giovedì 12 novembre 2015

Sierra del Divisor: nasce uno dei parchi più grandi del mondo, per proteggere l’Amazzonia e gli indigeni


Prendiamo due dei più grandi parchi americani, Yosemite e Yellowstone National Parks. 
Virtualmente sommiamone le superfici.
 Il risultato è un'enorme distesa verde. 
Altrettanto grande sarà il nuovo parco che sorgerà in Perù, il Sierra del Divisor National Park grande oltre 1,3 milioni di ettari di foresta amazzonica.
 A dare il via libera definitivo è stato il presidente peruviano Ollanta Humala. Il nuovo parco assicura strategicamente l'ultimo collegamento con il cosiddetto Ande-Amazon Conservation Corridor, formando uno dei più grandi blocchi contigui di aree protette dell'Amazzonia.
 Una scelta di vitale importanza che permetterà di proteggere una delle ultime roccaforti rimaste del pianeta per la fauna selvatica.
 La Sierra del Divisor ospita oltre 3.000 specie di piante e animali, alcune delle quali non si trovano in nessun'altra parte del mondo. L'area è una roccaforte per grandi mammiferi come i giaguari e tapiri che sono in declino.
 Inoltre il parco fornirà anche una protezione per la tribù indigena degli Iskonowa, che vive all'interno del nuovo parco in isolamento volontario.












Il nuovo parco è importante non solo perché permetterà di proteggere la biodiversità ma anche per la sua capacità di ridurre l'impronta di carbonio a livello globale.
 Secondo Rainforest Trust circa un miliardo di tonnellate di carbonio verranno assorbite da questo grande polmone verde, pari alle emissioni medie annue di tutti i veicoli in circolazione negli Stati Uniti.


Il parco ingloberà la Sierra del Divisor e la White-Sands National Reserve adiacente. 
Considerata una delle più alte priorità di conservazione del Perù, la Sierra del Divisor è da tempo riconosciuta per la sua grande biodiversità. 

 “Proteggere la Sierra del Divisor dal disboscamento illegale e dall’estrazione è di fondamentale importanza per la fauna selvatica in via di estinzione, per i popoli indigeni e per il mondo”, ha spiegato Paul Salaman, CEO du Rainforest Trust.

 Fonte: www.greenme.it
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