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sabato 1 febbraio 2014

Luoghi infestati dai fantasmi Leggende metropolitane o altro?



Vecchie di anni e di secoli le leggende calabresi sono state oggetto di studio per molti ricercatori.
Addirittura la trasmissione Misteri condotta da Lorenzo Foschini più volte si è interessata dell’enigma che avvolge il ponte di Siano, il viadotto che collega il centro di Catanzaro con il borgo periferico. La storia inizia nel lontano 1936, quando Giuseppe Veraldi viene trovato ai piedi del viadotto. Si pensa immediatamente al suicidio. Ma dopo tre anni avviene qualcosa di inspiegabile.
Maria Talarico, un ragazza di diciassette anni, viene posseduta dallo spirito di Pepè.
Parla con la voce del defunto e descrive fatti e avvenimenti che solo il ragazzo può conoscere.
Come le circostanze della sua morte.
Non si è suicidato, ma è stato ubriacato, picchiato e poi trasportato sotto il ponte da quattro uomini di cui fa nome e cognome.
Le autorità giudiziarie non possono intervenire, perché le affermazioni non possono costituire prove dell’omicidio.
Si può parlare di soprannaturale? Secondo la Società Italiana di Metapsichica sì.
Molti studiosi hanno effettuato ricerche approfondite, hanno analizzato e studiato la ragazza.
La conclusione è sempre la stessa: “possessione spontanea da parte di entità disincarnata”.
A suffragare questa tesi interviene anche la teoria “dell’impregnazione psichica”, secondo cui al momento della morte, specialmente se violenta e improvvisa, l’individuo tende a emettere onde cerebrali molto intense.
Questi flussi finiscono per impregnare il luogo della morte, dando così vita a fenomeni paranormali.
Non è inoltre da escludere l’ipotesi che la Talarico, avendo assistito al ritrovamento del cadavere, abbia adattato una parte delle propria personalità con quella del defunto.
Nel 1939, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si diffonde scetticismo.
A Siano tutti credono alla storia soprannaturale. Il viadotto soprannominato “ponte maledetto” è meta di molti aspiranti suicidi che, spinti da motivi sconosciuti, scelgono di gettarsi nel vuoto. Ancora oggi il ponte è teatro di avvenimenti paranormali.
Sembra che sulla strada si aggirino spettri che in qualche occasione si rendono visibili, almeno a detta dei passanti.
Per esorcizzare il posto il Comune ha posto l’effigie della Madonna di Porto, che invita alla preghiera per tutte quelle anime che non riescono a riposare in pace.
Tuttavia si sono verificati altri casi di possessione che hanno coinvolto sensitivi.
Ma il limite tra realtà e finzione è sempre molto sottile.
Le conclusioni sono sempre troppo complesse.

Altro luogo infestato è l’ex palazzo De Nobili, oggi sede del Municipio di Catanzaro.
La storia vuole che Adele De Nobili abiti ancora l’edificio, perché addolorata della morte del proprio amato, ucciso dai fratelli.
Molti testimoni giurano di aver visto uno spettro vestito da suora nel palazzo.
Addirittura qualcuno ha più volte affermato di venir disturbato da avvenimenti paranormali: spostamenti di oggetti, aperture e chiusure di porte, rumore di catene ecc.
Secondo la leggenda lo spirito di Adele, ancora carico di rancore, visita il palazzo paterno con la speranza di incontrare il proprio amato.
L’anima vaga quindi nella dannazione eterna.

L’altra città calabrese scelta come dimora dai fantasmi è Crotone. Lo dimostrano il Castello Aragonese e il Liceo Classico, dove si dice che lo spirito di uno studente morto suicida vaghi tra le aule. Ovviamente sono solo dicerie.
Anche se c’è qualcuno che afferma di aver sentito lamenti nei corridoi della scuola.
Il castello Carlo V è oggetto di altri racconti.
La gente del posto narra la storia di un barone decaduto per aver tradito la propria famiglia. Sembra che per vendicarsi i familiari gli abbiano tagliato la mano e cavato gli occhi.
Nelle notti di luna piena è possibile sentire lamenti strazianti e vedere una sagoma scura che si aggira vicino le mura del castello.

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