giovedì 4 giugno 2015

Lo strano caso del chirocefalo, mostro da pozzanghera


Il chirocefalo, “essere” uscito direttamente dai racconti di H.P. Lovecraft sembra pronto a ghermirci con il suo apparato buccale, a metà tra quello di un polpo e quello di un insetto. 
Tutto a posto, tranquilli, non è Cthulhu – la creatura cosmica dei romanzi dello scrittore americano – bensì qualcosa di immensamente più piccolo e inoffensivo, ma allo stesso tempo molto interessante: un crostaceo appartenente al genere Chirocephalus.


Questi curiosi animali possiedono caratteristiche tra le più primitive nei Crostacei e uno stile di vita estremo. 
Con le abbondanti piogge primaverili alcuni avvallamenti nel terreno si riempiono velocemente d’acqua, ma altrettanto velocemente si prosciugheranno, diventando uno dei luoghi più inospitali al mondo per un animale dotato di branchie. 
Tuttavia, i chirocefali sono preparati a questo, e nel fango di quelle pozze effimere si trovano le loro uova che, da mesi – forse anni –, stanno aspettando l’arrivo delle piogge. 
Dopo un accrescimento velocissimo, i maschi vanno alla ricerca delle femmine, con cui si accoppiano in modo apparentemente brutale, tenendole ferme con i loro apparati boccali. 
Dopo l’accoppiamento le femmine produrranno alcune centinaia di uova, deposte nel morbido substrato di fango della pozza.


La fase larva-adulto dura al massimo poche settimane, ma basta per fare in modo che la specie sopravviva e prosperi in quello che sarebbe un inferno per molti altri animali.

 Dopotutto, forse, Cthulhu esiste… è solo molto più piccolo di quello che pensavamo.

 Fonte www.rivistanatura.com
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