martedì 8 settembre 2015

Las Médulas: la più grande miniera d’oro dell’Impero Romano


In Spagna sono ancora numerose le vestigia dell’antica dominazione romana, sparse in tutto il paese, in città come Segovia, Mérida, Saragozza, e molte altre.
 Non tutti però conoscono un sito, non archeologico, ma naturale, che deve il suo attuale aspetto proprio ai Romani: Las Medulas, una località del nord-ovest della Spagna, al confine tra Leon e Galizia, ricca di miniere d’oro, che i Romani sfruttarono, dal 1°secolo d.C. e per circa duecento anni, con innovative tecniche di estrazione, che hanno totalmente modificato il paesaggio. 
Las Médulas è una eccezionale testimonianza del livello tecnologico e scientifico raggiunto da una civiltà scomparsa: quello che è visibile oggi, e sì un paesaggio naturale, ma anche storico, perché plasmato da interventi umani drastici.
 Il sito poi, dopo l’abbandono da parte dei Romani, è rimasto praticamente immutato, con i suoi brulli costoni di roccia arancione, come cicatrici sulle verdi montagne.


L’oro veniva estratto con un sistema di idraulica applicata, chiamato da Plinio il Vecchio Ruina Montium: dopo aver perforato la montagna, si convogliava una grande quantità di acqua (raccolta in sette dighe), che faceva esplodere la roccia, lasciando scoperti i filoni d’oro.
 Si stima che i Romani, nel corso di quasi due secoli, abbiano estratto da questa miniera a cielo aperto, la più grande di tutto l’impero, circa 800 tonnellate di oro.






Per quanto distruttivo possa essere stato il processo di estrazione, quello che ha lasciato alle spalle è spettacolare. 
La strana, sublime bellezza di queste enormi tende arancioni, quasi un drappeggio sul verde delle montagne, attira migliaia di visitatori ogni anno.

 Nel 1997, l‘UNESCO ha aggiunto Las Médulas alla lista dei siti del patrimonio mondiale di “valore eccezionale per l’umanità.” 

 Fonte : http://www.vanillamagazine.it/
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