infatti presenti diverse buche destinate alla cottura del cozido messe a disposizione sia per i ristoranti che per gli abitanti del posto.

 Quella di sfruttare il calore del sottosuolo per la cottura è una tradizione piuttosto antica e il merito di averla ereditata va ai ristoranti della zona che si sono ingegnati per garantire ai residenti e ai viaggiatori il miglior cozido del mondo. 


 Fonte: siviaggia.it

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