venerdì 16 ottobre 2015

Ufo vintage: il "Vimana" della Domenica del Corriere


«Furono già tra noi?». 
È la domanda che si pone la Domenica del Corriere in riferimento ad un articolo pubblicato sul rotocalco del 9 dicembre 1962. «Esseri di altri mondi scesero anticamente con astronavi sulla Terra», si chiede l’articolista, anticipando di qualche anno le domande che poi si porranno i Teorici degli Antichi Astronauti. 

 La bellissima tavola di Walter Molino sembra riferirsi ad un “vimana”, termine sanscrito con il quale vengono indicati dei misteriosi oggetti volanti descritti nel Mahabharata e nel Ramayana, antichi testi sacri della religione Indù, risalenti a 5 mila anni fa.


La parola Vimana, in sanscrito विमान, è formata dal prefisso vi, “uccello” o “volare”, e dal suffisso man che indica “luogo abitato costruito artificialmente”, da cui il vocabolo assume il significato figurato di “uccello artificiale abitato” mentre per altri studiosi la parola Vimana sarebbe traducibile in “uova luminose”. 
 Secondo le descrizioni di questi testi sacri, i vimana sono in grado di volare nell’aria, nello spazio e nelle profondità degli oceani. 
In uno di questi testi, il Ramayana di Valmiki si legge testualmente: “La splendente astronave irradiava un bagliore fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso vivo, volava il carro alato di Ravana.
 Era come una cometa nel cielo”. 
 Si possono trovare descrizioni di vimana larghe fino a 30 metri e con le stesse capacità di un velivolo moderno.
 Esiste un testo sacro, il Vaimanika Shastra, che è un vero e proprio manuale che descrive non solo come pilotare un vimana, ma anche le sue caratteristiche tecniche.


Un vimana produceva un fascio di luce che, se puntato su un bersaglio, lo consumava con la sua potenza. 
Questo fascio fotonico sembrerebbe un’arma laser di incredibile potenza. 
Più che un testo religioso, sembra un racconto di fantascienza! 
 Le Vimana vengono descritte come i mezzi di trasporto degli “esseri celesti”, forse Antichi Astronauti che, in forza della loro tecnologia avanzata, vennero scambiati per divinità dai nostri antenati. 
La cosa stupefacente è che tutte queste storie sono accettate come vere dalla moderna società indiana. 
 In un documento presentato al 102° Indian Science Congress, si afferma che le antiche civiltà indiane praticavano il volo spaziale avanzato, migliaia di anni prima della scoperta del volo da parte dei fratello Wright nel 1903. 
 «C’è una storia ufficiale e una storia non ufficiale», ha detto il capitano Anand Bodas. «La storia ufficiale ha registrato solo il volo dei fratelli Wright nel 1903, ma il vero inventore del primo velivolo è stato un saggio di nome Bharadwaja, vissuto circa 7 mila anni fa».

 Fonte: .ilnavigatorecurioso.it
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