giovedì 11 settembre 2014

Richiami vivi, il Senato approva il testo che ne consente ancora l’utilizzo nella caccia



Con 22 voti a favore e 18 contrari, le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini italiani indignati Richiami vivi, il Senato approva il testo che ne consente ancora l’utilizzo nella caccia Gli associazioni animaliste: «Una pagina penosa. I
l peggior biglietto da visita per l’inizio del semestre italiano in Europa. Condanna comunitaria vicina con relativa multa
Con 22 voti a favore e 18 contrari, le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, «hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini che in queste settimane hanno sottoscritto le petizioni e testimoniato la loro indignazione a Governo e politica».
Determinante, denunciano le associazioni ambientaliste in una nota, «il cambio di posizione del Governo, che cedendo alle pressioni dei senatori filo venatori, ha in extremis modificato il testo originale del decreto 91 che prevedeva il divieto di cattura e la limitazione della detenzione dei richiami vivi». Le associazioni Animalisti italiani, Cabs, Enpa, Lac, Lav, Lipu-birdlife Italia, Oipa e Wwf Italia parlano di «una delle pagine più penose degli ultimi anni”. «Determinante, inoltre, il voto dei senatori del Pd, che con le encomiabili eccezioni di Laura Puppato e Monica Cirinnà, hanno votato compatti, su indicazione di partito, a sostegno di una delle pratiche più violente e subdole a danno degli uccelli selvatici». Contrari inoltre M5S e Sel «Si tratta di una delle pagine più penose degli ultimi anni, sotto il profilo del buon governo, della considerazione della natura, del riguardo ai cittadini italiani e del rispetto per le regole comunitarie - dichiarano le associazioni - Il Presidente Renzi e il Governo italiano entrano in Europa, per il semestre di Presidenza, con l’eredità di una procedura di infrazione aggravata, un deferimento alla Corte di Giustizia che da ieri è più vicino e con il fardello vergognoso della tortura legalizzata a milioni di piccoli uccelli migratori». «Tuttavia non è finita qui. Lavoreremo senza un attimo di sosta perché l’Europa punisca duramente l’arroganza italiana e la barbarie dei richiami vivi sparisca definitivamente dalla storia del nostro Paese».
(Fonte: Adnkronos)
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